strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Povero di tempo, povero di denaro (o viceversa)

12 commenti

Mi sono trovato a riflettere, un paio di noti addietro, su una strana faccenda legata alle mie attuali circostanze, ed alla situazione generale.

Come ho accennato altrova, questo inizio 2013 (inizio oramai inoltrato) ha portato un po’ di imbarazzi economici – nulla di devastante, ma certo, per motivi già discussi, la questione del pagare le bollette è passata dall’essere una cosa della qual esi occupava in background la mia banca, all’essere il frutto di una oculata gestione personale delle mie finanze.
Ovvero – tocca far due conti e tirare la cinghia.

Piggy-bank7Ma la cosa che mi ha in effetti sorpreso, in questo mio impoverimento di danaro, è stato il parallelo impoverimento di tempo.
Mi ha sorpreso perché, abitualmente, si associa la penuria di quattrini con la sovrabbondanza di tempo libero.
Forzatamente libero.
Da una parte, l’ipotesi che il danaro incassato sia proporzionale alle ore lavorate è profondamente radicata nella nostra cultura – l’ideale pseudorandiano secondo il quale se ai poveri nonpiacesse davvero la povertà, basterebbe loro lavorare di più.
Dall’altra, la carenza di pecunia limita seriamente le possibilità nel tempo libero – niente cinema, serate al pub, cene esotiche, gite fuori porta.
Avanza un sacco di tempo.
O no?

Beh, apparentemente no.
Perché a quanto pare, quando le cose si fanno difficili (la Crisi, ricordate?), ci si ritrova semplicemente a lavorare molto di più per incassare sostanzialmente meno.
Un po’ dipende dai clienti – come sa benissimo qualunque freelancer, affermare di poter fare il lavoro in trenta ora significherà semplicemente che il committente
a . ci chiederà di farlo in venticinque
b . cercherà di cacciare a forza nel pacchetto cinque ore in più
Un po’ dipende dal fatto che quando si ha bisogno di lavorare ci vengono proposte tariffe più basse.

clock-faceMa una parte consistente del problema tempo dipende dal fatto che, quando i conti si fanno sul centesimo, si spreca un sacco di tempo.
Per fare i conti al centesimo, ad esempio.
Oppure per fare quella mezz’ora di macchina in più che ci permetterà di approfittare delle offerte speciali di quel certo supermercato.
O nell’ora – tra andare e tornare – per raggiungere il posto dove tenere le lezioni, riparare il computer, ammaestrare le pulci o quale che sia la nostra attività di sussitenza, il nostro piano B, C, D.
E poi il tempo impiegato per delineare i piani E, F, G, e H – che, l’esperienza ce lo insegna, diverranno tragicamente necessari se la situazione continuerà ad essere quella attuale.
E non ci sono segnali che ci lascino sperare il contrario.

E così non ho tempo di scrivere (le mie storie) perché devo scrivere (i miei articoli).
Non ho tempo per tradurre (ciò che mi piacerebbe tradurre) perché sono troppo impegnato a tradurre (ciò per cui mi pagano):
Non ho tempo per leggere un buon libro… beh, no, ok, ce l’avrei, se non mi prendesse l’ansia di sapere che il tempo passato a leggermi un libro potrei spenderlo (aha!) per inventarmi una nuove fonte di introiti, per portarmi avanti col lavoro, per fare dei conti…

L’anticamera della depressione, della lenta discesa nella spirale per cui si disperdono energie e risorse e si riesce solo a scivolare più in fretta giù per la china.
È il momento di rivedere le priorità, o soccombere.

Esiste però un rovescio della medaglia, sperimentato nelle ultime settimane – come per il denaro, anche col tempo, l’averne poco può essere compensato dall’amministrarlo con attenzione.
E qui c’è una bella differenza – perché se è vero che amministrare con cura le nostre finanze, da solo, non basterà a farle aumentare, amministrare con cura il nostro tempo ci può permettere di accrescerlo, e di usarlo meglio.

Non credo esista una ricetta preconfezionata e buona per tutti per la gestione del tempo.
Ma è possibile, con un po’ di attenzione e un po’ di inventiva, sviluppare una propria tabella di marcia che potrebbe farci scoprire che, sì, i soldi sono pochi, ma ogni giorno ci viene consegnata fresca una nuova giornata di 24 ore – e possiamo usarla per fare un sacco di cose.
Anche staccare per un po’, e smettere di pensare ai quattrini.

Il tempo è importante.
Come diceva Harlan Ellison – e aveva ragione – soldi potrò sempre guadagnarne degli altri.
Il tempo non è soggetto a rivalutazioni, speculazioni e aumenti di capitale.
Ma nessuno potrà mai restituirci quello che ci viene sottratto (o che buttiamo)*.

——————————————————————————————

* Oh, una rapida nota sulle opportunità.
Culturalmente sono portato a vedere qualunque cosa mi capiti come un’opportunità per migliorare, perimparare qualcosa di nuovo, eper mettere a frutto ciò che ho imparato.
Ma questo non significa che io accolga questi tempi maledetti, come una meravigliosa opportunità della quale rallegrarmi.
Non sono stupido fino a quel punto.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Povero di tempo, povero di denaro (o viceversa)

  1. Noterai che votato il post con cinque cinque stelle cinque. Non per entusiasmo ma per la notevole e sempre più rara sincerità intellettuale che ho letto in quelle righe.

  2. Capisco bene i tuoi discorsi, sia sul denaro, sia sul lavoro, sia sul tempo, Non per tirarmela, ma se non la conosci o non la ricordi, consiglierei la lettura della prima delle Lettere a Luciliio di Seneca. Il vecchio bastardo dice, come sempre, cose straordinarie sul tempo e su come lo usiamo. O Seneca sei tu?

  3. @alessandro defilippi
    grazie per il riferimento alla lettera di Seneca, l’ho cercata e letta, vero, straordinaria.
    Questo blog è grande anche per i suoi commentatori 🙂

  4. Fino ai trentanni ho buttato un sacco di tempo. Ok, mi son divertito e non rimpiango nulla.
    Poi, complice la morte di papà, ho riconsiderato del tutto il concetto di tempo. Mi son trovato un lavoro onesto, con introiti bassi, ma che mi lascia diverse ore libere per lavorare a ciò che mi piace davvero (blog, scrittura, libri). Facendo un po’ di compromessi devo dire che finora non mi lamento. O meglio: lo faccio, ma meno di altri.
    Il tempo è quanto di più prezioso ho. Da qualche anno ho deciso di non buttarlo frequentando persone che ritengo lontane dai miei interessi e dalla mia sfera emotiva. Nessuna concessione alle pubbliche relazioni di stampo meramente diplomatico. Dedico il mio tempo a ciò e a chi mi piace davvero.
    E, sì, una certa pianificazione mi è stata utile per ridurre gli sprechi. Ogni tanto rimpiango il caos cazzeggione degli anni della gioventù, ma ora come ora non riuscirei a vivere di nuovo come allora.

  5. Grazie per i commenti (e le stelline, Fabri!)

    @Alessandro
    Non sono Seneca, né interpreto la sua parte in televisione.

    @S.Mira
    Questo blog ha i commentatori migliori della blogsfera.

  6. Ti comprendo appieno, diventa sempre più difficile avere tempo.

  7. E’ possibile, e lo chiedo a te che bazzichi anche in zone del mondo e della cultura in cui su queste cose hanno lavorato molto) che la differenza tra tempo perso e tempo investito (investito: anche se secondo me il tempo non E’ denaro, appare evidente anche dal tuo post che tempo e denaro vanno a spasso a braccetto) sia principalmente (o del tutto?) una questione di atteggiamento mentale e non di quali attività il tempo finisca con il contenere?

  8. @allsho
    Certamente l’atteggiamento mentale è importante.
    Tutto il tempo buttato a preoccuparsi per cose sulle quali non si ha il controllo, ad esempio, è tempo buttato per motivi strettamente psicologici e di atteggiamento.
    Leggevo proprio oggi una frase (scritta da un tale nel 1955!) sul fatto che guadagnarsi da vivere e vivere sono due cose diverse e separate, e confonderle è male.
    Io temo che questa confusione purtroppo sia entrata in maniera terribile nella nostra cultura.

  9. Facile a dirsi non lamentarsi di cose sulle quali non si ha il controllo. Per es. vorrei cambiare lavoro, anzi azienda, ma è già un miracolo che il lavoro ce l’ho, con la recessione in atto devo pure considerarmi fortunato. Ai tempi di mio padre cambiare lavoro non era la prassi ma era molto più facile. Io purtroppo mi sento intrappolato in un impiego che durerà fino alla pensione. Certo fuori dal lavoro ho molti Hobbies, leggo molta fantascienza,viaggio.insomma mi svago e mi diverto, non è che mi piango addosso sempre, ma in lunedì uggiosi come oggi si 🙂
    Devo prendere in considerazione l’idea di pianificare il tempo.

  10. Mi hai fatto venire in mente Momo.

  11. Pingback: La percezione del tempo | Plutonia Experiment

  12. io ho sempre in mente Cipolle E Liberta’ di Gelmino Ottaviani (parzialmente portato sulla scena da Marco Paolini):

    Il tempo e’ denaro.
    Eh, ma il denaro non e’ tempo. Il tempo e’ vita.

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