strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il primo Quarry

13 commenti

Natale 1970.
Iowa State University.
Quarry, un giovane reduce del Vietnam, è appostato in una villetta sfitta a qualche chilometro dal campus.
Bravo ragazzo del Midwest, Quarry in Vietnam ha imparato un mestiere.
Quarry in Vietnam faceva il cecchino.
Legittima difesa preventiva.
Ora Quarry è tornato, e fa il killer per conto del Broker, una sorta di manager per specialisti un po’ fuori dal comune – un giorno li chiameranno contractor.
E qui, all’università dell’Iowa, Quarry è appostato dirimpetto alla villetta nella quale un docente universitario di scrittura creativa con una propensione per il sesso orale palleggia un paio di complicate relazioni con due sue studentesse.
Ed è già morto, il prof, ma non lo sa.
Il professore scrive “romanzi di non-fiction”.
Già solo per questo, Quarry lo accopperebbe volentieri anche gratis.
Il fatto che lo paghino, per accopparlo, rende più sopportabile il freddo.
Ma le cose, naturalmente, si complicheranno.

Quarry, cinico e pragmatico hitman a libro-paga del misterioso Broker, venne creato nel 1976 da Max Allan Collins, prolificissimo perpetratore di narrativa hard boiled e poliziesca.
Era la prima volta che nella letteratura popolare il protagonista, l’eroe del thriller, era un hitman, un killer, un assassino a pagamento.
La serie divenne molto popolare, ma Collins la interruppe dopo cinque titoli, dedicandosi ad altri protagonisti seriali, alla sceneggiatura di fumetti, alla scrittura di tie-in con film e serie televisive.
Intanto le lettere dei fan continuavano ad arrivare.
Poi, un inaspettato ritorno di Quarry in un singolo, crudele thriller politico a metà anni ottanta.
Poi, nel 2003, l’ironicamente titolato Quarry’s Greatest Hits, collezione della narrativa breve dedicata al killer, e comparsa su una quantità di riviste e antologie per quasi tre decenni.
E finalmente, nel 2006, grazie ai buoni auspici della Hard Case Crime, Collins tornò in maniera continuativa al personaggio, scrivendo quattro nuovi titoli .
Fra questi, The First Quarry, che ci porta nel 1970 ed al primo “lavoro” del giovane assassino prezzolato.
Mi è parso un buon punto da cui partire per leggermi la serie.

Scopriamo così che Quarry (non è il suo vero nome) ha avuto qualche problema di inserimento, una volta tornato dal Vietnam.
Il fatto di essere arrivato a casa con un giorno di anticipo ed aver trovato sua moglie a letto con un altro non ha aiutato.
Il fatto di aver ammazzato l’amante di sua moglie facendogli cascare addosso un’automobile (ma non da molto in alto) ha ucciso (hahaha) qualsiasi opzione di inserimento nella vita civile.

Questo è il punto in cui probabilmente gli ingranaggi nel mio cervello fecero uno scatto e mi portarono a vedere le cose dalla mia prospettiva dichiaratamente distorta. La società sanzionava l’uccisione di estranei in guerra, ma non gradiva quando accoppavi un bastardo che conoscevi e che se lo meritava abbondantemente. A me pare ipocrita, ma che diavolo, è poi solo la mia opinione.
Poi, il Broker.

Narrato con una prima persona da classico hard-boiled e abbondantemente spolverato con una bella dose di umorismo nero, il romanzo si apre in una situazione nella quale potremmo supporre che i giochi siano fatti.
La vittima è designata, il contratto pagato.
Come il protagonista non manca di osservare, in fondo il suo gesto non sarà un omicidio – il bersaglio è morto nel momento in cui il contratto è stato assegnato.
Il vero omicida è il mandante.
Poi, ad eseguire materialmente il lavoro, potrebbe essere chiunque.
E allora, perché lasciare i soldi a chiunque altro?
Ma poi le cose si complicano.
Quarry dovrà gestire l’imprevisto, capire quali pedine siano sulla scacchiera, chi siano i giocatori.
Dovrà pensare a salvare la propria pelle.

Questa è pulp fiction, di quella vera.
Nessuno, oggi, più di Collins, incarna lo spirito dei vecchi pulpsters delle riviste e dei paperback Gold Medal.
Buona struttura, che riesce a coniugare l’azione – ma realistica e misurata – con l’intrigo poliziesco, ottimi dialoghi, straordinario il monologo interiore di Quarry che accompagna il lettore sempre più in profondità nell’intrigo, e nella mente di uno che per vivere ammazza le persone.
Perché qualcuno dovrà pur farlo, no?
Max Allan Collins ha una estrema facilità di scrittura, gestisce bene la violenza e, come dicevo, ha un certo senso dell’umorismo.
Occellente l’occhio per il dettaglio d’epoca, e grande capacità di evocare un periodo con pochi dettagli, senza seppellire il lettore sotto lunghi elenchi di titoli, marche, eventi (Collins è anche uno stimato autore di polizieschi storici).
L’hit di Quarry sul docente di scrittura puzza veramente veramente tanto di una vendetta postuma nei confronti di qualche ex insegnante odioso (circolano a riguardo leggende metropolitane), ma il complesso è molto divertente.
Straordinaria, come sempre, la copertina dell’edizione Hard Case.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Il primo Quarry

  1. La cover è meravigliosa, un quadro vero e proprio che si potrebbe intitolare ‘hard boiled’. Già il nome scelto, Quarry, ha un che di delizioso, si comincia a giocare sui significati dalla prima parola. Grazie per la segnalazione.

  2. Mi hai davvero incuriosito… unico problema: ho davvero troppa roba da leggere e non so se riuscirò a infilarci pure questi, che peraltro sembrano parecchi.
    Però mi ispira, e questo è già un grande passo avanti. 🙂

  3. @Narratore
    Tanto per attentare ulteriormente al tuo tempo libero, si tratta di romanzi che non superano le 200 pagine, e filano velocissimi.

    @Angelo
    La copertina è un piccolo capolavoro – ma la Hard Case non ne ha mai sbagliata una.
    Sulla scelta del nome del protagonista, sì, l’autore fa dei giochini molto sottili 😉

  4. Ricordiamo anche che Collins è un bravo sceneggiatore di fumettie che per anni ha scritto le strip di Dick Tracy.

  5. Sono anni che mi riprometto di leggere qualcosa di Collins, un autore di cui è praticamente impossibile leggere critiche negative. Credo proprio che inizierò da Quarry, anche se credo che seguirò l’ordine di pubblicazione.

  6. Pingback: Una bella scoperta « angelobenuzzi

  7. Anch’io avevo pensato di seguire l’ordine di pubblicazione… ma ci sono un First Quarry e un Last Quarry, e un Quarry in the Middle… pareva brutto non approfittarne…

    Comunque sì, Collins è il bambino d’oro del poliziesco.
    Ho qui anche un omnibus con i due primi romanzi della serie di Nolan.
    Che non fa il killer come Quarry.
    Fa il ladro.
    Ma ne riparleremo.

  8. Non conosco questo autore ma potrebbe piacermi, tra l’altro “colleziono” letture gialle a sfondo scolastico, ambientate cioè in scuole, campus etc., quindi, grazie

  9. Ed ecco la curiosità che si accende, come sempre quando leggo di hard boiled.

  10. posseggo, per caso, quarry in the middle. comprato per 10 cents in una biblioteca pubblica canadese. è in lista, ma prima voglio (iniziare e) finire little (grrrl) lost, di de lintd (50 centesimi… ha la copertina rigida. e poi, sì, certo, è stata una delle volte che mi sono tolto lo sfizio di uscire con le mani piene di libri avendo speso pochi dollari in totale. che figata pazzesca).

  11. Pingback: Il meglio dell’anno (?) « strategie evolutive

  12. ripesco il post per una richiesta di suggerimento:
    mi sono piacevolmente perso nei primi tre, spassosissimi intermezzi tra una lettura e l’altra.
    nel raccontarli a colazione alla sposa, la domanda immediatamene successiva è stata: “ma una roba del genere, tradotta in italiano, non si trova?”
    e in effetti, per come la conosco, apprezzerebbe non poco un taglio del genere. solo che io meli leggo in lingua, lei non ce la può fare.
    mi chiedevo se qualcuno sapesse suggerirmi qualcosa di tradotto, sulla stessa linea della serie di quarry.
    sarebbe una bella idea per un regalo estemporaneo.

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