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In viaggio nel tempo – una specie di Top Five

18 commenti

Ferragosto, un post anomalo che interrompe la nostra serie di post sul rosa.
Quasi un post del piano bar del fantastico, anche se la richiesta non è stata esplicita.
Anzi, proprio non c’è stata.
La colpa è della mia amica LaClarina, che nel suo post di ieri solleva l’interessante questione – avendone la possibilità, meglio visitare il passato con una macchina del tempo, o i mondi immaginari della letteratura?

Ora, per quanto io apprezzi ed idolatri Il Castello d’Acciaio, di Sprague de Camp & Fletcher Pratt, in fondo i mondi della letteratura io li ho già visitati leggendo, giusto?
E per quel che riguarda il viaggio nel tempo… io penso al futuro.
Però però…

Tutto questo mi ha portato a pensare ai viaggi nel tempo – ed ai libri, sui viaggi nel tempo.
Il viaggio nel tempo come sottogenere.
Ce n’è abbastanza per compilare una top five?
Di romanzi che io considero fondamentali, che trattano di viaggio nel tempo, e che – mettiamoci un bonus – potrebbero piacere ad una persona che non frequenta e forse non ama la fantascienza… chessò, per qualche strano trauma giovanile?

Vediamo…

5266123104_ac2f9db4c0The Big Time (Il Grande Tempo) – di Fritz Leiber
L’opera centrale del ciclo della Guerra del Cambio è un romanzo breve.
Attraverso i secoli, le due fazioni note come i Ragni e i Serpenti si combattono cambiando la storia. Per i soldati di questa guerra, esistono “locali notturni” popolati di personaggi strappati al proprio tempo, il cui scopo è aiutare i reduci a distrarsi.
Un giocatore della Louisiana, un commediografo elisabettiano, due “ballerine”, dei soldati, una sacerdotessa minoica che parla in rima, dei poeti, delle creature aliene (a cominciare dal simil-satiro Sevensee).
Una bomba atomica.
Impianto teatrale che rispetta le unità aristoteliche di azione, luogo e… ehm, tempo, un cast spettacolare, mistero, dialogo superlativo, più idee di quanto autori meno brillanti riuscirebbero a infilare in un romanzo spesso sei volte tanto, e una straordinaria visione “cosmica” del tempo.
Assolutamente indispensabile.

dancers-at-the-end-of-timeDancers at the End of Time (mai tradotto, dannatevi!) – di Michael Moorcock
In un futuro così lontano che l’universo si sta contraendo, la Terra è un paesaggio surreale popolato da creature post-umane dai poteri divini, che passano il tempo inventandosi strani hobbies, studiando la storia passata e collezionando nei propri zoo personali i viaggiatori del tempo.
Perché chiunque viaggi nel tempo, prima o poi finisce qui, in questa sorta di mar dei sargassi temporale.
L’arrivo della vittoriana Miss Amelia Underwood getta nello scompiglio la società – e in particolare il romantico Jarek Carnelian… quali possono essere gli effetti dell’impatto, su di una società che non conosce inibizioni, di una persona che di inibizioni sa assolutamente tutto?
H.G. Wells fa una comparsata, e l’opera è dedicata a George Meredith.
Forse c’è anche Mick Jagger.
Probabilmente il lavoro di Michael Moorcock che preferisco – comico, intelligentissimo, molto divertente e scritto benissimo, con una capacità pirotecnica di spiazzare il lettore e demolire con eleganza ogni possibile tabù.

the_flight_of_the_horse_fThe Flight of the Horse (in italiano, I Tempi di Svetz) – di Larry Niven.
Io e Larry Niven abbiamo un rapporto strano – è certamente l’autore che mi piace meno che ha scritto più cose che mi piacciono. Niven è al suo meglio quando scrive storie brevi e si vuole divertire – e con Svetz fa esattamente quello.
La teoria: se viaggiare del tempo è scientificamente impossibile, allora se costruisco la macchina del tempo, e funziona, sono in un fantasy.
Proveniente da un futuro in crisi e dominato dal nepotismo, Hanville Svetz, ultima ruota del carro, viene mandato indietro nel tempo per recuperare animali estinti* – come il cavallo; anche se quelli nelle foto non avevano il corno in fronte, probabilmente glielo tagliavano per sicurezza. O la lucertola del Gila, che però chi si sarebbe immaginato che fosse così grossa e sputasse fuoco…
E poi avanti fa spettri, danze macabre, licantropi…
Oltre ai racconti esiste anche un romanzo – Rainbow Mars, in cui vengono cooptati tutti i marziani della letteratura.
Ma per i miei soldi, i racconti originali sono meglio.

p0001440Up the Line (in italiano, Paradosso del Passato) – di Robert Silverberg.
“Cosa succederebbe se tornassi indietro nel passato e uccidessi tuo nonno?”
È probabilmente il paradosso più utilizzato in letteratura quando si parla di viaggi nel tempo. Robert Heinlein ci ha scritto All of You Zombies, che è un classico, e così lo abbiamo anche citato e siamo tutti contenti.
Nel 1969, un Silverberg particolarmente tonico prova a rigirare la frittata – in un futuro in cui il turismo temporale è cosa normale, una laurea in storia o archeologia è un buon modo per diventare guida turistica, e rimorchiare alla grande.
Magari fare anche un po’ di contrabbando.
E poi, è possibile tornare nel passato e sedurre le proprie antenate.
La pena se si viene beccati è la morte, ma c’è chi è disposto a rischiare.
Cattivo, ironico, scollacciato, divertentissimo.
La dimostrazione che anche Robert Silverberg ha un senso dell’umorismo.
Perfido.

in-the-garden-of-idenIl ciclo della Compagnia del Tempo, di Kage Baker (ampiamente tradotto in italiano da Urania)
La Compagnia è una azienda che ha sviluppato – e non divulgato – tutta una serie di tecnologie che hanno permesso ai dirigenti di diventare come divinità.
Gli agenti della compagnia – individui modificati, cyborg, mutanti – sono distribuiti attraverso il tempo ed hanno solo uno scopo: fare in modo che la storia vada nella maniera più conveniente alla Compagnia.
Sempre.
E poi, sì, procurare campioni, mercanzie, informazioni…
Fra gli agenti, emerge in molti romanzi la figura di Mendoza, donna cresciuta nella spagna medievale, trasformata in cyborg e rimessa in gioco in maniere spesso spietate.
Cinico, crudele, intelligentissimo, qua e là steampunk, il ciclo della Compagnia è forse la cosa migliore uscita negli ultimi anni quando si tratta di viaggi nel tempo.
Kage Baker, scomparsa prematuramente, geniale scrittrice, persona squisita, insegnante di inglese elisabettiano, piratessa, mescola tragedia e commedia in dosi generose e racconta delle storie divertentissime.

deCamp-1-600Years in the Making (tarduzioni sparse qua e là, le poesie sono inedite in italiano) – di Lyon Sprague de Camp
Collezione delle storie di viaggio nel tempo di Lyon Sprague de Camp – da ricchi perditempo che vogliono andare a caccia di dinosauri, a filosofi greci alle prese con armi impossibili, ad assicuratori e ingegneri sbalzati altrove nel tempo…
Logica ferrea, gusto per il paradosso, l’ottica spesso disincantata dello storico e il rigore dell’ingegnere, e la mano felice di uno scrittore nel suo momento migliore: non manca un dotto saggio sulle forme verbali utili ai viaggiatori temporali per descrivere eventi nel proprio passato che si trovano in effetti nel futuro dell’interlocutore.
Il volume – edizione NESFA, splendido – include i romanzi The Wheels of If e Lest Darkness Fall.
Oltre, naturalmente, a The Isolinguals.
Harry Turtledove scrive l’introduzione.

anubisgatesThe Anubis Gates (Le Porte di Anubis) – di Tim Powers
Comincia con una escursione attraverso una anomalia temporale – proprio una gita turistica nel passato.
O forse comincia con una maledizione egizia.
O comincia con un misterioso poeta vittoriano.
O con un orrido clown.
In parte dramma dickensiano, in parte avventura avanti e indietro nel tempo, ricco di spunti grotteschi e di situazioni orrifiche, questo rimane probabilmente il romanzo più popolare di Tim Powers, altro autore che merita di essere letto per le qualità letterarie oltre che per le idee.
Non il mio titolo preferito del suo catalogo, ma certamente una perfetta aggiunta per questa specie di top five.

E buon ferragosto.

———————————————————————-

* Su un’idea molto simile, Connie Willis ci costruirà, vent’anni dopo, una carriera costellata di premi.
E così abbiamo citato anche lei.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

18 thoughts on “In viaggio nel tempo – una specie di Top Five

  1. Non conoscevo l’edizione Nesfa dedicata a de Camp. Qua ci scappa il regalino natalizio anticipato.

    Un consiglio, per favore: oltre Anubis (caso vuole l’abbia letto giusto un paio di settimane fa. Un cast eccezionale, forse fin troppo ricco), On Strangers Tides e Dinner’s at Deviant Palace, cos’altro non posso farmi mancare di Powers?

    • “Declare”.
      Assolutamente.
      Probabilmente la cosa migliore di Powers.
      Spionaggio, guerra fredda, esoterismo, lovecraftianerie, e tuttavia assolutamente rigoroso dal punto di vista storico.
      Vivamente consigliato.
      E no, non l’hanno mai tradotto in italiano.

  2. Credo che aggiungerò qualcosa alla già ricca wishlist, appena a casa🙂 La Baker e il volumone di de Camp mi ispirano molto, ma anche il resto… *__*
    Di Powers ho letto solo “Il re pescatore” e m’è piaciuto molto, mentre di The Anubis Gates non sono riuscita ad andare oltre il secondo capitolo… Prima o poi riproverò.

  3. E adesso devo assolutamente leggere “Dancers at the End of Time”!
    Bella top 5!
    Grazie😀

  4. Tutto sommato penso che anche Timescape di Gregory Benford possa essere annoverato tra le storie sui viaggi nel tempo…

    • @Cily
      Dancers è un gran bel romanzo (in effetti, un ciclo di romanzi-ma formano una storia unica)

      @Giuseppe
      Timescape è ottimo, ma non c’è, in effetti il vero e proprio viaggio.
      Va bene per un altro post che sto preparando😉

  5. Davvero una bella notizia…

    INIZIO OFF TOPIC
    anche perché per me, che sono un disadattato (a detta almeno della mia ex), ferragosto è proprio un giorno di merda!
    FINE OFF TOPIC

  6. grazie per il consiglio.

  7. Ooh… Quante, quante, quante cose interessanti – anche per gente che magari non legge fantascienza per via di strani traumi giovanili!

    Di tutto ciò ho letto soltanto The Anubis Gates, e The Big Time è sul mio Kindle in attesa di essere letto, e Dancers è sulla strada di esserci, e anche Up The Line, e poi… e poi…

    Grazie mille!

  8. Su Svetz ricordo di aver letto solo il racconto Leviathan ed a giudicare dalla copertina immagino sia raccolto nell’antologia. Me la sento di confermare il giudizio di Davide, è molto divertente😀

  9. Le parole “viaggi nel tempo” riescono sempre a farmi drizzare le antenne!
    Tra l’altro queste top 5 mi sono davvero utili, visto che sto cercando di recuperare i classici della SF (e della narrativa di genere fantastico in generale), quindi colgo l’occasione per ringraziarti🙂

  10. Davide, sei sicuro che “Dancers” non sia mai stato tradotto? “Amelia Underwood” e “Jarek Carnelian” mi ricordano qualcosa di quando ero molto giovane e il mio inglese era molto fetente, quindi non posso averli letti in originale (non che adesso… Ma almeno riesco a leggerlo).
    Forse in qualche vecchio “Robot”, quando eravamo molto poveri e molto felici?

  11. Trovato! Non era Elric. Erano le “Leggende alla fine del tempo” (proprio su un “Robot”: ricordo che c’erano i disegni). Siccome sulla wikipedia inglese sono nella stessa pagina, probabilmente ho incrociato i flussi.
    Il mio cervello palesemente invecchia ad una velocita` superiore al resto del corpo.

  12. Dancers at the End of Time e The Big Time assolutamente in lista di lettura… al resto purtroppo dovrò rinunciare visto che non si possono recuperare decenni da non-lettore in un sol colpo😦

  13. Pingback: Una lista di lettura | strategie evolutive

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