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Il paesaggio vivente

8 commenti

D’estate, complici la calura ed il generale torpore che mi si schianta addosso, ho da qualche anno preso l’abitudine di cambiare marcia – e leggermi un paio di buoni libri di geologia.

Col passare degli anni, riavvicinarmi da un’altra angolazione a quello che è, fino a prova contraria, il mio ambito accademico, è diventato sempre di più un piacere e sempre meno un’incombenza.
Oh, mantenersi aggiornati è indispensabile – ma credo sia impossibile continuare dopo vent’anni a muoversi nello stesso ambito se non si trova un vero piacere nel frequentarlo.

The_Living_LandscapeE così, in questi giorni, sto leggendo con non poco divertimento il bel libro di Patrick Whitefield, The Living Landscape.
Mi ero procurato il volume un annetto fa, con l’idea di usarlo per consolidare il progetto di un corso di lettura del paesaggio – da offrire agli studenti delle superiori, per dire, agli studenti delle scuole per geometri.
Ma anche semplicemente ai curiosi.
Il sottotitolo del libro di Whitefield è infatti “How to Read It and Understand It”, ed il volume si propone di fornire ad un profano gli strumenti minimi per leggere, nel paesaggio, il succedersi degli eventi geologici, e mettere poi a frutto queste informazioni.
Ora, il corso che avevo in mente è sfumato – non interessa, casomai potrebbe interessare, chi è interessato sarebbe interessato soprattutto a vedere il piano del corso e la bibliografia, per poi mettere in piedi la cosa autonomamente.

Perciò, posso leggermi Whitefield senza l’ansia di prendere appunti, senza il bisogno di tradurlo immediatamente in concetti da estrarre e da comunicare.
Posso leggerlo per me.
Ed è una lettura divertente, perché Whitefield – che è uno dei maggiori propugnatori della teoria delle permaculture – in queste quattrocento e rottepagine mette un bel campionario di idee.
Ci sono la stratigrafia, la sedimentologia, un bel po’ di geomorfologia e di pedologia, geochimica e idrogeologia.
Ma anche – ed è qui che le cose si fanno interessanti – fitosociologia, ecologia sistemica, analisi dell’impatto antropico.
E a tenere tutto insieme, come unaspecie di collante, c’è una vasta selezione di saggezza spicciola di un uomo che ha fatto anni di terreno, ha lavorato con gli specialisti, ha parlato con gli indigeni, ha tenuto gli occhi aperti.
Per cui scopro come valutare la chimica dei suoli sulla base delle tane di talpa.
E che dire del capitolo su come riconoscere gli alberi da lontano?
O quello sugli effetti morfologici delle siepi?
Mica male.

È l’approccio ideale, a mio parere, alla mia materia – che viene necessariamente parcellizzata per i fini dell’insegnamento, ma dovrebbe einvece essere soggetta ad un approccio assolutamente integrato.

Un difetto – il libro di Whitefield è assolutamente britannocentrico: è un manuale per leggere il paesaggio, ma è meglio che si tratti del paesaggio inglese.

Il che, naturalmente, significa che manca una pubblicazione simile per l’italia.
Potrei tramutare i miei appunti del corso in un agile manualetto.
E non è detto che con l’inverno non ci metta mano.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Il paesaggio vivente

  1. Per l’ Italia dovresti avere un approccio più settoriale perchè il paesaggio e le sue chiavi di lettura cambiano di molto dal Nord al Sud, ed anche in ambiti più ristretti..

    • Credo sia in effetti la difficoltà maggiore.
      Si può lavorare su base regionale, o per distretti ambientali… sarà interessante vedere…
      Però, almeno un testo veloce con le nozioni generali è possibile scriverlo, io credo.

  2. L’ho cercato su amazon e per il momento è un pò costosetto, ma finisce in lista, insieme agli altri manuali di geologia che mi avevi già suggerito. Fra l’altro l’approccio multidisciplinare è sempre gradito.

    Per l’agile volumetto, quando apre la prevendita?

  3. compro pochi libri (ma ad esempio fui uno di quelli che acquistarono la prima edizione del crocevia), ma quando sarà uscito, se non sarà in bolletta, contami pure tra i tuoi acquirenti/lettori.

  4. Riprovo a commentare, per dirti che sono già in lista d’attesa per il volumetto…

  5. Eureka!!!! ci riesco di nuovo!!!!!!! (scusate l’entusiasmo. da molto il bogo non mi permetteva più i commenti.)

  6. Attendo l’agile manualetto con assetato interesse

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