strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tutto quello che dovevo sapere della vita…

6 commenti

OK, è cominciata ieri, come al solito per colpa di Alex Girola.
Si parlava di depressione, di star male, di questo profondo senso di infelicità che a volte rischia di sopraffarci.
E Alex ha sfornato una delle sue citazioni, presa dall’ultimo (?) film di Rocky…

“Nessuno può colpire duro quanto può colpire la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, a come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti.
Un uomo vince solo se sa resistere… non se ne va in giro a puntare il dito contro chi non c’entra, accusando prima questo e poi quell’altro di quanto sbaglia… i vigliacchi fanno così!”

E io mi sono ricordato di quei vecchi poster che giravano con scritto “Tutto quello che dovevo sapere della vita l’ho imparato da Star Trek”, e mi sono ricordato che dovevo fare un post su cinque cose imparate dai protagonisti dei romanzi che mi piacciono, e così, facendo uno più uno, ho ottenuto un numero che oscilla tra l’uno e il tre, e che mi pare abbia un certo senso.
Ma ho deciso di usare un solo autore.
Così, per pigrizia.

Perciò, ecco a voi Tutto quello che dovevo sapere della vita l’ho imparato daTravis McGee.
O, piccolo prontuario filosofico per quando infuria la tempesta... *

A Deadly Shade of Gold, 1965…

L’unica cosa al mondo che valga la pena è la strana, toccante, patetica, colossale nobiltà di spirito dell’essere umano.

Darker than Amber, 1966…

Si può essere a proprio agio solo con quelle persone alle quali si può dire qualsiasi dannata sciocchezza che ci passa per la testa, sapendo che ci risponderanno a tono, e sapendo che ogni incomprensione verrà strapazzata sul momento, piuttosto che sepolta in profondità dandole l’opportunità di incancrenire.

E ancora da Darker than Amber

La maggior parte delle persone sono [cieche]. La vista è ciò che usano per andare in giro senza andare a sbattere negli oggetti. Ma non trovano valore estetico in ciò che vedono.
[…]
Un numero spaventoso di persone a questo mondo non si accorgono della vivida realtà degli esserui umani che le circondano. È la completa mancanza di empatia in azione. Credono di essere reali, loro, naturalmente, eppure gli manca l’immaginazione per accorgersi che anche le altre persone sono reali allo stesso modo e negli stessi termini. Perciò, anche se seguono le convenzioni sociali obbligatorie e le relazioni personali, tutte le altre persone per loro sono oggetti e non persone. Se tutte le altre persone sono oggetti, allora non c’è alcun trauma psicologico nel trattarli come oggetti.

The Scarlet Ruse, 1973…

Ho imparato a fidarmi delle mie ansie indefinite. Sono sentinelle che montano la guardia. Devo scoprire se sono state messe sul chi vive da ombre o da realtà. Se gridano al lupo diciannove volte e la ventesima c’è un vero lupo, è meglio controllare, ogni volta, piuttosto che girarsi dall’altra parte e tornare a dormire e rimetterci la gola.

Lonely Silver Rain, 1985…

Negli ultimi anni sono diventato sempre più spiacevolmente consapevole che un giorno, da qualche parte, tirerò il mio ultimo respiro, ed una grand eporta di ferro si chiuderà con un boato, lasciandomi nel buio dalla parte sbagliata della porta. Ma per ora c’è una finestrain quella porta. Una promessa di luce. Un modo per continuare.

E poi una classica di John D. MacDonald presa da una sua intervista…

Se le carte ti dicono male, rimescola il mazzo.

E per chiudere, un piccolo extra…

Alcuni di noi trovano la strada con una sola piccola luce a guidarli; altri si perdono anche se le costellazioni sono chiare come luci al neon. Può darsi che l’etica non sia situazionale, ma i sentimenti lo sono. Impariamo ad adattarci, e, col passare del tempo, le stelle che usiamo come nostra guida vengono a risiedere dentro anziché fuori di noi.

Elvis Cole, in L.A. Requiem, di Robert Crais (1999)

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* questo post è in parte connesso a quello che trovate qui

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Tutto quello che dovevo sapere della vita…

  1. Non pensavo di generare un post… però mi fa piacere 🙂
    L’idea tra l’altro è bella e potrei anche copiartela (limitatamente ai libri, perché con le citazioni da film ho già dato nell’estate 2011).
    Un solo autore? Mmm… Nel mio caso la vedo dura… credo che spazierò!

    E comunque la citazione di Darker tha Amber è fantastica.

  2. Meme:-)

    🙂

    bellissime le citazioni

  3. La terza citazione che fai è una cosa sulla quale ho riflettuto spesso anch’io, ma non sono mai riuscito a esprimerla così chiaramente. Ottimo post e splendida scelta dei passaggi. 🙂

  4. Che tu ci creda o no anch’io stavo ripensando a quella citazione di Rocky proprio un paio di giorni fa.

  5. Splendide..si, un meme ci starebbe xD.
    E in questi giorni ho sentito/visto/letto quel discorsi di Rocky più volte di quanto abbia fatto in una vita intera…ma è sempre significativo.

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