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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Comic sans, Google Translate e altri crimini

19 commenti

Ok, è andata così.

Nei primi giorni del mese ho ricevuto una mail dal servizio assistenza del mio fornitore web, che mi informava di un problema con la sicurezza del mio account, e mi invitava a inviare tutta una serie di dettagli al fine di rimettere le cose a posto.

icona-google-translate_tUna mail davvero convincente, con un indirizzo di origine credibilissimo e tutto quanto.
Peccato che fosse scritta nell’italiano di Google Translate, con una bella scelta di svarioni e sciocchezze – incluso un increscioso “secernere” al posto di “segreto”, frutto di una farlocca traduzione di “secret”.
Insomma, era una truffa telmatica – un tentativo di phishing.

Ora, di mail del genere ne arrivano dieci al giorno, senza contare quelle filtrate dal filtro antispam.
Ma questa era buona, davvero buona.
Peccato per gli svarioni…

E allora gli ho risposto.
Gli ho scritto e gli ho detto che il loro tentativo di truffa era davvero fantastico, ma affidarsi a un traduttore automatico è veramente una sciocchezza.
E visto che io faccio il traduttore freelance, perché non contattarmi per una traduzione.
Un prezzo lo si concorda.

Beh, son passati dieci giorni, e mi hanno risposto.
Offrendomi un lavoro come traduttore.
Già.
Ma non come credete voi.

Mi arriva una comunicazione molto formale, da un autore americano che conosco e per il quale ho già fatto traduzioni, che vuole un preventivo per un lavoro urgente.
La mail arriva da un indirizzo credibile, ha il classico sapore della circolare spedita a tappeto, ma ok, ci sta.
Rispondo, facendo un preventivo e offrendo un contratto standard.

Arriva una seconda mail – ancora una volta molto formale e dal tono di circolare: la mia proposta è ok, il pagamento sarà 50% subito e 50% alla consegna, allegato il file docx da tradurre, la richiesta dicomunicare disponibilità, tempi e eventuale accettazione.

ComicSansE qui suona il primo campanello d’allarme.
Non c’è nessun riferimento alla mia proposta di contratto – il che è molto strano, conoscendo come lavorano gli americani.

Apro il file allegato.
È composto in Comic sans.
Il font più squalificato della galassia.

Sono trenta pagine in inglese perfetto.
Prese di peso da Wikipedia.

Già – il mio cliente americano, popolare autore e vincitore tanto dell’Hugo quanto del Nebula, ha assolutamente bisogno che io gli traduca con urgenza in italiano un articolo di Wikipedia.
Per questo lavoro, è disposto a pagarmi 600 dollari.

Partono due mail.
Una, la mia risposta alla mail – sollevo questioni, chiacchiero, rigiro le carte in tavola, ma mi dico comunque disponibile.
L’altra va all’indirizzo privato dell’autore in questione, per informarlo che qualcuno si sta spacciando per lui.

Arriva una nuova mail – e questa volta, non potendo usare un template precotto preso dal web, il mio potenziale cliente deve usare di nuovo Google Translate.
Il risultato è devastante – errori nelle costruzioni verbali, frasi con elementi fuori ordine, le maledette “I” minuscole.

Come volevasi dimostrare.
Un rapido controllo agli IP mi conferma che sono i miei vecchi amici – quelli a cui ho offerto di fare una traduzione.
Mi hanno preso in parola, i bastardi.

LIN-factorLoro però sono ancora interessati, hanno fretta di veder tradotto l’articolo di Wikipedia, sono ansiosi di pagarmi, e quindi vorrebbero subito i miei dettagli bancari – per inviare i quattrini, capite…

C’è persino una storia patetica, su una traduttrice che aveva preso il lavoro, e poi è sparita senza più dar notizie, da cui l’urgenza del lavoro.
E l’urgenza di avere i miei dati bancari, per potermi inviare subito il 50% della cifra patuita, così, sulla fiducia, perché si capisce lontano un chilometro che io sono una persona affidabile… cavolo siamo persino in contatto su Linkedin…

1380203_f260Ora, da una parte posso dirmi che me lo sono meritato, per aver voluto fare il furbo con quella mia mail sull’offrire una traduzione.
E devo ammettere che esserci cascato, su quella prima comunicazione, mi fa sentire maledettamente stupido, e irritato – a parte tutto, il lavoro mi avrebbe fatto comodo, e non mi piace che si manchi di rispetto al lavoro.
Dall’altra, mi trovo ad ammirare (in maniera molto truce) la spudoratezza e l’ironia dei miei “clienti” – gli ho offerto di fare il traduttore?
E loro a quello si sono attaccati, offrendomi una traduzione.
L’esca giusta per la preda.

Però poi, quando si arriva al dunque – un file in Comic stralciato da Wikipedia.
Questo è offensivo – ma quanto pensano che io sia cretino?
Non posso rispettare o ammirare dei dilettanti di questo tipo.

Adesso li lascerò un po’ in sospeso.
Denunciarli alla Polizia Postale, a questo livello, mi pare non troppo promettente.
Anche perché, se sono in uno scantinato nelle Filippine, o in Albania, c’è poco da farci davvero.
Raccolgo dati – per avere un buon file al momento della denuncia.
Piuttosto, nel prossimo messaggio al mio cliente americano, citerò quei duemila euro che ancora mi deve per quel lavoro fatto nel 2012…
Vediamo come reagiscono.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

19 thoughts on “Comic sans, Google Translate e altri crimini

  1. detto così sembra gente per bene, affidabile, e tu prevenuto …

  2. Sono comunque gli unici che rispondono quando ci si candida ad una posizione lavorativa…

  3. E’ un mix curioso. Sono in grado di elaborare una strategia, di fare cross-reference sui social network, di mettere insieme una storia e poi crollano sull’articolo principale dell’intero schema. Ne ho ricavato l’impressione di persone giovani.

  4. In effetti è deprimente, che gli unici che ti offrono un lavoro senza far problemi a pagarti siano dei truffatori…

  5. C’è ancora gente che ha voglia di scherzare…

  6. Avevo seguito la vicenda su Karavansara e già quando avevi scritto di avergli proposto il lavoro di traduzione mi avevi davvero sorpreso per prontezza e inventiva 🙂
    Poi tutto quel che è successo dopo mi ha lasciato senza parole e con un vago senso d’attesa come se non fosse finita qui…davvero a seguire quel che fai non ci si annoia mai! 😀

  7. Non lo so, Angelo – è una cosa che ha incuriosito anche me, fin da quella prima mail di due settimane or sono.
    È strana, questa miscela di estrema eleganza e brutale cretinismo.
    O partono dal presupposto che, nel momento in cui rispondi alla loro prima mail, hai abboccato e resta solo da tirarti in secca, oppure… mah, sì, giovani, o lavorano per compartimenti stagni (quello sveglio fa i primi contatti, il resto della banda usa Google Translate e lavora chi abbocca).

  8. Cosa vuoi… un mio amico ha risposto per scherzo a una di quelle mail “ciao sono russa e vorrei conoscerti” ed è finito per innamorarsi di un robot (un computer che lancia mail plausibili agli allocchi che rispondono). Lui non ci credeva, così gli ho proposto di rispondere alla mail di un’altra tizia, e dopo un paio di missive, ecco che gli arriva una mail identica a una di quelle mandate dalla russa… son bravi, non c’è che dire. Ora però sanno che il suo indirizzo è attivo e ha la casella dello spam impallata (rispetto a prima, ovviamente).

    Ma la domanda sorge spontanea: Perché rispondere allo spam? A che Pro?

  9. Glauco, rispondere come ha fatto Davide è un esperimento, un modo per vedere cosa sono veramente capaci di fare questi sciagurati. Il loro comportamento si è rivelato decisamente più complesso del previsto, io trovo l’intera vicenda molto interessante.

  10. @Glauco
    Per vedere cosa sarebbe successo – che è poi uno dei principi basilari della ricerca scientifica.
    E poi, mi son detto, se Johnny Thunders poteva fare Bootlegging the Bootleggers, io posso provare a fare Spamming the Spammers… 😀

  11. Mi viene in mente Zoo City, il secondo romanzo di Lauren Beukes (di cui credo tu abbia recensito Moxyland) la protagonista fra le altre cose era una scrittrice di spam

  12. A me invece torna in mente Rule 34, probabilmente il miglior romanzo sulla spam mai scritto.

  13. Gli spammers lavorano sulla quantità e non sulla qualità.
    Il google translate a loro va benissimo, gli basta colpire anche solo il 2%
    non ho mai capito però perché non si deve usare il Comic Sans, ho seguito questa regola in modo ferreo ma non ho mai approfondito il perché.

  14. Non mi stupisco che il punto debole sia il traduttore. Ho potuto constatare di persona che la parola “prosecuzione”, tradotta in iglese con “prosecution” , viene ritradotta in italiano come “procedimento penale”.

  15. Non pensano che tu sia cretino, lo sperano.

    Per portare a termine quel tipo di transazione devono prendere all’amo un Vero Fesso. Un normale scemotto non basta. Le traduzioni strampalate o il file in comic sans, gli errori grammaticali grossolani sono strategie deliberate, servono a scremare. Inviando milioni di email, se rispondessero in troppi, visto che in genere serve un vai e vieni di 3-4 mail, sprecherebbero una vita di tempo. Cosi facendo hanno la ragionevole sicurezza che l’interlocutore abbia basse tracce di attività cerebrale e forse sia il Vero Fesso che cercano.

    Saluto

    • è vero: anche gli annunci con ragazza procace che dice: io sola, tu messaggia per me gioco o altro … insomma … cercano proprio dei babbei. Con gente intelligente o anche solo normale rischierebbero inutilmente.

  16. In quanto alla traduzione rimase famoso quell’articolo tradotto con il traduttore automatico che parlava del Papa in visita in Polonia che parlava a schiere plaudenti di “pali”

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