strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

12 thoughts on “Il risveglio del dinosauro

  1. 80 centesimi? Ma che anche tu hai deciso di voler fare i big money? Che non lo sai che lo si DEVE fare aggratis per la gloria?

  2. Chissà cosa avrebbero risposto Isaac Asimov, Arthur Clarke, Gregory Benford, David Brin, Paul Anderson, Charles Sheffield, Greg Bear e tanti altri che, oltre a scrivere storielle di fantascienza, sono anche scienziati…

  3. Adoro il tuo dinosauro pistolero!
    Uno dei tuoi racconti che mi è più piaciuto. Davvero insolito e molto molto divertente!
    E ovviamente mi aggiudicherò anche questa versione!😀
    Purtroppo con la solita lentezza che mi contraddistingue perchè presto sarò risucchiata al mare con una connessione agghiacciante!
    Però faccio un grandissimo tifo anche in balia delle onde!

  4. Ottima notizia, sopratutto tenendo conto del background.🙂
    Parlavo con altre persone di figure come Gregory Benford e si marcava proprio la differenza tra poter tranquillamente svolgere sia l’attività di narratore (di qualsiasi genere) con quella di scienziato. Qui pare essere un titolo di demerito, varcando le Alpi è solo una delle tante caratteristiche del cursus di una persona. Sarà una diversa radice culturale, non lo so. Il punto rimane la fondamentale incapacità di ragionare al di fuori di caselle preconfezionate, argomento che rappresenta molto bene tante cose italiche.

  5. Guarda caso, tra i padri della SF abbiamo una percentuale sensibile di scienziati… Guarda caso, la fantascienza in Italia zoppica, altrove decisamente meno… Guarda caso, nazioni con un’allegra produzione fantascientifica sono all’avanguardia nella ricerca scientifica…

  6. Bella (si fa per dire) l’idea che uno scienziato non possa avere una fantasia…
    Quoto totalmente il commento di Fabrizio.

  7. Anch’io quoto i commenti precedenti e aggiungo i miei complimenti per il nuovo e-book! Da parte mia, essendo un quasi-ricercatore (post-doc, assistente, seminarista, cultore della materia, insomma, l’infinita sfilza di sinonimi di: “quello che lavora aggratis”) ti potrò forse rallegrare facendoti pensare al simpatico connubio tra l’immagine di me che tengo una lezione su Hobbes nell’aula dell’Università e quella di me che sfilo vestita da personaggio dei videogiochi durante un raduno cosplay nella piazza della stessa città. Ho letto su un annuncio di lavoro negli Stati Uniti che l’aspirante insegnante (in una scuola privata doveva avere – e dimostrare – una certa comprovata “moralità”. Ecco, non credo che il mio hobby rientri in QUEL grado di moralità. Tu ci potresti rientrare tranquillamente. Ma io credo di rientrare almeno nella moralità e nell’etica di chi non ha assolutamente nulla da recriminare a sé stesso.
    Credo inoltre che al tuo vecchio collega rodesse un po’ il fatto che le tue storielle avevano/avrebbero avuto più lettori delle sue.
    Per concludere definitivamente la questione ti ricordo la parte di Indiana Jones e il teschio di cristallo, in cui alla domanda: “E tu saresti un professore?” lui risponde: “Sì. Part-time.”

  8. Ma al collega arcigno non passasti da leggere i racconti di fantascienza di Leo Szilard?😉

    • Credo che negli ultimi vent’anni avesse letto solo testi accademici strettamente pertinenti col suo ambito di ricerca – nel senso che se pure era geologia, ma non la sua geologia, lui la ignorava.
      Una vita di eccitazione e gratificazioni intellettuali.

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