strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nuovo progetto, nuovo formato, nuova sfida

8 commenti

L’idea era lì che covava da anni.
Anni.
Il fatto è che, l’ho già detto in passato, io mi sono stancato di partecipare a convegni, conferenze, congressi e lezioni, e subire inammissibili pipponi soporiferi da parte di professionisti certo preparatissimi, ma che credono che conoscere l’argomento di cui parlare – ed avere le slide su PowerPoint – sia sufficiente per fare una buona presentazione.

La famosa Morte da PowerPoint è ancora una delle principali cause di traumi fisici e mentali nei partecipanti a corsi, conferenze, congressi.
Ma non è solo PowerPoint – o software equivalenti – ad essere un problema.
Il problema è che la scuola, l’università, non ci insegna a comunicare in maniera efficiente e non traumatica.

A riguardo, io non è che sia nato con le competenze in tasca.
Anzi, io ho sempre detestato parlare in pubblico.
Ma proprio per questo, quando dopo la laurea è parso evidente che per pagarmi la pizza avrei dovuto parlare in pubblico, beh, ho studiato.
Gli inglesi hanno manuali per qualsiasi cosa, ricordate.
Ed in dieci anni, se il parlare in pubblico non è che mi sia diventato più gradito, per lo meno mi è diventato più facile.
Appiccico “Esperto di comunicazione” sul mio curriculum, e le persone vengono a farmi i complimenti dopo le mie conferenze.

Ho offerto per la prima volta all’università un corso su come usare PowerPoint senza ammazzare il pubblico nel 2003.
Da allora ho provato più e più volte a riproporre l’idea, ottenendo sempre risposte negative.
Sì, ok, l’idea piace, ma un corso per parlare in pubblico?
Andiamo… tutti sono capaci a parlare.
Specie se parlano di qualcosa che conoscono bene.
Già, certo… come no.

Attualmente c’è una scuola che ha il mio programma per un corso breve di PowerPoint – attendiamo fiduciosi gli sviluppi.
Ma nel frattempo…

Nel frattempo l’idea è questa.

Mettere insieme un manuale, costruito più o meno sulle stesse linee di quello messo online da Sinead MacManus.
Una trentina di pagine, che tocchino altrettanti argomenti-chiave, con un sacco di link e una formattazione adatta alla lettura su schermo.
In pdf – che è vecchio, superato, bla bla bla ma dati alla mano è ancora il più richiesto.
Un manuale su come si prepara e si propone una presentazione in PowerPoint (o altro software simile):
. per evitare imbarazzi, per per evitare di fare del male al nostro pubblico.
. una cosa che io possa usare come manuale qualora il corso venisse approvato.
. una cosa che io possa distribuire attraverso il web.

E l’idea è di farlo in un weekend.
Cominciando venerdì (domani) dopo le 5, e finendo domenica – in modo da poter mettere il risultato online lunedì.
E questo non tanto perché io sia il Tarzan della microsaggistica, quanto perché…

a . ho tutto il materiale che mi serve
b . ho un sacco di cose da fare, e quindi lavorare in tempi stretti è indispensabile

E quindi, mi sono trovato qualcosa da fare per questo finesettimana.

Salvo disastri, lunedì vedremo i risultati.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Nuovo progetto, nuovo formato, nuova sfida

  1. C’è bisogno di questi tipi di manuali. Non sai a quante riunioni/powerpoint soporifere e prive di significato ho assistito. L’ultima era sulle tecniche per evitare il Tomb Stoning con le saldatrici Pb-Free. Una roba con illustrazioni assurde, dalla vecchietta che fa la maglia all’aeroplanino che sorvola due case in croce… e tutti a domandarsi che diavolo c’entrassero!

    Non ci si può improvvisare comunicatori. La gente dovrebbe guardare le presentazioni di Apple e imparare. O per lo meno, evitare boiate che possono sembrare simpatiche ma che in certi contesti fanno solo perdere credito all’oratore!

  2. Bella idea. Mi accodo a Glauco, in particolare il mondo degli insegnanti ha fame (o dovrebbe averne) di roba del genere. Spesso con il lavoro che faccio (l’insegnante di teatro + altre amenità) mi trovo a fare lezione in licei/scuole medie… Il risultato, dopo una mia lezione di due ore, è che quando entra il professore e comincia a fare lezione, gli studenti vorrebbero suicidarsi. No, non me la voglio “tirare”, il problema è quantomai serio…
    Anche perchè spesso i professori non accettano questa loro manifesta incapacità, e tendono ad etichettare tutti quelli che non li ascoltano con lo sguardo bovino come “teppisti”, “ignoranti”, “casi umani” e via dicendo…
    Leggerò con attenzione il tuo saggio 🙂

  3. Ma non bastava il “Rem tene, verba sequentur” ? 🙂

  4. attendo fiducioso il risultato; ho cominciato a cambiare il mio approccio a conferenze e lezioni seguendo il tuo blog, e devo dire che i risultati si vedono!

  5. @Persippe: no. Rem tene, e impara la lingua.

  6. Aspettiamo il frutto delle tue fatiche!

  7. Bella idea. In effetti, il PPT è una sfida per molti professoroni. Alcuni pensano sia il diario della propria vita, possibilmente da ricoprire di scritte in tnr 06 in modo tale che il pubblico non riesca a leggere i loro segreti che, però, si sono degnati di rendere pubblici. Complimenti per l’idea!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.