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Ispirazione

4 commenti

Questa settimana, il compito assegnato agli studenti del corso di Storytelling consiste nel creare una presentazione visiva e multimediale riguardo a tre libri o film che siano stati di ispirazione per lo studente, e che potrebbero esserlo per altri partecipanti al corso.

La presentazione è in cantiere, ma nel frattempo credo farò un post “alla vecchia maniera”, per segnalare i miei tre libri… e nel frattempo mettere insieme le idee in previsione del lavoro sul video.

Quindi, tre titoli (Solo tre? Ma com’è possibile?), che io consideri d’ispirazione.
Ora, agli studenti è stata finora offerta una scelta di testi a tal punto sofisticati e d’avanguardia, che il rischio è quello di reinventare la ruota, e oltretutto di farlo male.
Perciò, visto che mi fiscalizzo come autore, ho deciso di segnalare tre libri che mi sono di ispirazione riguardo a

. cosa scrivere
. perché scriverlo
. come scriverlo

Proviamo.

cosmos_2Cosa scrivere
Il libro non può che essere Cosmo, di Carl Sagan.
Questo per me è un libro importante.
Ne possiedo due copie, una grossa, massiccia e illustratissima, una tascabile ed agilissima da portare in tasca a mo’ di breviario. Ho i DVD della serie TV, ed un rarissimo LP della Deutsche Gramophon con la colonna sonora.
Cosmo è un testo che parla del cosmo, dell’universo, dell’intera creazione, e del posto dell’uomo all’interno di essa.
Non è un testo sacro, ma è un testo scientifico, ed è un monumento alla capacità comunicativa di un solo uomo, Carl Sagan.
Cosa scrivere?
Tutto ciò che la mente umana possa conoscere, ed immaginare.
La filosofia che sottende Cosmo – e tutti i lavori di Sagan – è quanto di più “ispirazionale” io riesca ad immaginare per chiunque si occupi dis cienza, di scrittura, o semplicemente di respirare.
Qualunque libro di Carl Sagan è naturalmente consigliatissimo.

55016Perché scriverlo
Sarei tentato di citare Il Mondo Infestato dai Demoni, di Sagan, ma sarebbe troppo.
Scelgo allora The Day the Universe Changed, di James Burke.
Il lavoro di Burke è un esempio quasi perfetto di divulgazione scientifica, e già questo potrebbe essere sufficiente.
Ma il volume in questione ha un elemento in più, che è quello che mi interessa – Burke analizza come la “scoperta scientifica” sia essenzialmente na ridefinizione della conoscenza, e quindi come ciascun momento, ciascuna intuizione, ciascuna “scoperta”, cambia l’universo, per lo meno come noi lo conosciamo.
Perché la realtà è definita dai nostri modelli.
È relativismo puro, ma è anche la promessa che, attraverso la conoscenza – e la divulgazione della conoscenza – possiamo rendere il mondo migliore – perché possiamo cambiare il modo in cui lo percepiamo, in cui ne interpretiamo le regole.
Si tratta certamente di una ambizione colossale.
Non dubito che sia peccato per un paio di religioni almeno.
Ma non importa.
Se l’universo cambia ogni volta che noi diciamo che è così, allora diciamolo.
Inutile dire, invece, che qualunque cosa abbia scritto James Burke vale la pena di essere letto.

103622Come scriverlo
Scelta difficilissima, che ha portato via molte ore.
Poi, alla fine, ha prevalso l’istinto.
The Zen of Creativity, di John Daido Loori, che fu un fotografo e un artista figurativo prima di diventare monaco zen, e che ha scritto un compendio di riflessioni sulla creatività che è indipendente dalla forma che essa assume nel momento in cui viene espressa.
Non tanto quindi un manuale di tecnica, ma una serie di osservazioni su come sia opportuno porsi nei confronti dell’attività creativa, come essere noi stessi in ciò che si fa. L’idea è che l’attività creativa coinvolga l’intera esistenza dell’individuo, e sia strettamente legata al suo equilibrio psicologico e spirituale – ed alla vita degli altri.
Se si scrive – o si fotografa, o si dipinge, o si fanno film, o si ritagliano bamboline di carta – ciò non avviene nel vuoto, e non è un’esperienza fine a se stessa.
Bisogna avvicinarsi alla creazione come se non avesse importanvza, perché ha importanza.
John Daido Loori e la sua opera sono naturalmente consigliatissimi, in toto.

E questo, io credo, è quanto.

foNo, mento.
Ci devo mettere per forza anche il Manuale Minimo dell’Attore, di Dario Fo.
In assoluto il miglior manuale di comunicazione che io abbia letto nella nostra lingua.
Non importa se scrivete, se recitate, o se masterate giochi di ruolo.
Leggetelo.
C’è dentro tutto.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Ispirazione

  1. Tanto per cambiare non ho letto nessuno di questi libri, e ho la netta impressione che almeno i primi due siano una grave carenza che dovrei colmare.

    • Cosmo è imprescindibile – oltretutto la serie TV è stata appena ridistribuita, aggiornata, col contributo di Neil DeGrasse Tyson.
      The Day the Universe Changed, così come il suo predecessore Connections, rimane a mio parere il miglior esempio di divulgazione scientifica mai prodotto nel ventesimo secolo.

  2. Sagan è imprescindibile. E basta.🙂

  3. Io sono ancora in altissimo mare con il mio task però il tuo post mi ha dato qualche buona idea.
    Vediamo cosa riesco a combinare con il mio pessimo inglese parlato…
    Aspetto con molta curiosità il tuo video.

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