strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Sarà un lavoro facile…

12 commenti

Ieri sera ho visto cosa mi regalerò per Natale.
Ho il pdf, certo, ma il cartaceo, in questo caso, è indispensabile.
No, non è questione di odore della carta o chissà che altro.
È che per giocare di ruolo il cartaceo resta infinitamente più flessibile (scartabelli, mostri le figure ai giocatori, ci metti i segnalibri, ci metti bigliettini e post-it), e poi l’edizione del ventennale di Shadowrun è semplicemente splendida, è al contempo un art-book ed un manuale di gioco.

Ora, quella dei multipli è una delle piaghe del gioco di ruolo.
Lo scaffale del giocatore ossessivo si sovraccarica
Ho cinque manuali di base di Call of Cthulhu.
Sei.
In tre lingue diverse.
Ho due edizioni di Deadlands – il Classic e il Reloaded.
Ho due edizioni di Star Wars della WEG.
Due edizioni di Fading Suns.
Tre edizioni di Savage Worlds – la prima edizione, la Explorer, la DeLuxe.
E tre edizioni di Shadowrun.
Per Natale ne avrò quattro.

Ora, ci sono giochi di ruolo che diventano assolutamente immersivi.
Il vecchio Forgotten Realms aveva questa ambizione.
Rifts, che trovo francamente sciocco, fa questo effetto a chi lo gioca.
Il vecchio, compianto TORG prometteva di andare in quella direzione.
Shadowrun è forse l’esempio migliore di questo tipo di gioco totalizzante – certo è quello che mi piace di più.
In vent’anni è stata messa giù tanta di quella polpa, che il mondo da esplorare è vastissimo e meraviglioso.

Di cosa si tratta.
Di un cyberpunk, con un elemento sovrannaturale razionalizzato.
Insomma, nel 2012 (no, davvero!) la profezia dei Maya si avvera – ma non con la fine del mondo, ma semplicemente col passaggio ad una nuova fase cosmica.
Il paranormale (intelligentemente agganciato alle teorie di James Lovelock) si risveglia e si intensifica.
Sequenze genetiche sopite da millenni si riattivano, portando alla nascita di “elfi”, “nani”, “troll” e “orchi” (e ibridazioni varie).
Frattanto, la tecnologia è rampante – interfacce neurali, rete globale, innesti bionici.
Il danaro è digitale, lo sport più amato è lo Street Brawl.
Le nazioni tradizionali si sbriciolano, le multinazionali si configurano come megacorporazioni sovranazionali.
L’ambiente va all’inferno in un secchio.
La polizia è privatizzata.
Il controllo della popolazione è assoluto.
Se escludiamo certi elementi, che si infrattano, e si danno alla macchia.
Lavorano come mercenari.
Fanno lavori sporchi.
Corrono nelle ombre.
Noi.

Insomma, un gran calderone.
Un calderone che nel corso di vent’anni, attraverso quattro edizioni del manuale di base, ha spinto avanti la storia del mondo trasfigurato dal risveglio degli spiriti, aggiornando la storia, modificando l’ambiente, la politica, le fazioni in gioco.

Secondo Bruce Sterling, la commistione di c-punk ed elementi fantasy dovrebbe far vomitare qualunque appassionato di cyberpunk.
Ma io non sono un appassionato di cyberpunk.
E la presenza di razze classiche del gioco di ruolo permise agli autori del primissimo Shadowrun, nel 1991, di fare qualcosa che, per l’epoca, era considerato impensabile per un gioco – parlare di razzismo senza il problema della censura.
Perché è ovvio che gli orchi sono i latinos e gli ispanici, i troll sono gli afroamericani, gli elfi sono i WASP… ma filtrati, e quindi “innocui” per una certa censura (che obbliga oggi a mettere il disclaimer nei manuali, e far presente che sì, si parla di magia e di demoni, ma è un gioco).
Però così possiamo aggiungere un livello all’ambientazione – parlare del nostro mondo, e di un problema in più del nostro mondo.
Perciò sì – disuguaglianza, razzismo, ecologia…
Temi forti per un gioco di ruolo.
Bello.

Shadowrun non ha un sistema facile.
Soprattutto, la creazione del personaggio è lunga – tocca scegliersi una razza, un archetipo (net-runner, street samurai, rigger…), poi tocca acquistarsi l’hardware, il software, il lifestyle.
Ci sono gli skillsoft, gli incantesimi, i feticci.
Le ruote, gli stracci, la ferramenta… io di solito sono un tipo tranquillo…

Io sono solo la seconda guida, perciò… due o tre coltelli da combattimento, una pistola di piccolo calibro come backup, una pistola di grosso calibro con un bel potere d’arresto, un cannemozze raccorciato col calcio a pistola, qualcosa che butti fuori un sacco di colpi ad altissima velocità, voglio saturazione, non precisione… cos’è quello, un P90? Sì, dammene uno. Avete anche delle granate? No, le molotov me le preparo da solo, grazie…

I vecchi manuali rendevano la cosa molto legnosa.
Dalla terza edizione le cose si sono… no, non semplificate – ma ora creare il personaggio è già una divertente esperienza di gioco.

Intanto il mondo è cambiato.
Quando nei negozi di GDR imperversavano i vampiri della White Wolf, il mondo di SR ebbe la sua piaga vampirica – e snidare le sanguisughe coi lanciafiamme fu un gran divertimento.

“Ne voglio uno vivo!”
“Storpio è accettabile?”
“Storpio è accettabile.”

Poi ci fu la faccenda degli sciamani tossici e degli spiriti-alveare, quando nuclearizzammo Chicago.
L’Aztechnology, coi suoi rituali di sangue in Messico e in California.
La gang degli Harlequins che terrorizzò Seattle.
Quella storiaccia della Zona Demilitarizzata di Denver.
Poi quellpasticcio dell’arcologia nippo chiusa e l’AI impazzita, la rivolta degli otaku, la grande battaglia per la rete – quando andammo definitivamente wireless.
La tempesta mistica scatenata dal passaggio della Cometa di Halley.
E l’omicidio del presidente Dunkelzhan, i complotti, le primarie, la guerra fra la Yakuza e la Mafìa Russa…

In retrospettiva, ciò che rende Shadowrun tanto soddisfacente è da una parte il mondo molto dettagliato e molto profondo, del quale possiamo conoscere elementi assolutamente futili ma indispensabili nel definirne la grana… chi non ricorda con orrore e meraviglia il Wunderbar, orrido snack tedesco che è un clone del Mars ma coi crauti al posto del malto?
Dall’altra, è la natura viva del mondo – che ha una storia, propone eventi ai quali i personaggi devono reagire, e eche entreranno nell’evoluzione dell’universo di gioco, spingendo sempre avanti la timeline.

E poi sì, tutto il resto…
Gli elementi derivati dal folklore nativo americano.
Il technofetish nipponico.
L’hardware sospeso fra il toasternet e il SOTA.
Le armi.
Le ragazze in tenuta da combattimento.
Gli elfi fascisti.
I droni e gli sciami di bot.
I draghi che giocano in borsa per accumulare denaro.
Lo slang.
L’attitude.
Il gusto di giocare al di fuori della legge, in un mondo incredibilmente complesso e pericoloso.
I personaggi di contorno con nick come Fastjack, CrazyMary, SlamBot…

La prima corsa, la squadra reduce da giochi molto più rilassati, la criminale superficialità nell’organizzare ilc olpo,  il massacro – due personaggi morti, uno che butta sangue come una fontana, uno in stato si shock, persi nella periferia devastata di Seattle, e poi la clinica illegale, il trovare i soldi per gli organi da trapianto, il vecchio Jack Cross che carica di letame i sopravvissuti, spiegando loro che sono una squadra, e che se si è una squadra si lavora in squadra,o si finisce accoppati male…
Diavolo, giocavano da diec’anni e ne uscirono traumatizzati, i miei giocatori.
Forse più che con Call of Cthulhu.
Ma fu una partita memorabile – la prima di molte.

Perché non c’è niente di carino in Shadowrun – e se è vero che ci si fa delle risate sgangherate, sono le risate di chi sta per affrontare il fuoco nemico, e deve farsi coraggio.

Ci sono persone a cui non piace.
Posso capirlo.
La meccanica, certamente, allontana i giocatori che vogliono qualcosa di veloce.
E poi, sì, ok, è un mondo cyberpunk e ci sono gli elfi.
E gli sciamani hopi.
E i draghi.

A me piace.

Mi manca qualcosa?
Il vecchio logo.
Il vecchio logo era fantastico.

Ma ora, mi prenderò il manuale del ventennale.
E tornerò a immaginare un futuro in cui piove, in cui tutto ciò che poteva andar male è andato male, e dove la frase più pericolosa di ogni linguaggio conosciuto è

Sarà un lavoro facile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Sarà un lavoro facile…

  1. Credo che non ci sia ambientazione, né per ger né per romanzi, né per storie ber bambini, in cui “sarà un lavoro facile” non sia una frase fottutamente pericolosa!
    E mannaggia a te, mi stai facendo venire una voglia matta e disperatissima di mettere le mani su qualcosa di Shadowrun. So già che non riuscirei a farne altro che una lettura vagante, ché questo è stato il destino con Eclipse Phase, ma chissene: ho la sensazione che sarà una gran bella lettura vagante! *__*

  2. Watch your back, shoot straight, conserve ammo, and never, EVER cut a deal with a dragon.

    Adoro il nuovo set di regole, ma devo dire che mi mancano i vecchi deck e la full-immersion (tutti i nuovi giocatori si accontentano dell’AR e usano impianti retinali o occhiali… non e’ la stessa cosa).
    Comunque se vuoi simulari un accesso in una rete di una multinazionale, ti considero di integrare Shadowrun con “Android: Netrunner” (per fare un hacking 1 contro 1) o con le regole di “Android:Infiltration”, due dei migliori simulatori da tavolo di attacchi cyberpunk (Netrunner e’ stato ideato dal creatore di Magic, e sembra un gioco di carte uscito da un universo parallelo dove Magic non e’ mai esistito).
    Se ci vuoi dare un occhiata, il VASSAL Engine ha i moduli gratuiti per entrambi i giochi e le regolo le puoi scaricare in pdf dal sito ufficiale (http://www.fantasyflightgames.com/edge_minisite_sec.asp?eidm=207&esem=4)

  3. wow! e pensare che shadowrun l’avevo sempre un po’ snobbato, perché a me piaceva il cyberpunk E il fantasy, ma puri. Ma ero giovane e sciocco allora.
    Ora che sono sempre sciocco, ma non così giovane, mi hai messo una grande curiosità!

  4. @Zeros
    In effetti,la nuova edizione di Shadowrun è prodotta dagli stessi autori e artisti di Eclipse Phase.
    Il che è una garanzia di qualità, per quel che mi riguarda.

    @Uriele
    La vecchia VR immersiva però, francamente, spezzava molto ilgioco.
    Conosco Netrunner e ci ho giocato un paio di partite ai tempi – mio fratello lo usava per simulare la rete quando giocava a c-punk con la sua squadra.
    Ma io non sono mai stato un grande appassionato di giochi di carte.

    @gipo
    Specie le ultime edizioni hanno reso il mix molto equilibrato.

  5. Non solo nel gioco o nell’immaginario “Sarà un lavoro facile” è una frase pericolosa… Non solo ….

  6. L’ambientazione di Shadowrun mi è sempre piaciuta, anche se non ho mai avuto occasione di giocarci (se escludiamo la versione videogame del ’93). Questo manuale potrebbe essere molto, molto interessante…

  7. Per me quello che dite è “arabo”. Non riesco neppure a capire se è un gioco da tavolo… bha

  8. Eh, Shadowrun, tanta roba!
    Ci ho giocato pochissimo, ma adoro il setting, ed è uno dei giochi di ruolo che sceglierei, se dovessi tornare a praticare ora.
    Effettivamente è una pietra miliare, non di semplice fruizione, ma ricca di spunti e varianti.
    Dissento solo su Rift, di cui adoro il mondo (magari un po’ meno i giocatori, da quel che ho letto in giro).

    PS: Anche Fading Suns è uno spettacolo.

  9. Ho avuto la fortuna di giocarci per un pò, divertente, e molto adrenalinico, pur essendo appassionato (all’epoca) di cyberpunk, trovavo che la commistione di genere fosse assai proficua in termini di divertimento. Certo Non un gioco intuitivo.

  10. Ci giocherei se uscisse per Savage Worlds. Ma ho ancora in mente il ricordo di secchielli da ghiaccio pieni di d6…

  11. Siii è vero, per il prosciugamento, che bellissimi ricordi! Era come giocare a perudo in 6, ma tenendo tutti i dadi per se.
    Che poi a me sta cosa mi ha segnato, perchè tirare cassetti di D6 era bellissimo.

  12. Shadowrun! Grande, mi tornano in mente sessioni intere a base di risate, fughe e sparatorie…
    La piaga dei vampiri dava una grande soddisfazione:

    – E quelli cosa sono?
    – Vampiri.
    – E adesso? paletti e acqua santa?
    – Fammi provare un attimo…
    BLAM!
    – Il piombo è abbastanza…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.