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Un improbabile monumento a Corman

4 commenti

Si parlava di Roger Corman, la settimana passata, con la mia amica Lucia.
Ora, per chi se lo fosse perso, Corman è il padrino del cinema indipendente, l’uomo che afferma di non aver mai perso un dollaro facendo film, uno che ha scoperto fior d’attori (Jack Nicholson?) e di registi (Peter Bogdanovich? Jonathan Demme?), e che in linea di massima si è divertito un sacco a fare ciò che faceva.
Roger-Corman-House-Of-Usher-poster-1-400x298Ricordo ai tempi delle medie (quando i dinosauri dominavano la terra) una rassegna a ora tardissima in cui un qualche critico cinematografico – non ricordo chi – presentò al pubblico ignaro il ciclo di film che Corman aveva tratto dalle opere di Edgar Allan Poe.
Che poi “tratto dalle opere di Edgar Allan Poe” è un po’ fuorviante, come definizione, considerando che per lo meno una pellicola (The Haunted Palace) era tratta da Lovecraft, ed una (The Raven) doveva a Poe solo il titolo e un breve stralcio di poesia usato in apertura.
Piccoli capolavori in technicolor, i Poe-movies di Corman.
Gioielli creati con un budget risicato, riciclando scenografie, costumi, attori, girando di notte…

Ora, fra i fan dei Poe-movies di Corman figura anche Cassandra Peterson, che il pubblico conosce più probabilmente per il suo personaggio di Elvira, Mistress of the Dark, e che – dopo aver conosciuto Elvis ed essere stata ballerina di fila a Las Vegas ed aver recitato per Fellini – divenne popolarissima negli anni ’80 presentando una rassegna di film horror intitolata Movie Macabre.


BLIT0971In una recente intervista, la Peterson, che oltre che attrice è anche produttrice, ha ammesso di essere stata traviata in giovane età proprio dai film di Corman (molto liberamente) basati su Poe, e solitamente interpretati da Vincent Price.
Che Elvira ebbe modo di conoscere, ed al quale è dedicato il secondo film della Peterson – Elvira’s Haunted Hills, del 2002.
Il titolo rappresenta un non troppo sottile gioco di parole.

Ora, il primo film di Elvira, Elvira Mistress of the Dark, era una sciapa commediola giovanilistica per la generazione di Animal House e, più probabilmente, Porky’s.
Poche idee già sentite, poche gag veramente comiche.
Haunted Hills è tutta un’altra faccenda.

ehh_ontheroadTransilvania, 1851.
Elvira e la sua cameriera francese Zou Zou, in viaggio per Parigi dove le attende un pubblico bramoso di can-can, si ritrovano perdute e senza mezzi sulla strada, e vengono raccolte da una carrozza che le porta al maledetto (è il caso di dirlo) Castello Hellsubus.
Qui vive il maledetto (ovviamente) lord Vlademere Hellsubus – tormentato da una ipersensibilità che gli rende odiosa la luce ed ogni suono che sia più di un sussurro – con la sua seconda moglie Ema – ovviamente fedifraga – e con la nipote Lady Roxanna – tisica e soggetta alla catatonia.
Lo spettro di una prima moglie defunta, una crepa che attraversa il palazzo, dei gioielli scomparsi, un misterioso profanatore di tombe, e poco lontana, la Peste…
Sarà una lunga notte a Castel Hellsubus…

Ora non scherziamo – Elvira’s Haunted Hills è un film di serie B girato in Romania.
Lo dirige Sam Irvin, che molti avevano perso di vista negli anni ’90.
E nonostante abbia vinto un premio, non è un film da festival.
Beh, non da festival di quelli seri.
È sciocco, sgangherato, volgarotto.
Ha degli effetti speciali da dopolavoro (incluso il finale, che imita un noto campione d’incassi…)
E una trama… ma lasciamo perdere.

Tuttavia, Elvira’s Haunted Hills è anche – e soprattutto – un colossale omaggio ai vecchi Poe-movie di Corman.
A cominciare dai titoli, con i vortici multicolori che fanno da sfondo alle lettere sfrangiate che si manifestano sullo schermo.
elviras-haunted-hills-sam-irvin-2001-L-hL2XB4E poi tutto il resto – il colore, il sonoro, le scenografie e i costumi…
E poi le citazioni – il menage familiare della famiglia Hellsubus è preso di peso da The Fall of the House of Usher, inclusa la crepa canonica nell’edificio e il seppellimento prematuro della catatonica Roxanna.
Ma Elura, la prima moglie (morta malissimo) di Vlademere è chiaramente presa da The Tomb of Ligeia, mentre gli scantinati del castello – oltre a contenere un pozzo e un pendolo – ricalcano proprio quelli del lovecraftiano Haunted Palace.
Sono rubate a The Raven tanto le due corse in carrozza, in apertura e chiusura, quanto abbigliamento e acconciatura della fedifraga Ema, che ricalca la fedifraga moglie di Vincent Price interpretata da Hazel Court.
E il villaggio poco lontano è preda di una pestilenza che è chiaramente quella di Mask of the Red Death.
E avanti di questo passo.

0Buone notizie anche a livello recitativo – Elvira, interpretata con abbandono dalla Peterson, è finalmente il cartone animato che dovrebbe essere, senza un briciolo di pretesa di realismo, e quindi assolutamente perfetta. Il numero musicale, intitolato Le Music Hall, è da urlo.
La scena dell’ipnosi (come si intuisce dalla foto) è un piccolo tour de force.

Il resto del cast riserva parecchie altre piacevoli sorprese – da Richard “Riff Raff” O’Brien nella parte di Lord Hellsubus – che si prende tutte le battute rubate a Vincent Price, e almeno una scena rubata a Nicholson – a un eccellente Scott Atkinson nel ruolo del britannico e viscidissimo dottor Bradley Bradley, psicoanalista e ipnotizzatore (e doppiatore dello stalliere).
Ma l’intero cast è straordinario – e se Heater Hopper è meravigliosa come infelicissima, diafana LadyRoxanna, la mia preferita rimane la cameriera francese interpretata da Mary Jo Smith.

Elvira's Haunted Hills 02

Lo humor è a volte un a grana un po’ grossa, ma la sola idea di Adrian, lo stalliere, che pare Fabio quello delle copertine dei bodice-rippers, e parla fuori sinc, è geniale.
Cassandra_Peterson_002E poi è proprio il gioco dei richiami a Poe/Corman/Price, che è delizioso.

Un film da pochi soldi (non mancano le battute a riguardo), con poche idee ma eccellenti, e un piccolo, ridicolo monumento a una serie di film che hanno traviato molti altri, oltre alla piccola Cassandra Peterson (che comunque è cresciuta benino*).

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* Vista l’atmosfera del film ed il livello delle battute, quest’ultima era inevitabile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Un improbabile monumento a Corman

  1. Adorabile e non visto, da recuperare immediatamente, ché di Elvira purtroppo ho visto soltanto Mistress of the Dark e credevo mi sarebbe bastato a avanzato per il resto della mia vita.
    ma l’omaggio ai Poe-Film di Corman non posso perdermelo. E non posso perdermi Riff Raff

  2. Mistressof the Dark è proprio bruttarello al punto che – a parte lo show finale a Las Vegas – non c’è nulla di memorabile.
    Haunted Hills è meglio.
    Poi ok, questo non è un film di classe.
    Ma se lo si prende per quel che è – una specie di cartone animato che fa il verso a Corman, e in cui c’è Elvira invece di Bugs Bunny, vale la pena vederlo.

    E ho dimenticato di citare la citazione di The Cask of Amontillado…

  3. O’Brien è un mito tra i miti per me,quindi corro al torrente a trovare sto film

  4. Mistress of Dark era praticamente ridicolo, però questo non me lo perdo.
    Poi c’ è O’ Brien… quindi direi che abbiamo detto tutto.

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