strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Isolamento intellettuale

21 commenti

Tutto comincia con questo bel video, del Gentleman Gamer, uno dei personaggi che seguo con maggior assiduità su Youtube per ciò che riguarda il mio hobby principale, il gioco di ruolo.
Il Gentiluomo è sempre una sicurezza.

Il tema è come trovare giocatori e come trovare un posto in cui giocare di ruolo – un problema che, con il trasferimento di mio fratello qui in Astigianistan, abbiamo deciso di affrontare se non in maniera prioritaria, beh, con una certa urgenza.

Il filmato, come sempre, è ricco di suggerimenti…

… e molto di ciò che viene proposto è assolutamente impraticabile.
O così pare.
Vediamo…

. rivolgersi ad un negozio di giochi per ottenere spazio – non ci sono negozi di giochi
. rivolgersi ad una fumetteria – la più vicina è a trenta chilometri
. rivolgersi ad una libreria – c’è una bella libreria nuova, a Nizza Monferrato ma… quando è stata l’ultima volta che vi hanno permesso di andare a giocare in libreria? Che è poi un po’ come…
. rivolgersi ad una biblioteca – magari sottolineando che si tratta di una attività culturale, che stimola la curiosità e la lettura…

Sono estremamente pessimista.

. rivolgersi ad un pub – avete mai provato a giocare in un pub? Non è la gente che ti insulta, di cui parla il gentiluomo… è che il pub, per lo standard nazionale, ha un impianto di filodiffusione pompato ad 11, per cui devi sgolarti anche solo per chiacchierare (così, immagino, ti vien voglia di bere di più)

Meglio, a questo punto, l’idea di giocare online.
Certo, tocca fare i conti coi 70K al secondo che sono ciò che la rete locale – cablata in rame, e con centraline risalenti agli anni ’90 e che non riescono ormai più a reggere il carico – può offrire fra queste colline.

Però ci sono un sacco di giochi da bocce.
E campi da pallone.
E al pub ci si può sempre scassare di alcoolici – così magari la musica orrenda e troppo forte ci fa meno male.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

21 thoughts on “Isolamento intellettuale

  1. E temo non sia un problema solo della tua località

  2. Il master del mio vecchio gruppo di gioco era riuscito ad accordarsi con il gestore di una pizzeria a Pavia,noi giocavamo in una stanza del secondo piano la sera e in cambio prendevamo delle consumazioni,in pratica pagavamo per usare la stanza.

  3. Tanto per fare lo scassamarroni nostalgico: una volta era meglio.
    Qui a Milano c’erano un sacco di ludoteche. Si consumava qualcosa, e nel mentre si sfruttavano i tavoloni per giocare in gruppo. Volendo si potevano affittare i regolamenti (o i boardgame) sul posto, evitando di trascinarci dietro zaini pieni di manuali.
    L’ambiente era tranquillo, molto positivo, le spese limitate.

    Hanno chiuso quasi tutte.
    Le alternative sono pochissime. Quelle che dici tu sono più o meno impraticabili.
    Io penserei all’affitto in comunità di un monolocale vuoto, che abbia soltanto la corrente elettrica e poco altro. Portate il tavolo, le sedie, una stufetta, e avete un anno di gioco assicurato. Nei paesini c’è sempre qualche vecchio stabile che affitta spazi per sedi di partito o associazioni culturali.
    Certo, si tratta comunque di investire quei 1000/1500 euro l’anno 😦

  4. “The Resistance!” 😀
    No, be’, io in un pub ho provato a giocare. Un pub con musica a livello umano, ma comunque è stata un’esperienza da non ripetere. Abbiamo provato in una ludoteca “amica” (di quelle che non ti cacciano se non giochi ai loro giochi, scusa il garbuglio) ma è stato comunque dispersivo. Ci sono associazioni – ho in mente “La tana del goblin” – che colonizzano spazi più o meno attrezzati, a volte anche con uno spazio ristoro, ma mi sa che si trovano solo nelle maggiori città. Per cui, complice il fatto che uno dei giocatori risiede a Monaco, ci troviamo in rete via roll20… che ha grandi potenzialità ma lo usiamo principalmente come google hangout + generatore casuale di numeri.
    (Però la suddetta ludoteca ha anche giochi interessanti, quando non si vuole ruolare, anche se il più delle volte si ripiega sui soliti Taboo, Pictionary e affini.)

  5. Noi giocavamo nei locali di un club/ludoteca sotto la stazione di porta Garibaldi a Milano. E’ stato un bel periodo, ma poi i “proprietari” della ludoteca han litigato tra di loro (anche e soprattutto per spartirsi i giochi che avevano comperato in società) e la cosa è finita. Adesso – come sai – si gioca nella casa più grande che come gruppo di amici abbiamo a disposizione, ma… ecco… non è più come una volta. è entrato il concetto di “competizione” e “io faccio quello che voglio, chissene se metto nei casini il gruppo” che a me non piace – altrimenti andavo a giocare a tennis, non di ruolo. In più manca del tutto il ruolo vero e proprio. Si tirano i dadi da un combattimento all’altro e chi gioca personaggi non bombe atomiche nel combattimento (vedi – guardacaso – il sottoscritto che 9 su 10 gioca bardi) resta spiazzato.
    Quindi… che i fratelli M si sistemino e poi via di connessione astigianistica (astigianistianistica?) e io ci sono ^^
    A

  6. Prova a cercare in un circolo Arci o in associazioni simili.

  7. quà per giocare si và al bar e si riunisce sempre una certa folla attorno ai giocatori con gaudio del barista in quanto tutto questo invita a consumare.

  8. In Italia è sempre stato un problema. Personalmente ho seguito le peripezie di due o tre associazioni milanesi…

  9. Per il luogo, quando giocavo, non ho mai avuto problemi: il buon vecchio “a casa di xyz” ha sempre funzionato (e devo dire che l’ambiente domestico è l’ideale).
    Recentemente tuttavia, ho timidamente tentato di riprendere il gioco attivo ed il vero problema è stato trovare persone normali con cui creare un gruppo. Risponendo ad annunci online ho collezionato solo buche agli appuntamenti ed una serie di risposte imbarazzanti in bilico tra sociopatia ed infantilismo.

  10. Sottoscrivo Eugenio.
    In effetti mi son chiesta se non avessi perso qualche passaggio del ragionamento, perché – posto che non tutte le case private sono altrettanto adatte, e che non tutti le vogliono rendere disponibili – alla fine mi sembra anche la cosa più ovvia e comoda; senza affittarne una apposta.

  11. Del gioco on line devo confessare di non saperne nulla, specialmente con le connessioni low speed. Dei vecchi tempi ricordo con piacere le associazioni come il 3M di Modena, per il resto erano gruppi che si trovavano in qualche tavernetta a casa di un giocatore.

  12. In realtà “la tana dei goblin” organizza sì eventoni in città grandi e colonizza intere ludoteche in serate precise (qua a Roma abbiamo almeno 3 ludoteche in giorni fissi della settimana) però è possibile anche fare cose diverse.
    Ho un mio amico che è in una situazione simile alla tua, disperso nelle campagne marchigiane e riesce a trovare giocatori per giocare in casa o anche per organizzare dei mini-eventi (tipo tutta la giornata di sabato o tutta la giornata di domenica).
    Di solito va sul forum e scrive un post con titolo “cerco giocatori per giocare a ” poi specifica dove si trova e di solito rastrella altre persone che sono nella sua stessa situazione.
    Non so se dove sei tu la cosa funzionerebbe, però tentar non nuoce.
    E magari qualcuno lì nella tana conosce qualche posto che tu non conosci… 😉 (tipicamente l’amico dell’amico che ha il locale e che per fare un po’ di movimento nelle serate morte fa un accordo del tutto personale per dare uno spazio).
    Ovviamente non parlo di pub dove la musica ti uccide o di pizzerie dove non c’è spazio manco per giocare a “forza 4”.
    In bocca al lupo! E non mollare, anche in Italia si gioca anche se in modo un po’ disorganizzato! 😀

  13. Partendo da questo identico problema nel 1991 abbiamo fondato un Club dedicato ai giochi, con una sede dove fosse possibile anche lasciare setuppato un World in Flames per i 2-3 mesi necessari per giocare una partita 🙂
    E’ stata un’esperienza entusiasmante, il club è tutt’ora in attività e proprio stasera vado a giocare una sessione della nostra campagna di Hellfrost.
    Ovviamente è una bella sfida (ogni mese dobbioamo “inventarci” i 4-600 euro necessari per affitto + elettricità + riscaldamento), ma con la passione siamo riusciti a sfangarla per più di 20 anni.
    E siamo a Biella, mica a Milano o Torino.
    Quando vuoi farti una trasferta sei il benvenuto 🙂

  14. Mi sarebbe sempre piaciuto giocare di ruolo, fin da piccolo.
    Non ho mai-conosciuto-NESSUNO con la stessa voglia. Sarà perchè vivo in un paesino circondato da paesini, e Torino è sempre stato un po’ troppo lontano.
    Ergo: 34 anni di vita e nessuna partita giocata.
    Rimarrà sempre uno dei miei grandi rimpianti.

  15. Credo che quello dello spazio per giocare sia un non-problema. I commenti di qui sopra credo siano illuminanti: dal giocare in casa (anche per me la soluzoine ideale), all’affittare una camera/casa all’uopo, al fondare un’associazione, con tutte le varianti del caso.
    Credo che se uno vuole _davvero_ giocare, e soprattutto abbia una compagnia fidata al seguito, il problema lo risolve.

    Quello che potrebbe essere il vero problema è quello del giocatore solitario, che magari ha anche uno spazio disponibile al gioco, ma non trova compagni adeguati (vedi Eugenio, di cui comprendo bene la situazione).

  16. Grazie a tutti per i commenti, ma credo che quello che io speravo fosse il punto del mio post sia passato in secondo piano.
    È ovvio che chi ha voglia di giocare un posto lo trova.
    Ed è ovvio che ci si trova a casa – la mia squadra si è incontrata a casa di uno dei giocatori per venticinque anni.
    Ciò che è meno che ovvio, io credo, ed è interessante, è che quelle che nel video vengono presentate come soluzioni piuttosto semplici e dirette, da noi sono impraticabili.
    E non solo qui dove vivo io – anche se ovviamente io posso parlare per esperienza diretta solo dei posti dove vivo o ho vissuto.
    Ciò che è interessante non è che se mi va di farmi una partita mi organizzo e ci si veda a casa di qualcuno.
    È che la biblioteca, la libreria, il pub, che altrove sono una scelta ovvia, qui non lo sono.
    E potrei aggiungerci la parrocchia, che il Gentiluomo, da buon britanno, ignora.
    E non sono praticabili non per malvagità dei responsabili, ma… eh, questa è una domanda interessante. Perché?

  17. Sorry, mea culpa. Il video non l’ho visto (dal lavoro non riesco a vederli…) e per il mio commento mi son basato sul tenore di quelli qui sopra.
    Comunque, per rispondere alla tua domanda, io non credo che i luoghi che citi siano impraticabili in assoluto.
    A parte gli esempi riportati dai commentatori qui sopra, per quella che è la mia esperienza qui (a Modena) ci sono biblioteche con annessa ludoteca, c’è uno dei club più conosciuti (il già citato 3M) in cui anche i neofiti sono benvenuti, ci sono negozi dove ho sempre visto ragazzi/adulti giocare (magari non di ruolo, questo è vero). E poi certo, la parrocchia. Non le frequento da anni, ma da fanciullo le sale annesse alla mia (a Bolzano) erano concesse in maniera piuttosto liberale.

    In un pub/bar è effettivamente più difficile, credo dipenda molto dagli orari e dalla disponibilità dei gestori, ma non escluderei a priori la possibilità di organizzare una sessione di gioco (quando ci lavoravo forse un paio di volte è successo).

    Ma forse tu sottintendi che quei luoghi non siano praticabili più per la visione che si ha del gioco a queste latitudini, che per effetttiva indisponibilità dei responsabili. Può essere, ma non corrisponde alla mia esperienza.

  18. Ho visto che molti usano con successo Google+ e la sua funzionalità di hangout. Certo, richiede la webcam e una banda media (almeno l’ADSL da 640kbit) però l’effetto chiacchera c’è tutto. In mancanza di meglio, ci si accontenta di questo — e pure io lo proverò, visto che tra pendolarismo e bimbo piccolo esco assai poco.

    Devo dire però che sono in molti, soprattutto tra gli animali da convention, ad usarlo per mantenersi in contatto.

  19. Reblogged this on The Forgotten Diaries and commented:
    Uno degli annosi problemi – di cui lo stesso sottoscritto soffre – per cui le isole britanniche sembrano le famigerate Isole Salomone, o la Terra Promessa, per chi fa wargaming o roleplaying.

  20. Non so se il mio possa essere un interessante contributo alla discussione, ma quello che ho notato è che nel Regno Unito c’è una forte propensione al wargaming, quasi fosse un mezzo per affrontare la Storia. Sarà il passato imperial-coloniale che ha portato gli inglesi ad essere protagonisti di tantissimi conflitti qua e là per il globo, e che offre loro tanto da simulare e rimettere in scena… Ma laddove c’è già un sostrato “culturale” che permette di trovare posti dove le persone giocano “con i soldatini” e si immedesimano in ciò che ricreano, il passo da lì al roleplaying è breve (anche filologicamente il classico D&D è una filiazione wargamistica). Nella fattispecie, credo che se sei “britanno” e ti trovi vicino un club di wargamers che ha già un posto (magari in una biblioteca pubblica come “attività educativo-culturale”) e in più fanno già qualcosa oltre le strette ambientazioni storiche, i giochi – nel senso letterale del termine – sono fatti.

    Naturalmente se ci fosse qualche “britanno” che mi vuole correggere, accetto volentieri emendamenti alle mie ipotesi!

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