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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Vecchio Mondo Vigliacco

5 commenti

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Sì, era qualcosa di simile, in termini di estetica.

Rivanghiamo il passato.
Nel 1990 scrissi un romanzo di fantascienza.
Fu il mio primo lavoro lungo scritto al computer, dopo anni di macchina per scrivere.

Si intitolava Vecchio Mondo Vigliacco*, ed era sostanzialmente un poliziesco – una indagine su un omicidio in una società che oggi derfiniremmo postumana (ma era il 1990, ricordate) che ha trasceso il concetto di morte.
L’idea era di spedirlo al premio Urania – che era stato bandito per la prima volta nell’89.

Aveva parecchi antenati illustri, il mio Vecchio Mondo Vigliacco – tra i quali certamente Dancers at the End of Time di Michael Moorcock (ma ci sono anche suggestioni prese da Jerry Cornelius), Cynnabar di Edward Bryant e, inopinatamente, Zardoz, di John Boorman.
Sì, il film con Sean Connery col pannolone.

E c’è il Principio dell’Abbondanza di Colin Greenland, nelle descrizioni, nell’ambientazione.
Lo avevo appena scopertto, nel 1990, ed era certamente una delle cose che volevo mettere alla prova con quella storia.

Vecchio Mondo Vigliacco fu il romanzo che mise fine alla mia attività di narratore per circa cinque anni.
Una volta finito, infatti, lo feci circolare fra i miei lettori abituali – il mio giro di amici.
Attesi con una certa ansia la loro reazione.
E la reazione non venne.
Nel senso che tutti i miei dodici lettori (no, non è modestia, è proprio che avevo pochi lettori, all’epoca) mi dissero che era davvero bello.
Ma bello, eh?
E tuttavia, se pungolati per sapere cosa avessero trovato valido e cosa no, quali elementi li avessero colpiti in modo particolare, quali personaggi risultassero più interessanti, la reazione fu… bello.

silviasydneyshowerUna sola persona si abbandonò ad una osservazione – e mi domandò come mai nessuno dei miei personaggi si facesse una doccia nel corso del romanzo. Perché, beh, li descrivevo mentre mangiavano, mentre discutevano, mentre si spostavano da un luogo all’altro…
Descrivevo ogni loro azione.
Perché non una doccia?

E io pensavo al Principio dell’Abbondanza di Colin Greenland!

Non so – onestamente, non lo so – se mi stesse prendendo in giro, o se io avessi semplicemenete a che fare con una persona estremamente stupida.
Però quella mancanza di reazione, accoppiata ad altri problemi, mise momentaneamente fine alla mia voglia di scrivere.
NOn un caso di blocco, badate – proprio solo un caso di chissenefrega.
A che pro scrivere se nessuno ci legge?
O se chi ci legge potrebbe anche fare a meno di leggerci, e sarebbe lo stesso?

PENTAX ImageVecchio Mondo Vigliacco è riemerso da un hard disk dimenticato, la settimana passata.
Il file è veramente in condizioni pessime – elaborato con un software ormai estinto, trasferito da un floppy ad un hard disk, probabilmente (non ricordo) editato da una mia vecchia conoscenza che fece più danni che altro.

E sì, l’ho riletto.
Sono 35.000 parole.
Circa 200 pagine.
Un romanzo breve, in effetti.

È stato per certi versi come leggere una storia scritta da un altro – un altro che però conosco molto molto bene.
Vediamo…
Nel 1990 avevo inventato il wi-fi, i server-media diffusi, qualcosa di molto simile ai blog, e quegli schermi molto cool che usa Tom Cruise in Minority Report, per cui si scrive sull’aria.
C’è persino una vaga – ma non poi così vaga – vibrazione retrofuturista.
E c’è il transumanesimo.
Non male.
E sì, ok, ci sono anche il teletrasporto, i campi di forza e la medicina ricostruttiva basata su simbionti bioingegnerati.
Perché io valgo.

Ci sono delle cose molto strane.
C’è un personaggio che ha lo stesso nome di un personaggio de Il Re Leone – che però uscì nel 1994.
E c’è un personaggio che ha lo stesso nome di una mia ex – che però avrei conosciuto solo quindici anni dopo aver scritto la storia.

Ci ritrovo altro – i miei gusti musicali, certe mie fissazioni dell’epoca, certe suggestioni e influenze.
Anche, in sottofondo, il senso di isolamento intellettuale che provavo all’università, e che si riflette su un sacco di situazioni minute.
Uno dei capitoli si intitola Una Solitudine Sconosciuta**.
Mi prendevo troppo maledettamente sul serio.

Però è ancora una buona storia.
Cresce, e cresce bene.
Ha un sacco di buone idee, una bella coppia di protagonisti (io ho sempre lavorato su coppie di protagonisti), ha un paio di colpi di scena inaspettati.
È un buon lavoro.
Ha bisogno di una bella editata, certo.
Ci sono un paio di ingenuità… beh, ok, anche più di un paio.
Ci starebbero bene un paio di scene supplementari verso il mezzo.
Un paio di personaggi in più – e modificare un paio di quelli che già ci sono.
E il fatto di poter lavorare – questa volta – su un giallo sapendo fin dall’inizio chi sia il colpevole, aiuterebbe davvero un sacco.

Perciò sì, ci sto pensando.
Sarebbe, a tutti gli effetti, come collaborare con un altro autore, più giovane e un po’ meno tecnico.
Però in gamba.
Ed uno che non si opporrebbe a nessuna delle mie revisioni.
Si tratterebbe di asciugare il testo, migliorarlo strutturalmente.
Aggiornare un paio di idee.

E poi?
Ah, poi, potrei spedirlo al Premio Urania😉

———————————————————————–
* Sì, lo so – giochini infantili.
I miei lavori ne sono pieni, fatemi causa.

** E chi coglie la citazione fa 500 punti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Vecchio Mondo Vigliacco

  1. Pennette perse, hard disk ritrovati… Oltre al collaboratore giovane e remissivo da sfuttare per rubargli le idee e fargli da senior e da editor quasi quasi ti spedisco uno gnomo archivista a frugare per casa, vai a sapere cosa scova🙂
    Se lo mandi al premio urania riservati di autopubblicarlo se ti fanno troppe storie, che questo sembra interessante. E dopo il recupero sarebbe un peccato vederlo risparire su un cd o una pennetta, vagando da un supporto obsoleto all’altro.

  2. Io ho un dark fantasy scritto secoli fa, forse dovrei fare la stessa cosa… Ma il mio è un lavoro molto più immaturo del tuo, vale la pena riscriverlo da capo😛

    Interessante la cosa della doccia; mi ricorda un mio lettore che a ogni mio ebook, di qualunque genere, commenta “bello, ma dovevi far scopare il/la protagonista.”
    Fortuna che esistono questi pignoli😀

    Premio Urania?
    Poi mi togli l’amicizia anche tu, se vinci?😀

    • Io te la tolgo preventivamente, all’atto della spedizione del manoscritto – lo metto anche nella lettera d’accompagnamento “Ecco il mio romanzo per il Premio Urania, e per andare sul sicuro ho anche cancellato l’amicizia a [segue lista]”

  3. Siamo sicuri che sia solo una barzelletta, e non un modus operandi effettivamente in atto in alcuni contesti?😉

  4. Sembra roba tosta… Io lo leggerei volentieri!🙂
    E poi grazie a questo tuo post mi sono andato a cercare il principio dell’abbondanza di Greenland… Che ho trovato spiegato in un altro tuo vecchio post!😀 è bello imparare cose nuove…

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