strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Due manuali

5 commenti

Due manuali, oggi – molto diversi fra loro, molto divertenti, molto utili.
Ne avevo accennato nelle settimane passate, e lo dovevo ad alcuni surfisti.
Le differenze fra i due volumi sono differenze fra gli autori, ma anche fra i lettori ed i destinatari dei libri.
È probabile… è molto probabile, che chi gradirà il primo troverà il secondo irritante, e viceversa.
Ma qui sta il bello della faccenda.

you-are-a-writer-final-570x760Jeff_GoinsIl primo manuale si intitola You Are a Writer (So Start Acting Like One), ed è stato scritto da Jeff Goins.
Goins è un autore autoprodotto che ha fatto una lunga gavetta, e che sta affrontando il successo in maniera molto aperta ed umana, fortemente influenzata dalla sua fede religiosa.
L’idea di Goins è che esista un elemento innato nella scrittura – si nasce scrittori, ci si scopre scrittori.
Perciò il processo di apprendimento è sostanzialmente un percorso di scoperta del se.
Detto ciò, il libro di Jeff Goins è molto diretto nell’affrontare gli elementi fondamentali non solo della scrittura, ma soprattutto della gestione dell’immagine, della piattaforma e del brand, il rapporto coi fan.
Questo insomma è un manuale per scrittori che non si dilunga in regole immutabili su come mostrare anziché raccontare, ma vi spiega come farvi un blog, come gestire i contatti via twitter, come creare un dialogo coi lettori.
Se ha un difetto, il manuale di Goins, è l’estrema serietà, che a volte lo rende troppo didattico.
Ma è veramente una miniera di idee, presentate in maniera chiara e ordinata, con un occhio alla praticità ed uno all’effetto.

6302650654_96dee442b5_z26-May-Chuck-Wendig-solo-150x150Il secondo manuale si intitola 500 Ways to be a Better Writer, e se solo proverete a parlare di piattaforma o di brand, il suo autore, Chuck Wendig, verrà personalmente a casa vostra a prendervi a calci.
Lo dice chiaro e tondo, a circa un terzo del libro.
Dove Jeff Goins è ordinato e preciso, quasi didattico, Chuck è all over the place, vagamente brillo, zeppo di battute sconvenienti, discorsivo al limite del cabaret.
Ma il suo libro – che poi è un riversamento del suo blog, per cui se avete pazienza potete leggervelo tutto, e molto di più, gratis e online – affronta problemi diversi come superare il blocco, trovare idee, scrivere horror, scrivere a comando.
E c’è anche come gestire la propria immagine, e la propria presenza online, ma senza usare parole, sì, come brand o piattaforma.
Ci sono un sacco di idee, in 500 Ways (e c’è anche un secondo volume, se siete interessati), e un sacco di stupidate inammissibili, di volgarità, sesso promisquo, ebbrezza molesta e anche il Vombato Demoniaco.
Eppure è anche un libro estremamente umano, e molto adatto a chi già scrive, e che vuole semplicemente migliorare.
Un paio di idee in particolare sono stimolanti per quel che mi riguarda, e credo ne riparleremo.

Insomma, si sarà capito che se il libro di Goins mi interessa, ed è a mio parere estremamente istruttivo, quello di Wendig mi acchiappa molto di più.
Sarà il Vombato Demoniaco…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Due manuali

  1. Wendig mi ispira molto come personaggio. Ho un paio di suoi libri (ancora immacolati, ahimè) sullo scaffale… ma penso di potermi fidare e buttarmi pure su questo. Grazie della segnalazione. 🙂

  2. Grazie per le segnalazioni, bello scegliere due approcci diversi come questi. Il punto per me è diverso, nel senso che prima di arrivare al resto devo finalmente decidere cosa scrivere nei prossimi mesi. Al di là della scelta dei termini, più o meno colloquiale, i concetti di piattaforma e branding sono ineludibili per chi si autoproduce. Anche chi detesta l’aspetto promozionale come me deve, ripeto deve, decidersi a fare qualcosa di serio in merito.

    • Ne riparlerò, credo venerdì o sabato – al di là della terminologia, io credo che un approccio organico, umano e di buon senso sia preferibile.
      Le grandi strategie di marketing sono troppo impersonali.
      Come osserva proprio Chuck Wendig nel suo manuale, tu non sei un brand, tu sei una persona.
      Ma ne parliamo!

  3. Ottime segnalazioni, grazie.
    Il punto, per me, è oramai solo uno: trovare il tempo per leggere tutti questi titoli che continuo ad appuntarmi.
    Però sono decisamente in fase manualistica, quindi potrei acquistare presto uno di questi titoli. Quello di Goins mi ispira molto di più, e lo sento vicino a quanto sto già leggendo.

  4. Molto, molto interessanti, grazie Davide! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.