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Scienziati contro mostri

16 commenti

fragment_usa_pbxxPuò capitare di decidere di leggere un libro per ricavarne un paio d’ore di divertimento disimpegnato, e scoprire invece di avere fra le mani uno di quei romanzi di fantascienza che sono poi il genere di storia che ci ha spinti a cominciare a leggerla – e magari a scriverla – la fantascienza.

Fragment, di Warren Fahy, ha tutte le carte in regola per essere un bel giocattolone roboante pieno di mostri, ammazzamenti creativi e paranoia rampante.

La trama in sette parole – una squadra di scienziati che partecipa a un reality show inciampa su un’isola zeppa di mostri.

OK, sono più di sette, ma ci siamo capiti.
E come bonus aggiungiamo che – se le creature dell’isola raggiungessero la terraferma, la vita sulla terra come noi la conosciamo si estinguerebbe.

Il fatto è che Fragment è più di un giro nel tunnel dell’orrore.
Fahy racconta una storia di scienziati che si comportano da scienziati.
E se è vero che la prima infornata di scienziati sulla spiaggia di Henders Island fa una fine orribile, i sopravvissuti e i rinforzi si dimostrano persone intelligenti, sensibili, con un senso dell’umorismo e non semplicemente carne da cannone.

Poi, certo, l’idea che l’isola di Henders sia un frammento del supercontinente Rodinia, sopravvissuta agli accidenti tettonici per settecentocinquanta milioni di anni, e che vi si sia sviluppato un ecosistema radicalmente diverso da qualunque altro ambiente sulla terra è interessante, per me, anche a livello personale.
È un’idea tirata per i capelli fin che vi pare, ma è divertente.
e Non capita spesso di mettere le mani su un romanzo di fantascienza che ruota attorno alla paleontologia e che ha geologi, paleontologi e ecologi fra i suoi protagonisti.

E qui faccio una minima digressione – uno degli elementi che maggiormente mi rovinarono il divertimento nel leggere Jurassic Park fu il fatto di riconoscere, pagina dopo pagina, le parti che Crichton aveva copiato dai testi fondamentali, riconoscendo anche i testi fondamentali.
In Fragment questo non è successo – in parte, perché Fahy estrapola dalla paleontologia, non si limita a replicarla, in parte perché l’autore californiano ha fatto i compiti meglio di Crichton, e ricicla materiale più recente, più divertente e meno mainstream.
E se per aggirare l’impiccio dell’infodump Fahy ci fa partecipare a tre o quattro conferenze, riesce comunque a gestirle abbastanza bene da non farle apparire come pretesti per aggiornare il lettore.

Una seconda differenza rispetto a Crichton – al quale Fahy è stato paragonato – sta nel positivismo del californiano.
Crichton era un pessimista, e partiva dal presupposto che qualunque sviluppo tecnologico avrebbe avuto applicazioni e ricadute devastanti sulla società e sulla civiltà.
Fahy riserva un ruolo di voce del pessimismo per il cattivo di turno – un sociopatico viscido a livello terminale, che si fa portavoce di una visione pessimista e sostanzialmente antiscientifica delle scienze ambientali.

Per il resto, il cast è costituito da scienziati credibili – anche se forse tutti un po’ troppo giovani e fighissimi – che fanno cose credibili come scienziati, e da un esercito di comprimari che si sganciano piuttosto in fretta dal ruolo macchiettistico che sarebbe stato possibile assegnare loro.

E poi c’è la fauna aliena di Henders Island, interamente ed esclusivamente costituita da artropodi*, e feroce quanto quelle descritte da Harry Harrison nei suoi gustosi romanzi di Deathworld.
Ecco, il parallelo, più che con Jurassic Park, lo farei con Deathworld.
O, per tono, taglio e per l’ottimismo di fondo, oltre che per le creature, con i lavori migliori di Alan Dean Foster.
Fantascienza, abbastanza hard ma divertente.
Non un libro inarrivabile, non uno dei cinque, cinquanta o cinquecento migliori, ma certo un titolo che sarebbe stato bene fra gli Urania che leggevo da ragazzo.

Invece in Italia lo ha stampato Cairo, e mi dicono sia scomparso abbastanza alla svelta.
Ma se cercate un buon intrattenimento, con una sana dose di speculazione scientifica su temi quali la biologia, l’evoluzione e la storia della vita, se vi va un romanzo su un primo contatto diverso dal solito, se volete vedere un sacco di gente massacrata da orride creature con un sacco di zampe, questo titolo fa per voi.
Battete le bancarelle.
———————————–

* Messaggio privato alla Clarina – no, tu questo libro non puoi toccarlo neanche con un bastone lungo tre metri.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Scienziati contro mostri

  1. Me lo segno, però è scomparso quindi non potrò recuperarlo in lingua italiana, peccato.

    • Io ho dato un’occhiata in giro, e pare proprio non si trovi più.
      Peccato perché è una lettura leggera e disimpegnata, ma buona, e credo che avrebbe avuto un suo pubblico anche da noi.

  2. Che bello! Scienziati contro mostri, una di quelle cose che mi avrebbero impressionato da piccolo! E che, probabilmente, mi impressionano anche da grande. Poi è grandioso che ci siano scienziati credibili e non manichini gonfiati a luoghi comuni. Ma i mostri sono altrettanto buoni?

  3. Davide (ti chiamo per nome sempre se non ti dispiace) a proposito di scienziati, volevo chiederti se conoscevi qualche edisonata interessante da leggere magari in italiano.
    Per edisonata intendo quelle storie tipo inventori/geni/scienziati che salvano il mondo, non so se hai presente il genere.

  4. Amazon e IBS sostengono di averlo.

  5. Er… no, mi sa tanto di no. Ma ad essere sincera, già la zampaccia silhouettata in copertina e il motivo a r-tela mi avevano resa cauta.
    Che devo dire? Ci sarà pure un motivo se quando la narrativa di genere ha bisogno di mostri veramente orridi e malvagi, ricorre così spesso a roba con otto/sei zampe. Sono bestie terribilmente brutte e pochissimo simpatiche, che l’umanità detesta cordialmente e teme dalla notte dei tempi.
    E dunque, non leggerò mai e poi mai questi libri – però la loro abbondanza mi fa sentire meno sola nella mia fobia… 🙂

  6. Andiamo con ordine…

    @Massimo
    Sì, i mostri sono decisamente credibili, e sono partecipi di un ecosistema molto credibile.
    Nota di merito per Fahy – c’è un solo elemento scientificamente “dubbio”, nella descrizione dell’isola, che non vado a rivelare perché sarebbe spoilerare il divertimento.
    Beh, l’autore riesce a fare di quella apparente incongruenza scientifica la chiave di volta della parte finale del romanzo.
    vale la pena (senza essere, ripeto, un’opera inarrivabile).

    @Internauta
    E come vorresti chiamarmi, altrimenti? 😀
    Sull’edisonade, a parte i titoli storici, mi viene in mente poco, e nulla mi pare di ricordare in italiano uscito in tempi recenti.
    Ma faccio qualche indagine, e poi magari ci faccio un post – o qui o su Il Futuro è Tornato…

    @messer sottile
    OK, ottimo.
    Ma per sua natura, un libro così lo vedi, lo sfogli, lo compri e te lo porti in spiaggia.

    @laClarina
    Sono creature aliene.
    Hanno lo scheletro dove noi abbiamo l’epidermide.
    Sono strani.
    Spesso sono letali.
    Per forza ci fanno paura.
    Ma mi permetto una nota faceta – la tela che si intravvede sullo sfondo della copertina è il reticolo di rotte di una vecchia mappa settecentesca. Credo che l’arto il silhouette abbia agito da filtro sulla tua percezione…

  7. Io sono il fortunato possessore di una delle poche copie rimaste. 😀 Condivido in pieno il tuo pensiero, la fauna assassina dell’isola era fantastica e il tono era molto più ottimistico di Jurassic Park, specie nel finale. Un ottimo libro da recuperare assolutamente (magari in originale).

  8. 😀 Dove si vede che sono segnata… Però magari il cover artist è persona sottile, e la lieve confusione è deliberata? Guarda in basso a destra, sotto la Y di Fahy. Somiglia. E anche l’arto, a prima e distratta vista, a qualcuno che non è fobico potrebbe sembrare l’innocua fronda di una palma…

  9. Cairo lo trattò proprio male, te lo riconfermo. Sparito dalle distribuzione dopo tipo due settimane. Vergognoso.

  10. Molto interessante, com’è il titolo in italiano?

  11. Si intitola Fragment anche in italiano.

  12. Dritta enorme, lo voglio subito! 😀

  13. sul sito Cairo Editore c’è scritto “dall’11 giugno in libreria”. Forse lo ristampano? Comunque a 18,50 Euro se lo possono tenere. Me lo compro in ebook in inglese che si trova pure ad un prezzo onesto. Grazie per la segnalazione Davide, sembra proprio interessante.

  14. Letto nel 2011, appena uscito credo. Il libro scorre.
    Sulla Geologia non mi pronuncio
    Sulla Biologia, neanche
    Perciò non ti so dire se l’intero ecosistema possa reggere, anche secondo i canoni del romanzo
    Qualche conferenza fiamme e fuoco (si chiamavano così?) se la poteva anche risparmiare
    Sui nomi degli scienziati ne avrei eccome da dire…. 🙂
    e come tu hai detto sono tutti enfant prodige
    E per la verità anche una “buona” aveva in idea di nuclearizzare il tutto.
    Non memorabile, ma si fa leggere

    • Non è tanto questione di enfant prodige – è da noi che la ricerca è assente o gerontocratica, nel resto dell’universo se voglio il meglio della ricerca avrò fra le mani gente giovane e anticonformista – quanto sul fatto che siano al contempo il meglio della loro categoria e dei personaggi sempre fisicamente al top delle prestazioni e poi proprio belli e fotogenici.
      Però ok, diciamo che è la sopravvivenza del più in forma… 😀

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