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Conan l’Avventuriero

23 commenti

conan l'avventurieroIl quinto volume della Fantacollana Nord è Conan l’Avventuriero, di Robert E. Howard.
Finalmente (è il caso di dirlo) un titolo sul quale l’etichetta di “fantasy” può stare senza scatenare particolari dubbi o discussioni tassonomiche.
Fantacollana 5 è sword & sorcery – ed eccellente sword & sorcery.
È l’aprile del 1974.
Il volume ha una bella copertina di Karel Thole, ed è tradotto da G.L. Staffilano*.

I lettori della Nord hanno già incontrato Conan nella collana Arcano, dove The Hour of the Dragon/Conan the Conqueror è stato pubblicato pochi mesi prima dell’uscita de L’Avventuriero.

Le storie di Conan pubblicate dalla Fantacollana sono quelle della edizione ACE americana, curate da Lyon Sprague De Camp, e integrate dagli apocrifi di De Camp medesimo, di Lin carter e di Bjorn Nyberg.

Facciamo qui una pausa di due minuti perché i fan durissimi e purissimi possano urlare al cielo il loro odio per De Camp, Carter e Nyberg, che hanno dissacrato la creazione dell’eccelso Two Guns Bob Howard.

Fatto?
Bene.
Torniamo alla realtà.

Secondo la leggenda (e chi siamo noi per mettere in dubbio la leggenda?), Prinzhofer e Valla contattarono De Camp per negoziare i diritti delle sole storie scritte da Howard, ma De Camp li convinse che, a parità di spesa, tanto valeva acquistare tutto il pacchetto.
Ma allora, perché partire con Conan l’Avventuriero?

Perché se esordire – pur su un’altra collana – con Conan il Conquistatore un suo senso ce l’ha: è l’unico romanzo della serie, Howard lo scrisse pensando ad un pubblico che non conoscesse già il suo personaggio.
Ottimo.
Ma Conan l’Avventuriero?

WeirdTales1934_09fcsmMolto semplicemente, Conan l’Avventuriero contiene tre delle storie migliori della produzione Howardiana – non solo il meglio di Conan, ma il meglio di Howard.
Solo tre storie, certo, ma tre storie sostanziose.
La raccolta include infatti…

  • Gli Accoliti del Cerchio Nero (People of the Black Circle) – novella che Weird Tales pubblicò in tre parti nel 1934.
  • L’Ombra che Scivola (The Slithering Shadow) – un racconto del 1933
  • I Tamburi di Tombalku (Drums of Tombalku) – una “collaborazione postuma”, ovvero una storia scritta da De Camp apartire da una outline e da un racconto incompleto di Howard, rinvenuti fra le carte dell’autore.
  • Lo Stagno dei Neri (The Pool of the Black Ones) – un racconto uscito su Weird Tales nel 1933.

Ho detto più volte – e lo ripeto in questa sede – che People of the Black Circle rimane a mio parere il lavoro migliore di Howard.
Per tema, ambientazione, esecuzione, Black Circle rimane straordinario.
Tutti i personaggi sono memorabili.
Tutta l’azione è serrata e convincente.
girasol-WeirdTales-Sept1933Fritz Leiber paragonò questa novella ad un dramma elisabettiano, e vi è certamente una dimensione marlowiana ed “eroica” nella descrizione del cattivo, mosso da passioni quanto mai terrene e capace della vendetta più sublime.
Gli Accoliti del Cerchio Nero occupa metà del volumetto, e resta insuperabile.
L’Ombra Che Scivola è un piccolo meccanismo ben oliato, costruito su tre personaggi (più uno) ed una atmosfera claustrofobica e onirica.
Non manca la scena di flagellazione – perché Howard sapeva come vendere il proprio materiale.
Margaret Brundage fornisce una copertina opportunamente scollacciata.
Conan_pool_black_oneMa nulla può battere l’incipit di La Pozza dei Neri – una scena ingiustamente dimenticata, e che rappresenta il vertice assoluto del superominismo un po’ farlocco che Howard sapeva proiettare sui propri eroi senza mai perdere la propria aplomb.

Resta la collaborazione postuma Howard & De Camp – che tuttavia resta un lavoro dignitoso, che non sfigura nell’ottima compagnia delle tre storie originali.
De Camp resta fedele alla traccia lasciata da Howard, e la storia funziona – e costituisce una buona premessa per Pool, che arriva con la sua scena d’apertura a strappare una truce sghignazzata al lettore.

Ottimo spettacolo, quindi.

Sciocco dettaglio personale – il mio primo Conan!
Ed il mio primo Howard!
Acquistai questo volume quando la Nord lo ristampò, nel 1984, e lo divorai in pochi giorni.
Un giorno, mentre lo leggevo, a scuola, durante l’intervallo, il mio compagno di banco mi chiese lumi, e gli dissi che era il primo Conan che leggevo, e che non mi dispiaceva affatto.
“Ne ha già violentata qualcuna?” mi chiese lui.
Fu così che mi resi conto, alla tenera età di diciassette anni, che la letteratura fantastica godeva, anche presso i miei coetanei, di tutta la dignità e la considerazione della pornografia.
Uno stato di cose che, se possibile, è cambiato in peggio.

Addendum.
Il mio amico Hellgraeco ha recensito a suo tempo, ed in maniera approfondita, due delle storie contenute in questo volume, L’Ombra che Scivola e Lo Stagno dei Neri.
Buttateci un occhio.

 ———————————

* Altrove ho sostenuto erroneamente che la traduzione fosse di Riccardo Valla.
La memoria gioca brutti scherzi.
Me ne scuso col bravissimo Staffilano.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

23 thoughts on “Conan l’Avventuriero

  1. Beh, però considerando il contesto, la domanda del tuo compagno non mi pare così malvagia. Voglio dire: ambientazioni esotiche, donne procaci e discinte con bikini in metallo, uomini nerboruti dai muscoli guizzanti e mezzi nudi… ho visto film porno visivamente più morigerati…

  2. Sì, ma niente violenza…noi lettori di Conan siamo degli irriducibili onanisti!!

  3. People of the Black Circle è stato il primo racconto di Howard che ho letto e tutt’ora uno dei miei preferiti,mentre The Slithering Shadow mi colpì proprio per la descrizione della città e dei suoi decadenti abitanti.The Pool of the Black Ones invece non mi ha mai convinto del tutto.

  4. Grazie per i link! E ora, diffusione spammosa su tutti i social.
    Ecco, L’Ombra che scivola lo adoro, e lo adoro in quanto Howard mette mano alle sue ossessioni, e ai clichè del genere e li sviluppa in modo eccellente. Natala, la scream-queen di turno, è praticamente perfetta, dosa i tempi comici e rilassa, mentre Conan si occupa di uccisioni e ammazzamenti. Grande equilibrio e grande tecnica.

  5. Compagno di banco da Oscar. Concordo, la considerazione in cui viene tenuto tutto ciò che non è un esile drammuccio borghese è cosa da causare depressione in gente ben più ottimista della media…

  6. Non me lo ricordo praticamente per nulla, ma ce l’ho, eccome se ce l’ho.
    E’ ancora qui, in bella vista sullo scaffale.
    Mi hai regalato un bel trip mentale.

  7. Certo che anche l’ ingiustamente dimenticata Margareth Brundage sapeva come far ” interessare” i lettori alle opere che illustrava. 🙂
    A parte gli scherzi, Davide se non l’ abbiamo fatto in passato, sarebbe cosa buona e giusta dedicare dei post alla Brundage e magari anche a Virgil Finlay.

    • Sulla Brundage sta per uscire una retrospettiva – che pare un volume decisamente lussuoso.
      Finlay resta inarrivabile – ed i suoi volumi di illustrazioni, costosissimi.
      Ma qualcosa si potrebbe fare…

  8. Qualcuno ha mai visto questo film sulla vita di Howard, tratto dal libro scritto dall’insegnate con cui ebbe una relazione? Io lo vidi tempo fa, e mi un senso di tristezza che ancora ricordo…

  9. Novalyne Price.
    Ho il volume qui sullo scaffale.
    E l’ho anche usata in un racconto – che trovi qui sopra, sulla pagina Storie.
    Puoi scaricarla gratis.

  10. Quest’uomo ha troppe risorse per i miei gusti!

  11. Scusa, vediamo se ho capito bene. Il film di cui sopra è tratto dal libro della suddetta autrice “One Who Walked Alone”. Stando a Wikipedia, la prima edizione di questo fu stampata in 800 copie. Le edizioni successive videro, rispettivamente, 550 e 500 copie. Dunque, al mondo esisterebbero meno di 2000 copie… e vuoi dirmi che tu ne possiedi una?!

  12. Questa si chiama passione.

  13. Non avrei mai pensato di dover rendere conto di ciò che ho sullo scaffale.

  14. A no infatti, il mio era solo uno sfogo di sincera ammirazione…

  15. Spero di non aver troppo contrariato Davide con il mio malcelato entusiasmo. So cosa vuol dire recuperare un libro che si riteneva irrecuperabile. Penso ad esempio alla mia copia di n-esima mano de “Le voci di Terra lontana” di Arthur Clarke, custodita nella mia stanza e presidiata dalle action figure di un Alien e di un Colonial Marine. Si parlava di Howard, bene. Non ho una grandissima predilezione per il fantasy, ma riconosco il senso di appagamento e gratificazione che questo genere può comportare, soprattutto nella sua declinazione Sword & Sorcery. Alcuni anni fa un mio amico mi prestò un cofanetto della Newton Compton (mi pare) contenente quattro volumi che costituivano l’opera omnia di Howard: due riguardavano il ciclo di Conan, uno quello Celta e di Valusia, l’altro quello di Faccia di Teschio e altre storie che ora non ricordo. Conoscendo già Conan, decisi di leggere i racconti del Ciclo Celta, e ne rimasi notevolmente impressionato. Ricordo ancora con relativa lucidità il senso di disagio che mi trasmisero quelle storie ambientate in un mondo intrinsecamente ostile, dove perfino la natura, lungi dall’essere armoniosa e amica (come spesso suggerisce l’ortodossia fantasy), assumeva connotati sinistri se non addirittura inquietanti. Chiuso il libro, pensai tra me e me: va bene, abbiamo il buco nell’ozono e la crisi palestinese, ma tutto sommato il nostro mondo non è così male…

  16. Il primo libro di Conan che ho letto era un Oscar Mondadori con racconti di Decamp, Lin Carter e Nyberg. E una bellissima copertina di Frazetta. Mi pare fosse Conan il conquistatore. Mi era piaciuto abbastanza, ma ho scoperto che i racconti di Howard li preferivo.
    Il mio racconto preferito: La torre dell’elefante.
    Comunque Conan l’ho scoperto con gli albi a fumetti. Le storie illustrate da Barry Windsor Smith sono state per me una vera epifania.
    Howard stesso lo trovo un personagio affascinante, così come trovo affascinanti Lovecraft, Ashton Smith e tutto l’ambiente di Weird Tales. Purtroppo mi sono perso il film tratto dal libro di Novalyne Price e non sono mai riuscito a recuperarlo. Sigh!

  17. Per me Conan è legato indissolubilmente ai fumetti Marvel (ma io ci sono arrivato con John Buscema) piuttosto che al lavoro di Howard che, come la maggior parte del fantasy di ogni età, non ho mai letto. Ma oh… questa serie di post dedicata alla fantacollana mi sta facendo venir voglia di approfondire.

  18. Ottima recensione, Davide.
    Grazie per l’opera di divulgazione che stai portando avanti sullo sword and sorcery, rivalutando un genere letterario che, nel nostro Paese, è ormai quasi sconosciuto o bistrattato.
    Noi giovani lettori (aspiranti scrittori), amanti di questo genere letterario, ti siamo tributari, per i molti articoli che hai scritto al riguardo.
    Buona giornata!

  19. Pingback: Leggere la Fantacollana Nord. Volume V: “Conan l’Avventuriero” di Robert Ervin Howard | TrueFantasyTrueFantasy

  20. Pingback: Conan l’Avventuriero – Hyperborea

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