strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Come sono cambiato

14 commenti

Suspension-Bridge-on-the-Border-of-Hida-and-Etchu-Provinces-(Hietsu-no-sakai-tsuribashi)E così siamo alla seconda parte, quella in cui mi metto a riflettere su come sono cambiato io.
E del quale probabilmente non è che vi interessi granché, quindi la farò breve.

La cosa nasce dall’aver scoperto – con non poca sorpresa – che le mie attività come autore/editore mi stanno divertendo, e mi interessano molto di più, del mio lavoro consacrato di micropaleontologo.
Non che io abbia avuto molte occasioni, negli ultimi anni, di praticarla, la mia professione di micropaleontologo, ma ammettiamolo, è anche colpa mia.
Però, al momento, ecco… dovendo compilare una hit list, in termini di gradimento

  1. autore/editore
  2. geologo/micropaleontologo
  3. traduttore

… e poi tutto il resto, giù giù fino allo spaventapasseri e, ultimo, l’operatore di call center.

Ora, si dirà, mettere al terzo posto il più remunerativo di tre lavori da morti di fame non è proprio una gran scelta.
Così come mettere al primo il più inflazionato, squalificato e disprezzato dei tre (e le cose potranno solo peggiorare ora che ci fanno pure un reality show).
Eppure è così.
In questo senso, mi domando se io sia in effetti cambiato, o se semplicemente si siano rimescolate come un mazzo di carte le mie priorità.

E poi c’è quella frase del Buddha che dice che poiché diventiamo come coloro coi quali trascorriamo più tempo, dobbiamo fare attenzione a quelli coi quali trascorriamo il nostro tempo.
Ecco, credo di aver avuto la fortuna di trascorrere un sacco di tempo, negli ultimi tempi, con persone diventando simile (moderatamente, molto moderatamente) alle quali, probabilmente, sono migliorato.
Ma, come effetto collaterale, sono diventato più uno scrittore che non un micropaleontologo.

Cosa comporta, questo cambiamento di percezione di me stesso (è poi quello, no?)

Beh, nelle ultime due o tre settimane ho cominciato a pianificare e a definire con molta più precisione tutta una serie di passi che dovrebbero mettermi in condizione, se non di campare scrivendo, di portare la mia scrittura abbastanza in primo piano da permettermi di pagare le bollette.

Sto leggendo manuali di software.
Sto esplorando forum (mai stato un tipo da forum, io).
Sto valutando l’ipotesi di prendere un mio dominio – soprattutto per Karavansara.
Sto annotando idee – per nuove storie, per nuovi strumenti, per un sacco di cose.
Sto delineando dei business plan, sto prendendo contatti.
Oltre naturalmente a scrivere, ed a raccogliere informazioni, appunti, fotografie, e quant’altro in previsione di altre cose da scrivere.
Ed è divertente, ed è il genere di cosa che mi scopro abbastanza portato a fare.

Sì, ok, continuo a spedire in giro i curricula su cui c’è scritto che sono un geologo, un micropaleontologo, un insegnante, un esperto di analisi ambientali, un esperto di energie rinnovabili e, in generale, una persona fantastica.
Ma non si tratta più della mia priorità*.

È come essere su una linea di confine.
In attesa di poter fare quel singolo passo avanti.

Intanto, anche il mio modo di scrivere è cambiato – ho già descritto il mio modus operandi.
GqDocnO-300x167Ma ancora di più è cambiata la percezione della dignità del mio lavoro – forse proprio per tutte quelle cose che ho imparato a fare, che ho dovuto studiare, le priorità che ho dovuto riordinare.
Per cui preferisco (e provo più piacere) nell’affrontare la selezione ferrea e spietata di un editore straniero, che pubblicare a colpo sicuro e senza neppure una riga di editing per chi da me tuttavia pretende che io diventi un suo cultista.
Preferisco rischiare da solo da schifoso autore/editore che venire pagato in visibilità.

Sono davvero cambiato tanto?

Molti anni or sono, un mio buon amico che non è più fra noi venne preso a pistolettate da quelli che la polizia definì sconosciuti ostili** in un quartiere periferico di Los Angeles.

Ciò che scoprì in quell’occasione, e che raccontava con non poca costernazione, era che mentre se ne stava rannicchiato dietro ad un bidone della spazzatura, tutto ciò a cui riusciva a pensare era come sarebbe riuscito a descrivere quella scena sulla pagina.

Come con i supereroi dei fumetti, diceva, che nel momento del pericolo scoprono il proprio superpotere e la propria autentica identità, lui inquell’occasione aveva scoperto il proprio potere e la propria vera identità: era uno scrittore.

Beh, pare che fossimo in due, vecchio mio***.

——————————-
* Il che non significa naturalmente che non acchiapperei al volo una qualunque offerta in questi settori.

** Beh, che fossero ostili c’erano pochi dubbi.

*** Non mi consola granché il fatto che, se cerco “writer” su Google Images, trovo soprattutto immagini di graffitisti. Se invece cerco writing, sono tutte penne stilografiche e carta color panna – molto romantico, ed assolutamente falso (ma magari ne riparleremo).

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Come sono cambiato

  1. Quindi non lo fai più per passione?😀

    Scemenze a parte, è stata una bella evoluzione, la tua.
    È la stessa che ha portato me a considerarmi più blogger che non altro (dove per “altro” intendo i settori in cui lavoro da anni).

    Resta in me l’amara consapevolezza che difficilmente la scrittura sarà mai il mio lavoro di sostentamento, però ogni singolo euro guadagnato così è fonte di grande soddisfazione.

  2. Una magnifica evoluzione, non c’è che dire!

    Diventare come le persone che si frequentano…l’ho sempre pensato, per questo ho sempre cercato di evitare certi ambienti.
    Come si dice, meglio attorniarsi di persone di cui si ammira l’intelligenza che brillare tra gli ignoranti😀

  3. Alcune parti di questo post mi fanno pensare alla professione del fotografo. In passato bravi fotoamatori aprivano una bottega (bel termine, ormai in disuso) da fotografo, ed iniziavano a praticare la professione classica. Quindi lavori su commissione.
    Quello che succede ora è che foto-amatori arrivati ad un livello professionale non fanno più soldi con commissioni fotografiche, ma con workshop, insegnando. Abbiamo ottimi esempi in italia, un pro-amatore mette in pedi un sito dedicato alla fotografia, si crea un nome ed una ‘community’, e inizia a fare workshop facendone una professione. Sicuramente vende anche foto, ma è un’entrata collaterale.
    (Ci si arricchisce? No.)

    La domanda ora è chiaramente: si può creare una community per la scrittura, da usare come cassa di risonanza per le proprie attività? Si possono fare workshop di scrittura con una continuità tale da pagarsi le bollette? La fotografia e` popolare, la scrittura lo è sicuramente meno.

    Con la fotografia si possono fare workshop sul campo, di illuminazione, still life, naturalistica.. e workshop di fotoritocco. E` possibile nell’editoria/scrittura creativa avere due-tre argomenti per diversificare l’offerta?

    Può uno scrittore permettersi di pagarsi le bollette con entrate che non prevedano la vendita di racconti/libri?

    Grazie del post, ciao

    • Ottime osservazioni.
      Non so se la scrittura sia un interesse meno popolare della fotografia – spesso pare che nel nostro paese ci siano più scrittori che lettori.
      Sul creare communities e vivere di attività collaterali – c’è chi ci riesce, tanto da noi quanto all’estero.
      Ed è anche possibile diversificare – il grande scoglio dei corsi di scrittura è l’assenza (di solito) della figura dell’editore: ha poco senso che io ti insegni a scrivere, se poi non ti metto in condizioni di pubblicare.
      Con il self publishing el’editoria artigianale, questo scoglio viene scansato a priori.
      Posso insegnarti non solo a scrivere, ma anche a pubblicarti.
      Quindi sì, il parallelo con la fotografia c’è, e vale la pena di esplorarlo.
      Ne parliamo magari in qualche prossimo post.

  4. Bene, mi sembra che sia stato un bel cambiamento da parte tua.
    Diciamo che sembra che tu abbia acquistato un bel po di punti-karma per arrivare a questa tua nuova consapevolezza.
    Nick Parisi

  5. Io ho fatto lezioni di self publishing e sono stato pagato circa 21 euri l’ora se non ricordo.

  6. Bene. Diciamo che è meglio che non faccia confronti su come sono cambiata io… In bocca al lupo❤

  7. L’aula non e` il problema principale, ma la community🙂
    Il sito di fotografia che stavo citando ha decine di migliaia di iscritti e migliaia di utenti attivi. Con questi numeri, organizzare workshop sparsi per l’Italia non e` un problema (ma si parla di meno di uno al mese), e l’aula quindi bisogna trovarla in loco. Ma se si organizza un workshop con 15-20 partecipanti facendo pagare, che so 100 euro a testa, tolte le tasse sono 750 euro, e con 100 euro una stanza si affitta…
    Il problema sono i numeri, ovviamente. Il lavoro da investire prima di avere massa critica ed iniziare a pagarci le bollette, e` notevole, ed il rischio di fallire è elevato.

    Spero che la potenziale pulce nel tuo orecchio porti bene🙂

    ciao!

  8. Beh, complimenti. Pare che in una certa misura tu sia riuscito nell’impresa di creare opportunità dalle difficoltà, direi che non c’è male🙂

  9. Mi sembra che tu abbia fatto molto meglio di restare semplicemente storpio e sanguinante.

  10. Si cambia, è nella natura degli esseri viventi. Poi quelli dotati di cervello funzionante fanno passi più rapidi verso l’evoluzione e risparmiano un sacco di lavoro alla signora Natura, che a forza di dover potare rami secchi dovrebbe ridurre di due terzi la razza umana. Così, tanto per essere gentili.

    Sei cambiato? Sì. Sei in una ulteriore fase di cambiamento? Mi sembra proprio di sì. The best is yet to come.🙂

  11. Da tua assidua lettrice mi ero accorta di alcuni tuoi cambiamenti leggendo i tuoi post e trovo che questo tuo cambio di priorità sia davvero molto interessante.
    Penso che le persone che sanno abbracciare i propri cambiamenti siano proprio quelle che col passare del tempo diventano sempre più interessanti invece di appiattirsi .

    E comunque ti prego un giorno raccontaci la storia dello spaventapasseri…ormai è più di un anno che ogni tanto se ne riparla… e davvero sono molto curiosa…😀

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