strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Se scrivi devi avere un blog

16 commenti

Dicono che se scrivi, devi avere un blog.
Ed io non è che alle affermazioni categoriche ci creda esageratamente, ma credo che per chi scrive, gestire un blog possa essere una buona idea.

E se devo dirla tutta non credo che sia per gestire la propria immagine pubblica, o per tenere un contatto coi lettori, o per vendere più libri.
Io credo che gestire un blog, per chi scrive, sia un ottimo strumento per scrivere.
Per scrivere di più.
Per scrivere meglio.

3005591006_8b62706d43E sì, questo post è il prodotto di riflessioni sfuse stimolate da un post letto ieri qui nel Blocco C della blogsfera, e se la notte passata la mia connessione a internet non fosse stata ben decisa a minare la mia vita sociale, probabilmente non lo leggereste – perché sarebbe stato il tema di una piacevole conversazione privata.
Ma internet nell’Astigianistan è una cosa che capita agli altri, quindi, elaboriamo l’idea generale, facciamone uno spettacolo pubblico.
Facciamone un pork chop express.

Lo strumento indispensabile per scrivere meglio e di più è… aha, scrivere di più, e meglio.

keep-calm-bloggingGestire un blog è un impegno di scrittura.
La cadenza temporale ha poca importanza.
Conosco blog che pubblicano anche due o tre post al giorno, blog quotidiani, blog settimanali.
Seguo anche un interessante blog mensile – un post al mese, non di più.

A parte gli effetti di ordine pratico – tipo, ammaestrare i lettori – la cadenza regolare impone una pianificazione, ed impone, soprattutto, di inventarsi qualcosa di nuovo con una certa frequenza.
strategie evolutive è quotidiano – anche se a volte pesa – con post da 450-800 parole.
Karavansara ha quattro uscite fisse settimanali, più varie ed eventuali, con 250-450 parole a post.

Ragionando in termini molto spannometrici, questo significa circa 4500 parole alla settimana per questo blog, e 1000 per Karavansara.
Sono oltre 280.000 parole l’anno.
Due best-seller di quelli da spiaggia.

E qui si potrebbe dire, ah, quanto tempo e quanta creatività sottratti alla scrittura!

Ma non è così.
Perché l’impegno necessario a scrivere questo post non è sprecato – e non perché questo post sia particolarmente illuminante o intelligente, ma perché ho avuto un’idea (beh, ho riciclato un’idea), l’ho sviluppata, l’ho scritta e l’ho postata.
Tutte cose che devo saper fare a comando, se scrivere è ciò con cui voglio pagare le bollette.

E difficilmente si può battere l’esercizio che si accumula mettendo giù 5000 0 6000 parole alla settimana, tutte le settimane dell’anno.
E se invece di 5000 fossero 500, o 50.000, sarebbe lo stesso.
Scrivere aiuta a scrivere.
Non importa cosa si scrive, o quanto si scrive – importanti sono l’impegno e la regolarità.

Che poi, non importa ciò che si scrive… parliamone.
Chi scrive impara prima o poi – e scopre che è quasi impossibile spiegarlo ad altri senza farci la figura dell’allucinato – che la scrittura è un processo continuativo.
Chi scrive pensa alla scrittura, a ciò che sta scrivendo, anche quando non scrive – archivia buone idee, si annota facce o modi di parlare, di muoversi, scova colonne sonore ascoltando la radio, ruba idee da film o libri, allenta la pressione pensando ad altro, scrivendo altro.
Il tempo passato a non scrivere il nostro progetto principale – che sia un saggio, un romanzo, una storia breve o un’opera lirica poco importa – è sprecato solo se davvero nulla di ciò che facciamo in quel tempo può essere utile alla scrittura.
E anche il sonno senza sogni della persona esausta è utile alla scrittura – quindi, scrivere e sprecare tempo non possono coesistere:  se si è focalizzati sulla scrittura*, tutto – ma proprio tutto – ciò che facciamo è parte della scrittura… anche interrompere la stesura di una storia di demoni assiro-babilonesi per fare un post sui gatti, o sulla musica di Bach, o su come in fondo “clock without hands” possa essere una metafora utile, di quando in quando, nella vita.

Ma attenzione – essere focalizzati non significa essere ossessionati o monomaniacali.

Il tempo che stai impiegando a leggere queste righe non è tempo sottratto alla scrittura – se non nel suo aspetto più meccanico, di dita che battono sui tasti.
Ma quello è solo davvero un problema meccanico.
Come disse Ike Asimov quando gli chiesero cosa avrebbe fatto se avesse scoperto che gli restava poco da vivere, la risposta è “Type faster.”
Ma al di là della meccanica, il cervello ha bisogno di varietà.

Per questo, gestire un blog non farà forse vendere più ebook – ma aiuta a scriverne di migliori.

—————————————————————
* E se si vuol campare scrivendo, è bene che si sia focalizzati.

Enhanced by Zemanta

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Se scrivi devi avere un blog

  1. In effetti bloggare è un esercizio non indifferente di disciplina, oltre che di scrittura.
    Poi sì: inutile negare che è indispensabile anche ai fini promozionali. Purché non venga usato solo per quello.
    Ma gli argomenti di cui parlare non mancano mai, per chi ha molti interessi.

  2. Io probabilmente sono uno dei rari bloggers che non anche uno scrittore. Però concordo con l’ idea che bloggare sia un ottimo esercizio di disciplina e di scrittutan

  3. Io ho aperto il blog anche per quel motivo: avere una buona “scusa” per scrivere qualcosa tutti i giorni che non sia narrativa.

  4. Pur non avendo un blog, per miei motivi di gestione, concordo. E’ pur sempre una palestra, e l’allenamento costante è fondamentale per ottenere buoni risultati. Vale anche per la lettura, non soltanto di un libro, ma anche di un articolo di giornale, o di un post su un blog, appunto🙂

  5. Concordo pienamente con questo post: il blogging è una valida (se fatta con cura e passione) palestra quotidiana, settimanale… per scrittori o come nel mio caso scribacchini! L’esercizio mentale che si compie trasformando un’idea in post è utile quanto la stesura di un canovaccio in vista di un romanzo! Scrivere, scrivere, scrivere…

  6. L’ha ribloggato su N I G R I C A N T Ee ha commentato:
    Un post interessante che, ovviamente, mi trova d’accordo!

  7. Pingback: Se scrivi devi avere un blog | N I G R I C A N T E | HyperHouse

  8. Parole sante. L’ho condiviso ovunque.

  9. Concordo. Mantenere vivo un blog, tenere alta l’attenzione dei lettori, stimolarsi nel trovare argomenti accattivanti, studiare le reazioni, condividere: tutto mantiene viva la mente e produce altra scrittura.
    Buona serata
    Chiara

  10. Ah… sono la prima ad apprezzare il genere di disciplina che un blog richiede e permette di coltivare – l’apprezzo da cinque anni e mezzo.

    Però.

    Però che succede quando i tempi del blog interferiscono con quelli, per dir così, dell’altra scrittura? Perché un blog decente richiede una discreta quantità di lavoro, don’t you think? Lavoro e tempo…

    • Non lo so, perché su queste cose dipende molto dall’approccio personale alla scrittura – io credo che il tempo lo si trovi, e che interferenze non ce ne siano… ma ovviamente vale per me.
      Io ho diverse priorità per diversi momenti, per dire – per cui nelle ore che so essere più produttive (di notte, ad esempio) concentro ciò che in quel dato momento è più importante… se non si tratta del blog (probabile), allora il blog lo gestisco in un diverso ritaglio.
      E poi sono due scritture diverse – per me.
      Ciò che scrivo per il blog richiede una diversa impostazione, rispetto a un articolo o un racconto per la pubblicazione.
      Credo si tratti di trovare il modo di cambiare ritmo, cambiare marcia.
      A quel punto, diventa utilissimo, scrivere qualcosa di diverso.

      E poi discutiamo di cosa sia un blog “decente”😉

  11. Pingback: Tre tipi di strategie promozionali | Plutonia Experiment

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