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Avventurieri sul Crocevia del Mondo – due mesi dopo

18 commenti

coverfinalsmallSono ormai due mesi pieni che il mio allegro piccolo ebook – Avventurieri sul Crocevia del Mondo – è disponibile sulla piattaforma Amazon al prezzo di 2.60 euro.

Per chi se lo fosse perso, si tratta di un vasto ampliamento dell’originale Il Crocevia del Mondo – circa 60.000 parole, circa 250 pagine se fosse a stampa.
E in effetti stiamo lavorando su una versione a stampa, ma richiederà ancora qualche tempo.
Magari per Natale.

Il libro è una carrellata di biografie ed aneddoti, ed un mosaico di eventi storici – la Via della Seta, fra le due guerre, e gli individui che ne percorsero la lunghezza e ne esplorarono le diramazioni, per motivi disparati quali la ricerca della conoscenza (lecita o illecita, ortodossa o occulta), il desiderio d’avventura, l’avidità, l’ambizione o il disperato tentativo di salvare la pelle.
Tutto quello che si trova in queste pagine è vero, è realmente accaduto, ed è spesso assolutamente incredibile.

Mi sono divertito molto a mettere insieme questo lavoro, e da due mesi, come dicevo, si trova su Amazon.
Su tutti gli Amazon – per quanto le vendite si siano concentrate su Amazon.it e su Amazon.com
È, dopotutto, un libro in italiano.

Ma questo non è un post autopromozionale.

Questo post ha due funzioni, in realtà.

La prima è ringraziare tutti coloro che hanno acquistato e letto il mio libro.
Grazie, davvero.
Un libro non ha significato senza lettori.
Per chi ha messo insieme un testo, e lo ha pubblicato – magari coinvolgendo amici e parenti in ruoli ingrati di correttori di bozze e copertinisti – è un piacere sapere che…

Ecco, questo è il secondo punto – sapere cosa?
Mentre Il Crocevia del Mondo si avvia tranquillo oltre le 500 copie scaricate, e Avventurieri sul Crocevia del Mondo striscia verso le 100 copie vendute, restano ineluttabili due fattori

a . un feedback molto vicino allo zero: diciamo che sui due titoli, sia quello gratuito che quello in vendita, ho avuto segnali di ritorno per circa un 1-2% delle copie circolanti.
Ho il piacere di poter dire che quel singolo lettore ogni 100 ha gradito ciò che ha letto.

In un caso un lettore mi ha fatto uno dei più insoliti complimenti che mi siano mai stati fatti: Avventurieri sul Crocevia del Mondo non gli interessava, mi ha detto, e mai l’avrebbe letto, ma avendone vinta una copia nel giveaway organizzato dal mio complice Alessandro Girola, beh, lo ha letto. E gli è piaciuto!

Il mio libro piace anche a chi non è direttamente interessato alla materia!
Anche a chi lo ha letto perché in fondo non gli costava nulla.
Queste sono soddisfazioni strane, ma sono soddisfazioni.

E tutti gli altri?
Non ne ho idea.
Persino coloro che hanno ricevuto, due mesi fa, una copia gratis del nuovo volume, non hanno avuto evidentemente il tempo di leggerlo.
O se lo hanno letto non hanno ritenuto opportuno comunicare a qualcuno la loro opinione.
Per lo meno non in modo che arrivasse anche a me.

Il che ci porta a…

b . quasi nessuna diffusione: le recensioni dei miei ebook (per quanto sempre, evviva evviva) molto positive, si contano sulla punta delle dita di una sola mano.
Quando poi si tratta di Avventurieri sul Crocevia del Mondo, non solo chi l’ha letto non ha pensato di postare un’opinione da qualche parte, ma sono molti – moltissimi – che non hanno ritenuto opportuno neppure spargere la voce, ripostando ad esempio uno degli annunci (spudorati, lo ammetto) su Facebook. Anche coloro che di routine ripostano mezza dozzina di tali annunci ogni giorno: i miei sono stati consapevolmente ignorati.

Il mio primo ebook su Amazon è stato quindi accolto da una stranissima miscela di entusiasmo da direzioni inaspettate, e da un assordante silenzio dalle direzioni che parevano ovvie.
Molto strano.

Per questo motivo credo sia particolarmente importante ringraziare chi mi ha mandato del feedback, chi ha postato una recensione, chi ha sparso la voce.
Siete individui rarissimi.

E adesso?
Beh, adesso, la prima reazione sarebbe, in tutta onestà, di lasciar perdere.
Dedicarmi al giardinaggio, alla cucina, ai giochi di ruolo.
Accettare il fatto che non esiste alcuna possibilità in un ambiente tanto ostile.
No, correzione – in un ambiente tanto indifferente.
Ma poi, io sono sempre stato un tipo strano, vero?
Perciò il prossimo ebook esce, attraverso Amazon, fra due settimane.
Vediamo questa volta cosa succede…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

18 thoughts on “Avventurieri sul Crocevia del Mondo – due mesi dopo

  1. questo post, io il tuo libro l’ho letto, non fa affatto venire voglia di fare opera di feedback, non so spiegarti perché.

  2. Io l’ho letto è lo ho gradito molto, tanto che probabilmente prenderei una versione cartacea, specialmente qualora fosse corredata da infografica e cartine. Mi ha sorpreso apprendere che stampato corrisponderebbe ad un libro di 250 pagine, non so perchè, credevo meno. Forse perchè lo chiami “agile volumetto” o “piccolo ebook” quando in realtà è un libro vero e proprio, un saggio sull’avventura che si legge come un romanzo.
    Forse la volatilità del formato digitale disincentiva la recensione o forse, come credo, in realtà un tasso di feedback dell’1/2% non è molto distante dalla media.

  3. Il post capita a proposito perché ieri ho letto Il Crocevia del Mondo e mi ha divertito molto. Ha anche stimolato diverse idee per una campagna di gdr che devo preparare. Ti dirò, che per il feedback di solito ho abbandonato la via di internet (facebook, poi, è troppo dispersivo) e per le email sono una vera frana, ho già difficoltà a mandare quelle per lavoro! Però se capita un post lo commento… preferisco fare diffusione a parole tra amici perché lo trovo più mirato, infatti ho già consigliato il libro al mio ragazzo e ad alcuni giocatori del mio gruppo.
    Approfitto per chiederti se esiste la versione epub di Avventurieri perché io non possiedo (né intendo possedere) il Kindle!

  4. Parto dalla fine per dirti che fai bene a continuare, nel senso che anche dato tutto quello che hai scritto in questo post ha comunque senso proseguire nelle tue attività. Scrivere per me rimane una scelta e proporre quello che scrivi mi sembra una logica conseguenza.
    Capitolo feedback and advertising; nel novero di quelli che dovrebbero cospargersi il capo di cenere ci sono anche io e non è il caso di accampare scuse più o meno educate. Se si rinuncia a promuovere, da lettore, quel poco di decente o buono che si trova in giro (oltretutto a prezzi minimi) allora ci si mette nel mucchio di quelli per cui vengono confezionati i vari mass media product.
    Detto questo, grazie ancora per tutte le versioni de “Il Crocevia” e per aver messo a disposizione qualcosa di qualità.

    • Angelo, io non voglio persone che si cospargono il capo di cenere.
      Vorrei capire i motivi – forse neanche tanto dell’indifferenza (come mi ha detto un’amica via facebok, hanno pagato il libro, cos’altro vuoi?) quanto della evidente decisione di non divulgare la notizia.

      Ma ci sarà tempo per fare altri esperimenti.

  5. Io ho letto al tempo la versione breve de il crocevia del mondo e mi sono anche permesso di scrivere due righe sul mio blog.

    Da allora nel tempo libero ho letto un solo libro cartaceo (un volume di Darksun) e uno digitale (il libro di mauro sugli zombie) restano da finire The king in Yellow.e Urth del Nuovo Sole, ma visto che lavoro anche in ferie🙂 dispero di concludere per il 2013 …

    Per quanto immagino che avventurieri sul crocevia del mondo mi aiuterebbe a portare il sacro terrore della via della seta in una qualsiasi campagna di Cthulhu che riuscissi ad organizzare in futuro (ad ora non pare che ce ne saranno proprio), avendo già letto la versione sintetica, fin quando non riesco a produrre ulteriore tempo penso che purtroppo non leggerò questa curata revisione.

  6. @Lau
    Mi fa piacere che il Crocevia ti sia piaciuto!
    Riguardo all’epub… per contratto, per 90 giorni può esistere solo la versione per Kindle.
    Nel frattempo sto pensando ad una piattaforma sulla quale distribuire l’epub – che andrà online a ottobre, salvo imprevisti.

  7. L’amica via facebook sarei io–e ribadisco il concetto, chiarendolo: già che tu ti faccia pagare li urta, perché loro preferiscono gratis. Se ti fanno la concessione di pagarti, cos’altro vuoi da loro?
    Credi forse che ti debbano qualcosa?
    Sulla decisione di non far girare la voce, di non premere “Condividi” … perché dovrebbero?
    Davvero, a loro cosa ne viene in tasca?
    Non sono amici, Dave.
    Sono utenti.
    Utilizzatori.
    Tu lo dai il feedback al tuo bollitore quando ti fai una tazza del tuo orrendo Lapsang Souchong?

  8. Io in realtà do il mio feedback su un sacco di cose. Sì, perfino sulle magliette che compro, sui viaggi che faccio, sui ristoranti dove vado a mangiare.
    Anche perché lo ritengo un attestato di stima ancor più sentito del vil danaro. Inoltre mi diverte dare un parere su ciò che consumo, o utilizzo (scegliete il vostro verbo preferito).
    Tra l’altro scrivere due righe di recensione su Amazon è semplice e veloce, nonché incoraggiato dal sito stesso.
    Perciò sì, credo che la concessione di pagare un prodotto potrebbe anche non limitarsi a questo gesto automatico.

  9. Io ho letto la versione “corta” del Crocevia diversi mesi dopo che lo avevi messo online e anche stavolta sono indietrissimo…perchè sto aspettando l’epub di questo nuovo volume.
    Di solito scrivo le recensioni di libri che mi sono piaciuti perchè ammetto di usare io per prima le recensioni degli altri per farmi un’idea. Specie quando si parla di manuali.

    Al di là del feedback su Amazon che quando avrò letto “gli avventurieri” scriverò (pur avendolo letto in epub perchè Amazon da molta visibilità!) io non ho scritto il mio feedback sui tuoi ebook non perchè non mi siano piaciuti ma perchè non avendo uno spazio mio (tipo un blog) non volevo rimpinzare di commenti la zona di download dei tuoi ebook.
    E quindi le mie letture sono rimaste senza feedback anche se le ho sempre gradite.
    Eppoi obiettivamente non do ai miei feedback così tanta importanza.
    Il tuo post però ha senso e mi ha fatto riflettere.
    E allora ti chiedo: quando si parla di feedback preferisci una mail (che però resta nascosta agli altri potenziali lettori) o un commento sul blog che però rimpinza la pagina di download?
    (Io non uso Facebook o altri social network)

  10. IL tema. La carenza se non assenza di feedback rispetto a ciò che scriviamo è probabilmente IL tema che assilla un po tutti. Lo noto ovunque io sia presente, su Amazon, IBS o qualunque altra piattaforma di vendita libraria online troverò in tutto tre o quattro opinioni sui miei libri. Su Anoobi qualche stroncatura, capita… Il mio blog quasi nulla a parte qualche “like” che è pur sempre apprezzato ma il piacere di ribattere e discutere sul frutto della nostra appassionante fatica, quello no. Sembra un lusso.
    Francamente ho letto la tua prima versione, quella gratuita e mi aveva realmente appassionato. Conto di leggere doverosamente questa nuova, ampliata e come lentamente sto cercando di fare, posterò una recensione a riguardo. Nei limiti di tempo, cerco sempre di dare qualche segnale di vita, se non altro perchè, patendo la medesima carenza, cerco di fare agli altri quello che vorrei facessero a me, parafrasando biblicamente. Credo comunque che esista una certa accidia, nella rete e non solo e che questa voglia di non fare e reagire, si riverberi innanzitutto proprio nei nostri ambiti.

  11. @Cily
    La risposta furbetta sarebbe se ti è piaciuto, dimmelo pubblicamente, se non ti è piaciuto scrivimi in privato😀
    Ma in realtà, come dice giustamente anche Fabri qui sopra, per chi scrive avere un feedback è a tal punto importante, che anche le recensioni negative (se non son fatte in malafede, e può capitare) sono comunque bene accette.
    Per cui, in ultima analisi, se vuoi commenta pure pubblicamente.

    Ciò che si fa fatica a far passare – e così mi collego al discorso di Fabri – è l’idea che il feedback sia vitale per tutti gli autori, ma soprattutto per gli indipendenti, o per chi collabora con piccoli editori.
    Noi non abbiamo la classifica di Tuttolibri con cui confrontarci.

  12. Pingback: Due parole sul feedback. | Iho's Chronicles

  13. Non ti lasciano feedback per lo stesso motivo per cui dopo che hanno telefonato all’assistenza tecnica telefonica e vengono richiamati per un questionario di gradimento automatico mettono giù il telefono, hanno giá ottenuto ciò che volevano. (Hai notato che tutti i commentatori di questo post escluso il primo, io, sono persone che hanno anche una identità digitale, basta ovviamente cliccare sul loro nome per essere condotti ai loro diversi spazi web? Questo secondo me significa che un post sul feedback, sul farsi conoscere, sulla pubblicità alla fine, e quindi l’argomento del post, interessa solo agli addetti ai lavori dello stesso settore, che saranno coloro che ti daranno un feedback (ma non dico che lo faranno solo loro) perché ne capiscono l’importanza e possono discuterne sapendo di cosa parlano e perché no magari sperano in un futuro contraccambio). Un post sull’ottenere feedback sull’operato degli operatori dei call center interessa solo ai gestori di call center, per tutti gli altri non è un argomento interessante, nemmeno per gli utilizzatori di call center, loro vogliono solo avere informazioni al telefono (o leggere ebook online) non divulgare la loro opinione.

  14. Il commento di Luc lo trovo perfettamente centrato. Aggiungo che, personalmente, lascio feedback solo se l’oggetto/argomento/libro/ecc. mi interessa in modo particolare o mi è piaciuto “oltre la media”. Ultima cosa: i feedback dei feedback. La logica è la stessa: per esempio a volte i tuoi refeedback (!!) sono dettagliati e precisi altre volte sono “tirati via” e a volte non ci sono…. Credo che (molto in minus) il principio sia lo stesso.

  15. Si può sentire la voglia di dare un feedback se ciò che si legge supera “abbondantemente” le aspettative, se è memorabile. Oppure se si ha una conoscenza diretta dell’autore, per cui si sente quasi la necessità di dare le proprie impressioni.
    In realtà il feedback migliore per un autore è il lettore che non vede l’ora di leggere il suo prossimo romanzo (o saggio o fate voi cosa). Quando ero ragazzo divoravo qualunque cosa scritta da Asimov, ogni nuovo romanzo veniva comprato e letto il giorno stesso. Quello era il mio feedback, non mi sono mai sognato di scrivere ad Asimov 2 righe per esprimere la mia gioia nel leggere i suoi romanzi. Lo stesso è successo più recentemente con George R R Martin e la sua Song of Ice and Fire; al più, in questo caso il mio feedback sarebbe: sbrigati col prossimo che sono in crisi di astinenza.

  16. Pingback: Una voce | strategie evolutive

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