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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nuovi idoli: Jeremy Nash

9 commenti

Roswell e l’Area 51.
I Rotoli del Mar Morto.
Gli Esseni e il Codice della Bibbia.
Il Mossad.
I Cristiani Sionisti.
Il Majestic 12.
La Tomba di Gesù Cristo.
La Seconda Venuta del Messia.
L’Apocalisse.

E questo è solo il primo volume di una trilogia.
Perciò, ammettiamolo fin da subito, Jeremy Nash è la miglior scoperta di questi ultimi mesi, e Frank Fiore entra immediatamente nella mia personale top ten di autori da seguire.

Ma procediamo con ordine…


Uno degli effetti più fastidiosi del grande successo de Il Codice da Vinci è che un sacco, ma proprio un sacco di cose che conoscevamo solo noi che frequentiamo la narrativa avventurosa, la fantascienza e il pulp, sono diventati di dominio pubblico.
Sei sul treno fra i pendolari, e due segretarie in minigonna disquisiscono di Rennes le Chateau e della Crociata contro i Catari, e tu ricordi quanta meraviglia, ai tempi delle medie, generò lo scoprire certe storie su libri acquistati usati sulle bancarelle, quante ore passate nelle sere d’estate sotto ad un lampione ai giardinetti, a chiacchierare di certe cose con gli amici.
Oltre ad aver perpetrato della narrativa scritta con mano pesantissima, Dan Brown è colpevole di aver rivelato al mondo i segreti della nostra adolescenza.
E poi, ha generato infiniti imitatori di bassa lega.

Immaginiamo quindi il piacere nello scoprire una serie di romanzi che contengono tutto ciò che tanto ci affascinava da ragazzi, e che filano come diretti, senza un momento di noia, senza una briciola di supponenza, senza una singola traccia di scrittura sciatta.
Belli, tesi, soddisfacenti e ben scritti.
Dopo tanto ciarpame, pare un miracolo.

Frank Fiore ha alle spalle una solidissima carriera come autore di manualistica e di non-fiction: quei libri dei quali andate a vedere il nome dell’auttore solo quando, arrivati a metà della lettura, vi dite che , ehi, questo tipo sa il fatto suo.
Con cinquanta milioni di copie vendute nel settore della manualistica, oltre ad una carriera di editorialista su tematiche relative a tecnologia e società, Fiore (che ha un cognome italiano, ma sta in Arizona) si è recentemente dedicato alla narrativa.
Ed il risultato è notevolissimo.

Jeremy Nash, protagonista di una trilogia fanta-archeologica, è un debunker, una di quelle persone che vivono per smascherare frodi e affermazioni sul paranormale*. Un passato in una scuola di gesuiti ed un nonno fortemente eccentrico sono le sue motivazioni principali, che si vanno ad innestare su un carattere ruvido, chiuso, a volte piuttosto scostante.
Già in questo, il lavoro di Fiore si discosta dai classici canoni dell’eroe action tutto d’un pezzo e (ammettiamolo) un po’ legnosetto ed alla lunga odioso.
Nash non è istantaneamente simpatico, e si conquista la simpatia de lettore capitolo dopo capitolo, nonostante la sua natura poco user-friendly.

A Taste of the Apocalypse, la prima avventura del buon Nash, lo vede costretto ad agire in seguito al rapimento di sua sorella.
C’è un diario misterioso scritto in codice, c’è un gruppo terroristico ben deciso a scatenare l’Apocalisse (o per lo meno la Terza Guerra Mondiale), c’è il furto di una colossale collezione di reliquie, c’è un mistero archeologico vecchio di 2000 anni.
Plot forse prevedibile perché “canonico”, ma mai telefonato – e con un paio di sorprese interessanti – divertente cast di protagonisti e comprimari, sapiente gestione dei cliché.
La struttura del romanzo è estremamente cinematografica – tanto che ciascun capitolo è, di fatto, una scena di un ipotetico film**.
Buona l’azione, molto buona la caratterizzazione.
Resta la gestione delle informazioni – leggetevi di nuovo il menù in apertura a questo pezzo, e domandatevi seriamente – come gestire quella gran massa di informazioni, evitando il terribile peccato mortale dell’infodump?
Beh, semplicemente, si può fare come fa l’autore – fregandosene dell’infodump, e inserendo brani espositivi in maniera intelligente, senza bastonarre il lettore con lunghi spiegoni.
Insomma, ottimo spettacolo.
E ce ne sono ancora due, di romanzi di Jeremy Nash – Seed e Black Sun.
Dei quali magari parleremo a suo tempo.
E sì, in Black Sun ci sono anche i Nazisti.
Perché noi valiamo.

I volumi si possono avere in ebook a circa 90 centesimi di euro al pezzo, o in un comodo “cofanetto” elettronico monovolume da un euro e mezzo.
Valgono ogni singolo dannatissimo centesimo speso.
Con gli interessi.
——————————————

* Insomma, l’antitesi di Giacobbo e compagnia danzante.

** Sì, sarebbe bello.
O una serie TV di alta qualità.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Nuovi idoli: Jeremy Nash

  1. Bello! Peccato che le copertine siano veramente inguardabili….ma se è vero (come non è vero) che l’abito non fa il monaco,,,

  2. E’ un piacere leggere queste segnalazioni. 😉

  3. Scusa Davide,ma l’errore e` tuo: quando sei sul treno dei pendolari e ci sono le segretarie in minigonna tu ti devi concentrare sulle minigonne, non su i libri di Dan Brown!

  4. Non oso immaginare quanta robaccia ti sei dovuto sorbire tra i Dan Brown wanna-be prima di trovare qualcosa di effettivamente meritevole!

  5. @Wolframius
    Meno di quanto si potrebbe pensare – le ciofeche, specie a questo livello, si individuano a pagina dieci. Se per pagina trenta non ci sono segni di redenzione, si passa al successivo.

    @weirdcollector
    Sì, le copertine sono un po’… originali.
    Però ci stanno col clima da pulp dell’intera operazione.

    @Umberto
    … poi naturalmente le due segretarie in mini le puoi sempre rimorchiare spacciandoti per esperto di misteri e criptozoologia.
    “Vuoi vedere la mia collezione di criptidi?”

    @Nick
    Ogni tanto qualcosa di buono si trova.
    Anzi, più spesso di quanto si potrebbe pensare.

  6. Dici che me l’hai venduto? 😉
    Comunque ha ragione Wolframius: le copertine sono bruttarelle.

  7. Non solo… sul Kindle le vedi in bianco e nero.
    Io però dopo dieci minuti/un quarto d’ora che guardo la copertina, passo a leggere quello che c’è dentro.
    😛

  8. Appena metto mano al kindle lo prendo, maledetto tentatore! 😉

  9. Le copertine sono davvero davvero brutte. Il tizio che dà la faccia al signor Nash ha veramente un’aria ebete che non fa ben sperare, ma se dici che i romanzi valgono… Mmmmm…

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