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Audiodrammi – una Top Five

9 commenti

OK, una specie di post del piano bar del fantastico.
La mia amica la Clarina vuole fare un film muto.
E io invece voglio fare un radiodramma.
Strana gente, eh?

Radiodrammi.
Si tratterebbe di quel genere di narrativa nella quale un certo numero di attori interprerta una sceneggiatura, con l’ausilio di una colonna sonora e di una serie di effetti sonori.
Ai vecchi tempi, quando gli uomini erano veri uomini, e le donne erano vere donne, li passava la radio, e venivano sponsorizzati dalla Lux, o da marche di sigarette.
Ci lavorava gente come Orson Welles.
O i grandi attori facevano versioni solo audio di film popolari ai quali avevano partecipato – Casablanca, Lo Sparviero del Mare…

Ci hanno fatto anche un paio di film piuttosto divertenti, su quella cultura – Zia Giulia e la Telenovela, con un giovane Keanu Reeves, un Peter Falk colossale ed una splendida Barbara Hershey.
E poi c’è Luna di Miele Stregata, con Gene Wilder e Gilda Radner, e Dom DeLuise… quello nel quale cantano Balling the Jack…

Ma veniamo al presente.
C’è ancora spazio per i radiodrammi?
La risposta è, maledizione, sì.

In prima battuta, esiste un vasto giacimento di originali che si possono ascoltare attraverso la rete – ne trovate una buona selezione nell’Internet archive.
Io consiglio in particolare X Minus One, una serie di adattamenti di racconti di fantascienza apparsi su Astounding e su Galaxy.

Ma c’è molto di più!
Con i moderni mezzi messi a nostra disposizione dalla scienza (aha! c’è forse frase più pulp?!), è possibile con un budget risicatissimo, una manciata di coraggiosi e qualche piccolo accorgimento, mettere in piedi spettacoli dignitosissimi, che educano ed intrattengono grandi e piccini.
E noi siamo qui oggi per parlare dei cinque migliori.
Perché è da loro, che dobbiamo imparare.

The Adventures of Luke Skywalker
Ne ho già parlato e non mi stancherò mai di parlarne.
Prodotto in occasione di una convention di fantascienza una quindicina di anni or sono, The Adventures of Luke Skywwalker è un gioiello – il copione originale di Star Wars, recitato live da un cast di attori e imitatori che usano le voci dei grandi del cinema anni ’40… Mickey Rooney fa Luke Skywalker, la Hepburn è Leia, Bogart fa Han Solo e Rin-Tin-Tin fa Chewbacca.
Ma è il Darth Vader di Bela Lugosi che ruba la scena.
Non mancano la colonna sonora di John Williams eseguita da una big band e gli effetti sonori d’epoca.
Prodotto in tiratura limitata e venduto per beneficienza, è uno degli autentici gioielli della mia collezione.
Il teaser a fine programma, annuncia per la prossima settimana, il radiodramma The Terminator, con Boris Karloff…

Dark Adventure Radio Theatre
I ragazzi della H.P. Lovecraft Historical Society sono i geni alle spalle del colossale The Call of Cthulhu, e la loro serie Dark Adventure Radio Theatre è una galleria di orrori… in senso buono.
Il mio impulso da fanboy sarebbe dare la palma dell’eccellenza a The Shadow Out of Time – che resta forse la mia storia lovecraftiana preferita – ma At The Mountains of Madness è il primo, ed i primi sono sempre vicini al nostro cuore.
E The Shadow over Innsmouth e The Dunwich Horror non sono da meno.
I titoli della Dark Adventure Radio Theatre sono tutti disponibili attraverso i soliti canali, dal sito della HPLHS al solito Amazon.
Il cofanettone contenente tutti e quattro i titoli resta inarrivabile.

Domino Lady – All’s Fair in War
Piccolo ma gustoso episodio radiofonico delle avventure della vendicatrice mascherata dei pulp, All’s Fair in Love è divertente, rapido, poco costoso.
Ne ho parlato in passato, e mi auguro davvero che la Audiocomics decida di farne una serie stabile.

E poi due (anzi tre!) dalla rete…

Gearheart
Un serial radiofonico dieselpunk?
Certo.
Ne ho parlato – e con entusiasmo – tempo addietro.
E continuo a definirla la miglior scoperta dell’anno.
Buona storia, personaggi eccellenti, un universo che è un piacere esplorare.
Prodotto magistralmente con risorse limitate ma usate benissimo.
Grande!
(e ci sono anche gli ebook)

Jake Sampson: Monster Hunter
Non privo di una certa ironia, Jake Sampson è un tributo ai vecchi eroi radiofonici come The Shadow e capisaldi come Doc Savage, non senza una strizzata d’occhio a Indiana Jones.
Gli anni ’30.
Un mondo costellato di misteri e popolato di stranezze.
Un investigatore privato che spesso si ritrova immischiato col sovrannaturale, un fedele compagno d’avventure, una giovane donna piena di risorse…
Divertente.

Un extra?
The Fantastic Worlds of Edgar Rice Burroughs ()
Dovrete pagare per sentire le storie di John carter, ma al momento Pellucidar è disponibile in streaming gratuito.

E per chiudere, consigliamo una puntata alla Radio Drama Directory.
Così, per apprezzare la varietà.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Audiodrammi – una Top Five

  1. Ecco, appunto: per scrivere l’articolo sui vecchi eroi del pulp stavo giusto studiando il radiodramma di The Shadow, poi tu salti fuori con questo post.
    Ammetto di non aver mai usufruito di questo genere, anche se mi incuriosisce. L’evoluzione naturale dovrebbe essere rappresentata dagli audiobook, giusto? Anche se lì manca tutta la drammaticità dei vecchi sceneggiato radiofonici. Certo che Dark Adventure è succulento…

  2. Da ascoltatore piuttosto affezionato di Radio3, devo dire che ho sviluppato un affetto e un coinvolgimento speciale per le riduzioni radiofoniche. Ad alta voce è una bellissima rubrica che ripropone grandi e piccoli classici della letteratura di tutti i tempi a opera di affermati attori. Non sono veri e propri radiodrammi ma rappresentano la vitalità del media. Ricordo invece una splendida versione di Macelleria Mobile di mezzanotte, su Radio2 anni fa. Sarebbe opportuno recuperarlo.

  3. Ho bellissimi ricordi di serate estive, nell’appartamento in cui trascorrevo le vacanze al mare da bimbo, con la radio che trasmetteva gialli a puntate. Eravamo negli anni ’70, e da allora non m’è più capitato di incontrarne, ma se alle volte sento una voce recitare alla radio, beh… non posso fare a meno di fermarmi e ascoltare.

  4. Fantastico. Potrebbe essere un’ottima scusa per esercitare un po’ l’Inglese.

  5. Mi attirano parecchio i radiodrammi della H.P.Lovecraft Historical Society,il cofanetto con tutti e quattro e proprio cosi inarrivabile?

  6. Che poi non è come se la tua amica Clarina non volesse fare anche un radiodramma… E in teoria avrei anche la compagnia teatrale disposta a tentare questo gioco. In teoria…
    In questa faccenda i miei numi tutelari sono Nizza&Morbelli – italiani, for once and for a wonder – e finora il mio posto di riferimento era la BBC, ma questo post apre un sacco di porte interessanti.

  7. @moretta
    L’ho visto recentemente in Amazon, il cofanetto, ad un prezzo agghiacciante.
    Ti conviene dare un’occhiata sul sito della HPLHS – e magari su iTunes – che io non frequento.
    Non saprei dirti invece riguardo a canali… alternativi (ma darci un’occhiata non costa nulla).

    @laClarina
    Avere gli attori è già un bel passo avanti.
    Di fatto si possono ottenere risultati altamente professionali anche con un semplice equipaggiamento di registrazione/masterizzazione domestico.
    Librerie di effetti sonori e quant’altro si trovano a prezzi minimi – o gratis.
    A questo punto resta il problema della selezione del testo – deve avere un cast variato ma non enorme (lo standard anni ’30 era 3-5 attori che facevano tutto), un po’ di varietà come luoghi e situazioni (perché sennò gli effetti sonori non servono a nulla), ed un target possibilmente molto ampio.
    Poi sai già che io adatterei qualcosa di Rider Haggard, o magari Lost Horizon di Hilton – avventura, esotismo, una spolverata di politica o di filosofia…
    Ma anche qualcosa di originale, e scritto ad hoc, in due/tre puntate (come è ad esempio l’episodio di Domino Lady citato qui sopra).
    Si registra, si mette a puntate in streaming su un sito web, e poi si produce il download/CD per chi lo vuole.
    Clamoroso successo.
    (c’è tutta la zona oscura della SIAE, specie per le musiche – serve un avvocato)

    Sui punti di riferimento – prova anche a dare un’occhiata alle produzioni della Big Finish, che sono quelli che fanno (o facevano) i radiodrammi della Beeb, e che come azienda indipendente producono materiale originale per il mercato dei CD.

  8. Ok, esco fuori dall’ombra dopo più un anno di silenziosa lettura (dai tempi del survival Blog per capirci) e finalmente mi faccio vivo.
    Perché solo ora? Fondamentalmente perché ho finalmente qualcosa da dire.
    1. Bel blog (non si scambi per captatio benevoletiae, mi attengo semplicemente ai fatti).
    2. Giusto un paio di giorni fa ho pubblicato un post molto simile sui radiodrammi (ed ora l’ho aggiornato con il link a questo) su http://www.damnscience.it . Ho scoperto un paio di perle in mezzo al marasma della rete che vale proprio la pena sentire.

    Ironia della sorte, sono anche io un dottorando nella città della Mole, mi sento un po’ un clone ma giuro che è pura casualità
    Saluti.

  9. Pingback: Radiodrammi – o dell’assenza di un pubblico | strategie evolutive

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