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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Piramidi, canali e altre reliquie del passato

4 commenti

Come ho scritto altrove, documentare una serie di storie con una ambientazione pseudostorica è una fatica improba.
Perché su una storia singola si può anche giocare di prestigio, ma su una serie bisogna avere ben chiara l’immagine del mondo nel quale si muovono i protagonisti.

Il lato positivo di tutto ciò, naturalmente, è che ci si può togliere la soddisfazione di tornare a leggere libri di storia e di archeologia per il piacere di leggerli – e con la giustificazione di “fare ricerca”.

1120788The Ancient Engineers, di Lyon Sprague de Camp non è un testo recentissimo, ma la semplice idea di fondo lo rende esilarante – narrare la storia della civiltà non dal punto di vista degli eventi politici o militari, ma dal punto di vista degli ingegneri, quelle persone che con perseveranza e applicazione delle tecnologie disponibili crearono il progresso della nostra specie.

Il volume, ancora disponibile per i tipi della Ballantine, tocca tutto il passato classico – Egitto, Mesopotamia, Grecia e mondo ellenico,e poi la Cina e tutto quanto il resto…
Trattandosi di un testo che ha una cinquant’anni (l’ultima revisione è del 1963), mancano molte delle scoperte più recenti, ma come solida base per comprendere l’impatto di alcune semplici tecnologie sul nostro passat, rimane straordinario.

Sprague de Camp è un divulgatore non meno dotato del suo vecchio compare Ike Asimov – e a differenza del buon dottore, ha uno spirito ed una sana dose di cattiveria che rendono i passaggi sulla piramidologia e sulle pseudoscienze un assoluto spasso.
Certo, l’autore era famigerato per il suo spirito tranciante nei confronti di certe baggianate.

Lost Continents by L. Sprague de Camp, Dover P...E infatti, a partire dagli anni ’60, Sprague De Camp – insieme con molti altri autori – si trovò ostracizzato da Campbell, che lo considerava colpevole di aver sbeffeggiato la Dianetica di Ron Hubbard.
A fronte della scomparsa del suo principale mercato letterario, l’autore si mise allora in cerca di qualcos’altro che gli permettesse di sbarcare il lunario – e cominciò a produrre volumi di archeologia e storia antica, spesso cucendo insieme articoli comparsi su diverse riviste di divulgazione.
La produzione di Sprague De Camp fu piuttosto interessante, con titoli come Lost Continents (ancora oggi il miglior testo su Atlantide disponibile sul mercato – da noi lo tradusse Fanucci e si trova ancora su bancarelle), questo The Ancient Engineers o il più raro (e costoso) Citadels of Mystery.
Sempre con un taglio molto razionalista, e un atteggiamento alquanto divertito.
Ottima saggistica, una lettura quanto mai raccomandata.

Massiccio, molto ben illustrato e divertentissimo, questo bel paperback che pare un mattone sumero è un buon modo per passare un paio d’ore a cavallo della cena.
Con dei post-it a portata di mano, per prendere appunti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Piramidi, canali e altre reliquie del passato

  1. “gli ingegneri, quelle persone che con perseveranza e applicazione delle tecnologie disponibili crearono il progresso della nostra specie.”
    Ho capito bene, parli bene degli ingegneri?

    • Di quelli che lavorarono nell’antico Egitto, in Mesopotamia, in Grecia e nella Roma classica, e nell’Impero Cinese.
      Quelli che non avevano il pezzo di carta, e che se sbagliavano venivano decapitati.
      Eh, i bei vecchi tempi…

  2. Il fatto che De Camp avesse sbeffeggiato la Dianetica non fa altro che renderlo ai miei occhi come un uomo profondamente intelligente.🙂

    • De Camp era un razionalista assoluto – e aveva una profonda e giustificata antipatia per Hubbard.
      Degli autori della scuola di Campbell, fu certamente il più feroce a spernacchiare la Dianetica (che non dimentichiamolo, venne originariamente divulgata sulle pagine di Astounding) e lo fece fin da subito.
      Ed è curioso pensare che i due critici più duri della dianetica, e i due autori che pagarono di più la propria presa di posizione, furono Lyon Sprague De Camp e Fritz Leiber – che erano certamente su posizioni distantissime in termini di stile, tematiche, politica e visione del mondo. Su tutto, insomma.
      Ma erano persone oneste.

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