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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Questo libro mi ha cambiato la vita

22 commenti

Si chiacchierava un paio di sere or sono di quell’oggetto terribile e sostanzialmente imbarazzante che è il libro che vi ha cambiato la vita.

Li avete mai incontrati, quelli che hanno un libro che gli ha cambiato la vita?
downloadUn libro così straordinariamente meraviglioso e potente, che ha funzionato come una boa, di più, come il pozzo gravitazionale di Giove sul percorso di una sonda spaziale.

Questo libro mi ha cambiato la vita!

E poi vien fuori che son cose imbarazzanti, tipo

. Il Piccolo Principe
. Il Gabbiano Jonathan Livingstone
. Siddharta
. Va’ dove ti porta il cuore

Libri sottili.
Facili facili facili.
Che magari, ok, possono cambiarti la vita a 14 anni, ma io ho conosciuto gente che ha deciso di rivoluzionare la propria esistenza a quarant’anni per via del romanzo della Tamaro.
E non rivoluzionarla nel senso di dire

Io libri come quello non ne leggo più.

No no.
Proprio rivoluzionare la propria vita per portarla in linea coi precetti del libriccino.

Ora, ok, noi qui siamo compassionevoli e con un’anima vasta come il sistema solare, ma ammettiamolo…
È imbarazzante.

È sempre e comunque imbarazzante, badate bene.
Non importa dal titolo.
Ciascuno di noi trova più o meno imbarazzanti i titoli altrui.

Per dire, non è meno imbarazzante ammettere che la nostra vita è stata indelebilmente influenzata da…

. Io Robot
. Il Signore degli Anelli
. Zanna Bianca
. Dracula

Qui però di solito c’è l’attenuante dell’età.
Ike Asimov o Johnny Tolkien non cambia la vita a un quarantenne, per il semplice fatto che a quell’età, o lo hai già letto, o non lo leggi più.

Poi, ok, ciascuno di noi ha dei titoli-limite – che vengono menzionati e noi cominciamo a ridere.
Ma in generale, a ciascuno il suo, ok?
Come diceva il poeta…

Methinks world is for you
There’s no handing it back
If it’s false or it’s true
You can read it in your prayer book
Or on the side of a cornflake pack

Il che ci porta alla questione incresciosissima – che libro mi ha cambiato la vita?

000d4716_mediumIl Manuale delle Giovani Marmotte.
Diavolo, a dieci anni, leggere il Manuale delle Giovani Marmotte era un’esperienza davvero life altering.
Indirettamente, quel libro ti segnalava l’esistenza di un mondo intero, là fuori, e di strumenti che il tuo cervello poteva usare per conoscerlo.

Ma come si diceva, i cambi di rotta in così tenera età non contano.
Per gli anni della formazione?
zen_culture_hooverLa Cultura Zen*?
Scritto da un architetto innamorato del Giappone, che te lo apre, il Giappone, come a smontare un orologio, che tu lo stai leggendo a quindici anni e un compagno di classe scoppia a ridere dicendo “Miii! Il filosoffoppazzo!”**
copnaturamortaOppure Natura Morta con Picchio?
Un libro sulla scrittura e sulla ribellione, e sulle sigarette Camel, e sulle donne coi capelli rossi (e anche gli uomini) e le piramidi, che letto a vent’anni arriva tardi, ma arriva?
009310The Monkey’s Raincoat?
Che letto per caso a venticinque anni ti porta a dire, diavolo, allora non sono solo nell’universo – là fuori c’è qualcuno che gioca con le mie stesse regole!

Forse il punto è proprio che ogni dannato volume ci cambia la vita, no?
Da Le Avventure di Tom Sawyer a A New Kind of Science, passando per Le Mille e Una Notte, ogni singolo volume conta e tutti insieme sono i mattoni dell’esatto opposto di un muro***.

Ora come ora, la risposta standard che io metto giù, quando si fan certi discorsi – perché spiegare che ogni libro conta è difficile, con certi elementi – causa normalmente lo spegnimento delle sinapsi dei miei interlocutori.
Non lo ha letto nessuno (e si vede).
Poco noto, troppo spesso, e non si capisce di cosa parli.

02_MondoInfestatoIl Mondo Infestato dai Demoni.
Di Carl Sagan.
Letto a trent’anni.
Non ha cambiato la mia vita.
Ha semplicemente confermato che ero sulla strada giusta.

Io credo ci si debba sempre guardare da chi ha un solo libro, come boa della propria rotta di essere umano.

———————————-

* Cercatelo in inglese su Amazon – Zen Culture.
È gratis.

** Sì, io ho come questa impressione di aver fatto il liceo da qualche parte fra i film di John Huges e il cabaret televisivo.
Mi dicono che capita a parecchi che hanno vissuto l’adolescenza negli anni ’80.

*** Perché naturalmente ci sono quelli a cui la vita l’han cambiata i Pink Floyd.
E odiano l’idea che a voi non sia successo lo stesso.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

22 thoughts on “Questo libro mi ha cambiato la vita

  1. Articolo interessantissimo.
    Che condivido ma anche no…voglio dire, in linea di massima sono d’accordo, non è un libro solo che mi ha “cambiato la vita”. Però, in effetti, c’è stato n libro che mi ha spinto a fare dei ragionamenti che non avevo mai fatto prima, a spingermi più in fondo nella conoscenza di me, a farmi delle domande le cui risposte mi hanno effettivamente cambiato la vita. Eppure non penso di essere un tipo di vedute strette, solo perché potrei indicae n singolo titolo come “libro che mi ha cambiato la vita”.
    Che poi è “l’insostenibile leggerezza dell’essere” di Kundera.

  2. I fascicoli di viaggiamo con benjamin a tre anni. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Pavese a dieci. Saggio su Pan di Hillman a dodici. Il Mago di Ursula le Guin a tredici. L’epoca delle Passioni Tristi di Benasayag a diciotto.

  3. Cambiato la vita proprio no, ma quel tanto da farmi imparare una lingua straniera per volerlo leggere in originale, sì, un libro ce l’ho: “Total Khéops”, di Jean-Claude Izzo. Ma, su questo versante, pure i giochi di ruolo ci han messo del loro.

  4. PS: Ho pure i manuali delle GM, ma a me piacevano di più sia quello di Paperinik che quello di Archimede 🙂

  5. I’m sorry – oggi sono pigra…
    Nel senso che intendi tu – o forse solo in parte: http://bit.ly/hPXh0m

  6. Per quanto Dracula, letto a nove anni, si è effettivamente rivelato fondamentale nel mio instradamento verso tutto il mondo della narrativa fantastica. Non mi ha cambiato la vita, senz’altro però le ha dato una bussola in più.

  7. “Il mondo infestato dai demoni” lo comprai circa quindici anni fa dal sito del CICAP, insieme a “Miliardi e miliardi”, dello stesso autore. Anni dopo lessi “Contact”, dopo aver visto il film. Se dovessi stilare una classifica dei libri, o delle pubblicazioni, che hanno influenzato il mio immaginario e hanno contribuito a farmi diventare quello che sono, direi:

    Infanzia: “Alla scoperta dell’Universo con i Bobobops” (non ridete!).

    Prima adolescenza: “2001: Odissea nello Spazio”, il ciclo della “Fondazione” e “Da Aristotele al Quark”.

    Tarda adolescenza: “Il rosso di Marte” e il ciclo galattico di Benford

    Prima giovinezza: i vari libri di Feynman e il sopracitato “Contact”.

  8. Pingback: Riflusso di coscienza, o qualcosa del genere » Book and Negative | Book and Negative

  9. La tesi che ogni volume contribuisca a formare l’individuo è corretta e l’appoggio, del resto anche i libri che non ci piacciono e che volentieri butteremo nel fuoco hanno qualcosa da trasmettere, fosse anche solo per esempi negativi e non positivi.
    Ma credo anche che esistano certi libri che danno una svolta maggiore rispetto agli altri. Se ogni libro è un mattone, uno di questi libri di maggior svolta è un pilastro, o un insieme di mattoni particolarmente grossi e stabili.
    Perché magari forniscono spunti nuovi, su cui tu non hai mai riflettuto in vita tua e che ti portano a rivalutare il tuo modo di vivere e, appunto, a cambiarlo. Mi è successo, in effetti, anche se è un libro non dei “classici” che vengono citati e che hai riportato anche tu agli inizi del post (e comunque in quella lista ci sono due libri che mi sono piaciuti molto). Mi è successo con quello e ci sono poi altri libri, letti quasi di conseguenza, che ritengo facciano parte del mio “nuovo” modo di vivere.
    Non mi vergogno a segnalarli come libri che mi hanno cambiato la vita, perché sì, mi hanno davvero cambiato la vita, nel senso che prima vivevo in un modo e dopo le riflessioni determinate da queste letture vivo in un altro. Diverso e, ritengo dal mio modesto punto di vista, migliore (se no non avrei cambiato, ovvio).
    Sono, come ho detto, un gruppetto di libri, ma la frase “Questo libro mi ha cambiato la vita” se la può meritare solo il primo, perché gli altri sono arrivati di conseguenza (e in conseguenza anche del film che mi ha cambiato la vita, cugino minore del libro che mi ha cambiato la vita, ma per nulla collegati. Anzi, a essere sinceri è venuto prima il film e le riflessioni post-film).

    Ciao,
    Gianluca

  10. Non necessariamente i libri che mi hanno cambiato la vita sono i migliori che io abbia letto. Ma sono capitati al momento giusto.

    La Bhagavad Gita perché mi ha confermato cose che, intuitivamente, già sapevo.

    Il Signore degli Anelli perché mi ha insegnato ciò che c’è di decente e buono nell’animo umano, e che il potere corrompe. Poi ha fatto da apripista al successivo…

    Dungeons and Dragons, che è stato la mia gateway drug nell’adventure gaming…

    che a sua volta ha fatto entrare Rogue Trader, che mi ha portato ai giochi di miniature…

    Disegnare con la Parte Destra del cervello perché mi ha dato un metodo per connettermi alla metà di me che non scrive ma disegna.

    Lovecraft, Howard, Heinlein, King li ho scoperti un po’ dopo. Le loro opere fanno parte dei libri “migliori” che in fondo mi sono piaciuti di più ma mi hanno cambiato di meno.

    Quindi abbiamo: un testo sacro, un romanzo e tre manuali.

  11. Il Silmarillion di Tolkien. La mia bibbia, lo dico sempre: il primo perché, se non l’avessi letto, ora non sarei qui a commentare e nemmeno a studiare all’Università. Questo a 14 anni.

    Poi i Dolori del giovane Werther a 16-17 anni. Degli ultimi anni non voglio parlare, devo ancora metabolizzare il mio cambiamento, cosa non facile. Una cosa interessante è che ritrovo il mio stato emotivo nei libri che ho nominato, come se il libro più che cambiare la mia persona, mi abbia in realtà aperto gli occhi.

  12. Molto apprezzata la segnalazione di Zen Culture. Grazie.

  13. Diffido anch’io, soprattutto quando è in combo col dramma dei cosiddetti “libri giusti”.
    Sa tanto di ricerca di un manualetto di facile e pratica consultazione, qualche regoletta da seguire per schematizzare e semplificare la propria visione del mondo fino a racchiudere tutto quanto in un sistema di cliché, et voilà.

    Un libro solo poi è poco, davvero poco. Me ne sono reso conto crescendo, perché questa cosa di cercare un libro che possa essere la propria bibbia laica l’ho passata anch’io da giovane. Ma ero giovane, appunto. Poi ti rendi conto che un libro veramente buono ti dà spunti e curiosità di leggerne altri, non deve persuaderti di aver trovato tutte le risposte. Quelli che fanno così sono roba da guru da cui guardarsi con sospetto. Sono anche convinto che nella scelta del libro della vita ci sia almeno un 50% di autosuggestione e un 50% di tempismo, quello di chi te lo consiglia o regala. Poi il danno, grande o piccolo che sia, è fatto.

  14. Ti seguo sia sul Manuale (o sui? io ne avevo un paio…) delle Giovani Marmotte che sul libro di Sagan, letto a 35 anni.
    Condivido l’idea del post.

    Nessun libro che mi ha cambiato la vita, ma alcuni che ogni tanto arrivano e indicano una strada, alcuni così potenti da rivoluzionare il tuo modo di pensare – pensare alla vita, alle donne, alla scrittura etc. Sono anche quelli che ho amato di più, essenzialmente. Finzioni di Borges, The Great Gatbsy, L’illusione di Dio, L’elefante invisibile, GEB e Anelli nell’Io di Hofstadter, La versione di Barney… e così via.

  15. Io “Il Mondo Infestato dai Demoni” l’ho letto credo a 15 o 16 anni grazie a mio zio metalmeccanico (che glielo aveva fatto leggere suo padre, operaio alla Falck). E per questo – ma non solo eh! – gli vorrò sempre e comunque bene.

  16. Humm. E’ un meme che merita un post. Così senza pensarci troppo (quindi forse è la pura verità) direi: Lo Hobbit; Tutte le mattine del mondo; La Storia Infinita; La Divina Commedia; Le Città Invisibili… Tutti letti nell’età “eroica” dai 14 ai 21 anni.

  17. La Bibbia, versione Diodati.
    Mi ricordo invece di una figura da cioccolatina, legata al libro “Va’ dove ti porta il cuore”.
    Il Prof interroga sull’ultimo libro letto. Tutti snocciolano i loro titoli, arriva il mio turno… PANICO!
    Per qualche misteriosa trama nascosta, la mia vocetta interiore suggerisce “Va’ dove ti porta il cuore”, lo leggevano tutti in quel periodo.
    Colpo di genio. E’ andata!

    …L’ho sempre sospettato che il mio ‘io’ mi rema contro…

    il Profe, guardandomi malissimo, ferma il giro di valzer e mi stende con una domanda che è come un uppercat sul grugno: “Chi l’ha scritto questo libro?”.
    Scena muta.
    Tutti – ma proprio TUTTI – suggeriscono “susanna-tamaro-susanna-tamaro”… Figura di mmmm!
    Comunque, ringrazio la Tamaro. Profondamente.
    Ha scritto un libro così futile, un peto di un centinaio di pagine, che lessi tutta la notte, per il compito (punitivo) del giorno dopo. Il riassunto andò alla grande. Il Prof comunque, dovette ridersela alla grande.
    Io etichettai il libro come una minchiatissima e… nascosi tutta la mia vergogna in una scatola di cerini.
    Oggi non mi ricordo neanche più di cosa parlasse. Divorzio? Roba da vecchi? Boh!
    Si, però… come avrei fatto, da quattordicenne imbambolita quale ero, a dire al Prof che l’ultimo libro che avevo letto era “LE 120 GIORNATE DI SODOMA” di DE SADE. E che le avevo lette tutte ma proprio tutt’e centoventi. Volevo vedere, alla fine, chi si salvava. Vincevano i cattivi.
    Gli ultimi raccontini che correlavano il libro, poi, li ho pure trovati gradevoli. Bah… avevo già letto i racconti della Diodati, forse è per quello. Lì, dopo un bagno di sangue nella valle dell’Armageddon vincevano i buoni 🙂 avvincente!

  18. I Promessi Sposi. Si, proprio loro. Li ho letti a dodici anni e ho provato l’emozione di affrontare per la prima volta e in solitudine le acque tumultuose della grande letteratura (e del mondo).

  19. Io dopo aver letto l’Imperatore Dio di Dune credo di essere stato in armonia con il mondo per almeno un paio di mesi, l’empatia con Leto fa miracoli e tutto quello che ti circonda ti appare effimero trasmettendoti grande pace. Conta lo stesso?

  20. tutto dipende dall’età…. a 8 anni c’e’ stato L’ultimo dei Mohicani di J.F.Cooper, a 12 Orzowei di Alberto Manzi, quello della trasmissione “Non e’ mai troppo tardi”. Orzowei l’ho letto 14 volte … deve pur significare qualcosa. Poi non saprei… ci sono libri che ho adorato, come “Il giuoco delle perle di vetro di Hesse”, ma non mi sento di dire che mi abbia cambiato la vita. Infine, in tempi recenti, e’ arrivato il mio supermito Bradbury con “Il popolo dell’autunno” ed e’ stato amore a prima vista :-p

  21. il piccolo principe è un libro facile facile facile??
    o non lo hai mai letto o non lo hai mai capito

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