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Lo sapevano i Fenici, lo sapevano i Cartaginesi

6 commenti

phoenicians-3_largeQuesto post nasce dalla collisione di due osservazioni.
La prima è una osservazione fatta da Lyon Sprague de Camp nel suo The Ancient Engineers

Popolo estremamente ingegnoso, i fenici non inventarono alcuna nuova tecnologia: erano molto più interessati a vendere le invenzioni degli altri, per un onesto profitto.

La seconda è del mio amico Hell, che, meditando sull’andamento delle vendite del suo ultimo ebook, osservava…

Se mi avessero pagato tutti i download fatti […], sarei arrivato a incassare la ragguardevole cifra di…

43519,23 euri.

E tutto avrebbe avuto di colpo un significato.

Il problema, naturalmente, è che se Hell avesse messo a pagamento quei libri che hanno avuto tanto successo… beh, quei libri non avrebbero avuto tanto successo.

Nel senso che gratis resta la parola magica.

Peddler17th-256x300In effetti, la questione del prezzo degli ebook è uno degli argomenti più dibattuti dell’universo dell’auto-produzione/promozione.
Gli americani – che costituiscono il bacino più ampio di lettori ed autori di ebook – sostengono che un prezzo onesto per un romanzo (quindi un testo che superi le 40.000 parole) in formato digitale e autoprodotto dovrebbe oscillare tra i 3 ed i 5 dollari.
Questo per garantire un onesto guadagno all’autore (da 2 a 3.5 dollari) e il pagamento di una percentuale in qualche forma a cover artist, editor e scimmiette ammaestrate.
I saggi dovrebbero avere un prezzo leggermente più alto (diciamo circa un 25% in più), i manuali professionali potrebbero arrivare al doppio del prezzo di un romanzo.

In Italia i prezzi sono decisamente più bassi.
99 centesimi viene considerato il prezzo giusto per un romanzo – per lo meno sulla carta.
Oltre i due euro si estende una vasta desolazione disabitata.

Sulla base di esperienze, documentazione ed aspirazioni, io ho elaborato una semplice tabella di prezzi.
Mi è stato detto che “è troppo americana”, ma mi aiuta a dare un valore a ciò che faccio.
Light-Touch-Laser-Service-PricesFa più o meno così:

. sotto le 10.000 parole, da 0.85 a 1.50 euro
. tra le 10.000 e le 30.000 parole, da 1.50 a 2.20 euro
. sopra le 30.000 parole, da 2.20 a 3.50 euro

È un sistema semplice e un po’ brutale – ma mi permette di schivare la diatriba cretina “i saggi richiedono più impegno dei romani, no i romanzi richiedono più impegno dei saggi”.
Che sia un saggio o narrativa, ciò che conta è il word count, più o meno una percentuale dovuta alla fatica che ritengo di aver fatto per scriverlo.
Più le tasse, che son quelle che mi aggiunge Amazon in automatico.

Ma tanto non serve a nulla.
Da noi, il prezzo “giusto” per un romanzo in ebook, autoprodotto, è gratis.
Già i 99 centesimi di dollaro (che fanno più o meno 85 centesimi di euro) sono tanti.
Piazzare un volume sopra i 3 dollari (vale a dire sopra i due euro) è un suicidio.

Per allinearmi alle considerazioni dell’amico Hell, posso rivelare senza problemi che se le copie scaricate durante la promozione di Avventurieri sul Crocevia del Mondo fossero state vendute, io sarei più ricco di un paio di migliaia di euro.

Che non mi farebbe poi schifo.
Ma, come dicevo, se non ci fosse statala promozione, non avrei fatto quei numeri.

Se è vero che un prezzo – qualunque prezzo – elimina dall’equaszione gli scaricatori bulimici, quelli che scaricano tutto gratis, e poi leggono ben poco, non è altrettanto vero che mettere una targhetta del prezzo assicuri la vendita a coloro ai quali il nostro ebook interessa.
Che possono sempre giocare sull’attesa.

Bello, eh… Interessante.
Però aspetto la promozione gratis, che tanto prima o poi l’autore la fa.

A meno che, naturalmente, non si annunci pubblicamente che il vostro ebook in promozione non ci andrà mai.
Ma anche in quel caso, la maggior parte di coloro che sono interessati, autenticamente interessati, probabilmente decideranno che del nostro ebook possono tranquillamente farne a meno.

Peccato, eh.
Però a 2 euro e mezzo è proprio troppo caro.

Ora, non vorrei che qualche lettore là fuori ora si commuovesse, e versando calde lacrime facesse notare che sono qui che mi lamento delle mie poche vendite.
Non mi sto lamentando delle mie poche vendite, perché le vendite vanno bene, grazie.
No, davvero – grazie!
I miei titoli viaggiano piuttosto bene – tranquillamente al di sopra delle aspettative, ed è grazie ai miei lettori.

Perciò no, non mi sto lamentando, vi sto segnalando un problema che non è mio.
È vostro.
Pagare il prodotto dell’ingegno* è diventato qualcosa di fastidioso, nel nostro paese.
Ne abbiamo parlato spesso.
Lo sapevano i fenici, lo sapevano i cartaginesi, ma noi ce lo siamo scordato.
E scrivere per vivere non ha più un significato.

———————————–
* No, non è presunzione: “opera dell’ingegno” è come la legge definisce ciò che scrivo, che sia narrativa, saggistica o traduzione, e qualunque prodotto di una attività creativa. Sì, insomma, quelle cose che dite che dovremmo regalare perché lo facciamo per passione.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Lo sapevano i Fenici, lo sapevano i Cartaginesi

  1. Forse il punto sta proprio nell’espressione “onesto profitto”: i Fenici facevano onesto profitto, qui invece il profitto non è mai onesto. Specie quello che si ottiene dal proprio ingegno. Mi sembra quasi normale, nel paese in cui l’ingegno è una qualità soltanto se si applica al raggiro, e l’unico modo moralmente lecito di acquisire un patrimonio è ottenerlo per lascito testamentario🙂

  2. La faccenda dei prezzi degli ebook è molto delicata e controversa.
    Il “listino” che hai proposto tu mi sembra del tutto ragionevole, ma per molti si tratta comunque di prezzi esagerati.
    E dire che c’è gente che compra ogni giorno il giornale, lo sfoglia in cinque minuti e lo butta. A volte si tratta proprio di sfalsata percezione delle cose, o più semplicemente di ignoranza bella e buona.
    Tuttavia sta pian piano subentrando una nuova consapevolezza. Si spera che, col tempo, sempre più persone capiranno di testa loro cosa è giusto e cosa no (senza farselo dire da house organ di case editrici o, viceversa, dai paladini del “tutto gratis”).

  3. ragazzi… i fenici erano pirati, razziatori, ladri e infidi, mercanti che compravano a 1 e vendevano a 100 dopo aver viaggiato per mare dall’altro lato del mediterraneo. Vendevano chincaglieria agli aborigeni e la spacciavano per gemme e oro. Erano ii truffatori, gli imbroglioni e i contrabbandieri dell’antichità…
    Rubavano idee e e oggetti e li vendevano come fossero loro. fatevelo dire da un laureato in Archeologia fenicio – punica😉

  4. Io confermo, se ce ne fosso bisogno, la riflessione riportata da Davide. Che è scaturita semplicemente facendo due conti: la cifra riportata in alto è stata ipotizzata considerando 1,83 euro a download. Quindi un valore mediano.
    Perché se i download cominciano a essere due decine di migliaia e oltre, oddio, qualche domanda uno se la fa.

    In ogni caso, sono soddisfatto di quello che ho adesso. Le cose vanno bene, e forse, come dice Alex, andrà sempre meglio. C’è solo da aspettare un po’ più del dovuto, essendo in questa strana penisola.

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