strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Alla radio, a teatro (o viceversa)

15 commenti

Questo è troppo bello per non parlarne.
Ed ho un’amica là fuori che potrebbe voler prendere appunti, e poi contattarmi, in modo da poter…
Ma andiamo con ordine.

Linda-CardelliniLa colpa, in questo caso, è di Linda Cardellini.
Che oltre ad essere decisamente attraente, è anche un’ottima attrice che ha lavorato su un paio di film piuttosto interessanti (consiglio di buttare un occhio a Return, del 2011).
E dire che aveva cominciato come attrice-ragazzina in un serial.
Comunque, cercando notizie sui film della Cardellini, scopro che è ospite fissa di The Thrilling Adventure Hour.

The Thrilling Adventure Hour?!
Posso resistere ad un titolo del genere?

Il passo successivo è scoprire che Nathan Fillion è un altro ospite fisso.
A questo punto, non c’è storia – devo sapere di più.

800px-Thrilling_Adventure_Hour_-_August_2011_-_Photo_By_LifeofReilly

In due parole.
The Thrilling Adventure Hour è uno spettacolo teatrale dal vivo, in cui un gruppo di attori fissi (la compagnia Work Juice) ed una vagonata di ospiti famosi, interpretano diversi segmenti di alcuni radiodrammi.
È insomma come starsene nello studio radiofonico, negli anni ’30, e vedere Orsen Welles che fa The Shadow, o cose del genere.
A teatro.
A Los Angeles.
Venticinque dollari a biglietto.
Le repliche?
Ah!

Each show is unique, consisting of a selection of story segments, announcements from our fictional sponsors, musical numbers, and occasional one-off sketches.

Ma è anche meglio di così, poiché gli episodi sono anche disponibili come podcast.
Chi non può comprarsi un biglietto e vedersi dal vivo un episodio, può ascoltarselo come se fosse un vero radiodramma.

TAH-1-Dustin-WeaverCiascuno spettacolo offre alcuni segmenti dalle serie

  • Sparks Nevada, Marshall on Mars – uno space western
  • Amelia Earhart, Fearless American – la famosa aviatrice combatte i Nazisti
  • Beyond Belief – su una coppia di medium dell’alta società
  • The Adventures of Captain Laserbeam – vi lascio immaginare
  • Jefferson Reid, Ace American – ancora eroi sopra le righe, contro il Reich
  • The Cross-time adventures of Colonel Tick-Tock – come Dr Who, ma stortissimo, e un po’ steampunk
  • Down in Moonshine Holler – descritto come “una fiaba fra i barboni”

L’espressione “geniale” è abusata, ma qui sta stretta all’impresa – che è gestita con fondi minimi rispetto al colossale divertimento che se ne ricava.
Un ottimo cast, soggetti e script fulminanti, un paio di costumi.
Fantastico.

Il sito ufficiale include fotografie, le coordinate per abbonarsi al podcast, il merchandise e tutto il resto.
Ed è grande.

beyondbelief_orange_rev_2_sm (1)

Come ho già detto più volte in passato, organizzare una cosa del genere – nel senso del podcast – non sarebbe difficile o costoso (avendo i talenti giusti a coprire i diversi ruoli).
Metterlo in piedi a teatro?
Ah!
Certo, se qui da noi riescono a tirare avanti i derelitti di certi programmi a base di cabarettisti patetici, una cosa come questa potrebbe solo essere un successo colossale, o un flop catastrofico.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

15 thoughts on “Alla radio, a teatro (o viceversa)

  1. Vedi un po’… io la Linda l’avevo licenziata con Scooby Doo, ma mi fa piacere notare che non si è fermata lì. Interessante il concetto: anch’io ho dubbi sul fatto che in Italia un formato del genere possa avere un successo tale da consentirne la sopravvivenza a medio termine. Forse in una grande città… forse a Milano o Torino… forse?

  2. Ma tutto ciò è indicibilmente meraviglioso!
    Anch’io ho qualche piccolo dubbio sulla fattibilità a teatro, perché non sono certa che il pubblico italiano abbia un sufficiente grado d’interesse per la combinazione di vecchia radio, avventura pulp e teatro.
    Poi a volte il pubblico ti sorprende – e penso alla mia Itala Giuditta (verì mild steampunk, but still), che riuscì a riempire un (piccolo) teatro a *Mantova* e fu anche un successo… E nessuno ne fu più stupito di me.
    Attraente. Attraentissimo. Attraentissimissimo.

    (E, incidentally, adesso ho capito perché nella clip di ieri NF aveva l’aria – e solo l’aria – di leggere l’appello…)

  3. Wow! Ora debbo recuperare tutti i podcast, che faranno bene anche al mio inglese.

  4. Eccoci di nuovo, qui di fronte a una splendida realtà e a farci la solita domanda: funziona in Italia una cosa del genere? E a darci, sotto sotto, la stessa risposta: no. Senza aver potuto provare, senza il conforto di un dato reale. Abbiamo paura, è questo il punto. Anche di quello che non abbiamo e potremmo avere.

  5. Ma è una cosa fighissima! Io ci proverei a portare una cosa del genere qui in Italia. Non so se e quanto farebbe successo però. Poi è vero che il pubblico, soprattutto se trovi il target giusto, può sorprenderti. Per esempio una mia cena con delitto ambientata negli anni ’30 (completa di canzoni cantate live) è andata benissimo per ben due repliche! XD Ma forse perchè cmq Roma è abbastanza grande da riuscire a smuovere un pò le cose a livello artistico. Nel senso a raschiare per bene ci sono tante nicchie in cui infilarsi. Quindi non so, perchè no? Perchè non provare?

  6. Su questa devo dirmi pienamente daccordo con Angelo – siamo arrivati al punto in cui abbiamo paura di provare.
    Siamo automaticamente convinti che il mercato non risponderebbe, che il pubblico non capirebbe, che sarebbe uno spreco di tempo e denaro – e ne abbiamo così pochi di entrambi.
    Eppure, sì, come dice Cassiana, perché non provare?

    Perché non adattare l’idea alla realtà italiana – anziché l’ora dell’avventura pulp (loro per radio c’avevano The Shadow, Lone Ranger, Flash Gordon), perché non fare una selezione di “opriginali radiofonici” come quelli che ancora giravano per radio quand’ero ragazzino?
    Vediamo…
    . un poliziesco “alla Simenon” tristissimo e malinconico in una Parigi fumosa e in bianco e nero – Le Indagini dell’Ispettore Bernard
    . un bell'”italian gothic” d’appendice stile “Malombra”, con la pulzella svampita nella tetra casa del patrigno – L’Ombra della Colpa
    . per i più giovani, l’avventura esotica e salgariana di due giovani scavezzacollo – I viaggi avventurosi di Ugo e Nando
    . una commedia sofisticata in stile “telefoni bianchi” – Come vivono i ricchi
    . e un bel drammone storico risorgimentale e biografico – Achille Pautasso, Patriota

    Sponsorizzano il Sapone di Bellezza del Dottor Baracca (“con autentico estratto di ghiandole di zibetto del Madagascar!”) e il cognac marca “Legionaire” (“distillato a Casablanca”).

    Si potrebbe scrivere in un weekend.

  7. Forse il nostro paese, che già non è mai stato un mostro di coraggio e di creatività, dovrà cavarsi un po’ d’impiccio prima di ritrovare gli stimoli per provare queste cose spettacolari.
    E poi, secondariamente, andrebbe ricostruita la cultura POPolare. Questa sì che l’avevamo. I romanzi d’appendice, i fumettacci thriller degli anni ’70, gli spaghetti western etc etc. Dovremmo scrollarci di dosso questo anelito radical-chic a veicolare messaggi triti e ritriti attraverso il neorealismo, la storia di formazione…
    Senza risolvere questi due grossi problemi, non ci sarà grande spazio per chi pure le idee buone le ha.

    Un paio di anni fa dalle parti di Brescia un’amica ha realizzato una sorta di rassegna teatrale basata sugli horror muti degli anni ’20 e ’30. Buon riscontro da parte del pubblico, ma pochissimo sostegno delle istituzioni locali e dei media.
    Non si riesce mai a lavorare che un obiettivo comune e “neutrale”.
    Infatti l’esperienza non è stata più ripetuta.

  8. Ti dirò, Mcnab, che io il problema lo vedo opposto – fumettacci, film poliziotteschi e altro ciarpame, che pure era divertente, sono stati recuperati in chiave “ma quanto è bello il trash!”, e ne è venuta fuori una poltiglia supponente che non permette più, per dire, di farsi un bello sberleffo cattivo alle spalle degli sceneggiati RAI degli anni ’70 o dei film pecorecci con la Fennech.
    Li hanno fatti diventare avte, mummificandoli.

  9. Ti vengo incontro: a quei tempi il poliziottesco, i fumettacci etc era spontaneo, per questo divertente.
    Ora sì, c’è una moda tutta italiota di parlarne in toni radical chic (che di certo non hanno nulla da spartire con ciò che erano quei film/fumetti/romanzi).
    Insomma, si è persa la sostanza, è rimasta l’apparenza, o forse anche solo la supponenza, che è anche peggio.

  10. Io me li ascolterei di sicuro i radiodrammi (il Pautasso patriota magari è troppo) ma qualche bel giallo maigrettiano mi piacerebbe davvero. Tra l’altro sono già una ascoltatrice di “Ad alta voce” che conserva la magica atmosfera dei radiodrammi con in più la bellezza della letteratura d’autore.

    • @Giorgia
      L’idea è che uno spettacolo del genere debba essere satirico – giallo maigrettiano per noi significa noioso e malinconico.
      E Pautasso Patriota ha un vasto seguito, fra i nostri ascoltatori…

      Episodio 37°: “Sfuggito agli austriaci che intendevano interrogarlo per i volantini a favore della Repubblica rinvenuti nel suo scantinato, il Pautasso fugge verso il Ticino, e trova rifugio nelle scuderie del Conte Stagnini-Frolli…”

    • … e potremmo metterci anche una puntata dell’hard boiled chandleriano “La Donna che temeva Isaac Asimov”…

  11. Concordo al 100% con Cassiana: sarebbe bellissimo riuscire a organizzare qualcosa del genere! Quindi, lo dico anche io, perché no? 😀

  12. Mi sembra un’idea molto interessante e si, credo che la seguirei anche in Italia. Certo non sarebbe come in quei paesi in cui magari anche solo il teatro ha un ruolo di rilevanza che qui non ha mai avuto e il pubblico giovane va alla ricerca di forme di arte fatte di sperimentazione.

    Greta
    http://www.oemporos.blogspot.com

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