strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ancora meditazione – per i curiosi

11 commenti

meditation-300x225Il post sulla meditazione della settimana passata ha generato abbastanza interesse e curiosità da convincermi che potrebbe essere una buona idea farne un secondo.

Ma questa volta, invece di sproloquiare su quanto faccia bene, provo a illustrare alcune tecniche – poiché molti commentatori si sono allineati su una cosa del tipo

mi piacerebbe ma non ho tempo, non ho il posto, mi pare da sciroccati, e poi, mah…

Spero che questo post possa aiutarli.
Coloro che invece trovano l’argomento futile o ridicolo, possono smettere di leggere adesso e cercare post più interessanti su questo blog (ce ne sono tantissimi).
O possono fare click su questo link e cascare su un post a caso.
È una cosa zen.

E comincio col ricordare che su strategie evolutive non crediamo alle verità uniche ed ineluttabili – non detto che queste cose facciano per voi.
Può succedere.

Aggiungiamo che in linea di massima la meditazione, come la intendiamo qui, non è un sistema per entrare in comunicazione coi Signori dell’Agarthi o per viaggiare astralmente fino a Barsoom, non è un modo per parlare con gli angeli, per diventare supereroi o per chissà che altro.
Allo stesso modo, con buona pace di una certa propaganda cattolica, non  è un modo per evocare il male, vendersi l’anima o diventare satanisti.
Non si diventa neanche buddhisti, a meditare.

Per noi, qui e adesso, la meditazione sarà un sistema per zittire il brusio dei pensieri, rilassarci, e focalizzarela nostra attenzione.
O qualcosa del genere.
Questo per dire che quel che segue non è uncorso, un manuale o tutto quello che vi serve sapere sull’argomento.
È per illustrare alcune possibilità, in maniera che chi potrebbe essere interessato… beh, si renda conto di essere interessato!

Detto ciò, quattro pratiche meditative senza orpelli mistici (quindi mi spiace, niente meditazione sui mantra), derive acquariane, rantoli new age o quant’altro; e in più, un piccolo extra sostanzialmente inutile…

Breathig1 . Meditazione basata sul respiro (15-20 minuti)
La più semplice, ed è la base di ogni altro sistema.
È ottima come primo esperimento, ma funziona alla grande – ad esempio – con gli attacchi di panico.

Ci si siede in posizione confortevole, mantenendo la schiena dritta e le braccia leggermente staccate dal corpo (posate le mani sulle cosce o sulle ginocchia mentre siete seduti, e il gioco è fatto).
A questo punto si respira lentamente e a fondo attraverso il naso, ed usando il diaframma – vale a dire riempiendo d’aria la parte bassa dei polmoni.
E ci si concentra sul respiro, contando le respirazioni, e cercando di percepire ilpiù possibile riguardo alla respirazione – il suo ritmo, i movimenti legati alla respirazione.
Se ci distraiamo (e ci distraiamo), ricominciamo da capo a contare.
Se ci passano per la testa idee strane, non ci soffermiamo su di esse, ma ricominciamo a contare.
Fine.
Una volta finito, ci si stiracchia lentamente, e si torna a fare ciò che si fa di solito.

Questa delle belle donne che meditano è una leggenda di cui abbiamo già discusso...

Questa delle belle donne che meditano è una leggenda di cui abbiamo già discusso…

2 . Mindfulness (5 minuti, nel caso si può aumentare fino a 20)
Leggermente più avanzata, può essere molto utile per stimolare la creatività – o per aiutare un attore o un musicista prima di una performance.
Tende a creare una immagine integrata dell’ambiente che ci circonda.
Allena il cervello a non perdersi all’inseguimento di pensieri spurii e del rumore di fondo mentale.

Sistemiamoci in un posto tranquillo e piacevole, e, mantenendo la respirazione regolare come sopra, cerchiamo di aprirci quanto più possibile ai suoni dell’ambiente circostante.
Non dobbiamo, badare, classificarli, etichettarli o misurarli, ma semplicemente sentirli, riconoscerli, e passare al successivo.
Se cominciamo a distrarsi e ci passano per la testa strane idee, le osserviamo, la etichettiamo, ne accettiamo l’esistenza, e passiamo oltre.
Nel momento in cui siamo perfettamente consci dei suoni dell’ambiente che ci circonda (ma non concentrati su di essi), o esaurito il tempo che ci siamo concessi, possiamo staccare.

big_8-listening-sounds-meditation3 . Meditazione di ascolto (5 minuti a crescere, fino a 15 o 20)
È una variante della precedente, rivolta verso l’esterno anziché verso l’interno.
Semplicemente, dopo una prima sessione focalizzata sul respiro, passiamo ai suoni che ci circondano.
Lo scopo non è ancora una volta distinguerli o classificarli, ma semplicemente rilevarne la presenza – al punto che se identifichiamo positivamente il suono (“la sveglia che ticchetta!”), dobbiamo considerarla una distrazione.
Noi siamo qui per respirare e ascoltare, non per stilare una hit parade.

Si tratta di una forma meditativa che funziona benissimo in ambienti molto rumorosi, e aiuta in caso di claustrofobia o stress da sovraffollamento.
Di solito chi ascolta musica  – specie in cuffia – stando seduto in poltrona o disteso, arriva a questo stato e lo percepisce come la sensazione di cadere (all’interno della poltrona, ad esempio)

Questa va forte coi praticanti dello zen...

Questa va forte coi praticanti dello zen…

4 . Meditazione camminando (15/30 passi, 5 minuti)
Si sta in piedi, in posizione rilassata (né curvi e scomposti come stracci bagnati, né rigidi come pupazzi), braccia rilassate lungo i fianchi (ma c’è chi lo fa a mani giunte all’altezza del petto), si guarda avanti, verso un punto del terreno ad un paio di metri davanti a noi.
E poi si cammina.
Lentamente.
Associando ciascun movimento del passo – il distacco del tallone da terra, il piegamento del ginocchio, l’estensione della gamba ecc. – ad una respirazione diaframmatica completa.
E restando concentrati sul camminare, sulle sensazioni associate a ciascun movimento – cominciando con le sensazioni al livello dei piedi.
Non c’è nessuna fretta, non state andando da nessuna parte.

Questa è la mia pratica preferita, ed è un ottimo sistema per aiutare la coordinazione.

E questo è quanto.
Sono ovviamente solo suggerimenti, idee su come ci si avvicini alla meditazione.
Il mio suggerimento è, se questo tipo di attività interessa, cercate un buon manuale (ne ho citati un paio nel post precedente).

L’extra?Kitchen egg timer

L’attrezzatura minima.

Abiti comodi (niente di stretto o attillato, niente di rigido), e un timer per le uova alla coque – per definire i tempi della pratica.
Se meditate seduti un posto comodo in cui sedere (magari su un cuscino, ma anche solo su una sedia di legno).
Al chiuso o all’aperto, come pare a voi.
Se meditate camminando, un posto in cui camminare – può anche essere il corridoio di casa, non state andando da nessuna parte. Scarpe comode o, se potete, piedi nudi o solo un paio di calzettoni di spugna.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Ancora meditazione – per i curiosi

  1. ho appena dato un esame sulla mindfulness!

    • Argomento molto interessante.
      Forse rischia di avere delle derive un po’ modaiole, ma fa parte di una tendenza – anche a livello accademico – che pare promettere molto bene.

  2. È grave cominciare con dieci minuti?

    È grave cominciare chiedendo se è grave cominciare con dieci minuti?

    • Credo sia più grave rispondere 😀

      Non penso sia un problema, se i dieci minuti sono di effettiva pratica.
      Come dicevo, questo non è un ordine monastico dedito alla meditazione.
      I tempi sono flessibili.
      Bodhidharma meditò per nove anni consecutivamente davanti a un muro bianco.
      Ma lui, naturalmente, giocava in un’altra lega.

  3. Ottime tecniche per cominciare, essenziali come ogni buona pratica zen

  4. Il momento migliore per me sarebbe dopo un “risveglio” notturno. E’ quasi impossibile riaddormentarsi quando la mente si riempie di pensieri per lo più negativi. Proverò con le tecniche di ascolto e la respirazione e nel prossimo post dedicato vi farò sapere. Grazie per il consiglio!

  5. Perdona un ignorante e rimandami pure a settembre.
    Per quanto mi riguarda quando ne ho voglia eseguo l’esercizio sulla respirazione, e anzichè fissarmi solo su quella (anche se inizio così perchè è un ottimo modo per fare “stretching”), mi concentro per circa una decina di respiri su un arto alla volta per poi passare anche alle altre parti del corpo, cercando di “sentirli” e di scioglierli rilassandoli, di percepire le pulsazioni nelle vene un pò in tutto il corpo, e via dicendo. Direi che più o meno funziona, ma la domanda non è questa.
    La domanda, alla quale probabilmente hai già risposto ma che è rimbalzata sul mio cranio duro, è “ma che diamine vuol dire meditazione?”. Per come la intendo io è un esercizio per sciogliere lo stress, ma come dicevo poc’anzi sono di livello 1 e posso meditare solo con 1D4; ergo, immagino ci sia altro. L’obiettivo qual’è? Non intendo alcuna implicazione soprannaturale, ma solo di effetti psico-fisici; spiegandomi meglio, io nuoto con l’obiettivo di tenermi in forma fisicamente (e anche mentalmente) e per l’effetto benefico di adrenalina ed endorfina che circolano; meditando che obiettivi dovrei cercare di raggiungere?

    • @Sekh
      Potrei fare il maestro zen di turno e dirti che lo scopo della meditazione è meditare.
      ma sarebbe disonesto.
      Lo scopo della meditazione è mettere a tacere il brusio mentale che tende a renderci distratti e confusi quando siamo sotto stress.
      Serve a pensare un pensiero alla volta, ad avere una maggiore consapevolezza di come mente e corpo interagiscono.

  6. Per ora mi sono sempre dedicato solo a quella del respiro. Quella del camminare mi intriga, credo che la proverò. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  7. proverò! grazie dei suggerimenti

  8. Domanda estremamente cretina, temo, ma la farò ugualmente.

    Se il pensiero stesso della meditazione, della non-concentrazione (passami l’orrendo termine), mi mette agitazione vuol dire che sono grave?

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