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Con Rhiannon su Marte

9 commenti

tws_4906La Spada di Rhiannon è un romanzo di Leigh Brackett pubblicato nel 1953, e basato su una storia che la Brackett aveva pubblicato su Thrilling Wonder Stories nel ’49, intitolata Sea Kings of Mars*.
Lo lessi per la prima volta a metà anni ’80, nell’edizione italiana della Libra, e ora, complice la mia infatuazione per la collana Planet Stories della Paizo, lo sto rileggendo con grande divertimento.

La trama.
Matt Carse, avventuriero e (un tempo) archeologo su un Marte decadente e burroughsiano del futuro, penetra nella perduta tomba di Rhiannon il Maledetto, un personaggio semi-mitologico che, un milione di anni prima, sarebbe stato punito per aver in qualche modo infranto la legge della onnipotente razza dei Quiru.
Tradito da un compare truffaldino, Carse viene risucchiato da un artefatto alieno, e si trova intrappolato nella tomba, e spedito millenni nel passato – su un pianeta Marte ancora verde e rigoglioso, con vasti oceani solcati dalle navi dei Re del Mare.
Catturato e ridotto in schiavitù, Carse dovrà risolvere i misteri di Marte, sfuggire alla crudele e bellissima Lady Ywain, e scendere a patti con Rhiannon stesso, e con la sua oscura maledizione.

Il tutto, in meno di centocinquanta pagine.
Ed è qui la prima nota straordinaria di questo romanzo – la prosa della Brackett è di una compattezza incredibile, per cui poche frasi ben giocate permettono all’autrice di dipingere un paesaggio, di tratteggiare un personaggio.

La Brackett ha una scrittura disciplinata che tuttavia rimane duttile, fluente, quasi istintiva.
È una strana miscela.
Così come è una strana miscela di esotismo e spirito gaelico il Marte antico e marinaro dell’autrice – c’è un che di celtico nei nomi e nei caratteri, a cominciare da quel Rhiannon che viene dal Mabinogion (e che per me, alla prima lettura, ricordava una canzone dei Fletwood Mac).
Ma è un celtico marziano.

PZO8005-Cover.inddE i personaggi…
Il romanzo offre un bel cast variato, con una manciata di protagonisti ben delineati – su tutti Carse e Lady  Ywain.
Già sceneggiatrice de Il Grande Sonno per Howard Hawks, si dice di solito che tutti i protagonisti della Brackett siano Humphrey Bogart – e c’è in effetti in Matt Carse un tocco di noir che rende l’intera avventura molto più soddisfacente di quanto non potrebbe essere se l’autrice ci offrisse solo la trama avventurosa e spettacolare.

Romanzo pulp quasi fuori tempo massimo, The Sword of Rhiannon è quasi una summa di tutto ciò che di buono, intelligente e piacevole lo sword & planet ha offerto nel corso degli anni.
Pur restando solidamente avventuroso, il romanzo ha una vena di malinconia che lo rende stranamente adulto, e vagamente disincantato.
Da lì a pochi anni, la Brackett avrebbe dato alle stampe il ciclo di Skaith, forse la più poderosa dimostrazione di quanto la bistrattata space opera possa parlare ad un pubblico adulto.
Nell’attesa, The Sword of Rhiannon è un bell’anticipo di quelle atmosfere e di quella filosofia.

Gran bel libro, la cui presenza nella collana Planet Stories ne conferma il valore come intelligente compendio del meglio di un genere che forse siamo stati troppo sbrigativi a liquidare come “intrattenimento disimpegnato”.

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* E oggi disponibile nella bella collezione Gollancz con lo stesso titolo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Con Rhiannon su Marte

  1. Infatti nella mia beata ignoranza pensavo che Rhiannon fosse la ragazza, e non l’antagonista…
    Celticità e marzianità assieme mi incuriosiscono molto, spero di trovarlo!
    Bell’articolo, grazie *-*

  2. Il volume della Libra è del ’73.
    Il romanzo mi risulta poi ristampato in un Urania Millemondi del 1995.
    Poi, come sempre, è il nulla.
    Bisogna battere le bancarelle.

  3. “Infatti nella mia beata ignoranza pensavo che Rhiannon fosse la ragazza”

    Quella è Rhianna 😉

  4. Io ho la fortuna di averlo ancora il volume della Libra, per cui almeno non sono costretto ad estenuanti cacce al tesoro 😉 . La Spada di Rhiannon lo lessi per la prima volta da ragazzino nel ’77 o giù di lì e mi rimase ben impresso da subito (quella bolla di oscurità dalla quale “anche la luce della torcia si ritraeva cercando le più familiari tenebre del corridoio” mi sembrava di averla letteralmente davanti agli occhi, così come come il successivo traumatico viaggio nel passato di Carse)…una grande Brackett, senza alcun dubbio. E, va da sé, un romanzo consigliatissimo.

  5. E’ stato stampato anche da Fanucci nella collana di breve vita “I classici della Fantascienza e della Fantasy” di cui è il terzo volume insieme ad altre storie marziane della Brackett. Collana stranissima che faceva un po’ il verso ai Massimi della Fantascienza Mondadori e che è morta dopo solo 7 uscite.
    Questa è l’edizione che posseggo, scovata su una bancarella a 3.000 lire quasi 15 anni fa. C’è da aggiungere che colpevolmente lessi solo Rhiannon, appunto…
    Allora ero un ragazzino appena entrato al liceo e fui folgorato dalla Brackett e dalla sword & planet, pur non sapendo affatto che si definisse così. Impiegai anni per scoprire tutto il mondo che c’era dietro.
    Eppure a distanza di 15 anni resta ancora un riferimento vivido nella mia memoria e un po’ il modello che ricerco nel genere. Anche se è impossibile perché pur essendo come dici la “summa” dello sword & planet ha un gusto tutto suo. Come dimenticare la mesta melanconia dei deserti marziani che contrastano con il vivido mondo di oceani. Come dice poi in fondo la co-protagonista “E’ pur sempre Marte!”. Io non ne fui troppo convinto.

    Per completezza l’edizione Millemondi del 1995 è una ovvia ristampa di Urania n. 131 (copertina di Caesar orribile… ma sono gusti!)

  6. Rhiannon ha segnato la mia vita dall’infanzia in poi. probabilmente il primo libro che ho letto e che mi ha fatto amare la FS

  7. per caso risulta che ne sia stato ricavato un film?

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