strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tutta un’altra storia

6 commenti

0.053977001385629786_parsnaz_irProviamo a mettere giù ancora qualche idea su storia e narrativa d’immaginazione.

C’eravamo lasciati, dopo l’ora d’aria, qui nel Blocco C, con la questione di cosa cerchino autore e lettore in una narrativa storica.

E la mia interlocutrice a distanza, sul suo blog, non ha mancato di metter giù un elenco articolato e piuttosto esaustivo di cosa possano cercare autori e lettori nel romanzo storico.
Ottimo pezzo – leggetelo.
Fatto?
Bene.

Ora vi chiedo di apprezzare il mio problema – perché il post di Chiara mi piace molto, e lo condivido in pieno e non c’entra assolutamente nulla con ciò che scrivo o con ciò che leggo quando scrivo o leggo fantasy.

Che è poi il motivo per il quale giudicare il fantasy storico (qualunque cosa esso sia) dal punto di vista del rigore storico è sostanzialmente inutile.

E quando vedo la domanda

Uno sguardo agli usi, costumi e pensieri di un mondo che il passare dei secoli ha reso estraneo?

la mia risposta è sì – il fantasy storico può fare questo, ma non lo fa nel modo in cui lo fa il romanzo storico.

412917e9f3a365f55be041d202200f69Credo che un buon esempio – per chiarire le idee – possa essere Gloriana, di Michael Moorcock.
Che è un romanzo eccellente – tanto per cambiare – e che ha una ambientazione elisabettiana.
Ma come Moorcock stesso ci tiene a farci notare con due brevi frasi appena dopo i titoli, questo romanzo non ha nulla a che fare con l’epoca elisabettiana.
Gloriana non si svolge nell’epoca elisabettiana,ma si svolge nell’immagine che gli elisabettiani avevano della propria società e del proprio mondo.
Ma è anche leggermente più complicato di così.

original_156142_WbsFTtmMo6pXa5Bo3BcPkpl2wLa stessa cosa si può dire per quell’altro ottimo romanzo che è Rats & Gargoyles, di Mary Gentle – che ha una ambientazione pseudo-tardo-rinascimentale, ma che non ha nulla a che vedere col tardo periodo rinascimentale.
Il mondo di rats & Gargoyles è un mondo che segue le regole dell’alchimia, e che si conforma all’immagine che alcuni pensatori rinascinemtali avevano della realtà.

In altre parole, Gloriana e Rats & Gargoyles sono romanzi fantasy “storici” – ma non sono interessati a mostrarci come fosse la vita nell’epoca elisabettiana, o nel rinascimento, ma piuttosto come sarebbe stata la vita se il mondo fosse stato come coloro che abitavano quelle epoche immaginavano che fosse.
E quindi avanti con riferimenti “egizi” o “babilonesi” che con l’Eguitto e con Babilonia non c’entran nulla in Rats & Gargoyles, e con tutto il resto dell’armamentario esoterico – oppure avanti con un “Impero Britannico” elisabettiano che esistette solo nella mente di John Dee.

latro-in-the-mist-by-gene-wolfe1Mettiamoci un terzo titolo, e mettiamoci anche il ciclo di Latro (o Latrone che dir si voglia) di Gene WolfeSoldier of the Mist ed i suoi seguiti.
Anche qui, l’interesse di Wolfe non è descrivere la vita di un soldato ferito in epoca pre-Ellenica, ma di mostrarci come sarebbe stato vivere nel mondo immaginato dai pre-ellenici, un mondo popolato di portenti, nel quale gli dei interagivano direttamente con gli uomini.

E qui la domanda ovvia è, ma allora perché non leggersi il Faerie Queene, o l’Orlando Furioso, o l’Odisea.

Beh, proprio per via della sensibilità moderna.
Non solo in termini di forma – il Fearie Queene
non è proprio un testo agilissimo – ma anche di sostanza.
Come autore moderno, posso usare quegli immaginari, ambientarvi la mia storia e portare in risalto elementi che sono significativi per chi mi legge, qui ed ora.

Il che non vuol dire che scrivo fantasy di ambientazione storica per edulcorare un passato spiacevole – ma per esplorare immaginari differenti, e attraverso quegli immaginari potenziare il mio immaginario.
Perché l’immaginario è uno degli strumenti che usiamo per copmprendere la realtà.
Qui.
Ora.

Poi certo, esistono casi in cui c’è proprio solo una edulcorazione ed una disinfezione del passato – ma quello non dovrebbe essere, e credo che non sia ciò che autore e lettore dovrebbero cercare.
Anche se a volte lo cercano – mica glielo possiamo impedire, no?

808670E mi viene in mente quella lettrice (se ricordo bene) che si disse offesa da Ash, di Mary Gentle, perché zeppo di violenza e di turpiloquio.
Eppure c’era scritto sull’etichetta, che era una storia di mercenari rinascimentali.
Ma la lettrice in questione cercava probabilmente una storia di mercenari rinascimentali opportunamente edulcorata – perché era fantasy, giusto?
Una storia di unicorni e arcobaleni al sapore di mercenariato rinascimentale.
Ma Ash, ovviamente, non è così.

Il gioco di utilizzare “la storia” o il passato storico per esplorare idee complesse è uno dei grandi punti di forza della narrativa d’immaginazione.
The-Well-of-the-Unicorn-largeIl già citato The Well of the Unicorn, di Fletcher Pratt, esamina il tema della responsabilità e quello della resistenza ad un potere ostile, ed anche iltema della ricchezza esperienziale e del dolore, sovrapponendo “strati” di storia che spaziano dalla dominazione normanna in Francia e Inghilterra alla Seconda Guerra Mondiale.
Pratt costruisce così un mondo ad hoc, una sorta di terreno di sperimentazione ideale, coi pezzi che gli servono di ciascun periodo, al fine di amplificare al massimo i temi che gli interessa studiare.

In questo senso, il fantasy storico – quello scritto bene, per lo meno – “riempie lo spazio tra le righe dei libri di testo” esattamente come la narrativa storica che piace alla mia interlocutrice.
E probabilmente (ma io, naturalmente, sono di parte) li riempie meglio, specie quando va a concentrarsi su cosa passasse per la testa degli abitanti di quel passato, quali sentimenti li animassero, quali paure strisciassero nelle ombre attorno a loro.

E poi, per chiudere, resta quello che, per me, rimane il motivo principale per sfruttareuna ambientazione storica o pseudostorica in un romanzo fantasy – la pigrizia.
Che non è necessariamente un male.
Perché buttare settimane, mesi o anni a inventarmi un mondo pseudoceltico con le sue lingue, le sue nazione, la sua politica, quando posso saccheggiare il Mabinogion?
Società guerriera? Sparta.
Ma mi servono delle amazzoni!
Ok, le amazzoni sono come gli Spartani, ma con gli organi riproduttivi interni anziché esterni.
Fatto.

Nulla esclude che io possa scrivere una buona storia – divertente, e che tocchi temi interessanti- anche minimizzando il lavoro di world-building.
Il mondo Hyboriano di Howard è sempre un ottimo esempio – sono scampoli di epoche diverse cuciti assieme, ma riescono a ospitare storie mature e intelligenti come Tower of the Elephant, Beyond the Black River o People of the Black Circle.
Che sono significativi – pur prendendo dalla realtà storica solo ciò che serve all’autore per renderli tali.

E avendo detto tutto questo mi rendo conto ancora una volta di aver risposto nel modo corretto ad una domanda diversa da quella che ci eravamo posti in partenza.
Ma credo che, nel momento in cui si confrontano due universi tanto diversi quanto il romanzo storico e il romanzo fantastico, sia quasi inevitabile.
O no?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Tutta un’altra storia

  1. “mi rendo conto ancora una volta di aver risposto nel modo corretto ad una domanda diversa da quella che ci eravamo posti in partenza.”
    ti faremo causa!🙂

  2. Il punto è che l’idea che ad un certo periodo corrisponda una certa visione del mondo è un concetto che appartiene totalmente alla visione del mondo moderna. All’epoca elisabettiana non sapevano di guardare il mondo come degli elisabettiani -lo guardavano e basta. Noi moderni invece siamo, ci identifichiamo cioè, esattamente questo: l’idea che esista una differenza tra chi osserva e il modo con cui osserva. Per questo operazioni come Gloriana sono stupende ed elegantissime: mostrando il totalmente altro, rinforzano il nostro punto di vista, quindi il nostro carattere. Fearie Queene non funziona in questo, perchè è il prodotto “naturale” dell’epoca elisabettiana -mentre noi vogliamo l’artificiale.

  3. Questa conversazione tra blog sta assumendo un carattere vagamente Alice-like – nel senso che nessuno risponde a nessun altro… Né, d’altra parte, stiamo sostenendo tesi diametralmente diverse. Però è molto divertente.🙂
    Obietto soltanto (e vagamente) che non c’è ragione al mondo per cui un romanzo storico non possa occuparsi di “cosa passasse per la testa degli abitanti di quel passato, quali sentimenti li animassero, quali paure strisciassero nelle ombre attorno a loro”… E anzi, molti lo fanno – e sono tutte faccende fondamentali per ancorare storicamente la caratterizzazione dei personaggi. Posso spingermi a dire che considero il mindset un aspetto cruciale di quel rigore storico che (come ognun sa) mi piace tanto…

  4. Dato che non ho letto gli esempi che citi (ma Rats & Gargoyles me lo sono segnato), storie come La fenice e lo specchio di Avram Davidson rientrano in quanto dici?

  5. @Baphomouse
    Sì, Davidson era uno specialista nell’utilizzare la storia a fini fantastici.
    I suoi articoli sulla “unhistory” sono vivamente consigliati.

  6. @laClarina
    Concordo sul divertimento.
    E concordo, naturalmente, sul fatto che il romanzo storico può benissimo andare ad occuparsi del “mindset” – ma il fantastico lo fa meglio (devo difendere la categoria, capirai).
    Con “meglio” intendo dire che lo fa con maggiore efficacia, poiché non ha bisogno di ancorare alcunché e non ha bisogno di rigore storico – può operare, se mi passi l’espressione “più vicino al cliente”, usare una narrativa esclusivamente al fine di veicolare la propria analisi.
    Proprio perché non deve occuparsi d’altro – poiché l'”altro” è inventato al fine di servire i temi della storia – il fantastico è più efficiente.
    Poi ok, anche nell’ambito del fantastico esiste un 95% di ciarpame – come in tutto, ce lo ricorda la Legge di Sturgeon.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...