strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il Ritorno della Lista dei Sette

3 commenti

Due giorni or sono, rubando ore al sonno, ho sbaraccato un paio di casse ed ho recuperato un libro che lessi un sacco di tempo fa (18 anni? Possibile?), per ridargli un’occhiata.

Il fatto è che lessi The List of Seven, di Mark Frost, durante il servizio militare – quasi certamente durante un servizio di guardia.
Da copertina a copertina in 24 ore.
E non mi disse granché.
Però, devo ammettere, quando qualche giorno addietro ho visto l’immagine fold-out della copertina dell’edizione americana, mi son detto… ma come?
Perché l’immagine, ammettiamolo, invoglia…

The-List-of-Seven-Inside-Spread-medium

E sì, c’è davvero tutto quello nelle trecento e rotte pagine del romanzo.
Anche le mummie, il mostro-demone, lo sfregiato, l’albino incappucciato e tutto ilresto.

English: Portrait of Arthur conan doyle by Sid...

English: Portrait of Arthur conan doyle by Sidney Paget.c. 1890 (Photo credit: Wikipedia)

Di cosa parla, The List of Seven?
Di un complicato intrigo occultistico e cospirativo, che in epoca tardo-vittoriana mira a creare un futuro “padrone del mondo” per via mistica – sostanzialmente cacciando un demone nel corpo d’un ragazzino.
Contro i sette burattinai di questa orrida impresa, l’agente speciale Jack Sparks – che per l’occasione si avvale dell’aiuto di un giovane medico che si interessa di spiritismo, Arthur Conan Doyle.
Ma c’è posto anche per Bram Stoker, nella sequenza di eventi che si leggono come un collage di scene dalle storie di Sherlock Holmes e dal Dracula.

Ecco, forse era un po’ questo, che mi aveva lasciato così, ai tempi.
L’idea è buona, ma in certi momenti si vede troppo scopertamente il meccanismo.
Ma riletto vent’anni dopo la sua uscita, e senza lo stress dell’essere al freddo da qualche parte fra le nebbie del Ticino, il romanzo di Frost si lascia leggere.
Scorre, ha un paio di buone trovate, e ne verrebbe un film più che dignitoso – Frost dopotutto era uno sceneggiatore con all’attivo cose come Hill Street Blues e Twin Peaks.
L’autore ha chiaramente documentato molto bene la propria trama, mettendoci tutto, dalla Teosofia alle lumache giganti, e il risultato finale è fin troppo frenetico.
C’è anche un sequel, the Six Messiahs – che non ho letto.
E come me molti altri, visto che Frost interruppe la serie, che prometteva di proseguire come un countdown fino all’uno – o allo zero, chissà.
Ma è una buona lettura leggera, senza troppe pretese, e scritta con palese divertimento, se non proprio con uno stile memorabile.

Il finale resta impagabile – prevedibile, forse, ma assolutamente impagabile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Il Ritorno della Lista dei Sette

  1. Mi manca ma la trama che hai raccontato è uno di quei pastiche che mi stuzzicano da sempre curiosità e voglia di leggere.

  2. Letto quasi due decenni fa: consigliatissimo anche dal sottoscritto (per quello che vale).

    Lessi anche il sequel, del quale non ricordo nulla, se non la sensazione che fosse inferiore al predecessore; ma forse dovrei (come hai fatto tu) riprenderlo in mano e rilleggermelo…

  3. Se non costa troppo, potresti avermelo appena venduto…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...