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Geologia per non geologi – una reading list

5 commenti

Questa sera il piano bar del fantastico lascia il fantastico, e anche il bar, e si porta il piano su e giù per le colline.
L’idea di partenza è semplice.
Il giovane Sekhemty da Amunaptra ci scrive…

Ultimamente con la macchina sto girando in lungo ed in largo per la mia provincia, ed un sacco di formazioni rocciose particolari, come calanchi in cui la stratigrafia si individua chiaramente, con fasce (si chiamano così?) di diversi colori e consistenze, oppure altri luoghi in cui speroni di roccia sbucano dal fianco dei monti con gli strati visibili a 45 gradi (su cui sono presenti alcune forature particolari che il mio occhio inesperto le ha viste come intrusioni di materiale meno duro che vento e pioggia nel corso del tempo hanno eroso più velocemente delle parti circostanti), ed altre ancora, mi stanno facendo voglia si saperne di più.

Già.
In fondo è così che abbiamo cominciato.
Si vaga per il territorio, si vedono rocce strane, si decide di indagare.
Non è un caso che fra i grandi paleontologi delle origini*, i primi fossero spesso medici condotti, che viaggiavano fra una fattoria e l’altra col calesse, o personaggi come l’archeologo Alfred Watkins, che da ragazzo faceva il conducente del carro delle consegne della birreria di famiglia.

Quindi, ciò che cercheremo di mettere giù, qui, è una lista di lettura per avvicinarsi alla geologia, e sapere cosa stiamo guardando, e perché.
Niente di troppo specialistico.
Ma cose solide.

Cominciamo con le basi.
Trovo su IBS che è ancora disponibile Introduzione alla Geologia, di Trevisan & Giglia.
Manuale storico.
Io vent’anni or sono, ci ho studiato geologia.
Il mio relatore di tesi, vent’anni prima di me, ci aveva studiato geologia.
Che dire – è chiaro, è conciso, è completo.
È vecchio.
Questo significa che – a meno di una riedizione aggiornata, che tuttavia non mi risulta – il testo ha un sacco di idee ormai superate.
Però per costruire una base, è ottimo.
Costa venti euri.
Ma rappresenta un buon punto d’inizio, piuttosto accessibile.

Per gli anglofoni, esiste un ottimo Geology for Dummies che si trova anche in formato Kindle, ed ho letto cose molto buone di Introduction to Geology, di Graham Park.
Entrambi viaggiano sulla decina di euro.

Poi, facciamoci un’idea di cosa ci circonda.
Gli anglosassoni hanno una vastissima scelta di testi sulla geologia delle loro terre – dalle guide alle camminate geologiche delel Highlands ad una colossale guida alla stratigrafia del West, ci sono cose splendide.
E da noi?
La Società Geologica Italiana pubblica le Guide Geologiche Regionali, che sono testi sontuosissimi e che difficilmente potrebbero interessare a qualcuno che non sia un geologo, o un raccoglione, anche perché non è che siano proprio ampiamente pubblicizzate.
Dal sito della SGI ne risultano disponibili 10 – sono costose e meno che comode da trasportare (parere personale), e conosco alcuni dei casi umani che le hanno compilate, poiché sono stati miei insegnanti.
Il fatto che fossero pessimi esseri umani non ne sminuisce d’altra parte le capacità professionali.
Sono scritte in linguaggio un po’ arido, ma tant’è.
Perciò, se mi trovo a girare per un’area specifica, posso procurarmi la guida opportuna, e sperare in bene.

Ciò su cui l’Italia marca veramente male sono i testi divulgativi.
Da noi divulgazione è ancora una brutta parola, e quindi i buoni libri divulgativi li traduciamo – se va bene – o ci tocca cercarli in originale, se va male**.
Chi si trovasse a vagabondare sull’Appennino, potrebbe trarre divertimento e giovamento dalla lettura di The Mountains of Saint Francis, di Alvarez (che mi risulta sia stato tradotto anche nella nostra lingua).
Buona divulgazione, scientificamente ineccepibile, e con un sacco di dati di colore locale.

Altrettanto buono, divertente ed esaustivo, e vivamente consigliato, è The Earth, an Intimate History, di Richard Fortey, che su Amazon.co.uk si trova usato a un centesimo ed è una assoluta meraviglia.
Fortey è anche l’autore dell’ottimo The Hidden Landscape, sulla geologia vista viaggiando – ma è un testo limitato alle isole britanniche. Anche questo si trova a un centesimo su Amazon UK.
Aggiungiamo per far buon peso che qualunque cosa sia uscito dalla penna di Fortey vale la pena – il personaggio oltretutto è simpaticissimo.

Ma naturalmente, la parte più divertente è osservare la natura e trarre le nostre conclusioni informate.
Per far questo serve un buon testo di geologia di base (abbiamo detto che Trevisan & Giglia va benissimo), e poi ci serve un manuale fotografico che ci spieghi cosa stiamo vedendo.
Su Amazon si trovano ancora copie usate del simpatico, tascabilissimo Field Guide to Geological Structures, di John Roberts… che esiste anche in italiano, come Guida alla Strutture Geologiche, pubblicato da Franco Muzio dieci anni or sono.
Un’occhiata a bancarelle e remainders potrebbe aiutare.
Si tratta esattamente di ciò che ci dice l’etichetta – un volume tascabile, con le fotografie delle diverse strutture geologiche, ed una rapida descrizione della loro origine e delle dinamiche che le producono.
È un eccellente libriccino, che mi ha salvato un paio di esami e mi ha aiutato parecchio col lavoro di terreno.

Alla miscela poi io aggiungo sempre Il Sillabario della Natura, di Paul Krafel, che è un testo sui generis sull’osservazione della natura, e sul come individuare i gradienti e i trend che ne plasmano l’aspetto.
Si tratta di un manuale molto divertente e molto diretto, senza troppe giravolte, e basato su esempi molto pratici.

E poi?
Beh, poi, servono una macchina fotografica, un quaderno, una mappa.
E la voglia di guardarsi attorno.

————————————————————-

* Ci ho anche scritto un agile volumetto, che trovate qui.
O qui in versione pdf.
Così, tanto per fare un po’ di pubblicità.

** O aspettare che io completi la mia Storia Naturale della Valle Belbo, e trovi un editore.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Geologia per non geologi – una reading list

  1. Ti ringrazio per questo post “ad personam”, ottime indicazioni come sempre.
    Penso che mi orienterò su “introduzione alla geologia” e “guida alle strutture geologiche”, già messi in lista e da acquistare appena possibile.

    Non sapevo che la curiosità per le rocce fosse nata come diversivo durante i vagabondaggi anche ai professionisti del settore, a quanto pare è così che si trasmette il contagio 🙂

  2. Ti assicuro che vagabondando ho scovato posti spettacolari, strutture geologiche incredibili e ho conosciuto gente interessante.
    Nel ‘700 e ‘800, la passeggiata naturalistica era un caposaldo della classe media e superiore.
    La storia della geologia l’han fatta i curati di campagna, i medici condotti e l’occasionale birraio, più una manciata di nobiluomini sfaccendati (per lo più francesi).

  3. Già, le cose scoperte per caso spesso si rivelano parecchio interessanti. E vagabondare dà una bella mano al caso in questo senso!
    Io della geologia in fondo ho solo un’infarinatura dai tempi della scuola, e più che altro applicata agli scopi pratici della scienza delle costruzioni.
    Purtroppo quello delle applicazioni “utili” ed immediate spesso è il solo aspetto che interessa anche nell’insegnamento..

  4. E ci fosse cura almeno per le “applicazioni utili”! In Italia nemmeno quelle abbiamo salvato; insistiamo a costruire palazzine senza nemmeno sapere su cosa le appoggiamo. Potete vedere da voi con quali risultati.

  5. mah!! tralasciamo le strutture dove si basano è un punto dolente quello. Mhh ho fatto un anno in scienze geologiche a Palermo. Lasciai per scrupoli di coscienza, ma vale la pena rileggersi tutto ciò che si è memorizzato è magari dare uno sguardo anche a questo libri da 20 pezzi…..

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