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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Eliminare il ciarpame e scrivere meglio

2 commenti

Il post sul decluttering di lunedì ha portato ad un curioso fraintendimento – e ad un’idea per un secondo post.
Il fraintendimento nasce dal fatto che, con alcuni amici, avevo parlato di “eliminare il ciarpame e scrivere meglio” – e molti avevano pensato che stessi preparando un post sulla scrittura.
Invece, come dicevo lunedì, l’idea è che nell’ordine e in un ambiente non affollato, si scrive meglio.

Ma poi il mio amico Marco Siena mi ha fatto notare, d’altra parte, che un pezzo su decluttering e scrittura non sarebbe stato male.
E allora, perché no?

Distinguiamo tre livelli –

  • l’affollamento ed il disordine nell’ambiente e negli strumenti che usiamo per scrivere.
  • l’affollamento e il disordine nel modo in cui affrontiamo la scrittura
  • l’affollamento e il disordine sulla pagina

Andiamo per ordine.

distraction-freeAmbiente e strumenti
Sono da sempre un sostenitore che la scrittura è una attività nella quale il luogo e il tempo, gli strumenti e le tecniche, sono importanti.
Non dovrebbero esserlo al punto da condizionare ciò che scriviamo – o se riusciamo a scrivere o meno – ma sono importanti.
Quindi, ciascuno dovrebbe trovare i propri strumenti di scrittura e la propria postazione di lavoro ideale.
Riordinare la postazione di lavoro è in fondo l’argomento del mio post precedente.
Sugli strumenti da scrittura – molti amano i distraction-free editors che si trovano in circolazione: quei software che vi mettono su schermo solo il testo, eliminando sfondo, menu a tendina, icone, tutto.
Io li trovo eccessivi – un notepad qualunque va bene.
Ma son questini di gusto.

Scrittura
Un paio di giorni addietro ho assistito ad una interessante discussione nella quale una delle due parti sosteneva, in maniera invero molto zen, che prima si scrive, poi si edita.
Mi pare perfetto.
O se preferite, quando si scrive si scrive – pensare ad altro, a come il testo che stiamo producendo non sia all’altezza di ciò che vorremmo produrre,a come editarlo sarà una barba, a come ci verranno a rinfacciare di aver sbagliato questo o quel dettaglio… tutto questo è rumore di fondo mentale, che distrae da ciò che è importante: scrivere.

List MakingIl disordine può derivare dall’avere troppe idee contrastanti – un personaggio che potrebbe andare in due o tre direzioni, una storia che sarebbe bella se scritta con un certo tono, ma anche in quell’altro non sarebbe male.
La mia pratica, in questi casi, è di scrivere tutto – farmi un bel file txt con tutte le opzioni, i dubbi e quant’altro.
O, in alcuni casi, mettere giù queste mie annotazioni in pubblico – qualora io creda che simili farneticazioni possano servire al pubblico.
Una outline – anche molto schematica – aiuta a organizzare le idee.
Avere un’idea della struttura che si vuole usare aiuta a organizzare le idee.
Altre liste che possono essere utili sono liste di parole proibite – che certi personaggi non userebbero mai, che non si adattano al setting.
Liste di colori, sapori, odori, che siano tematicamente connessi alla storia, ai personaggi.
Tra il momento in cui viene l’idea per una storia, al momento in cui si fa la prima stesura, potrebbe servire mettere insieme una bella pila di appunti su fattori strettamente linguistici o strutturali.

Aggiungo, ma me la conservo come idea per un post futuro, che scrivere e descrivere tanto l’ordine quanto il disordine è un gran bell’esercizio – si rischia la banalità o il caos, e che qualche idiota ci venga a ripetere la filastrocca dello show-don’t-tell.

Ma ne riparleremo.

aa-sheet_musicIl testo sulla pagina
Il testo senza a capo e salti di paragrafi, senza spazi dopo i segni di interpunzione, è perfetto per una lettera di minacce da parte di uno psicopatico, molto meno per un manoscritto per una storia.
Ricordiamoci che i segni di punteggiatura sono pause ed hanno un tempo – come nella musica, insieme con la lunghezza delle parole e delle frasi, marcano il ritmo del testo.
A capo e salti di paragrafo danno aria al testo, concedono al lettore – che si suppone conosca le regole minime della punteggiatura – tempo per espirare se legge a voce alta, per digerire le idee se legge e basta.

Ma c’è anche di meglio – in fase di revisione, conviene settare il testo con una interlinea ampia (1,5 o 2) e dargli un carattere non proporzionale – un bel Courier.

Ora osservare come le parole si dispongono sulla pagina potrebbe darci delle idee su cosa tagliare o riscrivere, o spostare.
Da lettori, il nostro cervello ha un rapporto col testo che non è un semplice rapporto di traduzione – parole/pensieri/immagini.
Vi è mai capitato di leggere una pagina, e accorgervi che gli spazi fra le parole si allineano in una diagonale, una specie di canyon che attraversa la pagina da un angolo all’altro?
Ora, quello dipende da come l’editore deciderà di impaginare la vostra storia, e sul font che deciderà di adottare.
Ma se il nostro cervello rileva simili elementi, perché non usarli?
Come?
Eh, ragazzi – è il vostro testo, non è il mio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Eliminare il ciarpame e scrivere meglio

  1. Un post utile. Molti danno per scontato le cose che hai fatto notare, ma poi non le mettono sempre in pratica.
    P.S. Ecco, ero curioso anch’io di vedere se altri notavano l’allineamento in diagonale delle parole nei libri.

  2. Bello. Devo trovarmi un posto fuori casa per scrivere ^^ Ultimamente, sfrattata dalla cucina, mi ritrovo ad aver a disposizione solo il letto… e non è comodo.🙂

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