strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Buona fortuna Mr Gorsky

12 commenti

Il 21 luglio 1969 avevo compiuto due anni da neanche due mesi.
Ero seduto su un pavimento di parquet, a casa.
I miei erano molto eccitati.
E c’erano delle figure grigie sullo schermo del televisore.
Non ricordo altro.

Era il primo degli eventi che avrebbero scandito la mia infanzia e che con tante altre cose che a raccontarle oggi paiono follie*, ha contribuito a fare di me ciò che sono.

Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna, se ne è andato.
Aveva ottantadue anni.

E io provo una grandissima tristezza.

Noi lo vogliamo ricordare così…

 

———————————————————————-

* lo Skylab, il Kon-tiki, Cosmos, gli aquanauti…

 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Buona fortuna Mr Gorsky

  1. La Luna lo aveva cambiato, ricordo di aver letto su un articolo che si era ritirato praticamente a fare vita quasi di clausura il giorno in cui aveva scoperto che il suo parrucchiere si rivendeva di nascosto i capelli che gli tagliava, ma questo è solo un esempio tra tanti.
    In pratica si era stancato di rispondere alle domande sul nostro satellite e su cosa si prova a camminarci sopra, magari nel profondo desiderava solo poterci tornare.
    Goodbye Mr. Armstrong.

  2. Io avevo 14 anni, e con mio padre rimasi alzata fino a tardi. Adesso non so perché, non credo più che l’uomo sia andato sulla Luna. Si, le idee che ho letto in rete sono responsabili di questo cambiamento.
    Però sono anch’io cambiata, non credo più nella scienza come un tempo.
    Mi ha fatto impressione leggere che Neil Armstrong è morto, con lui è morta un’illusione.
    Forse ci siamo andati sulla Luna, ma cosa cambia, non è servito a nulla. Almeno io la penso così.

  3. @Mary
    Ci siamo andati.
    Abbiamo le prove per dimostrarlo.
    I negazionisti sono solo persone che detestano l’idea che dei normali esseri umani possano fare qualcosa di grande.
    Ma noi possiamo.

  4. @Mary
    Mica è una religione che ci devi credere per fede.

  5. Suo malgrado era diventato un simbolo, il primo a cui si pensava alla voce “astronauta” nel mondo occidentale. Quanto alla veridicità delle missioni Apollo, ci sono tante di quelle prove a favore che è quasi imbarazzante parlarne.

  6. Io non ho visto lo sbarco in TV (mancava ancora un po’ alla mia nascita) ma avrei tanto voluto farlo. Per me lui era un simbolo, il raggiungimento e superamento dei limiti, la possibilità di fare qualcosa fino a prima inimmaginabile. Insomma, la sua morte mi rattrista tantissimo. Grazie per aver condiviso questa sua foto, è bellissima, piena di emozione.
    Ciao Neil!

  7. Buon viaggio, Neil…

  8. @Davide çAngelo non è una fede, ovviamente, però resta il mio interrogativo: a cosa è servito andare sulla Luna?

  9. @Mary
    È servito a due livelli.
    Primo – è servito a spingere avanti lo stato delle conoscenze.
    Il che sembra una cosa estremamente futile, finché non ci ricordiamo che da quelle conoscenze sono state ricavate delle tecnologie, e che quelle tecnologie sono qui, ora, e influenzano radicalmente la nostra vita.
    La TAC, ad esempio, che ci permette di diagnosticare molte malattie con ampio anticipo, facilitandone la cura, è una tecnologia derivata dalla ricerca spaziale.
    E naturalmente tutta la micro-elettronica alla base dei computer (che un tempo erano a valvole, e occupavano intere stanze), ha fatto grandi passi avanti grazie alla ricerca spaziale – il che significa, ad esempio, che internet è ciò che è perché c’è stata la missione Apollo.
    E non staremo qui a discutere di quanto l’esistenza e l’accessibilità di internet (grazie a piccoli computer domestici) abbia modificato la nostra cultura.
    E poi, certo, c’è il vecchio discorso che i moderni forni delle pizzerie sono dotati di un sistema di circolazione d’aria basato su quello delle capsule Apollo, per cui tutte le volte che mangi una buona pizza preparata in tempi brevi, lo devi al fatto che siamo andati sulla Luna.
    E poi avanti, dagli aspirapolvere agli allarmi antifumo passando per le padelle al teflon ed un sacco di altri prodotti per consumo immediato.
    Più tutto ciò che non sappiamo ancora potremo ricavare da quelle conoscenze, ma verrà col tempo, e potrebbe salvare vite, cambiare il mondo, chissà…
    Ma limitarsi alle ricadute pratiche è riduttivo.

    Secondo – è servito per affermare e definire la dignità dell’uomo al di fuori di sistemi di pensiero locali e soggettivi.
    Senza ricorrere a divinità locali o filosofi morti.
    Per la prima volta un organismo nato e cresciuto, ed evolutosi, su un corpo celeste ben definito, si è spostato coscientemente e consapevolmente su un altro corpo celeste.
    ha lasciato la biosfera terrestre, dove da sempre era nato e cresciuto, e si è spostato altrove.
    Abbiamo dimostrato di poter fare ciò che solo 50 anni prima veniva considerato impossibile, ed abbiamo portato la vita dove la vita non c’era.
    Abbiamo dato sostanza al vecchio precetto (mi pare fosse di Tsiolkovski) per cui la Terra è la culla dell’umanità, e nessuno passa tutta la vita nella culla, a meno di morire da piccolo.
    Abbiamo dimostrato che possiamo farlo.
    Dal luglio 1969 noi non siamo più una specie planetaria, siamo una specie interplanetaria.
    Noi siamo lo strumento col quale l’universo esplora e conosce se stesso, diceva Carl Sagan.
    Ciò comporta una responsabilità – che va a sommarsi alla responsabilità che deriva dall’essere una specie vivente e cosciente in un universo che può essere brulicante di vita o nel quale possiamo essere gli unici esseri viventi.
    In entrambi i casi (siamo soli, o non siamo soli) abbiamo una responsabilità colossale – e con l’allunaggio, abbiamo dimostrato di avere le capacità e lo spirito per estendere ed accettare tale responsabilità.

    È servito, in sostanza, per fare ancora una volta ciò che da sempre noi esseri umani facciamo – beh, ok, da 200.000 anni.
    Crescere, e conoscere il posto in cui viviamo.

  10. “I dinosauri si sono estinti perchè non avevano un programma spaziale.” (Arthur C. Clarke)

  11. Già, ottimo punto, buon vecchio Arthur C.

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