strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un bilancio estemporaneo

12 commenti

Tempo di bilanci (anche se oggi è domenica e quindi li facciamo a mente, e si scrivono poi domani)

Nel 2009, il Ministero della Istruzione, Università e Ricerca mi incaricò di vedere se nella Valle del Metauro c’era un buon posto dove mettere un piccolo generatore idroelettrico.

Nei tre anni trascorsi, ho…

. studiato la morfologia delle valli del Metauro e del Foglia nelle Marche, del Tanaro e del Belbo in Piemonte
. localizzato posti buoni dove mettere un generatore
. imparato come si progettano impianti tascabili di generazione idroelettrica
. imparata la differenza fra una Turbina Pelton ed una Turbina Turgo
. svolte simulazioni statistiche per le diverse tipologie di generatore
. imparato a costruire un generatore idroelettrico con una vecchia lavatrice, una bicicletta e un paio di metri di tubo in PVC
. sviluppati sei progetti per altrettanti generatori
. partecipato ad un bando regionale per il finanziamento di 20.000 euro per un progetto di microcogenerazione
. imparato tutto quello che potevo sulle energie rinnovabili
. condotto una mezza dozzina di conferenze di sensibilizzazione della popolazione
. incontrato amministratori locali ed enti pubblici e avviato trattative per lo sviluppo di prototipi
. approfondita la questione legale della generazione privata di elettricità
. seguito sei corsi di aggiornamento (quattro dei quali via web)
. postato un numero imprecisato di articoli sul web
. proposto tre articoli ad altrettante riviste (in fase di valutazione)
. sviluppato un business model per creare una attività orientata allo sviluppo di impianti di microgenerazione
. prodotti tre report e (prossimamente) una tesi di dottorato

E l’impressione è molto forte che tutto questo andrà perduto, come lacrime nella pioggia.
È tempo di chiudere il progetto.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Un bilancio estemporaneo

  1. O.o…E cosa è cambiato da tre anni a ora?
    Se serviva all’epoca, perchè ora non più? D:

  2. Comprendo perfettamente il tuo stato d’animo. Anche io mi sono ritrovato a vedere le mie esperienze e le mie competenze svuotate di ogni valore, accartocciate e buttate via. O perlomeno non applicabili qui ed ora.
    In ogni caso non penso che sia tutto perduto. Il fatto che tutto questo non sia applicabile “qui ed ora” non significa che il “poi” e “altrove” siano obbligatoriamente preclusi. L’esperienza, le conoscenze e le capacità non te le ruba mica nessuno 🙂

  3. Perché non condividi con tutti noi la competenza di lavatrice+bicicletta+tubo pvc=generatore?? lo chiedo in nome della Teoria della Roba Figa nei Blog.

  4. @lu
    Conosco un tale che col giochino lavatrice+bicicletta+tubo pvc = generatore ha creato un’azienda che dà da lavorare dignitosamente a dieci persone.
    Certo, lui si trova nell’Africa Subsahariana, in un posto che ha una economia ridotta allo sfascio e gente col kalashnikov che gira per le strade.
    Com’era quella frase….? Ah, sì qui da noi non potrebbe mai funzionare.
    Sul farci un post, ci penserò.

  5. Queste cose mi mettono malinconia…

  6. concordo con alessandro, queste cose mettono malinconia. Soprattutto se penso a progetti falliti. Pratiche che vengono tenute chiuse per ripicca per mesi nei cassetti dei funzionari (così si vocifera). Imprenditori che non vogliono assumere apprendisti anche se verrebbero finanziati dall’UE. Tutto questo mi fa dire: “Tanto vale coltivare un pezzo di terreno, tenere un maiale e bersi un goccio di averna ogni sera e mandare tutti a fanculo…

    P.S Ne approfitto, anche se non è educato, per postarvi il link del mio blog (http://ilgiurimprudente.wordpress.com/2012/10/14/5-parole-che-mi-affascinano/).

  7. tu chiudi, io dopo domani cerco di “aprire”, nel senso che ho il colloquio d’esame per l’ingresso al dottorato, in archeologia dei paesaggi..spero che la congiuntura porti fortuna..comunque si, mi accodo all’appello sul post! e soprattutto, dove pubblichi online? ho provato, senza successo, a cercarti su academia.edu ..

  8. Non tutto si perderà. Ti rimane un titolo di studio (che qui vale poco, tanto per cambiare), avrai delle pubblicazioni e hai un sacco di esperienza in un settore che, prima o poi, dovrà essere preso seriamente in considerazione.

  9. Cito: “Nel 2009, il Ministero della Istruzione, Università e Ricerca mi incaricò di vedere se nella Valle del Metauro c’era un buon posto dove mettere un piccolo generatore idroelettrico”.
    Quindi tu giustamente hai studiato la morfologia delle valli ed hai localizzato il posto migliore dove mettere un generatore.
    Solo per capire…. Ma tutto il lavoro successivo fatto di incontri con amministratori locali, conferenze di sensibilizzazione, articoli sul web, business model e via discorrendo era richiesto dal Ministero?

  10. caro Davide, ti leggo spesso (ho anche comprato la primissima versione del crocevia, quella tutta buggata!), anche se commento raramente.
    anche io mi sono trovato più o meno nella tua situazione, con molte meno esperienze, con un dottorato assai meno spendibile (linguistica computazionale… esticazzi) e in una fase della mia vita in cui… beh, molto era diverso, vuoi per figli, vuoi per altro.
    mi sono barcamenato per circa tre anni, poi ho incontrato altra gente con formazione, punti di partenza diversi e simili aspettative e ho fatto, in fondo in maniera poco consapevole, il salto.
    alla fin fine, è più facile rimanere in piedi se trovi qualcun altro con cui costruire qualcosa (e venderlo, è chiaro). so che è una cosa che ho già scritto, anche qui, ma davvero la vedo come l’unica soluzione possibile: per me è partito tutto da un amico che voleva vendere l’idea di un prodotto informatico e non sapeva come produrlo. e credeva che io sapessi farlo.
    sono stato fortunato, come in molte altre cose, ma sono anche riuscito a sfruttare quel che il dottorato mi aveva offerto e qualcos’altro che mi ero preso io passando.
    boh, non so dove volevo arrivare quando ho iniziato questo commento (è uno dei motivi per cui commento poco), e mi aspettano ancora un paio d’ore di lavoro, ma, ecco, quando leggo post come il tuo, penso all’enorme ricchezza (intellettuale, umana) che c’è in giro e che non riesce ad esprimersi solo perché è disorganizzata e mi piacerebbe avere molte altre idee da mettere in piedi per avviare cose, ma poi mi rendo conto che 1) non sono così creativo come mi piace immaginarmi e, soprattutto, 2) in questo modo sarebbe una ricchezza incompleta, perché non è partita da sé.
    eppure tutta questa ricchezza, ne sono convinto, a un certo punto trova una via e diventa parte del tutto.
    ben, meglio che smetta, inizio a straparlare.
    buona fortuna.

  11. buongiorno Davide,
    considerando i tuoi tre anni di esperienza, e la passione che sembra trasparire per il settore ed essendo che anch io mi occupo (o meglio ci provo) di energie rinnovabili, perchè non approfondire un pò e provare una sinergia?

    tu sei ingegnere ? specializzazione?
    se vuoi scrivimi rossoroyale@yahoo.it ..mai dire mai.. che salti fuori qualche idea da portare avanti insieme

    ciao,

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