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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fantasy senza fantasia, il Ritorno

28 commenti

Era il 20 marzo 2007, quando in un post agli albori di questo blog mi lamentavo di come un curatore di una nascente collana di fantasy, avesse indicato agli aspiranti autori una lista di titoli di riferimento che si limitava a (in questo ordine)

Eragon
Il Signore degli Anelli
Le Cronache di Narnia
Harry Potter
eccetera

Premesso che ho sempre considerato eccetera un titolo sopravvalutato, lo sconforto che provai sette anni or sono è il medesimo che provo oggi nel leggere le sinossi dei romanzi fantasy che il signor Amazon non manca di segnalarmi quotidianamente.

Storie prive di immaginazione, scritte da persone prive di immaginazione, per un pubblico privo di immaginazione.

Sempre in quel post di sette anni fa, proposi una lista di titoli che io avrei considerato indispensabili nel curriculum minimo di un autore di letteratura fantastica…

Cover of "Little, Big (Fantasy Masterwork...

Cover of Little, Big (Fantasy Masterworks)

Per la collana dei miei sogni, chiederei ai miei aspiranti autori di avere dimestichezza con (non in un ordine particolare)

John Crowley – Little, Big
Gene Wolfe – Il Ciclo del Nuovo Sole
Geoffrey Barlough – Strange Cargo (o qualsiasi storia del Talbotshire)
Shery S. Tepper – Beauty
Cordwainer Smith – il ciclo della Strumentalità
Fritz Leiber – qualsiasi cosa
Michael Moorcock – Madre Londra e Gloriana
Charles DeLint – Dreams Underfoot
Fletcher Pratt – Il Pozzo dell’Unicorno
Terry Pratchett – la trilogia della Morte (Mort, Soul Music, Reaper Man)

Si danno per acquisiti i lavori di Howard, Lovecraft, C.A. Smith e J.R.R. Tolkien, le Mille e una Notte e per lo meno l’Odissea.

Cover of "Rats and Gargoyles (Science Fic...

Cover via Amazon

A questa lista, aggiungerei oggi, con la prospettiva degli anni

Glen Cook – The First Chronicle of the Black Company
Tanith LeeThe Secret Books of Paradys
Mary GentleRats and Gargoyles
Leigh Brackett – The Sword of Rhiannon
Roger Zelazny – il primo ciclo di Amber
Steven Brust – i romanzi di Vlad Taltos
Ellen Kushner – The Privilege of the Sword

Ora, di alcuni dei libri indicati qui sopra ho già parlato o sto parlando…
Degli altri, credo, parlerò prossimamente… estesamente per alcuni, meno estesamente per altri.
Come servizio alla comunità – che vedo sempre più fermamente avviata verso una miscela di sciocchezza, quieta routine e morte cerebrale.

Tanto non servirà a nulla.
Gli idioti continueranno a non leggere nulla, a biascicare di “mitologia norrena” e a scrivere storie di giovani disadattati predestinati a sconfiggere l’Oscuro Signore di turno.
Ci metteranno gli elfi e i nani oppure, poiché odiano gli elfi e i nani e vogliono far vedere che sono “adulti”, ci metteranno una bella scena di stupro in apertura.
Scriveranno una premessa in cui inviteranno i lettori a non leggere il libro perché “troppo sconvolgente”.
E poi scriveranno la solita, fottutissima storiella adolescenziale.

No, non servirà a nulla.
Ma il fatto che sia una battaglia persa non significa che non sia una battaglia che vale la pena combattere, giusto?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

28 thoughts on “Fantasy senza fantasia, il Ritorno

  1. Ho visto anche un caso in cui, per provare a essere originali e a movimentare la trama banale e ricca di cliché, hanno inserito il turpiloquio. Una parolaccia qui e un insulto là dovrebbero essere sufficienti per dare originalità a una storia.

    Come no…

  2. Siamo ben oltre il non ritorno.
    Credevo che il fantasy avesse toccato il fondo quando una masnada di ex giocatori di ruolo iniziò a scrivere romanzi adattati dai loro moduli d’avventura.
    Ora siamo a una fase molto, molto peggiore. Roba che coi GDR almeno si aveva un’infarinatura più ampia sulle sfaccettature del fantasy, ora un cazzo… tutte robe identiche e squallide.

  3. Che bella lista e che begli autori!
    E anche se sono stanca e annoiata dalla magia credo proprio che ai titoli di questa lista che non ho ancora letto darò un’ampia possibilità.
    Ce ne sono alcuni che già erano in lista ma che sono sempre sorpassati da altre cose.
    Però i libri che ho letto grazie alle tue segnalazioni mi sono sempre piaciuti molto, chissà che io non ritorni ad amare il Fantasy come un tempo.
    Tu non smettere mai di segnalare roba bella anche se è una battaglia persa… potrebbe essere solo semi-persa!🙂

  4. Perle a porci!
    Io ho poca considerazione del lettore “medio” italiano, per cui credo che gli editori stampino opere mediocri perché è proprio quello che vuole il pubblico. Mancano le basi culturali e l’apertura mentale per apprezzare i romanzi che citi tu. Non a caso ci sono siti e blog dove compaiono giudizi ridicoli del tipo: il ciclo del nuovo sole? voto 4,5 su 10 perché la trama è sfilacciata; il grande Tempo? pessimo, è inconcludente…

  5. Mi permetto di aggiungere “La foresta dei Mitago”, di Roberto Holdstock, alla tua lista.
    E’ il libro che mi ha fatto entrare nel mondo del fantasy, e trovo che sia sempre notevole.

  6. Bella lista, vedrò di procurarmi gli ebook se li trovo (ormai per i libri fisici non ho spazio, e anche poco tempo per leggere😦 )

    Continua questa lotta che siamo tutti con te!

    Di Pratchett, se mi permetti, suggerirei, oltre alla trilogia della Morte, anche Il Prodigioso Maurice e i suoi Geniali Roditori, titolo che viene considerato inopinatamente il primo libro di Sir Terry per bambini ma che considero una delle opere più belle ed efficaci nello spiegare il senso del mito, della religione e della coscienza sociale. Un’ottima lezione per ogni aspirante scrittore di fantasy🙂

  7. @Francesco
    Ottimo suggerimento – in effetti i lavori di Holdstock sui Mythago sono un’eccellente aggiunta alla lista.
    Grazie!

  8. @Hendioke
    Maurice di Pratchett mi manca, proprio perché lo avevo classificato come storia per ragazzi. Vedrò di dargli un’occhiata – grazie della segnalazione.

  9. Non che mi diverta a fare il bastian contrario (o magari si, un po’ mi diverte) ma siamo sicuri che il problema sia leggere bene o leggere male? A me sembra che il problema debba porsi nei termini leggere o non leggere.
    Se avessi un figlio non mi preoccuperei affatto nel vederlo leggere vagonate della fantasy piu’ omologata e convenzionale, perche’ chi acquisisce il gusto della lettura, chi inizia A DIVERTIRSI leggendo, finisce inevitabilmente per elaborare un percorso personale che lo portera’ chissa’ dove, ma da qualche parte lo portera’.
    E’ chi non si diverte a leggere, e quindi non legge NIENTE, che mi preoccupa.

    • Ernrico, dai un’occhiata in giro.
      Vedrai decine di titoli prodotti da autori che replicano meccanicamente il modello dei libri che – in interviste e su siti web – affermano di leggere quasi esclusivamente.
      Il vecchio post del 2007 nacque dal ribrezzo provato all’ide di un editore che dicesse ai propri autori “datemi qualcosa come Eragon”.
      Io parlo di adulti che scrivono e vendono ciarpame senza neanche rendersene conto, non di ragazzi che leggono o non leggono.

  10. Bene Davide, per trovare un editore bastera’ riesumare la trama di Romeo e Giulietta, con Romeo romantico vampiro e Giulietta tenebrosa licantropa, anche se sara’ necessario cambiare il finale. Ma sospetto che lo abbiano gia’ fatto, innumerevoli volte.

    Cambiano le cose, ma resta tutto uguale. Ma anche questo mi sembra lo abbia gia’ detto qualcuno🙂

  11. E poi, francamente … ribrezzo, addirittura!
    In fondo questa gente non ti ha mica fatto niente, si limita a scrivere e a pubblicare storie per cui c’e’ una forte domanda. Non credo che siano in fila davanti alla tua porta cercando di convincerti a scrivere quello che vogliono loro.
    Eragorn e Narnia hanno piu’ successo di Gormenghast, fattene una ragione.

    • Enrico, nel momento in cui ciò che io scrivo viene fiscalizzato come fatasy e ciò che loro scrivono viene fiscalizzato come fantasy, il pubblico è autorizzato a credere che io sia un perpetratore di baggianate esecrabili come le loro.
      E ciò mi provoca ribrezzo.
      poi come al solito, YMMV.

  12. “No, non servirà a nulla.
    Ma il fatto che sia una battaglia persa non significa che non sia una battaglia che vale la pena combattere, giusto?”
    “il fatto che abbiamo perso non significa che avessimo torto” (Mal Reynolds)

  13. Dunque… ok, a me i signori oscuri e gli elfi e compagnia bella piacciono, e li disegno, e leggo altri che lo fanno. Ma se in questi li trovo ingredienti di qualcosa di più grande ed elaborato rispetto al classico “orfano che vive con un mezz’elfo in una fascia climatica temperata e viene scelto senza una ragione logica per picchiare il sovrano ‘oscuro’ che da 16 anni mantiene un certo status quo e l’unico a cui non piace è un vecchio drogato che fa lo stregone”. Ora, mettendo da parte un attimo gli “ingredienti”, che tutti abbiamo i nostri ‘temi’ preferiti, io ho un altro problema col “fantasy”, cioè: Mi si chiede: “quali generi leggi?” e io seleziono tra i disponibili “fantasy/sci-fi/storico”. “Quali autori?” e io indico un fumettista e “M. Zimmer Bradley / R.H. Howard”. Poi mi arriva la fatidica domanda: “seleziona il sesso: M/F”. Schiaccio F. La prossima volta, invece, selezionerò MASCHIO perché nonostante le mie indicazioni mi sono trovata solo ed esclusivamente pattumiera pararomance senza un senso e senza fantasy soprattutto. Non è tanto che il tema dell’eroe in viaggio che affronta il Mala in clima anglosassone con elfi sia continuamente riproposto – avremo sempre ragazzini che li leggono e adulti che non li leggono; a me eragon non è piaciuto perché ero troppo grande quando è uscito, ad un mio amico di 4 anni più giovane invece essendo la sua prima lettura fantasy era piaciuto molto-; io penso sia più grave ormai che di tutto quello che alcune grandi scrittrici ci hanno lasciato non sia rimasto nulla, e che io solo per il fatto che sono una F mi trovo costretta a dover accettare come “fantasy” roba di questo tipo, senza senso e la cui unica “missione” sia vendermi una roba melensa e degradante di una protagonista che non importa quanto è grande il Male che sbadatamente si trova nella trama, l’importante è che si sposi giovane e diventi una incubatrice di figli per l’eroe “misterioso” (e quindi colui che porta l’atto della seduzione, a lei interdetto) nel post Lieto fine. Nonostante il fantasy, per nome, dovrebbe portarmi a poter scegliere tra un infinito universo di mondi, l’unico che viene proposto è solo questo. A me, solo perché sono una F, mi è stato detto “le ragazze non possono scrivere di horror, portami una cosa alla twilight, quello vende.”
    Scusa, scrivo sempre post lunghi u.ù

    • Nessun problema per i post lunghi🙂

      • Compagna di odio per il paranormal romance! *abbraccia* Non so dirti quanto quanto hai ragione! Il paranormal romance io lo schifo e lo aborro, idem l’urban fantasy. Preferisco un milione di volte il ragazzetto sfigato che deve combattere l’oscuro signore e/o gli elfi a questo punto. Il genere di fantasy che adoro però è quello di Marion Zimmer Bradley o Ursula le Guin perchè le loro storie oltre a essere scritte stupendamente con uno stile bello da leggere (si perchè io quando leggo mi faccio influenzare anche dallo stile: è inutile che mi si dica che poi esco dall’azione. Se una roba è scritta con sciatteria può anche seguire minuziosamente la regola dello show don’t tell io me ne accorgo e non mi piace lo stesso), sono anche “dense”. E poi avrei un altro milione di cose da dire ma mi fermo qui va!

  14. Davide, sono confuso. Quella che scrivono loro non e’ fantasy? O e’ quella che scrivi tu che non e’ fantasy? O forse scrivete tutti fantasy ma quella che scrivono loro e’ brutta e a te scoccia perche’ loro trovano un editore, mentre tu che scrivi fantasy bella ti devi autopubblicare?

  15. Perche’ se quello e’ il problema avrei una possibile soluzione: proponiamo una legge che vieti agli editori di pubblicare fantasy brutta, in base alle deliberazioni di una commissione da te presieduta. I libri di fantasy brutta pubblicati prima dell’entrata in vigore della legge li raccogliamo al centro delle piazze e gli diamo fuoco, facciamo tanti bei falo’ ecocompatibili. Ale’.

    • Enrico, come chiunque prenda sul serio ciò che fa, mi preoccupo dello stato di salute del mio ambito lavorativo.
      Il fatto che un medico presti servizio in un bordello, non significa che debba per forza andare a puttane.
      O no?

  16. “chi inizia A DIVERTIRSI leggendo, finisce inevitabilmente per elaborare un percorso personale che lo portera’ chissa’ dove, ma da qualche parte lo portera’”
    Enrico, come bibliotecaria ti dico: ni. Alle elementari le maestre li portano a prendere i libri e loro leggono un casino, soprattutto Geronimo Stilton. Quasi esclusivamente Stilton. Alcuni non fanno mai un passo avanti da Stilton.
    Alle medie, le prof non li portano più, e il numero di lettori cala drasticamente.
    Alle superiori, vengono in biblioteca solo a prendere libri che devono leggere per scuola, scazzatissimi.
    Se c’è un percorso, io non ho idea di quale sia esattamente l’ostacolo che mozza loro le gambe ben prima di arrivare al punto del percorso in cui si formano un gusto (figurarsi una qualsiasi forma di curiosità intellettuale che li spinga a leggere altro da quello che la massa reputa “giusto”).
    Poi, sia chiaro, sto generalizzando e ci sono fortunate eccezioni. Ma troppi non leggeranno mai altro da quello che hanno già letto, stagnando in eterno. Sempre se leggono.

  17. Ehilà! Accidenti se arrivo tardi… Un sacco di commenti, come era prevedibile per un post del genere!😀
    Voglio elargire i miei due cent di opinione: la battaglia non è mai persa.
    Io ho scoperto e letto un sacco di bella roba, fantasy, grazie a questo blog. Alcuni dei miei gusti sono cambiati. Si sono evoluti, oserei dire. E magari grazie a questo saranno diversi i gusti di alcuni miei amici, di mia moglie, di mia figlia. Quindi… Persa un par di palle!
    Chi Non Combatte Cade, cantava uno scadente gruppo punk del Nord Italia, negli anni ’90.😀

    E poi… Beh, vorrei iniziare un lungo discorso su come editori, curatori e gente simile, gente che dovrebbe “fare cultura”, sulla cultura ci sputa per fare becera pubblicità di prodotti mediocri che, verosimilmente, loro stessi non comprerebbero.
    Vorrei farlo. Ma poi una voce echeggia nella mia testa.

    “Don’t feed the troll!” >_<

  18. Scusate il doppio post…

    Ma poi… Scusate, dove sta scritto che “meglio leggere merda che non leggere affatto”?!
    Cioè, magari il tempo risparmiato non leggendo Twilight uno lo impiega ascoltando bella musica, facendo sano sport, intessendo rapporti sociali… No?

  19. zero
    io qualche idea di cosa sia a mozzare le gambe di tali fanciulli l’avrei anche, ma se ne potra’ parlare in altra occasione, quano l’argomento sara’ piu’ in topic con il post originale.

    Davide,
    come al solito la discussione e’ stata avvincente e stimolante, e su una cosa devo darti ragione, come dice sempre mia madre: il mugugno e’ libero (traduzione dall’originale ligure). Capisco il sentimento di sconforto e di fastidio che si prova a confronto di quanto ci sembra cosi’ radicalmente SBAGLIATO. Ammeto di cascarci anch’io, a volte, pur convinto come sono che il mugugno, per quanto libero e liberatorio, sia anche sterile e fondamentalmente inutile.

    Ma anche di questo avremo certo occasione di riparlare, ho passato la scorsa notte in bianco e al momento sono a pezzi e solo marginalmente coerente.

    Alla prossima

  20. PS e poi sto zitto, prometto.
    Il fatto che un medico lavori in un bordello non significa certo che vada anche a puttane, ma dubito che le puttane gli facciano ribrezzo🙂

  21. l’industria produce ciò che chiede il mercato e il mercato consuma ciò che produce l’industria, è un rapporto di interscambio che, per produrre sempre più profitti in sempre meno tempo, ha portato ad un degrado qualitativo progressivo che ha eroso il mercato stesso, portando l’industria ad una situazione apparentemente irreversibile perché far cassa non è più solo una scelta, ma una necessità: ci sono stipendi da pagare, bollette, mutui, e non c’è margine di manovra. Visto nella musica e nel cinema oggi lo si vede forte nell’editoria.

    Detto questo credo anche che letture magari non eccelse ma “accessibili” servano da punto d’ingresso per lettori nuovi o giovani. Il problema, credo, non è tanto che ci sia del fantasy mediocre o poco fantasioso in giro, quanto il fatto che ci sia solo quello, che non venga fatto più di tanto lavoro di proposta di nuovi autori di qualità né di recupero dei “classici”.

    Però devo dire anche che sento sempre buttare inesorabilmente merda su tutto ciò che viene fatto in italia, possibile che non ci sia niente di buono?

    @Davide: leggere te che scrivi di bordelli e puttane mi ha commosso😉

    • Michele, sono commosso di averti commosso, ma io stavo citando una frase di Harlan Ellison.
      Mi sarebbe piaciuto che qualcuno se ne fosse accorto – ma in fondo era questo, no, il tema di questo post?

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