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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un nuovo modus operandi

10 commenti

Come avrà notato chi segue il mio blog in inglese, da un paio di settimane ho una buona idea per quella che potrebbe diventare una serie di storie – e così ho cominciato, da una parte, a documentarmi, e dall’altra ad annotare idee e a mettere giù un po’ di appunti.

Da che ho deciso di scrivere solo in inglese, ho deciso di mettere un po’ d’ordine nel mio modo di scrivere, in modo da accrescere la produttività o – per lo meno – limitare i traumi fisici e psichici.

Al momento non sto scrivendo racconti – sto leggendo libri di storia e sto delineando possibili episodi della mia ipotetica serie.

quaderni ikea 002L’idea è di usare due facciate su un quaderno a spirale, di quelli dell’IKEA.

Lo schema è

Prima facciata

  • logline
  • tema
  • tono
  • personaggi
  • trama

Seconda facciata

  • outline

La logline è una cosa che fanno gli sceneggiatori, da quel che mi si dice – si tratta di un’unica frase che riassume il nucleo della storia.
La si dovrebbe poter scrivere sulla costola della rilegatura – in modo che, avendo tutte le sceneggiature impilate o allineate sullo scaffale, sia possibile a colpo d’occhio trovare quella che interessa.
Nel mio caso, spesso la logline esce dal taccuino che di solito porto in tasca per annotarci le idee.

Il tema è importante – la nostra storia deve parlare di qualcosa di più che i semplici oggetti e personaggi che la popolano. Ed è meno semplice di quel che sembra – perché è un campo minato di banalità, quello nel quale ci si aggira.
D’altra parte, una storia senza tema non regge.

Il tono, se vogliamo, non è così essenziale – emergerà comunque durante la stesura – ma può essere utile annotarselo, specie se, all’interno di una ipotetica serie, diversi toni e modi si possono avvicendare.

I personaggi – per ciascuno una piccola scheda, in tre frasi (ricordiamoci che tutta ‘sta roba deve stare su una sola pagina!)
Ovviamente i personaggi ricorrenti avrano più spazio e più dettagli (sto cominciando a studiare un sistema addocciato giorni addietro, e che utilizza Pinterest per delineare i personaggi – ne riparleremo)

La trama – la logline appena più articolata. Non più di un paragrafo.

L’outline, per il progetto che ho in mente, è relativamente semplice, in quanto vorrei utilizzare la Formula di Lester Dent – 6000/8000 parole, suddivise in quattro blocchi da 1500/2000.
La tentazione di giocare con la struttura, che per me è sempre piuttosto forte, deve essere tenuta in questo caso sotto controllo in maniera ferrea.

Al momento ho tre episodi più o meno schedati.
Nel momento in cui dovessi decidere di mettere mano ad uno di questi, potrò strappare la pagina dal quaderno, associarla ai post-it con annotati dettagli diversi (note storiche, riferimenti geografici, descrizioni di luoghi e oggetti ecc), e preparare una specie di mappa.
E poi via.

Sembra che io abbia finalmente trovato un modus operandi che mi soddisfa, che mi fa risparmiare tempo, e che mi permette di continuare a scrivere anche in caso di black-out o di coda al supermercato.
Vedremo cosa ne verrà fuori.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Un nuovo modus operandi

  1. Interessante anche la formula che riporti, come i punti dello schema. Dovrei pensare anch’io seriamente di organizzare meglio le cose.

  2. Fichissimo! Mi attira molto l’idea dei personaggi tramite Pinterest…sono curioso!
    Poi, una domanda: da quando hai scelto l’inglese…scrivi anche questi appunti in inglese? Può sembrare una sciocchezza, lo so, ma mi interessa parecchio…

  3. Molto interessante.
    L’idea di tornare a esperimenti di scrittura più schematici e in fondo anche immediati (tali, come dici tu, da poterli seguire anche in caso di black-out o in treno, o in coda alle poste) è un’eventualità che sto valutando anch’io. Anzi, ci sto già provando con la game novel, ma per ora in italiano, come ben sai.

  4. @Gherardo
    Sì, gli appunti se possibile li prendo in inglese.
    Riguardo a Pinterest, appena ho qualche informazione in più ci faccio un post.

  5. Bello scoprire che, senza studiare manuali e contromanuali, utilizzavo già il corretto modus operandi 😛 (anche se io continuo a preferire i miei amati .txt sparsi per l’hard disk)

    Anche se spesso del tema, che giustappunto citi come importante, io non me ne preoccupo minimamente 😛 … c’è già la trama dopotutto XD … ma il bello è anche questo…

  6. postilla: io comunque mi diletto nello sceneggiare fumetti (prima o poi mi sa che dovrò riaffacciarmi sul web) e, per me, è di gran lunga più importante dare risalto a tono (sai che pensavo fosse una cosa tutta mia? sono sorpreso 😀 ) e personaggi … il resto vien da se

  7. @engelium
    Sul tema faccio un post domani, per cause di forza maggiore.
    Per il resto, non dico che questo sia il metodo giusto.
    Diciamo che questo sembra essere il metodo giusto, per me, in questo momento, per ciò che sto facendo.
    Ionon credo esista un metodo che vada bene sempre per tutti, per tutto.

  8. Aspettiamo i risultati con trepidazione

  9. Anch’io sono interessata alla faccenda di Pinterest… E per il resto, ah, the logline. Scoperta nella versione di Holly Lisle (che la chiama The Sentence), ed effettivamente la trovo molto, molto, molto utile.
    Attendiamo il post sul tema.

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