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Come essere Meravigliosi

11 commenti

9782501057011OK, io il libro che vedete qui a fianco non l’ho letto in francese, ma in inglese.
Tuttavia, ho sempre ammirato molto e la copertina, e il titolo.
Un po’ di saggezza in un mondo di bruti.
Perché non provarci?

Negli ultimi tempi, nella Blocco C della blogsfera, sono arrivate strane vibrazioni, dal mondo esterno.
Un incremento della brutalità nella comunicazione, da parted i persone – blogger, autori, professionisti dell’editoria, giornalisti – che dovrebbero fare della comunicazione la propria specialità.

Si passa dall’autore che ti contatta per una recensione sul tuo blog e propone di passarti direttamente la recensione già scritta da uno più affidabile di te, all’editor che espone in pubblico le brutture dei lavori sui quali ha lavorato per convincerti a ingaggiarlo, all’editore o sedicente tale che dileggia i propri autori pubblicamente o viceversa, gli autori che sbeffeggiano chi li ha pubblicati.
Insomma, una gran caciara.
Senza contare le brutalità sfuse – quelle fondate sul semplice fatto che, apparentemente, quando comunichiamo, uno dei due deve stare sopra, e l’altro sotto.
E loro vogliono stare sopra.
Quelli che vi chiamano barboni, quelli che loro sì e voi, idioti, mai.

Cos’hanno in comune tutte queste persone?

Semplice – non sono persone meravigliose.

In realtà, hanno un’altra cosa in comune – non sono felici.
E tutti si lamentano del fatto che la loro attività non gira.
Il blog non ha visite, gli autori non inviano storie da editare, gli ebook non si vendono e non vengono recensiti, nessuno invia manoscritti.
I colleghi li evitano.
Nessuno clicca sull’AdSense.
La ruota gira, ma il criceto è morto.

E se io sto facendo l’esempio della rete, è perché immagino vi sia più familiare di quello dell’accademia – dove è la stessa cosa – o dell’editoria tradizionale, dove anche. O qualunque altro ambito.
Non sono felici.

E naturalmente il motivo per cui non sono felici, e per cui il loro business non ingrana, è che non sono persone meravigliose.

2970643_1345855811111.62res_275_183E qui non vorrei che voi pensaste che sto per parlarvi dei Lunacorni del Paese degli Arcobaleni o altre cose del genere.
Non c’è nulla di sciocco, caramelloso o new-agey, in quello di cui vi voglio parlare.
C’è, anzi, un solido zoccolo di egoismo e di interesse personale.

Il punto è – come si fa ad essere meravigliosi?

Guy Kawasaki, che ci ha scritto un libro (ed è stato nominato come miglior titolo sul marketing del 2011), sostiene che per essere meravigliosi, bisogna possedere

likeability, trustworthyness and greatness

Non credo ci sia bisogno di tradurre.

Guy-Kawasaki-EnchantmentEssere meravigliosi significa poi solo, a ben pensarci, smettere di considerare il nostro interlocutore esclusivamente come un mezzo.
Come uno strumento per raggiungere un fine.
Quello che mi farà vendere ebook, quello che mi farà guadagnare.
Quello che mi farà salire il blog nelle classifiche.
Quello che mi serve per sentirmi superiore.
Quello che mi permetterà di raggiungere “il giro giusto”.

Non è così che funziona.
Quando funziona, è perché le persone riescono ad essere meravigliose.
Non è quante mail si spediscono.
Non è il numero di condivisioni a martello su facebook.
Non è l’aggressività, non è la spocchia.
Non sono gli atteggiamenti da maschio alpha.
Non sono le citazioni dal manuale.
Non è pensare che ci sia dovuto, e chi non provvede disattende le aspettative.

In due parole, le persone meravigliose pensano al proprio interlocutore*.
Non lo usano.
Instaurano con lui (o lei!) un dialogo.
Ne ascoltano le opinioni – al limite infuriandosi – ma ne tengono conto.

E serve.
Aha, è questo il bello!
Essere meravigliosi porta i dividendi che l’essere costantemente, esclusivamente, aggressivamente focalizzati sui dividendi non vi porterà mai.

E naturalmente, trattandosi di marketing (perché è marketing), possiamo applicare i sei punti che abbiamo visto ieri al nostro progetto.
Perché voglio essere meraviglioso, dove devo esserlo, chi deve percepirmi come tale.

Con un caveat – non possiamo fingerlo.
Possiamo esserlo, o lavorare per diventarlo.

In fondo, le persone meravigliose sanno – a livello istintivo, o avendolo imparato sulla propria pelle – che essere usati non è piacevole.
E che la qualità, la continuità e la reciproca soddisfazione si fondano sul rispetto reciproco.

Sono persone che applicano il vecchio principio di Spencer Tracy.

Arriva in orario e ragionevolmente sobrio. Conosci la tua parte. Incassa l’assegno e vai a casa.

Sono persone che hanno imparato che non posso raccontarvi quanto io sia meraviglioso.
Devo dimostrarvelo.

Che sarebbe poi il famoso show don’t tell, vero?
Curioso, come molti di coloro che ne hanno fatto la propria bandiera non sappiano applicarlo alla propria vita.

È così difficile?
No.
Però tocca lavorarci.
Perché non posso essere meraviglioso oggi, per un’ora, e campare di rendita per le prossime sei settimane.
Non è così che funziona.
È una specie di zen.
Ci vogliono anni per impararlo, e tutta la vita per acquisirne la padronanza.
E può capitare quindi che ci siano delle giornate no, che si facciano degli errori.
Succede anche alle persone meravigliose.

Peccato che le patetiche parodie d’uomo facciano un tale baccano, che non sentiamo altro che le loro sciocchezze.

E tuttavia, proprio perché è sempre una buona idea chiudere con una nota positiva, ci terrei a questo punto a dire che, contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare dall’esordio di questo post, io nella mia peraltro variegata carriera ho conosciuto molte più persone meravigliose che non patetiche parodie d’uomo.

Potrei citare tutti i membri del progetto di Savage Worlds Italia.
I miei compari di Il Futuro è Tornato.
La vecchia ciurma di Alia.
I miei amici editor – e le mie editrix!
I sopravvissuti di Matsuri Italia.
Gli studenti dei miei corsi – on- e off-line.
E tanti altri.

Tantissimi.
Ovunque.
Meravigliosi.
Spero un giorno di arrivare ad essere come loro.
Anche solo un pochino.

Perché il bello è che ad essere davvero meravigliosi, si contagiano coloro che ci stanno attorno**.

——————————————————————

* Sì, ok, sono quattro (o forse sette) – fatemi causa.
** E anche ad essere brutali e aggressivi – provate a chiedere ai personaggi di cui si parlava in apertura quanti vaffanculo incassano quotidianamente…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Come essere Meravigliosi

  1. Questo articolo è meraviglioso.
    Come il blog che lo ospita.
    Come il gestore che lo cura.
    Punto.

  2. Essere meravigliosi può considerarsi una scelta di carriera? Voglio dire, a dio piacendo tra qualche anno sarò uno psicologo. E ci sono situazioni nella vita dalle quali o si esce likeable, trustworthy and great, o si esce a piedi in avanti o poco ci manca. Diffondere il contagio della meraviglia potrebbe essere ciò che mi darà il pane e i vestiti di decathlon per il resto della mia vita?

    • @Johnnie
      Mettiamola in questo modo – se proprio si deve fallire, non è meglio fallire sforzandosi comunque di essere likeable, trustworthy & great?
      Più che una scelta di cariera, è una scelta di vita.
      E se la vita funziona, la carriera dovrebbe anche…

  3. La risposta all’interrogativo di Jonnie è ancora più bella dell’ottimo articolo.

  4. Perché non è tanto importante la meta che raggiungo quanto la persona che divento nel percorso

  5. Fantastico qst tuo pezzo! Ti sempre molto volentieri!

  6. Chapeau.🙂 Se proprio si deve fallire, facciamolo mirando alle stelle.

  7. Davide io avrei un dubbio.
    Ho tentato di mettermi in contatto con te (una domanda sull’Hastur), ma non ho ricevuto risposta.
    In sè e per sè non è un problema. Magari non avevi tempo o voglia o non sapevi cosa rispondermi o un migliaio di altri motivi tuoi.
    Però quando scrivi “Instaurano con lui (o lei!) un dialogo.” mi chiedo come fare a instaurare concretamente il dialogo.
    ti assicuro non c’è polemica nel tono della mia scrittura. Solo che mi sembra una specie di circolo vizioso.

    • Anonimo, mi dispiace, ma non ho ricevuto alcun messaggio – è possibile (possibilissimo) che una mail o un commento sul blog siano statati fermati dai miei filtri antispam.
      Non leggo il tuo messaggio come una polemica – dimmicome posso esserti utile, e sarò felice di risponderti… mi basta sapere chemi hai rivolto una domanda😀

  8. ok provo a riscriverti

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