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Cassetta degli arnesi per editori indipendenti

8 commenti

Dimentichiamoci per un attimo della diatriba – che comunque è roba dell’anno passato, giusto? – sugli autori autoprodotti e sull’editoria indipendente quale nuova piaga biblica che affosserà il poco che rimane della nostra cultura o, in alternativa, l’unico faro splendente di originalità e qualità in un panorama popolato di editori/spacciatori di ciarpame.

cover24668-mediumDimentichiamoci di tutto questo e consideriamo che esitono delle associazioni professionali anche per quelli che non pubblicano con le majors.
Anche per gli editori indipendenti.
La Independent Book Publishers Association è una di queste, fondata trent’anni or sono per aiutare gli editori indipendenti d’America ad affrontare le complessità del mercato.
E la IBPA pubblica ora il primo volume di una cosa intitolata The Book Publisher’s Toolkit.
Sottotitolato 10 Practical Pointers for Independent and Self Publishers, si trattaa di un agile manualetto, che contiene alcuni articoli estremamente importanti.
Nell’ordine, ci vengono proposti…
. come usare a proprio vantaggio concorsi e premi
. come usare twitter per la promozione
. la differenza fra un successo istantaneo e un prodotto di nicchia con una lunga vita sullo scaffale
. una lunga disamina sui diritti d’autore, e le diverse tipologie di contratto
. le osservazioni di una bibliotecaria su come biblioteche, autori ed editori possono reciprocamente aiutarsi
. come fare un brand audit per determinare se il nostro marchio sia solido
. come pianificare l’uscita del primo libro
. autori e social network
. come creare un network di contatti costruttivi
. come convertire il manoscritto in ebook senza fare sciocchezze

È incredibile la quantità di buone idee che si possono concentrare in un libbricino che si legge in due ore, e che poi si tiene a portata di mano per futuro riferimento.

Il volume è uscito a novembre, e si vende per circa 2 euro.
È una lettura interessante, soprattutto per chi abbia mosso qualche passo impacciato nell’autoproduzione, e sia stanco di sentirsi tacciare di bassa qualità e insensataggini varie.
È chiaro, diretto, e molto sintetico.
Ed è zeppo di ottime idee.
Credo che a un paio dei lettori abituali di questo blog non potrà che interessare.

Ed attendo con una certa curiosità il secondo volume della serie.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Cassetta degli arnesi per editori indipendenti

  1. Mi sembra assolutamente valido. Lo consiglierei anche a tanti non editori, legati a strategie di marketing vecchie di almeno 20 anni. E mica solo quelli piccoli.
    Quasi quasi passo alla cassa…

  2. Interessante, molto interessante. Ma… applicabilità di queste idee per un piccolo marchio che operi nel contesto dello Stivale marcio? Mi sembra di capire che l’editoria in Usa e UK funziona e opera in modi abbastanza diversi da quella italiana.

  3. @Francesco
    La maggior parte del materiale è applicabile anche nel nostro paesello.
    Sarebbe interessante vedere come cambi la questione contratti fra Italia e mondo civilizzato, e mi piacerebbe sapere se davvero chi si occupa di acquisizioni nelle biblioteche ragioni come illustrato nell’articolo relativo.
    Ma il resto è ampiamente adattabile alla nostra realtà.

  4. Per quella che è la mia esperienza, il campo dei contratti e del diritto d’autore è senz’altro quello più nebuloso: da noi molta poca gente che ne sa qualcosa, pochi professionisti nel settore, un discreto pressapochismo (soprattutto da parte degli autori, che non sanno decrittare i contratti ed eventualoi clausole capestro).
    So ancora meno delle biblioteche, ma andando a istinto non riesco ad immaginare un sistema delle biblioteche pubbliche in Italia che mostri un particolare dinamismo. Non dimentichiamo che nel 2007 i fondi per le biblioteche statali centrali erano, se ricordo bene, meno della metà di quelli stanziati da certi paesi dell’ex blocco sovietico. Non che sia particolarmente significativo, ma credo che indichi un certo modo in cui il sistema delle biblioteche è visto dal vertice della Piramide e, di conseguenza, il tipo di gente che ci può lavorare…
    Grazie per le precisazioni.

    • Conosco bibliotecari che fanno gli equilibrismi più incredibili per mantenere vive le proprie biblioteche.
      E conosco bibliotecari che, all’offerta di 200 volumi in regalo, rispondo picche perché “poi catalogarli è un lavoro”.
      Immagino che come in ogni altro campo, ci siano persone degnissime e persone che rubano lo stipendio.

  5. Preso. Grazie della segnalazione.

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