strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Farlo per soldi, farlo per amore

47 commenti

Questo post è (anche) una risposta pubblica alle sette mail private ricevute nella settimana passata, in seguito alla pubblicazione di due recensioni – questa e questa – fatte su libri non pagati di tasca, non ricevuti in regalo da amici, parenti, fidanzate, o vinti in improbabili concorsi o banchi di beneficenza, trovati abbandonati sul treno, ma ricevuti gratis dai rispettivi editori.

Rispondo, non perché io dia poi molta importanza alle mail in questione, ma perché mi pare un interessante spunto di riflessione.
Mettiamo giù allora un po’ di informazioni, tanto per dare un quadro generale della situazione.

Recensisco libri da molti anni.
Quando ancora esistevano le fanzine ciclostilate o fotocopiate, ho recensito libri, film e fumetti su varie fanzine.
Qualcuno ricorderà che ho parlato di steampunk la prima volta nel 1994.
O forse era il 1995.
Oltre che sul mio blog, ho recensito libri (narrativa e testi scientifici) per la rivista LN-LibriNuovi e polizieschi, noir e thriller per L’Indice dei Libri del Mese.
Mie recensioni sono comparse su diversi siti web – inclusa la webzine Il Futuro è Tornato, sulla quale spero compaiano ancora regolarmente per i prossimi strani eoni.
Ho anche scritto tre saggi critici pubblicati negli Stati Uniti – uno su Fritz Leiber, uno su William Peter Blatty, e uno su Thomas Harris.
Con l’eccezione de L’Indice – che mi assegna i libri da recensire sulla base della necessità, dell’offerta e del genere – ed alcune richieste dei lettori – come per esempio Il Piano Bar del Fantastico – normalmente recensisco ciò che mi pare.
E poiché io sottoscrivo la scuola di Siskel & Ebert di valutazione e recensione critica, è possibilissimo che io abbia recensito positivamente qualcosa che a voi non è piaciuto.
È più improbabile che io abbia recensito negativamente qualcosa che a voi è piaciuto, perché io di solito di ciò che non mi è piaciuto evito di parlare.
Oh,  e con la sola eccezione dei tre saggi pubblicati, non ho mai percepito un compenso per ciò che faccio.

Il fatto che io recentemente sia riuscito a qualificarmi come professional reader (è tutta da ridere), cosa che mi ha messo sul radar di alcune case editrici inglesi ed americane, non cambia sostanzialmente le cose.
Loro mi mandano le copie.
Io le recensisco.
Se il libro mi piace, e se gli accordi me lo consentono, pubblico anche qui la mia recensione.
Se il libro non mi piace ma mi offre la possibilità di fare un discorso interessante, anche; altrimenti, mi limito a consegnare una fredda disamina all’editore, con i miei complimenti.
Sia nel caso di recensioni positive che negative, ho finora sempre ricevuto cortesi lettere di ringraziamento dagli editori.
E anche, come dicevo, una manciata di mail da parte di miei lettori che preferiscono restare anonimi usando indirizzi fittizzi, e che mi chiedono…

OK, lo ammetto. Sarebbe grandissimo pubblicare una mia recensione qui sopra.

quanto prendi per fare il mercenario?
Nulla, se non i soldi che risparmio non dovendo acquistare libri che avrei letto comunque, e per i quali quindi avrei sborsato soldi veri.
Una delle cose interessanti, infatti, e che anche nel caso di copie invate da editori per recensione, visti gli accordi, sono io a scegliere cosa farmi spedire.
Per questo mi arrivano un sacco di saggi storici e scientifici, e un sacco di fantascienza e fantasy, ma niente erotica (e sì che ne sta uscendo una quantità), paranormal romance o young adult.

non credi che sia una mancanza di rispetto per chi legge il tuo blog?
No.
E mi piacerebbe sentire l’opinione di chi il blog lo legge, nei commenti.

non ti vergogni?
No.
Di recensire dei libri?
Come dicevo sopra, l’ho sempre fatto.
Considerando che io li scelgo, la provenienza è così critica?

dov’è la tua integrità?
Più o meno dove è sempre stata.
Mi incuriosisce che questa preoccupazione per la mia integrità si manifesti solo nel momento in cui annuncio che alcune mie recensioni sono fatte su richiesta degli editori.
Nessuno mi aveva mai domandato prima se io parlassi bene dei libri dei quali parlavo bene per qualche motivo occulto.
Ed ora che, per spirito di trasparenza, rendo noto il fatto – per me abbastanza lusinghiero – che alcuni testi non li pago, divento di colpo moralmente dubbio?

Com’è che nessuno piange sull’integrità di quelli che recensiscono libri che dichiarano apertamente di aver rubato?

e poi volevi che noi pagassimo per leggere il tuo blog?
No.
Ho detto semplicemente che pagare lo scrittore è una prassi normale nel resto dell’universo; la maggioranza dei lettori nel nostro paese – e l’han detto bene chiaro – non pagherebbero per leggere un blog, e questa è una aperta dichiarazione di mancanza di rispetto per il blogger e per il suo lavoro.
E a nessuno piace sentirsi dire di essere incidentale.

E poi, aspettate un attimo…
Non posso chiedere soldi per bloggare, perché nessuno me l’ha chiesto…
Non posso bloggare a richiesta perché la mia integrità ne è distrutta…
Voi non mi paghereste per bloggare, e vi infastidisce (o incuriosisce morbosamente) che qualcuno mi paghi per bloggare…
Se percepisco danaro attraverso il blog mi date del barbone, però vi aspettate che io paghi di tasca i libri dei quali vi parlo, altrimenti usate l’espressione prostituzione
E poi?
Ah, sì, è vero… e poi dovrei essere io a pagarvi per i vostri commenti.

Mah, andiamo avanti…

… e dopo le recensioni degli amiketti, ora anche le marchette…
Mai fatte recensioni per amiketti.
Anche perché io non uso espressioni da cerebroleso come amiketti.
Se un mio amico scrive qualcosa che non mi interessa, non lo leggo.
Se mi interessa e non mi piace, non lo recensisco.
Al massimo che non mi è piaciuto glielo dico in privato.
A costo di offendere l’amico – che però se è un amico, se ne parla e ci chiariamo in un attimo.
Niente amiketti, quindi, niente marchette.

Eppure nessuno pare stempiarsi particolarmente se la recensione di un libro compare assolutamente identica su dodici diversi blog e portali.
Strana gente.

Non credo che leggerò mai più il tuo blog.
Cercherò di sopravvivere.

Mi hai profondamente deluso.
Spero che tu sopravviva.

ma quanto ti danno?
Non tanto quanto vorrei.

ci sono cose più importanti dei soldi.
Indubbiamente.

spero ti diano un sacco di soldi per venderti.
Ma non avevamo appena lasciato questa festa?

… e nel caso ve lo domandaste, sì, c’è una certa ossessione per il fatto che io ricavi danaro dalle mie recensioni.
E come dicevo qui sopra, non c’è denaro coinvolto, se è questo che vi preoccupa.
Per lo meno non a questo livello (ecco, così avete qualcosa su cui farvi domande).

Questa foto mi piace molto e credo che l’adotterò come sfondo per il mio desktop.

A parte questo, non credo che cambierò radicalmente la gestione del blog in funzione di ciò che mi hanno scritto i sette anonimi (hmmmm, Brontolo, Pisolo, Dotto,…).
Continuerò a leggere i libri (e ascoltare i dischi, guardare i film, leggere i fumetti, mangiare i cibi e bere le bibite, origliare le conversazioni e scrivere le storie) che mi interessano.
Continuerò a parlarne, se riterrò che possa interessare a qualcuno.
Continuerò, in altre parole, a bloggare su tutto ciò che mi pare.

In fondo, questo è il mio blog.
Con tutto il rispetto per i miei molti, tut’altro che anonimi lettori, che ne giustificano l’esistenza.
(Grazie, ragazzi e ragazze).

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

47 thoughts on “Farlo per soldi, farlo per amore

  1. Sì, c’è questa ossessione sul fatto che qualcuno riesca unire passione e “guadagno”. Io ci vedo tanta invidia. La consueta: tu sai gestire meglio il blog, tanto da coniugare divertimento, passione e qualche piccolissimo introito (o risparmio). L’invidia irrita chi la riceve la consuma chi la vive come status abituale.
    Hai fatto bene a mettere i puntini sulle i e, da qui in poi, a fregartene.

  2. Non capisco proprio cosa ci sia di male se tu guadagnassi grazie a questo, quello che ti piace.
    Come dice alex, è il solito vecchio discorso dell’invidia e dell’incapacità di queste persona a fare quello che fai tu.
    A conti fatti, fregatene 😀

  3. Il pensiero che possano esserti arrivate critiche del genere mi lascia perplesso…
    Davvero il mondo ha ancora bisogno di spiegazioni? Uno non può fare quello che gli piace, magari anche guadagnandoci qualcosa (o risparmiando nel tuo caso) che l’invidia arriva a volo radente neanche fossimo in un film di guerra?
    hai fatto bene a chiarire e a mettere in chiaro come stanno le cose, anche se ho paura che l’ignoranza sia talmente radicata da risultare quasi impossibile da sradicare…

  4. visto che l’hai chiesto: credo sia un profondo segnale del rispetto che hai nei confronti dei lettori del tuo blog, il condividere comunque recensioni di libri scritte per la pubblicazione da altre parti. e comunque setta meglio l’antispam, perché “amiketti” non è cosa da lasciar passare così 🙂

  5. Sono con te su tutta la linea, Davide. Non credo proprio sia una mancanza di rispetto, anzi mi sembra un bel riconoscimento della qualità di quanto viene presentato sul tuo blog. E poi, metti anche il disclaimer sulle recensioni “professionali”: cosa si può pretendere di più?
    Parlando personalmente, l’unico possibile lato negativo è che forse leggero’ meno recensioni di fantastici ma oscuri capolavori del passato e più recensioni di novità, ma queste sono manie mie.

  6. Io ti auguro invece di continuare questo percorso, e credo che siamo tutti d’accordo, nel ritenere che di quei 7 lettori ne puoi fare a meno.

  7. Io trovo il fatto che tu abbia ricevuto 7 lettere di questo tono un segnale francamente preoccupante dello stato della nazione. Spero sia lo stesso cerebroleso/troll compulsivo che abbia scritto da sette account diversi per validare le sue tesi. Stiamo messi davvero male.

  8. Concordo pienamente con le tue parole, ti seguo da anni e continuerò a seguirti,

  9. Leggo il tuo blog proprio perchè recensisci i libri che leggi e le tue recensioni le trovo interessanti anche quando non coincidono con i miei gusti. Se tu ci guadagni pure buon per te. Quasi non capisco di cosa stiamo parlando…

  10. Grazie a tutti per i commenti.

  11. io penso che sette lettere sul numero di lettori di questo blog sia una percentuale più che trascurabile. E’ giusto che tu abbia risposto “pubblicamente” perché hai dato ancora una volta la dimostrazione della tua serietà e professionalità. Per quello che ho realizzato partendo dagli spunti di questo blog, dovrei pagarti una mensilità fissa (però se passi da Pescara, una cena te la offro volentieri).
    Quindi grazie e avanti così

  12. Ma anche se ti pagassero in denaro invece che con libri gratis cosa cambierebbe? Se io editore voglio sapere come ti è sembrato il romanzo X allora devi dirmi assolutamente cosa ne pensi e non conta se la tua opinione è positiva o negativa, se il libro ti ha fatto schifo mi conviene saperlo.

    Ed io ogni tanto un euro di donazione lo lascio volentieri.

  13. Same old, same old… e in più l’idea che essere pagati/compensati per esprimere un’opinione equivalga a vendere la propria… boh, anima? Ecco, tutta questa gente cui pare inconcepibile che un recensore sia in buona fede se non si procura ciò che recensisce col sudore della fronte (o in alternativa con il furto digitale…) mi sconcerta un nonnulla.

  14. Io posso capire se, dopo ventordici recensioni “pagate”, io mi sono comprato tutti i libri da te recensiti e non li abbia trovati nemmeno lontanamente belli e/o interessanti, allora e solo allora potrei nutrire dubbi sulla tua morale…ma se fino ad ora ho ritenuto che le tue recensioni, le tue opinioni e i tuoi ragionamenti, siano in linea con ciò che penso e ciò che mi piace…perché dubitare a priori che tu abbia venduto l’anima?

  15. Si perché invece i meccanismi che permettono di far lavorare qualcuno per poi rimpiazzarlo senza troppi problemi per non doverlo assumere, o che costringono a ritmi insostenibili, e via dicendo, sono moralmente ineccepibili e non costituiscono affatto un “vendersi”. Mah…

    Più che altro, quella foto piace molto anche a me ;-

  16. Credo che le sette mail siano dello stesso imbecille, ma se così non fosse sarebbe un’ulteriore conferma a quanto diciamo da qualche mese. In questo strano paese il pensiero che qualcuno possa guadagnarsi da vivere facendo qualcosa che gli piace crea a molti, troppi, degli scompensi emotivi al punto da portarli a esporsi in esternazioni fantasiose, per lo più errate e grondanti di bile. E non mi riferisco solo alle sciocchezze che ti hanno inviato per mail ma anche a dichiarazioni di gran lunga più pericolose, vedi le uscite del ministro Fornero dell’altro giorno

    • Beh, la Fornero ha detto di lavorare per senso del dovere.
      E di pagare tre milioni di euro di tasse l’anno.
      Il che lascia supporre che il senso del dovere paghi più del senso del ridicolo.

  17. Io da lettore non ci vedo niente di male se tu sul tuo blog inserisci recensioni “professionali”.
    Sinceramente non riesco nemmeno a capire la natura delle critiche.
    Si probabilmente è lo stesso Troll che ti ha scritto con più account diversi.

  18. Tutti improvvisamente diventati maestri di integrità e morale, eh?
    Rosiconi.
    Hai fatto bene a levarti questo sassolino dalla scarpa, Davide… 🙂

  19. Questo blog è stupendo. Punto.

  20. Ho recensito (senza essere pagato) un sacco di libri inviati dalle case editrici e non di rado, se la mia recensione era negativa, ci ho dovuto discutere. Riuscirà il nostro eroe a rimanere libero e indipendente e allo stesso tempo farsi dare dei quattrini? I miei migliori auguri. Comunque sempre meglio dire liberamente la propria che prendere quattro soldi per dire quello che piace agli altri.

  21. Francamente non capisco cosa abbiano da lamentarsi questi sette anonimi,le tue recensioni rimangono di buon livello e si tratta di libri che comunque avresti letto. Per certa gente ottenere rispetto e dignità facendo qualcosa che piace è evidentemente ancora un tabù.

  22. Io continuo a seguirti lo stesso. Poi, non è mica detto che le recensioni positive automaticamente portino all’acquisto del libro, evidentemente, per alcuni la cosa odiosa è che potrebbero pagare te.
    In fondo, Davide, questo post è una burla, vero? 🙂

  23. Una storia davvero comica, se non fosse agghiacciante. In un momento “difficile”, nel quale avere un’opinione seria e motivata – non la velina di un ufficio stampa – è diventato complicato come conquistare l’Everest due volte nello stesso anno, ci sono gli angioletti che deprecano. Notare che se non avessi specificato che si trattava di recensioni dietro richiesta nessuno avrebbe commentato. Il mio problema, per dire, è quello di ricevere la proposta di recensire positivamente brutti libri. In sostanza di prendere in giro la gente. Ma in fondo di che cosa mi preoccupo: se non lo scrivo prima nessuno avrà nulla da dire. Ah, l’invidia, che si veste sempre di nuovi colori.

  24. Speranzoso di essere tra gli amiketti, concordo del tutto con mcnab.

  25. Io non ci vedrei nulla di male nemmeno se tu venissi pagato in denaro contante (anzi te lo auguro).
    Tanto più che onestamente hai avvertito in cima alla recensione. Quindi, se qualcuno pensa che sia un’inserzione pubblicitaria, può cambiare canale.

    Mi stupisce molto che qualcuno si prenda la briga di crearsi uno (o più) account di posta elettronica per accusarti di venderti. Tanto più che il tuo blog è gratuito, e che si può semplicemente smettere di leggerlo.

    Ma immagino che queste persone inondino le caselle di posta di rai e mediaset, in una crociata contro gli spot..

  26. Non ti seguiranno più? Peccato, gli Dei degli abissi stellari esigono sempre nuovi sacrifici, perdere dei così buoni candidati è uno spreco…
    Comunque più passa tempo e più mi accordo che qualcuno ha ragione: la gente di questa pittoresca nazione “civile”, ha un enorme invidia e odio verso la felicità la passione e la stessa libertà altrui.
    Ma che la smettano di fare i choosy…

  27. Riguardo a questa faccenda volevo chiederti…
    Rispetto alle tue solite recensioni quelle che scrivi per l’editore sono, diciamo , più stringate.
    Hai un limite di parole?
    Perchè a me piacerebbero un po’ più lunghe, diciamo, qualche dettaglio in più come sono “le altre”… 🙂
    Per il resto, sono contentissima che ti regalino libri da recensire, non se ne ha mai abbastanza dei tuoi consigli! 😀

    • Le mie recensioni sono più stringate perché non sono fatte per un blog, e quindi non posso sbrodolarmi come vorrei… ma facendole in due lingue, posso aggirare il problema, e sbrodolarmi solo in italiano 😉

  28. Sono ovviamente d’accordissimo con tutto quello che hai scritto, sia qui che nei post su passione & pagaggio. Quel tizio è solo un imbecille, che in teoria non meritava considerazione, però rispondergli così è stato divertente.

  29. E’ prassi piuttosto diffusa che gli uffici stampa delle Case editrici stanzino un tot di copie saggio a scopo promozionale da inviare a giornalisti, testate online e ultimamente anche blogger (blogger meritevoli, per cui RICEVERE copie omaggio è una specie di attestato di stima). Ora la norma è non pagare i blogger per questo servizio. Data la copia, magari spedita con corriere (è sempre per loro un investimento) la cosa finisce li. La collaborazione continua, finchè la CE lo reputa nel suo interesse e può sempre finire senza motivo. Ora dicesi “marketta” ricevere soldi per fare una recensione positiva di un libro oggettivamente orrendo. Finchè uno dice quello che pensa di un libro senza guadagnarci niente mi sembra un po’ ridicolo accusarlo di alcunchè. Forse è ingiusto che uno faccia questo lavoro gratis, forse noi blogger siamo sfruttati. Ecco su questo dovrebbero riflettere i nostri lettori.

  30. Ha ragione, Davide: la gente a volte è strana… ed è un gentile eufemismo.

  31. [quote]non ti vergogni?[/quote]
    posso incorniciarlo? 😛

  32. Passione e guadagno? sono d’accordo. Da megalettrice onnivora quale sono, trovo le recensioni utilissime per orientarmi nel mare delle novità e per assaggiare i libri non ancora letti. Più le recensioni spaziano tra i prodotti editoriali meno comuni e più sono preziose. Son contenta che ti paghino.

  33. Non ci trovo nulla di male. Se mi interessa leggo, altrimenti passo, come un qualsiasi post di un qualsiasi blog che seguo. Mi fa sorridere l’ossessione per il guadagno. C’è da dire che le due recensioni che hai postato sono, in effetti, in accordo con l’idea che ho di “professional reader”. Non mi sembra così sconvolgente, anche se forse su di me fanno più presa post come la reading list sul fantasy. Ma è altamente soggettivo, non un giudizio di merito.
    Se riesci a guadagnare qualcosa, anche solo letture gratuite, tanto di cappello. E un pizzico di invidia, naturalmente! ^^

  34. mah, se qualcuno e’ disposto a pagare per fare quello che faresti comunque… perche’ no? E’ come se ci si incazzasse con uno a cui piace coltivare la terra perche’ gli danno soldi per una cassetta di mele e di pere. Non ha molto senso. O a uno chef perche’ ti fa pagare il pranzo. Il tempo e’ denaro, sempre. Sono ore di guadagno perse quelle che uno dedica alle proprie passion se non vengono monetarizzate, se vengono monetarizzate e’ un modo per mantenersi con le proprie passioni e avere piu’ tempo per praticarle

    (e per quanto riguarda il prostituirsi… se uno e’ bravo a fare sesso, gli piace, e’ un esibizionista e trova qualcuno disposto a pagare per I suoi filmini amatoriali o professionali… perche’ no?

    Da noi c’e’ questa idea che il porno e il sesso sono cose sporche e cattive. Ma, se non si e’ costretti e si fa per passione, sono scelte di vita come altre. Gente in gambissima le ha fatte, come Scott Styles, fisico molecolare e ingegnere dello Shuttle per le missioni operative alla NASA, o Mike Strother, ingegnere informatico sempre per la NASA e produttore di film porno e attore amatoriale di successo.)

  35. Prendendo la cosa un po’ alla larga, sto prendendo atto che se gli italiani si impoveriscono è anche (non solo, per carità, ma anche) perché molti provano, per qualche ragione, schifo per i soldi e per l’agio.

  36. @lamb-O: Non e’ che provano schifo a riceverli, provano schifo a darli: tutti ci e’ dovuto…
    Tutti giudicano le proprie attivita’ degne di merito e di essere pagate, pochi hanno lo stesso metro per il lavoro degli altri (che sia intrattenimento, quando piratiamo o paghiamo qualcola in un modo nel quale le royality non vanno agli autori, quando pretendiamo la consulenza gratuita, ecc…)

    Fra amici alcune cose possono starci (consulenza gratuita, prestare un libro, ecc…), ma di solito in quel caso il valore si ricambia con qualcosa di equivalente (aiuto, consigli, un altro libro, raccomandazioni,ecc…)

    Poi ovvio ci sono anche cose che non producono guadagno diretto, ma soddistano la nostra vanita’ (scrivere su un blog, ad esempio), perche’ quando iniziamo, nessuno viene a leggerci perche’ VUOLE leggerci, ma solo per curiosita’. Poi come tutte le cose, dalla manutenzione della motocicletta all’incisione del granello di riso, quando (e se) acquistiamo prima mestiere, poi tecnica e, poi arte, il valore effettivo del nostra vanita’ varia e se c’e’ un mercanto pronto ad investirci…

  37. “Com’è che nessuno piange sull’integrità di quelli che recensiscono libri che dichiarano apertamente di aver rubato?”

    Bravo. È che ci stanno tanti sfigati anche un po’ invidiosi, e che a giudicare gli altri sono severissimi ma poi sulle proprie lacune sono sempre tanto accomodanti e pronti a trovare giustificazione.

    Se anche gli editori ti dessero 10 mila euro a recensione tanto meglio per te, si vede che te li sei meritati e quegli altri rosichino pure.

    Simone

  38. A me sembra che vedere qualcuno che riesce anche a guadagnare facendo BENE qualcosa che gli piace dovrebbe fa accendere un po’ di speranza, dalla serie ” Dai, alla lunga magari anche io posso farcela…”, essere uno stimolo per andare avanti e migliorare, no?

  39. Il fatto che tu posso venir pagato per una recensione io lo trovo giusto.
    Non capisco perché ci si debba scandalizzare.
    Ormai ti leggo quotidianamente da alcune mesi e devo dire che ciò che scrivi ti permette di vantare un buon credito di credibilità nei confronti dei tuoi lettori.
    Io ritengo giusto che tu possa ottenere un compenso per le tue recensioni.
    Ho apprezzato molto anche il passo dove spiegavi che in passato pubblicavi solo le recensioni positive e tenevi per te quelle negative.
    Permettimi solo di sperare che, in un futuro prossimo, tu possa recensire anche un nuovo libro del buon Bruno Gambarotta. Sbaglio o mi sembrava di aver capito che ti aspettavi una sua imminente pubblicazione sui percorsi ciclabili torinesi?
    D.

  40. Anche a me, che scrivo molto meno e pochissimo di libri, arrivano libri da recensire.
    Non credo che per quella decina di euro, anche meno visto il valore di un libro, mi possa considerare un venduto..al massimo affittato 😀

    Scherzi a parte, ci sarà sempre qualcuno che ne pensa male ed altri bene.

  41. anche io leggo il tuo blog e le recensioni su richiesta non mi fanno caldo né freddo (da un punto di vista, ehm, deontologico. quanto al loro merito intrinseco, alcune mi piacciono, altre no. ma è un’altra cosa, no?)

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