strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Dalla giungla colombiana a San Francisco

5 commenti

Vi è mai capitato di essere al cinema, la pellicola viene proiettata sullo schermo, improvvisamente succede qualcosa, e voi siete gli unici in sala a mettervi a ridere, ed intorno vi guardano come se foste dei mentecatti?
Beh, io ricordo un caso molto preciso, di quella faccenda, nel lontano 1985.
Al cinema Romano, credo.
Con una compagna del liceo.romancingthestonewoods
Davano Romancing the Stone.
All’Inseguimento della Pietra Verde*.
C’è questa scena, con la Turner e Douglas nella giungla, che scoprono la carcassa di un aereo precipitato nella foresta.
Il pilota è uno scheletro, con la giacca dei Grateful Dead… e già lì feci uno sghignazzo che scucì un’occhiata strana alla mia amica.
I nostri eroi si accampano all’interno della carcassa dell’aereo.
trovano il carico di stupefacenti, e la borsa del pilota. Nella borsa, una bottiglia di burbon e una copia del Rolling Stone.
Michael Douglas comincia a sfogliarlo e …

JacK Colton: “Dannazione, i Doobie Brothers si sono sciolti! Merda! Ma quando è successo?”

Ed io scoppio a ridere.
Come un derelitto.
Solo, nella sala, mentre il dialogo prosegue…

Joan Wilder: “Da quanto tempo vive in questo posto?”
Jack Colton: “Un’eternità.”

E io continuo a ridere, e mi becco un’occhiata strana, una lunga occhiata strana, e un “Shhhh!” dalle file dietro.

Questo per dire – io nel 1985, sapevo che i Doobie Brothers si erano sciolti nel 1981.
Un’eternità, appunto**.
La mia compagna di cinema non sapeva neanche chi fossero, i Doobies.
Sì, questo è un altro dei miei post sulla musica.
Immagino che molti di voi non vorranno proseguire.

Ora, questa storia mi è venuta in mente poco fa, mentre, complice un attaco di insonnia, mi sono riascoltatao Minute by Minute, la versione rimasterizzata.

182605_1_fMinute by Minute non è il mio album preferito, dei Doobie Brothers – preferisco Takin’ it to the Streets, o al limite Living on the Fault Line.
Ma all’epoca – in occasione di quel malaugurato incidente al cinema, era a Minute by Minute che pensavo.
Tutti, ma dico tutti, Minute by Minute avrebbero dovuto conoscerlo, no?

What seems to be
Is always better than nothing

Beh, no.

Ora i Doobie Brothers hanno una tripla vita.
Originariamente una boogie band che piaceva agli Hell’s Angels, i ragazzi passarono a uno strano sound ibrido che mescolava rock’n’roll, congas, fiati, sintetizzatori, influenze jazzate e anche un po’ di country, divennero popolarissimi con un album chiamato The Captain and Me, ed un brano intitolato Long Train Running, che l’han sentito davvero tutti***, e l’han rifatto anche persone abbastanza discutibili.
Questa seconda incarnazione – che immagino venisse considerata troppo sofisticata dagli Hell’s Angels – passò a qualcosa di ancora più sofisticato ed elegante quando gli Steely Dan smisero di andare in tour, e due loro uomini – Skunk Baxter e Michael McDonald – entrarono nei Brothers.
La band era quindi uno strano mix, ma funzionava proprio per questa stranezza, per l’estrema capacità dei musicisti, ed un certo perfezionismo ereditato dagli Steely Dan.
L’equilibrio era estremamente fragile – e se in Streets o in Fault Line possiamo ancora parlare di Doobie Brothers, con Minute by Minute (che sta scorrendo nelle mie cuffie in questo momento), siamo ormai spaventosamente vicino a Michael McDonald & the Doobie Brothers.
Skunk Baxter se ne andò ed oggi ha un’azienda che produce sistemi di controllo per missili intercontinentali.
I dischi successivi sarebbero stati divertenti, ma la band si sarebbe ridotta alla spalla del solista.
La chiamavano AOR****.
Poi nell’81 si sciolsero.

Il fatto che io continui ad ascoltarli, nonostante l’imbarazzo causatomi al cinema ed il fatto che mi avessero mandato a monte un appuntamento, significa che in qualche modo i Doobies avevano qualcosa che ancora oggi mi piace.
Mi piace proprio per questa strana miscela di chitarre californiane, percussioni, saxofoni, sintetizzatori, ritmi sincopati.
E poi ci sono queste strane connessioni – da una parte con gli Steely Dan, dall’altra con Carly Simon (che cominciai ad ascoltare sostanzialmente per colpa dei Doobies), Ry Cooder…
Più avanti avrei scoperto i LittleFeat di Lowell George – ma quella è un’altra storia.

Poi ci si trova a chiacchierarne, per il fatto che per me restano una colonna sonora – ci scrivo bene, coi Doobie Brothers in sottofondo – e si scopre che siamo nel 2013, e nessuno se li ricorda.
E nessuno continua a ridere alla battuta sullo scioglimento dei Doobie Brothers nella Pietra Verde.
E probabilmente nessuno capisce neanche quella della giacca dei Deads.

Mah, ascoltiamoci un po’ di musica…

———————–

* Che è un film che continua a piacermi moltissimo.
Niente a che vedere col sequel, che è bruttarello anziché no.

** Ecco – questo per me è show don’t tell: una battuta, tre righe, e abbiamo creato un personaggio, i suoi gusti (io e Jack Colton abbiamo dei gusti affini, in ambito musicale e sentimentale), la sua storia…
Show don’t tell, quello vero – il pubblico coglie la battuta, e fornisce tutte le informazioni extra.

*** Non ci credete?
Ascoltate…

**** Adult Oriented Record (oppure Radio, oppure Rock) – un’etichetta che sarebbe diventata un marchio d’infamia (come ogni altra etichetta musicale in capo a cinque anni)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Dalla giungla colombiana a San Francisco

  1. E pensare che, comunque, all’epoca, era ancora musica che riusciva ad andare oltre la “nicchia”, faceva numeri importanti e aveva un mercato di un certo peso (almeno sul mercato anglosassone) certo, nell’Italietta provinciale e pavlovianamente indirizzata alle mode, una proposta un tantino più sofisticata e originale era cosa avulsa.
    P.s. All’Inseguimento della pietra verde è stato un film che ho amato anch’io, ho sempre pensato che fosse una riuscita modernizzazione della classica avventura esotica…

  2. Beh, se è solo per la sofisticheria, qui il prog tirava tanto da garantire a diversi gruppi un successo che non conoscevano in patria, per dire (a volte oltre i meriti, ok).

  3. oddio che bel film!
    l’autobus per cartagena….
    anche se quando l’ho visto ero decisamente giovane per conoscere i Doobie… 😀

  4. Mi dispiace per la tua amica, anch’io mi sono fatto una risatina alla battuta

  5. Pingback: San Valentino con Joan Wilder | strategie evolutive

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