strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Piani per settembre

6 commenti

Tre libri mi faranno molta compagnia nei prossimi mesi.
Non si tratta di testi che possano interessare molto i miei lettori, ma chissà… schediamo quanto segue come cat blog.

Il primo volume, al quale dedicherò soprattutto le mattinate, è Serious Microhydro, la bibbia della generazione elettrica attraverso generatori idroelettrici tascabili.
L’ho già usato, come guida per il mio lavoro, in questi tre anni, ma ora che si tratta di scrivere la tesi, e di dare forma concreta ai progetti fin qui delineati, questo volume dovrò impararlo a memoria…. dovrò respirarlo, viverlo, sognarmelo di notte.
Ed è interessante, io credo, che questo volume raccolga trent’anni di articoli tecnici comparsi su riviste che tecniche non erano.
Questo volume include cose strane come il metodo per valutarela portata di un torrente immergendoci i piedi, e come farsi in casa le turbine Pelton… roba da pionieri.
Nei tempi gloriosi, la microgenerazione era una cosa da survivalist, da eremiti, da hippie.
Oggi è la voce principale nel bilancio energetico di molte nazioni emergenti.
I tempi cambiano.

Il secondo volume, che occuperà le prime due ore del pomeriggio, è Bayesian Methods for Ecology, e rappresenta, se vogliamo, il mio Piano B.
Per molti anni, dopo aver imparato i rudimenti da autodidatta, ho insegnato statistica ai miei colleghi geologi.
E per molti anni, la statistica bayesiana è rimasta al margine del mio campo d’azione e di competenze. Un approccio diverso all’analisi dei dati, che mi pare – da quel che ne capisco – molto più vicina alla logica scientifica che devo applicare al mio lavoro, della statistica frequenzialista.
Da anni combatto con la statistica bayesiana – ed ho mai scoperto che l’unica certezza è che qualsiasi testo sull’argomento che abbia nel titolo parole come “Introduzione”, “Semplice” o “Per Non Matematici” è una trappola dalla quale si esce col cervello fiammeggiante.
Perciò, capovolgiamo l’approccio – proviamo ad avvicinarci all’argomento attraverso quello che è, dopotutto, il mio ambito accademico.
Se dovesse funzionare, il mio corso di statistica per geologi, che dall’anno prossimo dovrebbe tornare sul mercato, in una forma o in un’altra, cambierebbe radicalmente.

E parlando di corsi, nelle due ore del tardo pomeriggio, complice una tanica di té molto forte, mi dedicherò alla lettura di The Taoist Classics, la serie di quattro ponderosi volumi tradotti da Thomas Cleary che riuniscono la bibliografia completa del Taoismo.
Il corso online è agli sgoccioli, e sarebbe antipatico non saper dare delle buone risposte alle domande dei partecipanti.
Quindi, ripassiamo i fondamentali.
Oltretutto, questi quattro volumi della Shambhala sono una specie di portafortuna – li acquistai coi soldi ricavati dal primo corso sul taoismo, tenuto nell’ormai lontano 2007.

E poi via.
Cena.
Una passeggiata per rimettere le articolazioni in ordine, poi si aggiorna il blog, e infine nel deserto televisivo, un buon romanzo o una bella raccolta di racconti prima di andare a dormire.
Il mio settembre è pianificato.

Oltre, si estendono le tenebre del mio dopo-borsa-di-studio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Piani per settembre

  1. Comunque vada, sarà un successo!

  2. Vorrei avere la tua fiducia.

  3. Ora ti farò una richiesta… Visto che spesso pubblichi questi mini elenchi di libri, ti chiedo se per caso hai tempo e voglia di mettere online una piccola lista di volumi per chi volesse avvicinarsi un pò alla geologia.
    Ultimamente con la macchina sto girando in lungo ed in largo per la mia provincia, ed un sacco di formazioni rocciose particolari, come calanchi in cui la stratigrafia si individua chiaramente, con fasce (si chiamano così?) di diversi colori e consistenze, oppure altri luoghi in cui speroni di roccia sbucano dal fianco dei monti con gli strati visibili a 45 gradi (su cui sono presenti alcune forature particolari che il mio occhio inesperto le ha viste come intrusioni di materiale meno duro che vento e pioggia nel corso del tempo hanno eroso più velocemente delle parti circostanti), ed altre ancora, mi stanno facendo voglia si saperne di più.
    E complice è anche la lettura di Red Mars, il vecchio KSR non lesina certo particolari di questo tipo nella descrizione di Marte 🙂

  4. Metto insieme un post per la settimana che viene, ok?
    Ah, e si chiamano strati o stratificazioni… 😉

  5. Grazie mille 😀
    In effetti lo sospettavo, ma a prima vista gli strati di diverse gradazioni di marrone mi hanno automaticamente portato alla mente le fasce e le bande di Giove, da qui il mio errore 😛

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