strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Perché i morti viaggiano veloci

7 commenti

… e venerdì sera, lezione su Dracula con Franco Pezzini alla Libera Università dell’Immaginario di Torino.
Dove sarebbe bello proporre un sacco di cose, in futuro.
Ma per il momento, Capitolo Primo del lavoro di Stoker…

3 May. Bistritz.–Left Munich at 8:35 P.M., on 1st May, arriving at Vienna early next morning; should have arrived at 6:46, but train was an hour late. Buda-Pesth seems a wonderful place, from the glimpse which I got of it from the train and the little I could walk through the streets. I feared to go very far from the station, as we had arrived late and would start as near the correct time as possible.

The impression I had was that we were leaving the West and entering the East; the most western of splendid bridges over the Danube, which is here of noble width and depth, took us among the traditions of Turkish rule.

Jonathan Harker si lascia alle spalle la civiltà e penetra in una sorta di water margin, un luogo dai confini labili nel quale si incontrano Oriente e Occidente.

Ora, io sui luoghi in cui Oriente e Occidente si incontrano ci ho scritto un ebook, intitolato Il Crocevia del Mondoche potete scaricare da qui in vari formati; è gratis, ma se volete lasciare un segno del vostro apprezzamento, ci sono pulsanti per donazioni e wish-list a disposizione.
Ed è per questo che l’amico Franco Pezzini ha pensato di coinvolgermi in questa prima gita in Transilvania, in qualità di persona informata dei fatti.

Di cosa parlerò?
Ah, qui bisogna vedere quali diaboliche domande Franco deciderà di pormi al fine di sondare la mia mente (o ciò che ne rimane).

 


Di sicuro sarà divertente parlare dell’ossessione dei vittoriani per i viaggi – lavoro o diporto, a seconda dei casi – per guide e manuali, e per le atmosfere disordinate e trattabili dell’Oriente.
Per il Grand Tour e le guide Baedecker e Bradshaw, per i prontuari di conversazione e le tabelle di treni e piroscafi, gli orari, gli ingranaggi della macchina della civiltà, per la meravigliosa convinzione che

qualsiasi cosa si può imparare dal libro giusto

E poi l’Oriente!
Un Oriente propagandato dalle Mille e Una Notte (magari nella licenziosa traduzione di Richard Burton) e dalle avventure coloniali dell’Impero, per accedere al quale non c’era bisogno di andare a Hong Kong o a Bombay o a Sarawak.
Bastava spingersi ad est di Vienna, o di Costantinopoli, due porte verso l’esotico molto comode, due comodi accessi alle propaggini dell’Impero Ottomano, con la sua aura di decadenza, mistero, e magia, a disposizione a seconda che il Grand Tour toccasse le città dell’Europa Settentrionale o del Mondo Classico dell’Antichità.

E in una società nella quale abbondavano club, circoli, dotte associazioni e concili parrocchiali, era abbastanza abituale che il viaggiatore, di ritorno da quelle terre misteriose, relazionasse i propri pari – da cui la pedantissima annotazione dei dettagli del povero travet Harker, che tuttavia si sgrana in maniera insolita mano a mano che il nostro eroe procede ad Est, riempiendosi di dettagli tanto esotici quanto improbabili.

By-and-by, however, as I was curious to know how time was passing, I struck a match, and by its flame looked at my watch. It was within a few minutes of midnight. This gave me a sort of shock, for I suppose the general superstition about midnight was increased by my recent experiences. I waited with a sick feeling of suspense.

Then a dog began to howl somewhere in a farmhouse far down the road, a long, agonized wailing, as if from fear. The sound was taken up by another dog, and then another and another, till, borne on the wind which now sighed softly through the Pass, a wild howling began, which seemed to come from all over the country, as far as the imagination could grasp it through the gloom of the night.

Niente più annotazioni di orari di treni e ricette rubate alle cucine degli alberghi.
L’immaginazione deve spingersi là dove i sensi e le guide non arrivano.
L’Oriente, anche quando si limita alle pendici dei Carpazi, è impreciso, impressionista, inquietante.
Esotico.
E pericoloso.

Ed il pericolo maggiore – come sapeva bene il viaggiatore vittoriano – era quello di diventare come gli indigeni.
Go native.
Soccombere alla sensualità ed alle seduzioni dell’Oriente.
Qualcosa che Jonathan Harker, fra poche pagine, fra pochi chilometri, sperimenterà in maniera quantomai… intima.

Ma per quello ci sarà tempo.
Per ora, si viaggia verso Bistriza…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Perché i morti viaggiano veloci

  1. Ho già detto che vi invidio immensamente per questa bella iniziativa!
    Certo Davide…conferenza sul fantastico, lezione su Dracula, corso di taoismo…ti manca solo un corso di scrittura… 😉
    A parte scherzi, hai davvero un talento come insegnante/divulgatore.
    Anche a me piace insegnare. Da una parte c’è una propensione personale alla comunicazione, ma dall’altra mi piace parlare delle cose che amo e mi piace coinvolgere anche gli altri nelle cose che considero belle e interessanti.
    Buon lavoro!

  2. Incidentalmente, alla Triennale di Milano dal 23 novembre fino a marzo ci sarà un’esposizione a tema “Dracula e il mito dei vampiri”.

  3. Esatto, c’è anche una mostra alla Triennale, su Dracula.
    I morti che tornano (ancora) in vita! Fighissimo.

  4. @Cily
    Che non si sappia in giro, ma un corso di scrittura l’ho proposto – ora vediamo se abbocc… ehm, se desta interesse.
    E poiché io ho sempre pensato che un corso di scrittura senza la possibilità di pubblicare sia una sciocchezze, e poiché editori che mi sponsorizzano non ce ne sono, il corso che ho proposto è un corso per diventare autori indipendenti e autoprodursi.

    @Salomon & Macnab
    Sì, è il centenario stokeriano – quindi Dracula a manetta.
    Ma noi siamo meglio.
    Noi c’abbiamo Franco Pezzini.

  5. A domani sera, allora. Sarà un piacere rivederti, sempre che la tua presenza non sia esclusivamente telefonica. O spettrale.

  6. Chi conosce Franco Pezzini di persona può dirsi privilegiato.

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