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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Se non fosse una questione di soldi…?

21 commenti

Cominciamo la settimana con una bella lezione di Alan Watts, studioso di religioni comparate, divulgatore, filosofo.

Ribadiamo la domanda.

Se non fosse una questione di soldi, voi cosa fareste?

Per girarla in una maniera diversa, per eliminare i soldi dal centro dell’immagine e darvi la possibilità di ragionare più chiaramente…

Se l’unica cosa che doveste spendere fosse il tempo che vi resta, come vorreste spenderlo?

monkey meditatingE il trucco non è dirmi che fareste qualcosa che sapete nella vita normale non porta soldi, ma dirmi quello che vi piacerebbe davvero.
Magari qui sotto, nei commenti.
Ma anche no, se non avete voglia  – perché come con tutti gli esperimenti zen, l’importante è la risposta che date a voi stessi, non quella che date a me, o ad Alan Watts.

E magari siete fortunati, e lo state già facendo.
Nel qual caso, che diamine, ditecelo nei commenti!
Ma se siete come me, e non è così…

L’importante è che riusciate a darvi una risposta.
Una risposta che non sia mutuata da un film, o dalla pubblicità di uno shampoo.

Cosa vi piacerebbe fare?

Il che, naturalmente, porterebbe alla domanda successiva.

Perché non lo state facendo?

Ma quella la lasciamo per la prossima volta, ok?

Quanto a me…
Mi piacerebbe insegnare.
E viaggiare, per incontrare persone, per vedere posti.
Muovendomi con la dovuta lentezza, sulle strade secondarie.
E poi sì, poter insegnare.

E prima che qualcuno mi dica ma come, non vorresti fare lo scrittore?, mi permetto di rispondere che lo scrittore non ho bisogno di farlo, perché già lo sono.

Quanto al resto, al viaggiare ed all’insegnare, perché non lo sto facendo?
Eh…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

21 thoughts on “Se non fosse una questione di soldi…?

  1. Avere abbastanza tempo per poter visitare i luoghi con calma, viaggiare, con calma.
    Poter studiare antropologia, mitologia e religioni come vorrei.
    Scrivere, avere più tempo e calma per farlo rispetto a ora.
    Per l’ultimo punti, si è ancora in fase di apprendimento, per il secondo si può sempre fare da autodidatta, anche se ci vuole molto tempo.
    Per il primo…

  2. Avrei risposto uguale.

    Tornare a insegnare, che è stata la più bella esperienza lavorativa della vita (e perché non la faccio più? perché nessuno ha mai risposto alle decine di cv inviati, alle domande a scuole private,… che ho spedito negli anni scorsi, e perché con l’ASL lavoravo in nero in segreto perché non avevano insegnanti uomini ma solo donne, e il mio contatto “in loco” purtroppo l’ho perso).

    Viaggiare, spesso e volentieri, tornare a muovermi ma con tempi che non siano quelli delle tre settimane in cui fare di tutto, fermarmi quando voglio e ripartire quando è arrivato il momento. Perché non lo faccio? Eh… questione di soldi 😀

  3. Quasi mi vergogno a dirlo perché mi rendo conto di essere fortunato, ma non cambierei nulla.

  4. Tornerei subito in Giappone. Non per restarci a tempo indeterminato, ma nemmeno per il classico viaggio di 2/3 settimane. Mi piacerebbe scoprirlo senza l’ansia del ritorno.
    Ma non è solo questione di soldi.

  5. Se fossi libero di fare ciò che voglio mi metterei in viaggio.
    Naturalmente non si sta parlando di villaggi vacanza o cose simili, ma di qualcosa di simile a esplorazione, conoscenza di altri luoghi, improvvisazione, e via di questo passo. E il meno pianificato possibile.
    Una delle vacanze più belle che abbia fatto è stata di partire con un gruppo di amici per Praga, decidendo più o meno la settimana prima, e senza pianificare nulla. Siamo montati in macchina e siamo partiti, e il resto è venuto da sé.
    Da un pò di tempo poi c’è un ideuzza che mi solletica ma che probabilmente rimarrà nel cassetto, si chiama Via Francigena, in cammino da Roma a Canterbury.
    Cosa che, organizzata in modo da essere pellegrini 2.0 potrebbe pure suscitare qualche interesse.
    Ma alla fine, anche questa è una questione di soldi.

  6. viaggiare lento con la sposa e la bimba, quando mi va, spostandomi via terra, sensa l’obbligo di rientro entro la data ics. ogni tanto anche viaggiare con mia mamma, che è una rompipalle ma adora andare a giro e quando può parte. leggere tanto nel mentre, perché ho una lista di titoli lunga un chilometro che mi aspetta. godermi casa al rientro, di nuovo leggere, curare un piccolo orto, fare più birra (già la faccio, e è una delle poche fortune dati gli spazi e i tempi, ma vorrei diventare bravo davvero) e fare più pedalate (per smaltire la birra :D). quest’ultima la abbinerei volentieri col viaggiare.
    cose piccole, cose semplici. quello che non riesco a fare già, ovviamente, è tristemente una questione di soldi 🙂

  7. Shiatsu, tiro con l’arco, insegnare entrambe le cose…. Tornerò a farlo!

  8. Mi piacerebbe sviluppare progetti di scrittura e di gioco interattivi. Cosa che già faccio ora, ma limitatamente al poco tempo concessomi dal lavoro.
    Mi piace sperimentare cose non convenzionali, ma legate alla scrittura e – più in generale – alla comunicazione.
    Un’altra cosa che mi piacerebbe fare è dedicarmi alla fotografia “posata”, settore creativo che adoro (come fotografo, non come “modello”!), ma di cui finora mi son potuto occupare pochissimo, proprio per questione di soldi.
    E, concludo, mi piacerebbe gestire queste attività viaggiando. Un giorno a Roma, un giorno a Milano, un giorno a NY. Incontrando gente che condivide questi progetti.

  9. Probabilmente impazzire i nel capire come spenderlo. Ci sono tante cose che vorrei fare e non so scegliere… Una delle principali è viaggiare per conoscere al meglio le culture non occidentali, scrivere romanzi ispirati da queste esperienze e magari fare anche il tra Il blogger.

  10. *travel blogger… molti prediligono il viaggio sto notando…a pochi piace mettere radici. 😀

  11. Leggere, scrivere, recensire, intervistare e farlo in maniera sempre più professionale: leggere tutti i libri che vorrei, intervistare Don De Lillo e Harold Bloom, conoscere persone, posti, confrontare idee, imparare l’inglese sempre meglio e anche il francese e il russo e perchè no il cinese. Leggere in lingua originale Anna Karenina, la Recherche, e tanti altri libri che ho amato. Viaggiare ma facendo l’ autostop: conoscere l’America di provincia, i campi di mais, i cieli sconfinati, il Giappone, il Nepal, la Thailandia. E scrivere un diario su cui raccontare le cose che mi succedono, le persone che incontro… [devo continuare :)]

  12. Andrei ad abitare in Estonia, nell’isola di Saaremaa. Avrei un orto in serra e i miei contatti sarebbero via internet. Una o due volte l’anno andrei a trovare mia figlia e nulla di più. La mia attività di scrittore sarebbe affidata agli e-book e i miei gusti librari si sazierebbero via e-commerce. Poi mi dedicherei a fotografie e musica… e così potrei anche chiudere in pace col mondo. Comunque, a essere sincero, I miei veri legami non sono dati dal denaro, purtroppo, ma dagli obblighi familiari come i genitori anziani.

  13. Andrei in Australia a studiare i “venomous snake” dal vivo

  14. Una domandina da nulla, eh? Potessi davvero scegliere vorrei creare e gestire una via di mezzo tra un think-tank e una ONG, devota a promuovere con progetti mirati l’uso di tecnologie pulite e forme economiche basate solo sulle realtà industriali e di servizio. Il tutto con l’idea di far nascere altri gruppi simili dovunque e cambiare “dal basso” molte, moltissime cose. Perché non lo faccio? Non ho i contatti adeguati, il meglio che ho potuto fare finora è sensibilizzare alcune persone su idee simili.

  15. Avrei imparato a disegnare cosa che attualmente non so fare e che per vari motivi non ho mai imparato a fare ma che rimane un mio forte desiderio.

  16. Se non fosse una questione di soldi sarei in perenne trekking, mi sa. Di qua, di là, dovunque voglia andare arriverei. A piedi.

    Ciao,
    Gianluca

  17. Potrei cominciare con un anno sabbatico, a casa con un bel giardino, un orto da coltivare e dei cani. Poi magari aprirei un piccolo ristorante, ma con un cuoco vero, perché farlo in prima persona sarebbe troppo faticoso.

  18. Voglio fare un’aggiunta. Posso?
    Farei comunque cose, se pur rivolte a un pubblico esteso (vedi il mio primo commento), decisamente egoiste 🙂

  19. Viaggerei e farei all’amore con più ragazze possibili, conoscerei culture diverse! Aiuterei chi ne ha bisogno, perché quando si da una mano a chi è in difficoltà ci si sente vivi come non mai… Cercherei bei panorami da contemplare.. Tutte cose fattibili, il tempo non mi manca e i soldi non sono necessariamente un ostacolo.. Perché non lo faccio dunque…!?…

  20. Uh, ecco, se non fosse questione di denaro, quello che mi piacerebbe davvero è sperimentare. Cambiare spesso. Tornare all’università, abitare da qualche parte nella campagna inglese, fare un corso di doppiaggio, lavorare come commessa in un negozio di fiori e backstage in un teatro, girellare il sud della Spagna , nuotare parecchio, imparare l’Ebraico antico, partecipare a uno scavo archeologico, imparare un mestiere artigiano (orafa? liutaia? lantern-maker?), fare regia d’opera… Imparare qualcosa di nuovo e passare oltre. Sperimentare un’altra cosa e passare oltre. E scrivere, naturalmente – ça va sans dire, ma quello lo faccio già…

  21. Avete già detto tutto voi! Sottoscrivo l’idea del think-tank e delle ONG, qui da noi. Poi:scrivere, viaggare a piedi o con “mezzi poveri”, leggere, imparare a tagliare i capelli.

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