strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La patacca

8 commenti

Non ci si può distrarre un attimo, vero?
Io mi prendo tre giorni liberi, e il caos erutta.
Ora capisco perché Batman non va mai in vacanza.
Ma io scherzavo, quando dicevo che ho una doppia vita, come Bruce Wayne ma spiantato.
No stinking badges, The Monkees 1967[17]

Comunque – l’avete saputo della patacca, vero?
No?
Ok, è una storia che fa più o meno così – esiste una associazione.
Voi vi associate.
Poi spedite loro il vostro ebook autoprodotto.
Se secondo loro il vostro ebook fa schifo, loro vi spiegano perché.
Se secondo loro il vostro ebook non fa schifo, loro vi appiccicano una patacca sulla copertina, che certifica la qualità del vostro ebook.

Siamo di nuovo al problema della certificazione, e del gatekeeping.
Ne abbiamo parlato pochi giorni addietro.
Buttate un occhio a quel post, se vi serve una rinfrescata, poi andiamo avanti, questo è un pork chop express.

Ora, possiamo guardare alla cosa dal punto di vista del lettore, o dal punto di vista dell’autore.

Per il lettore, la domanda è come sempre la solita – che garanzie ci sono?
Perché la patacca, sulla copertina dell’autoprodotto, per il lettore, sposta solo la questione della fiducia, dall’autore dell’ebook, al certificatore dell’ebook.

L’associazione culturale che mi patacca il libro svolge la funzione certificatrice che in passato poteva essere svolta da un editore – ma la fiducia nell’editore è spesso stata tradita, alzi la mano chi non ha mai acquistato un libro di un editore tradizionale mal tradotto, zeppo di refusi o male impaginato – o al limite dalla giuria di un premio – ma anche qui, ammettiamolo, i premi come certificazione di qualità si sono dimostrati molto poco affidabili – o dalla fascetta con la raccomandazione di Stephen King – e lo sappiamo tutti, vero, cosa valgono le raccomandazioni di Stephen King?

Blazing Saddles, No Stinking Badges scene[19]E cosa certifica la patacca?
L’editing?
La grammatica e la sintassi?
La formattazione del file?
O la qualità intrinseca della storia?
Sulla base di cosa, vengo certificato?

E per l’autore?
L’unico interesse dell’autore, ovviamente, è vendere più copie, raggiungere più lettori.
Insomma, alla fine, per l’autore tutto si riduce a un interessante esperimento di marketing.
Quante copie in più mi farà vendere la patacca?

Beh, non lo sa – ma so quante copie in più dovrò vendere per forza perché la patacca abbia un senso.
Se vendo i miei ebook su Amazon.it, con un prezzo di un euro e un contratto di royalties al 35%, la patacca deve farmi vendere 86 copie in più di quante venderei normalmente, per ammortizzare la quota associativa annuale.
Dalla copia numero 88, comincia il mio guadagno extra.
Mi vengono garantite, diciamo, queste 100 copie in più?
Naturalmente no – nessuno può garantirvi 10, 100 o 1000 copie in più a secco, senza prima aver visto la vostra merce.

Esistono modi migliori per investire trenta euro al fine di promuovere i propri ebook autoprodotti?
Io credo di sì – ma vedete, è la mia opinione, e non ve la posso certificare.

Esistono modi migliori per essere certificati?
Anche qui, credo di sì… ci sono le recensioni, dei lettori e dei siti istituzionali, c’è il passaparola fra lettori.

d393f0d78717640a569bf4d7fb93e73bFinora, l’autore autoprodotto ha dovuto stimolare questa forma di diffusione dal basso.
Ha dovuto guadagnarsi la fiducia del pubblico – lavorando duro, ponendosi uno standard qualitativo.
Interagendo coi lettori.
Affidarsi a un certificatore significa delegare al certificatore la fiducia: non fidatevi di me, fidatevi di loro.
Avere una patacca sulla copertina non rende il lavoro più facile all’autore autoprodotto – dovrà sempre fare i salti mortali per portare il proprio ebook all’attenzione del pubblico.
Ma è un passo indietro nel rapporto coi lettori.

ADDENDUM: mi si fa notare che il mio post può essere letto come un attacco ad ogni forma di gatekeeping.
Non è così, e quindi mi pare il caso di chiarire.
Io sono ben felice quando i gatekeeper ci sono, e fanno il proprio lavoro con efficienza e onestà – un editore che si impegna a portare il libro giusto fra le mani dei lettori che più lo potranno apprezzare ha tutto il mio rispetto. Un editore che sforna romanzi-fotrocopia per un pubblico normalizzato non sta operando come gatekeeper, e sarebeb un errore attribuirgli tale titolo.
Il gatekeeping non è un racket – è un servizio.
Non lo si fa per guadagnarci.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “La patacca

  1. Interessante… Non l’avevo mai vista in quest’ottica. In particolare la riflessione nell’ultima frase è illuminante.
    A proposito dell’inizio… La pausa è sacrosanta, è solo che tu ci hai aggiunto un laconico e terribile commento in cui annunciavi una mezza intenzione di chiudere il blog!😀
    Scherzi a parte, è un piacere tornare a leggerti.

  2. Ennesima espressione della passione tutta italiana per timbri, firme, scartoffie, certificazioni e altri simili espedienti per scaricare lontano la responsabilità personale?

  3. Quindi sta patacca sarebbe come la recensione più corta della storia, solo fatta a pagamento. Bah. Se devo pagare per avere una recensione, meglio farlo di nascosto e avere almeno venti righe, no?

    • Della questione delle recensioni a pagamento, ne parliamo la settimana prossima.
      Ma in linea di massima, una recensione a pagamento – non necessariamente fatta di nascosto – credo sarebbe meglio.

  4. Non sono per nulla stupito. Un sacco di gente qua nei dintorni lamenta la mancanza di patacche sugli ebook autoprodotti. E non è che sia inutile. Per quanto riguarda i tuoi ebook, si tratta di questo blog. Per quelli del Girola, vale lo stesso. Gli “amici” uno li scopre grazie a recensioni e condivisioni, difficilmente andando allo sbaraglio. Solo una cosa non ho capito: è un servizio a pagamento di Amazon o esterno? (Sono proprio fuori dal giro, non ho proprio idea della notizia da cui parte la discussione.)

  5. Solo una domanda: ma sono quelli fissati con la “Narrativa” (si, con la “N” maiuscola) e che “pubblicano opere e non persone”? (praticamente quegli stessi già reduci da un passato e non si sa quanto fortunato roccolo per sprovveduti?)

    • È una domanda alla quale onestamente non so rispondere.
      Io mi sono limitato a leggere un paio di faq e di regolamenti, e a trasecolare.
      Non conosco queste persone, che saranno certamente degnissime – conosco la loro inizitiva, che mi genera, come si sarà capito, alcune perplessità.

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