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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

26 thoughts on “Rosa Shocking 3 – Quando la Formula non basta

  1. Basta, mi state facendo venire voglia di leggerlo. Cose così fanno bene all’autostima di noi scrittori che il Bancarella non lo vinceremmo mai.🙂 bellissimo post, il formato intervista mi piace assai.

  2. Detto da uno che ha il pallino delle rosse, perché la bella ragazza in copertina di questi libri é così spesso una rossa?
    Comunque, sono contento che alla fine il fagiano si sia salvato.

  3. Tu e l’autentica donna viva siete un attentato alle coronarie.🙂
    Mi piacerebbe davvero capire come mai negli anni si sia passati dal Bancarella assegnato a grandi narratori a questo… questo… “coso”.

  4. Questi sono i romanzi che oggi vengono premiati e che le masse italiche acquistano. E’ un grazioso ritorno ad origini elementari condito di marketing soavemente cavernicolo. E funziona. E scommetto che l’autrice è anche in buona fede.
    La invidio per il premio? Sì. Per la scrittura e il romanzo in sé? Be’, da quel che leggo ora nel blog no.

  5. Forse bisognava sacrificare il fagiano e starnutire mentre lei scriveva.

    • Ricordo ai commentatori che per la curiosa legge italiana, io sono responsabile non solo dei contenuti del post (e dei pensieri di Carlotta… curioso) ma anche dei loro commenti.
      Non dite nulla che mi faccia chiudere il blog, ok?

      • Se ho scritto cose offensive o scorrette si possono levare di corsa, come mai esistite. Non farti nessun problema. Tra l’altro in effetti stiamo parlando solo della punta di un iceberg che per una volta è visibile per intero. Leva, leva senza rimpianti.

  6. come dite voi qui sopra, il meccanismo è abbastanza simile a quello della pornografia, dove tutto è già prestabilito in anticipo e tutto ciò che conta è raggiungere un obiettivo designato.
    Qui di che obiettivo parliamo?
    Coronare un “sogno” d’amore?
    Con un uomo che sarebbe da interdire?
    Sì, certo, nel primo articolo sul rosa si sottolineava la ricerca di una sicurezza, quindi si legge un romanzo del genere per essere rassicurati.
    Quindi è una specie di pornografia delle certezze spicciole?

    • forse semplicemente i tempi sono questi e il modello di Letteratura è mutato a uso e consumo non solo dei nuovi gu(a)sti ma ma anche delle nuove risorse. Alla fine si deve vendere e se ciò che si vende è la nuova semplice realtà farcita di luoghi comuni (del luogo comune). Francamente non vedo chi tra editori, distributori o semplici lettori si voglia opporre a tale andazzo.

  7. Le rispondo io, le rispondo io!
    A Lucia rispondo io!
    Io considero pornografia mostrare in maniera grafica ciò che non si dovrebbe mostrare.
    Perciò il rosa non è necessariamente pornografia–questo romanzo nello specifico non lo è.
    I due generi, però, vanno a premere bottoni elementari – l’eccitazione sessuale, il desiderio di sicurezza (o quel che è).
    usano storie e forme molto codificate, nelle quali il lettore è complice–come dicevo, ci mette del suo, basta un suggerimento minimo nel codice giusto.
    Non si può neanche escludere che il rosa lavori a livello sessuale, ma nella testa anziché fra le cosce.
    Mi fa immaginare l’idillio.
    O chissà.
    Il problema, da un punto di vista scientifico, è che se chiedi a chi legge queste cose “perché lo leggi” ti risponde “perché mi piace” o “perché mi diverte”.

  8. Aggiungo una cosa che vorrei fosse chiara, perché poi mi prende l’ansia.
    Il romanzo di cui parliamo non ha nulla che non và–lo certificano vendite e premi.
    Ha un pubblico, ed ha un pubblico soddisfatto.
    Esiste poi chi trova da ridire, ma non è il pubblico di riferimento, e quindi le nostre opinioni valgono come la carta su cui le scriviamo.
    Esistono dei problemi oggettivi–i fagiani a cavallo, Lord Beverly (che io continuo a immaginare come signore del castello di Beverly Hills)–ma il resto è ampiamente discutibile.
    E noi l’abbiamo discusso.

  9. fosse solo per la serie di post che ha generato, soprattutto per il dialogo qui sopra, il romanzo in oggetto già varrebbe almeno un altro pajo di premi. mi domando come siate finiti a dedicarvi con tanto impegno a sezionare in maniera tanto amabile un libro così. solo colpa (o merito) del premio assegnato? fortuna vuole che la curiosità suscitata dal vostro dialogo à la harry ti presento sally (perlappunto) venga ammazzata a ogni nuova vista della sola copertina, che mi fa venire una voglia matta di pigiare forte il pulsante dell’alzacristalli elettrico.

  10. E io sono curiosa di capire dove sia quel divertimento
    Perché i protagonisti sono antipatici. (non parliamo del fatto che sono scritti male, poco approfonditi e sciatti, restiamo sulla pura antipatia a pelle). Lui è ricco e viziato, lei passa 270 pagine a ripetere quanto sia speciale senza portare nessuna prova di questa unicità.
    E allora mi chiedo: non è che lo leggono proprio perché la protagonista femminile è così insopportabile che allora, forse, se il riccone si innamora di lei, potrebbe innamorarsi anche di me?
    Si innesca non un meccanismo di identificazione, ma di rivalità. Le sto sparando a cavolo.

  11. @Melo
    Francamente, ne avevo sentito parlare così male, che quando un’amica perfidamente me ne ha regalata una copia, non ho potuto esimermi.
    E per contrappasso, ne ho regalata una copia a Carlotta – già pensando di usarla come cavia.
    La copertina… diciamo che è in sintonia col titolo.

  12. @Lucia
    Lei è così blah che più che identificarti, ti senti superiore.
    E può darsi che sia un elemento in più di successo.
    Oppure ha così tanti difetti che ci trovo anche il mio, e mi identifico.
    Oppure semplicemente ssoddisfa il modello e le aspettative–ha il carattere di una coperta bagnata, e va bene così.
    Non lo so–a me piacciono le donne forti, nei romanzi, e quindi l’ho detestata.
    Ma come si diceva, io non rappresento lalettrice di riferimento.
    E mi piacerebbe sentire l’opinione argomentata di una lettrice di riferimento–non per polemica, ma proprio per capire.

  13. ma questo non è contrappasso, è malvagità!😀
    comunque il post sui viaggi del tempo è stato tempestivo e salvifico: anche se ormai comincio ad aver letto qualcosina di quel che c’è nei consigli che lasci, ci son sempre delle belle sorprese che mi mettono in salvo da questi primi in classifica (che per fortuna non mi vengono comuqnue regalati da amici malvagi).
    della baker bisogna che prosegua la lettura con le storie di Mendoza, di powers (di cui ho amato più il re pescatore, ma è colpa della birra) ho scovato un altro consiglio tra i commenti, moorcock andava approfondito dopo il primo interessante incontro… dovrei aver da leggere almeno finché certa roba non sparisce dalle classifiche.

    curiosa comunque, oltre alla foto, la scelta grafica dei caratteri.
    non riesco a capacitarmi di come riesca anche solo a vendere per esere letto (prima ancora che a ricevere un premio) un prodotto così confezionato, con tutte le edizioni graficamente più accattivanti che si possono anche solo incocciare per sbaglio in libreria (e che magari nascondono testi terrificanti). ma forse rientra anche questa nella sfera dei gusti estetici personali…

    sarà anche che è agosto, il mese dei lettori sotto l’ombrellone, a cui mancava “il-libro-che-non-puoi-non-leggere”?

  14. Sono andata a dare un’occhiata al regolamento del Bancarella che, a detta del “libraio bibliofilo Alberto Vigevani”, è “un premio che non ha, come tanti altri, ipocrite pretese letterarie o in ogni modo culturali, e viene assegnato ai libri più venduti, in una visione del mondo merceologica e incontrovertibile.”
    Nel regolamento si parla di “chiaro successo di merito e di pubblico” (Art. 1) per “le tematiche trattate, l’apprezzamento ricevuto dal pubblico dei lettori e la qualità letteraria” (Art. 3)…

    Questo ha, in effetti, l’aria di spiegare alcune cose.

    Altre… yes, well.

    • Anch’io ho guardato – e mi pare che il regolamento parli di una “valutazione dei meriti letterari” (o comunque una dicitura affine).
      Resta poi da vedere, sulla bilancia, quanto pesi il mero fattore vendite, e quanto la “qualità letteraria”.

    • la dicitura meriti letterari rimane sul vago ed è buona per tutte le stagioni. In ogni caso il titolo è un capolavoro, e dice tutto ciò che c’è da sapere. Sul successo, poi, come scriveva Eco, più che sul romanzo bisogna forse interrogarsi sui lettori che l’hanno decretato.

  15. Sembra scritto da una quattordicenne nemmeno troppo brillante. Una ragazzina che legge poco ma si guarda tante, tante soap.

  16. Ricorda, neanche troppo vagamente, la scena di Sissi a caccia in Baviera con l’adorato Papili, il Conte Max.
    Sì. Si lascia tranquillamente odiare. Senza neanche pregare troppo.

  17. Sarò un po’ fissata (da grafica) con le copertine… però, almeno, il “vestitino” del libro l’hanno centrato in pieno: sembra un periodico femminile. Hanno ammiccato giusto..

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