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Su Marte con Kickstarter

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Revelation of MarsDue notti or sono, attraverso il sacrificio di una parte in fondo irrisoria dei miei risparmi, sono diventato uno degli happy backers del Kickstarter lanciato da Jeff Combos per il suo Revelations of Mars, il quarto volume nella serie Hollow Earth Expeditions.

Il progetto prevede la creazione di un massiccio sourcebook di alta qualità, che permetta ai giocatori di HEX di ambientare le proprie avventure su un pianeta Marte opportunamente pulp e burroughsiano.

Per me la scelta di scucire quattrini è stata non dico ovvia, ma quasi:
. sono un appassionato di giochi di ruolo
. gioco a Hollow Earth Expeditions
. sono un appassionato di pulp, di storie marziane e planetary romance
. conosco Jeff Combos ed apprezzo e rispetto il suo lavoro

Quindi, non è che io abbia esitato granché.
E non sono stato evidentemente l’unico a pensarla così: il Kickstarter di Revelations of Mars ha raggiunto la quota prestabilita di 15.000 dollari in poco più che 24 ore.
Un successo folgorante, ed ora (al momento in cui scrivo), con circa 18.000 dollari in cassa e ancora 27 giorni di tempo prima della chiusura del finanziamento, il progetto Revelations viaggia sicuro verso il prossimo traguardo, 50.000 dollari.
Bello liscio.

Il successo di questo progetto è stato visto da alcuni come un buon esempio di come il mercato di lingua inglese stia usando il crowdfunding e le altre forme di pagamento online con risultati più che incoraggianti – a differenza di ciò che accade nel nostro paese.

Quest’ultima osservazione – la difficoltà oggettiva a far decollare progetti simili nel nostro paese – è stata letta da altri come disfattista e scorretta.
Il caso italiano è diverso, i bacini di utenza sono diversi, la nostra cultura e le nostre aspettative vanno in direzioni diverse, e quant’altro.

Ma il problema sostanziale, io credo, rimane che il pubblico italiano non vuole scucire la grana.
E non è questione di crisi, di difficoltà oggettivee contingenti – anche quando le cose andavano meglio, il pubblico italiano non voleva scucire la grana.

E se guardiamo al kickstarter di Revelations of Mars, ci accorgiamo abbastanza facilmente di come i numeri ci possano raccontare una storia abbastanza chiara.

In questo momento, mentre sto scrivendo, il bilancio di Revelations è di 18.404 dollari, versati in poco più di 48 ore da 242 partecipanti.
Duecento e quaranta due.
La media è presto fatta – sono 76 dollari a testa.
Poco più che 58 euro.

Un dato simile, in un paese nel quale 1.99 euro sono considerati una bella cifretta da investire su un ebook di 100 pagine, quindi guarda, al momento, no, ma magari poi… un dato simile è incomprensibile.

Mi si dirà che il confronto fra un kickstarter per un hardback di lusso e la vendita degli ebook è illecito.
Io non credo – sono due casi nei quali si chiede al pubblico di finanziare il lavoro di un autore.
Mi si dirà che nel caso del sourcebook per HEX esiste una fanbase, ed esiste un mercato – composto da quelli che hanno già acquistato i tre precedenti volumi della serie, e che hanno già finanziato in passato altri due progetti di Jeff Combos.
Ma … un autore di ebook, nel nostro paese, non ha dunque una fan base?

Ecco, forse è proprio qui il punto critico – gli appassionati americani (o inglesi, giapponesi, brasiliani…) sono disposti a scucire per la propria passione.
Investono sulla propria passione.
Non hanno alcun problema all’idea che coloro che quella passione la alimentano, possano ricavare un onesto guadagno dal proprio lavoro.
Qui, no.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Su Marte con Kickstarter

  1. Io continuo a credere in un ulteriore passo avanti sul tuo finale di discorso. Cioè che in altri paesi QUESTE sono passioni. Leggere può essere una passione, giocare può essere una passione (e nulla di cui si debba vergognarsi).
    Qui da noi no, non funziona e non funzionerà così, quelli sono passatempi, riempibuchi, come li si vuol chiamare, si legge prima di dormire giusto per prendere sonno. Non so tu, ma se esco dal mio “giro” di amici, che uno si circonda in gran parte di gente dai gusti simili, ma quanti leggono per scelta, come una attività attiva, non come qualcosa da fare “quando si riesce”?
    Ovviamente poi ci sono quelli che leggono un’intera giornata e non la considerano “buttata via” o che si dedicano a gdr & c sapendo che ci vuole impegno per far “rendere” anche in termini di divertimento queste attività.
    Ma sono pochi, spesso mal organizzati e perennemente in battaglia con un esercito imponente di amici, genitori, morose che li martellano a suon di “tutti quei soldi per un libro/gioco/…?” Gente che poi esce e si sfonda di saune/aperitivi/vestiti alla moda/… a centinaia di euro. Ma quelle sono le cose giuste, ormai lo sappiamo.

  2. Il problema dell’Italiano è che di base la maggior parte non pensa nemmeno che scrivere o disegnare sia un lavoro meritevole di stipendio. La maggior parte ti vede come un animale mitologico, non spende 10 euro per un libro perchè è più logico spenderne 50 il sabato sera. Anche quando trovi qualcuno che ti commissiona qualcosa non hai nemmeno la certezza che ti pagherà. Il Crowdfunding in italia pare funzioni molto bene per la musica, ma molti si stanno attrezzando per farlo funzionare anche in altri campi; e poi se non ho capito male i soldi ti vengono restituiti se non arrivano alla cifra richiesta, o cmq impiegati per realizzare il progetto. Di base però il problema penso sia legato alla “notorietá” di chi crea il progetto: io che sono una pincopallino qualunque raccoglierei soldi più lentamente rispetto a chi ha già pubblicato.

  3. Concordo con tutto quanto detto, ma in fondo é anche una questione di meri numeri. L’italia ha un mercato che vale meno di un quarto di quello USA e, sui prodotti di nicchia, vendere 200 copie o 40-50 è una bella differenza. Prodotti italiani ma fatti per il mercato anglosassone sono andati benissimo su kickstarter, vedi galaxy defenders della Ares http://boardgamegeek.com/boardgame/138431/galaxy-defenders . E sono stati supportati anche dalla comunitá italiana.

  4. ciò che dici è sacrosanto,ma vado controcorrente.vorrei far notare che 242 persone sono veramente poche per un mercato di lingua anglosassone che copre praticamente tutto il mondo.

  5. Ma quante copie può potenzialmente vendere un supplemento di un GDR come questo (che non credo abbia lo stesso appeal di un D&D) nel mercato ‘anglosassone’ ?

    Il fatto che le case editrici di GDR angolofone si rivolgano sempre di più a Kickstarter e al PDF (nessun rischio imprenditroriale), la dice comunque lunga, a mio avviso, sull’esiguità di questo tipo di mercato, anche al di fuori del nostro paese (anche se quanto scritto sopra è assolutamente condivisibile).

    I libri di GDR sono sempre di più (se non quasi esclusivamente) offerti in HB tutto a colori, a prezzi elevati, secondo me destinati ad un pubblico di utenti ‘maturi’, che dispongono delle cifre da investire su questo tipo di passione.

    Si tratta di un mercato piccolo, e in via di ‘restringimento’…

    In ogni caso sto seriamente meditando di diventare backer di questo progetto… 🙂

  6. Fortunatamente i produttori (o finanziatori) sono diversi dai consumatori. Sono anche consumatori, non solo.
    Altrimenti i film se li guarderebbero solo le case di produzione, i libri se li leggerebbero solo gli editori e via discorrendo.

    Sorprendente cosa possa fare, grazie a Kickstarter, un pugno di persone 😀
    Peccato solo che noi qui non possiamo accedervi 😦

  7. La ritrosia italiana non stupisce, se si pensa alla grande fatica che fanno i nostri connazionali anche solo ad acquistare un mp3 o un ebook in modo legale.
    Ciò che m’intristisce è la non comprensione di un semplice concetto: se non sostieni (economicamente) nemmeno gli artisti che ti piacciono davvero, li condanni a morte.
    E poi magari hanno anche il coraggio di criticarli perché si buttano su cose più commerciali, per monetizzare.

  8. Ottimi spunti, as usual. Mettiamola così: da noi potrebbe non essere ancora esattamente identificabile nelle stesse persone a) la persona affamata di buon contenuto, disposta a cercarselo e pagare per averlo; b) quella che naviga agilmente in rete e paga altrettanto agilmente. Le condizioni sono entrambe necessarie, per il crowdfunding. Non può funzionare con il fruitore generico (ex, in macchina per la musica, sul treno per i libri… sempre meno, quelli), ma serve un caso a). Penso che pian piano ci arriveremo.

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