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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nove Maestri, una Top Five (beh, ok…)

11 commenti

L’idea per questo post la rubo all’amico Alex Girola, che ha postato una sua lista di maestri su Plutonia Experiment.

È innegabile che per imparare a scrivere (anche un semplice tema sulle vacanze estive) è imortante leggere.
Come già osservato in passato, se leggere autori pessimi può essere uno stimolo a dimostrare di poter far meglio, è vero che leggere autori in gamba è una spinta amigliorare – oltre ad essere un campionario di opzioni, di strutture, di idee, di vocaboli.

Da tutti si impara qualcosa.
Ma alcuni restano più profondamente impressi, alcuni incidono di più.
Alcuni hannos critto libri che potremmo immaginare come manuali in un corso sulla scrittura attraverso la scrittura.

Quindi, non in un ordine particolare, una lista di autori con i quali sono in debito.
Se mai ho scritto qualcosa di buono, il merito è loro.

Raymond Chandler
Il modello di prosa standard in prima persona è probabilmente quello che preferisco, e nessuno supera Chandler in questa forma – neanche Hemingway.
E Chandler aggiunge un elemento importante, alla propria narrativa, vale a dire questa sua poetica dell’integrità.
La Semplice Arte del Delitto è costellato di idee che non condivido (a cominciare dalla cattiveria mostrata verso Dorothy Sayers), ma è probabilmente Il Lungo Addio il romanzo-manuale di riferimento.

Robert E. Howard
Al suo meglio, Howard era inarrivabile, al suo peggio era uno scribacchino orribile.
Ma se ci concentriamo sul meglio, possiamo scoprire un autore sofisticato, con un sacco di tecnica molto ben nascosta sotto la prosa irruenta.
Se da qualche parte bisogna cominciare, e quando si comincia si cerca unmodello da imitare, beh, si potrebbe trovare di peggio, molto di peggio.
Le storie di Solomon Kane, o una buona selezione di storie di Conan, sono un eccellente punto d’inizio.

Michael Moorcock
Quando ero ragazzo, Moorcock nel nostro paese aveva una pessima fama.
Era considerato un pennivendolo ripetitivo e privo di originalità.
Eppure, anche nei lavori più sciocchi, Moorcock mostra una tecnica eccellente, costruita su pochi meccanismi estremamente flessibili.
Tutto viene spiegato in dettaglio in Death is No Obstacle, anche se il libro di Moorcock che io metterei nel mio corso di scrittura attraverso gli scrittori resta Dancers at the End of Time.

Harlan Ellison
Scoprii Ellison in un racconto intitolato Jeffty Is Five, che fu come un giro in ottovolante – una volta sceso, era difficile mantenere l’equilibrio. L’idea che si potesse fare tanto con la narrativa breve, che si potesse scrivere una storia tanto semplice nelle sue premesse e tanto significativa nei suoi contenuti… ah, è il genere di cosa che ti cambia radicalmente le prospettive.
Il massiccio The Essential Ellison è ovviamente la bibbia sulal quale giuro e spergiuro.

Lyon Sprague De Camp
L’autore che è bello odiare (per molti) è la persona che ha certamente definito il mio modo di intendere il fantasy – quando provo a scriverlo. Il mio primo fantasy fu Il Castello d’Acciaio, di De Camp e Pratt, e da allora non riesco a imbattermi in un eroico cavaliere o in un potente stregone senza cominciare a sghignazzare e a domandarmi cosa ne verrebbe fuori se le logiche implicazioni venisse roportate alle loro estreme conseguenze.
Il libro fondamentale è Tales from Gavagan’s Bar – che è finalmente stato ridistribuito in ebook!

Gene Wolfe
Se si devono avere degli idoli, è bene che questi siano idoli inarrivabili. Leggo il Ciclo del Nuovo Sole una volta ogni due anni, più o meno, da quando l’ho scoperto nell’edizione Fantacollana.
E nel frattempo leggo qualsiais altra cosa mi capiti a portata di mano di Gene Wolfe. Credo non esista autore più pensato e strutturato, nessuno che pianifichi i propri romanzi con tanta meticolosità, e che renda la vita tanto difficile ai suoi lettori.
Per questo mi piace, per questo mi piacerebbe saper fare altrettanto.

Fritz Leiber
Inutile dilungarsi. Come osservò C.J. Cherryh, leggi Leiber e sulla pagina “non c’è una parola superflua”. Ogni parola conta, ogni frase svolge una funzione all’interno della narrazione, porta avanti la storia e definisce l’ambiente.
Straordinario nella sua capacità di spaziare su qualsiasi genere.
Geniale.
Ci sono tanti “Best of” ai quali appoggiarsi per imparare.

M. John Harrison
Un altro autore strutturatissimo, con una prosa estremamente densa ed una poetica estremamente definita. A volte estremo nei suoi giudizi e comunque impossibile da imitare, è un altro di quegli autori che bisogna leggere per imparare che i confini che ci hanno insegnato non esistono.
La scelta ovvia è Viriconium, ma A Course of the Heart è altrettanto fondamentale.

Tom Robbins
Come ho già detto altrove, leggere Natura Morta con Picchio mandò a gambe all’aria tutto ciò che avevo imparato dal mio primo manuale di scrittura.
Tutto.
La dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno (ed in quel momento io ne avevo maledettamente bisogno) i come il linguaggio sia flessibile, duttile e adattabile.
Di come sia possibile dire ciò che si vuole come si vuole, apatto di avere le idee chiare, ed abbastanza facciatosta.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Nove Maestri, una Top Five (beh, ok…)

  1. Mah, solo per restare nel fantastico mancano almeno Lovecraft, Zelazny, Asprin (mai letto il suo mondo dei ladri?) , Tanith Lee, Holdstock e Bukowsky, tra gli italiani perlomeno Buzzati… 🙂

  2. Sai come la penso su Howard, Woofe e Moorcock. Su Leiber rimpiango i libri che non ha potuto scrivere quando era schiavo dell’ alcol, su Ellison penso a quanto c’ è del suo carattere e della sua personalitá spigolosa nei suoi scritti.
    Alla fine se ci pensi sono state due figure antitetiche anche in questo: i difetti di Leiber hanno limitato la sua narrativa, mentre i difetti comportamentali di Ellison hanno fatto l’ opposto migliorando i suoi scritti.

  3. Wolfe ti fa proprio venire voglia di scrivere come Wolfe.

  4. Ahi ahi ahi, cattivone per tutti i nomi che ti sei dimenticato di fare (ovviamente scherzo, sai com’è…)

    Fritz Leiber lo metterei anch’io nella mia top 5, intercambiabile con qualcuno, magari Brooks. Idem per Moorcock.

  5. Fritz Leiber piace molto anche a me!
    Moorcock… beh, capisco come lo si possa ritenere uno scribacchino. Prima di avvicinarmi a Elric, da più parti leggevo commenti nel migliore dei casi distaccati. Poi l’ho letto e ora mi piace molto. Considero però “Modern Times” praticamente illeggibile.

  6. Pingback: Top 5: Maestri di scrittura « angelobenuzzi

  7. Hm… mi piace, questa cosa. You don’t object if I pilfer the notion, do you? 🙂

  8. Conosco Howard, Lieber, Sprague de Camp e naturalmente Chandler, purtroppo non mi è mai capitato sott’occhio nessuno degli altri autori. Dov’è che si nascondono?

  9. @laClarina
    Pilfer away.

    @Giorgia
    … si nascondono dove si legge buona letteratura.
    Non conoscere Moorcock è criminale – ma viene ristampato malissimo, e delle sue cose recenti qui da noi s’è visto pochino.
    Di Gene Wolfe hanno di fresco ristampato il Ciclo dl Nuovo Sole con le copertine emo per piacere agli orfanelli di Twatlite… provo compassione per i poveracci, quando proveranno a leggerlo.
    M. John Harrison… Urania sta pubblicando in integrale la sua trilogia del Kefauchi Tract… ma Harrison va letto in originale.
    Lo stesso discorso vale per Ellison, che ha scritto quasi esclusivamente narrativa breve (oltre a collaborare su robetta del tipo di Star Trek, Babylon Five…), e che nel nostro paese è criminalmente assente.
    Tom Robbins lo trovi nella sezione mainstream delle librerie – ammesso che lo trovi.
    Aveva avuto un ritorno di popolarità nel nostro paese negli anni ’90, ma rimane troppo intelligente ed anarchico per avere un successo durevole presso il pubblico generalista. Natura Morta con Picchio resta un testo indispensabile. Meglio se in originale.

  10. Ecco, ci faresti una guida alla lettura del Moorcock non-melniboneano? Sarebbe una bella cosa e utile. Grazie.

  11. Pingback: Maestri di fotografia

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