strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Castelli in aria

13 commenti

Quando andavo all’università, leggevo con regolarità una rivista che si chiamava Classic CD.
Come forse ho già raccontato altrove, l’ora di musica delle medie mi aveva lasciato assolutamente traumatizzato riguardo alla musica classica, e Classic CD sopperiva alle mie carenze presentandosi come una rivista di musica classica fatta come le riviste di musica rock – un sacco di interviste, un sacco di recensioni, grafica aggressiva, buoni articoli di approfondimento, un CD accluso con una quantità di musica, talvolta due.
Tre rubriche fisse mi interessavano particolarmente – quella sulla musica antica e rinascimentale, le “prove su strada” nelle quali cinque o sei incisioni di una stessa opera venivano messe a confronto valutando quale fosse la migliore, e la rubrica sulla lirica.
Il che è curioso, perché a me, in linea di massima, la lirica non piaceva, e non piace granché tutt’ora (oh, la riesco ad ascoltare, facendo tutte le espressioni facciali appropriate, ma i miei gusti classici risiedono altrove) – ma quegli articoli erano divertenti, colti, molto ben scritti.
L’autore era un certo Michael Scott Rohan.
E quando un giorno in una libreria trovai su uno scaffale un suo romanzo fantasy, intitolato Chase the Morning, mi parve una buona idea acchiapparlo alla svelta.
Si rivelò una idea eccellente.

Steve non è esattamente felice.
Ha un buon lavoro per una azienda che si occupa di import-export.
Un bell’alloggio.
Una bella macchina.
Una bella segretaria.
Dei begli amici che passano delle belle serate in bei locali molto esclusivi.
E non ne può più.
Così una sera, mentre vaga per i quartieri bassi, giù lungo il fiume, si infila in una specie di pub, una strana bettola.
Pieno di gente molto strana.
Molto… esotica.
Steve si intromette in qualcosa in cui non dovrebbe intromettersi, c’è una breve esplosione di violenza, una fuga.
E in capo a 24 ore, una masnada di pirati assalta l’ufficio di Steve, devasta i locali, lascia sparsi ammenicoli voodoo e si porta via la sua segretaria.
Steve deve trovare un modo di risolvere i suoi nuovi, impellenti problemi – a cominciare dal recuperare la segretaria.
Forse non ne  ha ancora la certezza, ma Steve si è appena fatto un sacco di nemici.
In un universo in cui una miriade di mondi sono connessi attraverso portali invisibili, e velieri solcano i cieli, assaltando castelli fra le nuvole.

Chase the Morning (tradotto in italiano da Nord con un calviniano “Il Porto dei Mondi Incrociati”) è il primo romanzo di una serie di quattro, generalmente nota come La Spirale dei Mondi.
Gli altri tre titoli sono Cloud Castles, The Gates of Morning e Maxie’s Demon.
In Italia vennero tradotti solo i primi tre.
Reduce dal cupissimo ciclo “Anvil of the World”, fantasy ambientato in un mondo oppresso da una glaciazione (e tradotto anche in italiano), Rohan rispose alla richiesta del suo editore per nuovi titoli, una nuova serie, mettendo in piedi un baraccone avventuroso ed esilarante, seguendo modelli vagamente moorcockiani, e spostandosi il più lontano possibile dalle atmosfere brumose e depresse della serie precedente.
Ci sono mondi infiniti.
Ci sono luoghi nei quali i mortali e gli dei si confrontano.
ci sono le navi volanti.
Il vudù.
I pirati.
La magia elisabettiana.

La serie è decisamente buona, avventurosa ma non sciocca, colta ma non afflitta dal desiderio di acculturare il bifolco che legge, costellata di scene memorabili.
Ed è lieve, senza essere “leggera”.
Nel corso dei romanzi successivi, Steve dovrà decidere il proprio ruolo nel grande quadro dei mondi della spirale.
Nell’ultimo volume della serie (il mai tradotto Maxie’s Demon), Steve si ritirerà sullo sfondo, lasciando la scena al più cialtronesco – e francamente comico – Maxie, ed all’improbabile coppia John Dee & Edward Kelly, in una storia che spazia il passato e il presente, la Londra degli anni ’90, la Praga del ‘500, ed il fantasy si mescola con il romanzo storico…

Caso abbastanza singolare, Michael Scott Rohan ha smesso di scrivere – o per lo meno, scrive, ma entro altri generi e attraverso altri canali.
I romanzi fantasy gli hanno dato certamente soddisfazione, ma ora la sua vita è focalizzata su altre cose.
Ha tutta la mia gratitudine – per la musica, e per le parole.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Castelli in aria

  1. Qual interessante cosa, che uno scrittore si dedichi anche ad una rivista e crei delle opere meritevoli di lettura in entrambi i campi, sono contento di aver letto questo articolo, poichè così proverò a dare una letta all’autore citato.
    Solo una cosa, a tuo avviso la traduzione è stata fatta coerentemente e correttamente? Detesto leggere traduzione sommarie o ridicolmente cambiate per apparire più “Moderne” perchè sennò alla peggio me lo leggo in originale 😀

  2. Grande saga.
    Peccato che non sia stata del tutto tradotta in italiano.

  3. Avevo provato a leggere questa saga anni fa ma non ne ero rimasto molto convinto,forse dovrei riprovarci…

  4. Uei grazie Dave per questa rece! Ho una cifra di roba da leggere per ora – un sacco di Ken Follett – ma ci metto anche questo M S ROHAN!

  5. Oh, come, come, come suona promettente…

  6. bellissima saga, anche se in assoluto la mia preferita rimane quella dell’inverno dei mondi….. peccato che queste due saghe siano rimaste sconosciute alla stragrande maggioranza dei lettori, bei tempi quando fanucci e nord pubblicavano autori anche sconosciuti e non solo ennesime edizioni di dick….

  7. Sembra oltremodo interessante.

  8. Fantasy moderno, non più morbosamente vincolato a canoniche terre di mezzo, castelli incantati o maledetti e i soliti personaggi di sempre: maghi, orchi, elfi… Francamente il genere che attualmente tende ad affascinarmi maggiormente.

  9. Cercherò attivamente nelle bancarelle. Recentemente ho trovato un fantasy niente male “Gli inganni di Locke Lamora”. Comprato su segnalazione di un blogger.

  10. Mannaja, in Kindle non lo trovo!

  11. Pingback: Dalla Scozia all’Inferno passando per Faerie « strategie evolutive

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.