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L’autore o il libro?

17 commenti

English: Harlan Ellison at the Harlan Ellison ...

Questo è un post estemporaneo che parte da una curiosa coincidenza – ieri ho sentito due opinioni opposte ventilate dalla mia amica Lucia (che sta nel braccio femminile del Blocco C della Blogsfera) e da Harlan Ellison (che non sta in rete, perché lui è Harlan Ellison).
E qui capirete che c’è una questione di lealtà in gioco – perché Ellison è un colosso, ma Lucia è un’amica mia.

La questione si può ridurre a una domanda – se non rispetto l’autore, posso apprezzare il suo lavoro?

Un paio di classici – se ne è anche discusso parecchio in rete – sono ad esempio Dan Simmons, ottimo narratore che si è lasciato scappare un racconto decisamente discutibile un paio d’anni addietro – o più recentemente Orson Scott Card, le dichiarazioni del quale hanno urtato una grande quantità di lettori.
E se poi uno va a spulciare, di grandi scrittori che hanno detto sciocchezze inammissibili ce ne sono stati tanti.

Ma, ok, ammettiamolo, sono persone esecrabili.
O per lo meno, sottoscrivono idee che ci fanno ribrezzo.
È giusto a questo punto cassare i loro libri?

“Io l’autore X non lo leggo perché è una persona che mi disgusta.”

Ma, e il libro?

Ora, la mia amica Lucia ha ammesso di aver cancellato dalla propria lista autori che le piacevano come scrittori, ma che ha scoperto essere inqualificabili come esseri umani.
Harlan Ellison sostiene invece che deve essere il libro, ad essere valutato, sempre e soltanto il libro.
Se è di libri che stiamo parlando.
Ed è una posizione scomoda, ma che in fondo ha un suo senso.

Marilyn Manson

Dopotutto, ammettiamolo, se buttiamo un occhio agli autori del passato…
Ma lì c’è il filtro della prospettiva storica, si dirà – ok, Christopher Marlowe diceva che chi non fuma e non va a ragazzini si perde il meglio della vita, ma nel sedicesimo secolo era un po’ una posizione estrema da artista maledetto e controcorrente, una cosa alla Marylin Manson.
Con la differenza che Marylin Manson per le sue affermazioni estreme non ha mai rischiato l’impiccagione*, Christopher Marlowe sì.
Però ok, ammettiamo che certe cose a noi causano un certo disagio (per così dire) ma magari all’epoca avevano un significato diverso.
Possedere schiavi, compiere atti indegni, sottoscrivere ideologie odiose al limite del criminale…

Ma nel caso di autori contemporanei – quegli autori che palesemente si dimostrano esseri umani molto molto criticabili?

Per me, in tutta franchezza, la situazione è sospesa.
Mi sento di allinearmi con Ellison in qualità di autore – per quanto io mi sforzi di essere la persona migliore di questo mondo, vorrei che le mie storie venissero valutate per quel che valgono, non per il fatto che io sia o meno all’altezza.
La storia, come si suol dire, deve reggersi sulle sue gambe.

Però però… Lucia è una mia amica.
E in certi casi, sì, in effetti, il fatto che l’autore si sia dimostrato uno spreco d’ossigeno può incidere sulle mie future scelte di lettura.

E poi c’è l’altra faccenda… quei casi in cui ci sono autori che a livello umano ci sono simpaticissimi, ma che oggettivamente scrivono porcherie.

È tutto maledettamente complicato, non trovate?

——————————————————–
* Non fatemi parlare… diciamo che Christopher Marlowe mi è molto più simpatico, ok?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “L’autore o il libro?

  1. Io ho sempre pensato che i personaggi pubblici, quelli che possono influenzare chi li segue, dovrebbero evitare di esporre troppo le proprie idee personali, dalle politiche a quelle diciamo più commerciali, vizi compresi.
    Faccio un esempio cercando di non andare troppo fuori tema. C’è un conduttore radiofonico di cui non farò il nome, anche se non credo frequenti il giro dei blog, che è spudoratamente schierato verso una fazione politica. Ora, non perde occasione sulla sua pagina FB, ma anche in radio, per rilasciare pareri faziosi e condividere articoli di parte.
    La stazione per cui lavora è una big, anche se regionale, ma è seguita da buona parte degli abitanti e questa persona ha un seguito importante. Trovo che sia poco onorevole influenzare i propri ascoltatori in quel modo.

    Questo vale anche per gli altri campi, perché se da un lato ci sono persone come Lucia che chiudono tutti i rapporti con l’autore, i fan potrebbero invece decidere di dare retta al loro beniamino.

    Scusa il commento chilometrico.

  2. Anch’io sto a metà.
    Mi riesce difficile leggere libri di autori che umanamente non stimo, eppure so che dovrei valutare le loro storie, non ciò che pensano.
    Aggiungo un’aggravante, per così dire. Se l’autore lo conosco personalmente, trovandolo odioso, non riesco più a comprare qualcosa di suo. Anche se è bravo.
    Però sono processi inevitabili, visto che oramai gli scrittori devono essere dei comunicatori, e quindi esporsi.

  3. Beh, si, è tutto maledettamente complicato… Soprattutto la parte degli autori simpatici che scrivono porcherie.
    Però… Riguardo agli scrittori contemporanei dalle idee discutibili… Beh, io propendo per il cancellarli dalla lista. Del resto, come diceva il compianto Troisi, “loro sono tanti a scrivere, io uno solo a leggere”: se cancello dalla lista un paio di autori, la lista rimane comunque zeppa di nomi, e di storie. Tra l’altro, visto che alla fine della fiera ciascuno “scrive ciò che conosce”‘ c’è anche una elevata possibilità, per dire, che il protagonista scritto da un fascista mi sia antipatico.

  4. Ciao. Ok, ma adesso vorrei sapere di Simmons, che a me piace parecchio.. A quale racconto ti riferisci? Non ho trovato nulla di controverso su wikipedia.

  5. Lo stesso Lovecraft non è che fosse una personcina così a modo…

  6. Circa il 90% degli artisti di cui apprezzo l’opera (siano pittori, musicisti, scrittori, etc.) probabilmente mi farebbero schifo come persone, ma non me ne può fregare di meno. A me interessa solo l’opera, non l’uomo. E bisognerebbe distinguere le due cose.

  7. Innanzitutto, grazie per questo post🙂
    Io ho sempre cercato di fare dei distinguo tra le idee di un autore (quelle di Simmons sono quantomeno discutibili) e la sua opera.
    Ma nel momento in cui i comportamenti di questo autore sono esecrabili e umanamente disgustosi, mi sento molto a disagio.
    Leggere un autore di idee anche opposte alle proprie, se non le usa per fare propaganda tramite i suoi libri, a volte può anche arricchirmi.
    Uno può pensarla come preferisce. Poi è come ti comporti che alla fine ti definisce.
    Prendiamo il caso, anche se si tratta di cinema, di Woody Allen. Ecco, io lì davvero non sono sicura che riuscirei ad andare al cinema a vedere un suo film con tranquillità.
    Ed è un autore che io adoro. E le cui idee sono state spesso vicine alle mie.
    scusa per il pippone chilometrico

  8. Io sono con Harlan, e cerco di sapere il meno possibile degli autori che mi piacciono per non essere influenzato. Praticamente, il 90% dei miei beniamini aveva sempre idee o comportamenti oggi inaccettabili. Quando poi le idee inaccettabili influenzano la narrativa (esempio: Frank Miller), me ne accorgo dalla narrativa stessa e smetto di seguire l’autore, o come minimo guardo con sospetto quello che fa.

  9. “Leggere un autore di idee anche opposte alle proprie, se non le usa per fare propaganda tramite i suoi libri, a volte può anche arricchirmi.”

    Ecco, Lucia ha espresso un punto chiave.
    E’ la propaganda che è desecrabile ed è lì che un libro fallisce. Un libro deve raccontare storie, non fare propaganda. Ma allora lì fallisce quali siano le idee dell’autore, affini o meno a quelle del lettore.

  10. Le dichiarazioni pubbliche di scrittori o musicisti sono, quando va bene, banali ma nella maggior parte dei casi indegne, per questo motivo evito di seguire gli autori al di fuori del loro contesto artistico.

    Poi capita sempre di scoprire direttamente o indirettamente quanto alcuni di questi possano essere stronzi e allora… ha ragione Lucia

  11. Credo che conti il libro, lo scrittore per come la vedo io dovrebbe sempre starsene in disparte. Quando l’autore diviene piu famigerato del libro significa che l’opera non conta niente.

  12. Personalmente non cerco quasi mai notizie sull’autore se non la bibliografia completa (per vedere se ha scritto qualcos’altro che può interessarmi) e qualche dato giusto per inquadrare il periodo in cui ha scritto il libro che ho intenzione di leggere
    Per dirne una fino ad oggi non avrei mai immaginato che Orson Scott Card avesse idee così estreme (dopo aver letto i vari libri su Ender me lo immaginavo molto più aperto)

    PS: una curiosità… cos’è il blocco C della blogosfera? ho notato questa espressione in diversi blog ma non trovo niente a riguardo

  13. Io credo che una morale sana giovi alle capacità artistiche. Può andarti ci fortuna una volta, come è successo a Simmons che ha scritto Hyperion prima di rivelarsi per quello che era. ma non puoi coglionare tutti per sempre. Alla lunga, la differenza umana tra un Monet e un Picasso emerge. Una morale pulita rende, semplicemente, più intelligenti.

  14. Io leggo i libri di tutti quelli che scrivono cose che m’interessano, il problema è che se pensano merda di solito me ne accorgo direttamente dal libro e non dalle dichiarazioni dell’autore. Ad esempio ho letto Ender’s Game senza sapere nulla delle idee di Card, ma il sottofondo ideologico praticamente urlava nella trama.

  15. Io sono dell’idea che si deve sempre giudicare l’opera senza badare alle idee dell’autore perché anche un essere umano che ci fa orrore può produrre una grande opera e sarebbe un peccato buttare a mare questa per le nefandezze di quello.

    Per dire, D’Annunzio umanamente mi sta sulle balle a livelli indicibili eppure La pioggia nel pineto è una delle cose più belle mai scritte nella lingua italiana.

    Detto questo spesso non c’è neanche bisogno di sapere che un autore è umanamente esecrabile per tenersene lontani. Come fa ben notare AstridMagnussen spesso è inevitabile che i difetti di un autore traspaiano nelle sue opere. Per dire, Foscolo scriveva benissimo ma non riesco a leggere una sua opera che sia una tanto ributtano del suo insopportabile ego.

  16. In realà forse , se ci si riflette bene, non vi è tutta questa contraddizione tra le posizioni della tua amica e Ellison. O più precisamente sono giudizi che hanno per oggetto due entita molto diverse. Infatti – se ho capito bene – Lucia quando decide di non leggere più un autore non sta giudicando il libro o l’opera o l’artista, ma sta giudicando l’essere umano. Non sta dicendo che il libro scritto – che sò – da Dan Simmons fà schifo perche è reazionario e di destra, o che il film di Woody Allen sono brutti perchè si è messo con una sua figlia adottiva. Sta dicendo che li giudica cosi negativamente come esseri umani da non voler più avere niente a che fare con loro (giudizio molto severo se ci pensate bene)

    Quindi penso possa essere legittimo non voler leggere più l’opera di uno scrittore perchè magari lo disprezziamo come persona (certo, esprimere giudizi cosi severi su persone di cui in realta conosciamo molto poco per alcuni potrebbe essere molto azzardato, ma questo è un altro discorso), penso però che come dice Ellison se ci accingiamo a leggere un libro, allora questo vada giudicato solo in base al suo valore letterario.

    Spero di non aver detto sciocchezze🙂

  17. Un po’ in ritardo, ma aggiungo i miei “two cents” facendo (se posso) un esempio concreto.

    Ho ed apprezzato un notevole autopubblicato (peraltro candidato ad un prestigioso riconoscimento qualche anno orsono): ebbene, posso dire di aver apprezzato moltissimo l’opera, nonostante l’autore (o meglio, l’avatara/personaggio di internet che l’autore si è creato) non sia esattamente in vetta alla mia personale top ten della simpatia, e nonostante io non condivida (né apprezzi) in alcun modo i suoi interventi e quella parte del suo pensiero da lui diffusa nell’internet.

    Allo stesso modo, sono un lettore avido e onnivoro di Lovecraft, che apprezzo enormemente, pur non condividendo minimamente la sua visione del mondo e le sue idee (sulla razza in particolare).

    Quindi si, per me decisamente è l’OPERA e non l’autore.

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