strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Frustrazione creativa e il tempo come viaggio

3 commenti

Ho scritto tre post, ieri dopo cena, e li ho cestinati tutti senza pietà.

È nuovamente quel periodo orribile – che capita a più riprese nel corso dell’anno, tutti gli anni – in cui ho un sacco di cose da scrivere, mi stramaledico per la mia lentezza nel mettere le parole sulla pagina, per le ore buttate in attività quali dormire o mangiare, e questo avere delle storie e dei lavori lì che non si chiudono mi rende scontroso, odioso e vagamente inumano.

Resta fortunatamente un barlume di coscienza – altrimenti voi stareste leggendo uno di quei tre post, ed io mi ritroverei ad avere a che fare con alcuni idioti molto molto irritati.

invasion-of-the-body-snatchers_592x299Il fatto è che di bersagli sui quali scaricare la frustrazione, oh, ce ne sono a dozzine.
Ma cedere alla tentazione è sostanzialmente inutile, se non controproducente.
Di solito chi ci tratta male attende solo una nostra reazione per puntare il dito e strillare che, ecco, aveva ragione a trattarci male, bestie inumane che siamo.
A che pro dar loro soddisfazione?

Frattanto, altre scadenze incombono – ma di quelle parleremo con calma.
Le storie languono sul mio hard disk.
Idem le traduzioni in corso.
E poi ho una pila alta così di libri da leggere.
Frustrante.

Bhutto- Fatima c Amean J_d46b24Fra le esperienze altamente positive di questi giorni – quelle che riconciliano con l’esistenza e ci fanno scordare le frustrazioni – c’è stata la traduzione di una bella intervista all’autrice pakistana Fatima Bhutto – che ha detto qualcosa, in una delle sue risposte, che mi pare il caso di ricopiare qui sotto…

[…] in oriente l’inazione è un movimento vitale quanto l’azione. L’oriente vede il tempo più come un viaggio, completamente separato da un ordine. C’è il caos nel viaggio – è una grande parte del viaggio, in effetti.

L’intervista completa potete leggerla qui – vi consiglio di leggere anche il libro di cui si parla.
Ci sono persone interessanti là fuori – persone per le quali vale la pena continuare a scrivere.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Frustrazione creativa e il tempo come viaggio

  1. Hai la mia solidarietà incondizionata e se a tutto quello che hai scritto sopra, ci aggiungi una questione con l’editore e un romanzo da finire entro due settimane, potrai comprendere anche il perché!

  2. Concordo sul fatto che cedere alla tentazione di offendere chi ci tratta male e solo dar corda e ragione a chi ragione ed attenzione non ne merita alcuna; anzi, meglio un bel silenzio indifferente…uh, quello che si che fa stare bene. L’altro si rode ancora di più e di solito vomita altra cattiveria. E restare seduti sereni a vedere/leggere tutta quella bile inutile, è un vero godimento. Sì, mai cedere alla tentazione.
    Bella pagina, ciao🙂
    Chiara

  3. “Di solito chi ci tratta male attende solo una nostra reazione per puntare il dito e strillare che, ecco, aveva ragione a trattarci male”
    La pratica è viscida ma purtroppo molto utilizzata in certi ambienti, l’ importante è fregarsene ed andare avanti coerentemente per la propria strada.
    Per la cronaca: ti capisco al 100%. 😉

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