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Meno globale del previsto

3 commenti

La settimana passata ho fatto un esperimento.
Per una settimana, ho ribassato i miei ebook della serie di Aculeo & Amunet da un dollaro e cinquanta a un dollaro.
Ovvero da circa un euro e quindici centesimi tasse incluse, a ottantasei centesimi.

Gli effetti sono stati particolarmente interessanti.
Se infatti sul mercato italiano le vendite sono state sufficienti a mandare entrambi i titoli nella Top 20 di Amazon.it nella categoria Fantasy – e Lair ha anche raggiunto il famigerato secondo posto nella categoria Azione e Avventura – su ogni altro mercato, d’altra parte, le vendite si sono completamente azzerate.
Per sette giorni.
E per i giorni che verranno – staremo a vedere.

Curiosamente, l’ebook che era stato definito “conveniente per il suo prezzo” a 1.50 dollari, è diventato “sospetto” nel momento in cui è stato ribassato del 33%.

Se è davvero valido, è la domanda che mi ha rivolto un contatto negli Stati Uniti che vende in un’ora gli ebook che io vendo in un mese, perché svenderlo?
Un dollaro e mezzo per quaranta-cinquanta pagine di buona narrativa non sono inaudite, ci stanno.
Soprattutto, perché ribassare?

Naturalmente, parliamo dello stesso mercato nel quale un recensore riceve una copia omaggio di Lair of the White Ape, e nel ringraziarmi si dispiace del fatto che regalandogli una copia io abbia perduto una vendita.

Qui le cose sono naturalmente diverse – e se fino a sei mesi fa i lettori storcevano il naso a un ebook autoprodotto venduto a 3 euro, ora 99 centesimi è considerata l’unica cifra accettabile.
Ma sarebbe meglio gratis.
Argomento, genere, tema, qualità, non hanno nessuna importanza – per lo meno in prima battuta.
Quanto ai recensori, si risentono se gli viene mandata una copia gratis (che percepiscono come un tentativo di corruzione) e comunque, se date un’occhiata in giro, non recensiscono gli autoprodotti – stando a ciò che mi dice un contatto presso un noto sito che tratta narrativa di genere, gli ebook indipendenti vengono abitualmente equiparati a prodotti di vanity press (una posizione a mio parere assolutamente asinina), e molti sospettano addirittura un accordo generalizzato per passare sotto silenzio le attività degli autori “non allineati”.
Paranoia, naturalmente, ma giustificata almeno in parte dai dati alla mano.

Ma non è dell’ipotesi che i maggiori portali e webzine che si occupano di libri e di genere stiano evitando di parlare di alcuni autori ed alcuni titoli.

La cosa molto più interessante, io credo, è che appare evidente, a questo punto, che se il mercato è globale, la percezione del valore dello stesso oggetto è radicalmente differente – al punto che un prezzo eccessivo qui è considerato un prezzo troppo basso altrove… e danneggia le vendite su entrambi ii fronti, per motivi opposti.
Paradossale, non trovate?
Ma spiega, forse, per quale motivo il sistema di Amazon permetta di assegnare prezzi differenti su diversi mercati, o di escludere volendolo interi mercati.

A questo punto, sarebbe bello capire cosa vada a comporre il filtro di valutazione dei lettori.
È facile imputare le scelte dei lettori italiani alla leggenda – ampiamente divulgata negli ultimi mesi, ed ormai accettata come verità – secondo la quale qualunque testo autoprodotto sia di una qualità a tal punto infima che pagarlo più di 99 centesimi è follia.
È facile, ma credo che non sia completamente corretto.
È certamente uno dei criteri di valutazione, ma probabilmente non il principale.
È molto più forte, io credo, il desiderio di avere gratis i libri – tutti i libri, ma in particolare quelli scritti da “persone qualunque”.
L’idea di uno come noi, ne più ne meno, possa scrivere, e desiderare un onesto compenso per il proprio lavoro di scrittura, ci urta – onesto compenso? Non scherziamo, chi si crede di essere?

Farmi pagare il tuo ebook autoprodotto è come se mi facessi pagare il biglietto per vedere le tue diapo delle vacanze.

Non è un lavoro, giusto?
Se fosse un lavoro, qualcuno vi pagherebbe per farlo.
Poiché nessuno vi paga per farlo, loro non vi pagheranno per farlo.
Come possiamo aspettarci che il nostro lavoro venga rispettato, quando noi stessi non siamo rispettati quando svolgiamo quel lavoro, e la sua stessa natura di lavoro viene negata?

È solo un’idea.
Di sicuro, la strada verso un uso consapevole degli ebook, da parte del pubblico, è lunga e difficile.

———————————————————————–
* Lietissimo di venire smentito – ma non credo succederà.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Meno globale del previsto

  1. Pingback: Vanità di vanità | Il Sociopatico

  2. Se voglio libri gratis? Certo che si!

    Ad essere sinceri preferirei avere il tempo di leggerli (la Montagna dei libri non letti stà diventando troppo alta), ma non si può avere tutto.

    Quanto all’effetto da te descritto è ben noto. Quante volte vedendo un apparecchio elettronico ultraeconomico avrai pensato “se costa così poco deve per forza di cose essere una fregatura!”. Noi associamo il costo di un oggetto alla sua qualità (o almeno fino ad un certo punto).

    Questo spiega il lettore americano. Quello italiano, invece, non è convinto dal mezzo scelto. L’E-book è ancora il cugino stretto del racconto pubblicato gratuitamente su blog e siti vari, la cui qualità è sovente… come dire… incostante? La pubblicazione su carta è ancora vista, a torto o ragione, come sinonimo di qualità (certo dipende chi ti pubblica!).

    Prima o poi cambierà

  3. Il guadagno del blogger – pubblicità, ebook, omicidi su commissione – è per l’internauta italiano a dir poco indecente- Viola il sacro principio dell’utilità di internet: dare all’internauta ciò che vuole e darglielo gratis. E se non è esattamente quello che vuole, allora sarà qualcosa che gli somiglia. E se no, anche qualcosa di completamente diverso, l’importante è che sia gratis.

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